Christian Churches of God
[009z]

Sommario: Libertà e Responsabilità

(Edizione 2.0 19940327-19991022)
Questo saggio guarda alla responsabilità degli individui Cristiani alla luce della Pasqua ebraica e della festa del pane azzimo. Si esamina il sacrificio di Gesù Cristo nella crocefissione al posto di peccatori come Barabba.
Christian Churches of God
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(Diritti d’Autore [edizione 1996, 1999]Chiese Cristiane di Dio)

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Sommario: Libertà e Responsabilità

La festa del pane azzimo celebra la dipartita dell’antica Israele dall’Egitto.  Spiritualmente l’Egitto rappresenta il peccato e l’intero sistema del mondo controllato dalle schiere demoniche.  Tutto in Egitto era opposto e impediva l’adorazione dell’unico vero Dio.  La legge di Dio e il suo calendario sono stati reintrodotti in tutto il mondo, così che ora Egli può essere adorato correttamente.  Le forze dell’’anti-nominalismo’ sono sempre al lavoro  cercando di impedire che ciò avvenga.  Anti-nominalismo significa anti o contro la legge.  Una volta che l’adorazione dell’unico vero Dio è sostituita con le tradizioni dell’uomo, inizia un processo di degenerazione e di assenza di leggi (Rm. 1:18-32).

Dalle ultime ore di vita di Cristo si imparano importanti lezioni (Marco 15:6-7; Luca 23:13-25).  Barabba era un omicida in attesa di esecuzione sotto le leggi sia ebraica che romana.  Egli fu liberato alle spese di un uomo innocente, visto che non c’era alcuna base legale alla condanna di Gesù il Messia. (Mt. 27:25).  Incredibilmente, la folla volle il sangue di Cristo! Questo adempie la profezia, infatti l’agnello pasquale fu ucciso e il sangue spalmato sugli stipiti delle porte, così che l’angelo della morte passasse sopra di loro.  Cristo divenne l’agnello pasquale di Dio; il Suo sangue avrebbe coperto Israele.  Barabba, essendo stato liberato dalla pena di morte, divenne il modello dell’umanità e di ognuno di noi (Rm. 6:23).  Tutti noi abbiamo peccato e ci siamo meritati la pena di morte (1Gv. 3:15).  Odio può anche significare meno amore; parzialità è lo spirito dell’omicidio.  E’ peccato (Gc. 2:9).  Dunque se noi abbiamo odiato o mostrato parzialità, anche noi abbiamo partecipato al peccato dell’omicidio!

Barabba era un assassino.  Nella realtà dei fatti egli era colpevole anche di ribellione e di tradimento contro il governo degli uomini.  Come lui, anche noi ci siamo ribellati contro le leggi di Dio, ponendo noi stessi fuori dalla volontà di Dio e ribellandoci al Suo governo (Rm. 3:10-17; 8:7). Quando Barabba fu liberato, Cristo dovette subire tutto ciò che era stato previsto per lui.  La morte di Cristo è ciò che s’intende per tutti i peccati del genere umano.  Il nome di Barabba letteralmente significa figlio del padre (Rm. 8:15).  Grazie all’alto prezzo pagato dal nostro fratello maggiore Gesù il Messia, noi possiamo diventare figli del nostro Padre in cielo.

Cristo fu portato via e picchiato selvaggiamente dai soldati romani fino a quando non fu esausto.  Dopo gli fecero portare la croce sulla quale sarebbe stato crocefisso.  Si resero subito conto che egli non sarebbe stato capace di farcela per tutto il cammino, così obbligarono un uomo chiamato Simone da Carene, che era tra la folla, a portare la croce di Cristo.

Qui la lezione che si ricava è che noi dobbiamo diventare come Cristo e condividere il suo carico (Mt. 10:24-25).  Anche se il sacrificio di Cristo paga la punizione per i nostri peccati, questo non cancella la responsabilità di obbedire alle leggi di Dio.  Dio si aspetta ancora molto da noi e a coloro a cui è dato molto attraverso la comprensione, sarà richiesto molto.  Quando Cristo era ancora vivo ed insegnava, molti lo seguirono per diverse ragioni.  Alcuni avevano delle domande, alcuni volevano essere guariti o nutriti, alcuni volevano vedere dei miracoli maestosi o il manifestarsi del potere divino.  Solo pochi accettavano e volevano veramente fare ciò che egli insegnava (Lc. 14:26-27).

Cristo depositò una gran responsabilità sulle spalle di coloro che erano stati attratti dai suoi insegnamenti.  Egli pone la stessa responsabilità su di noi oggi per provare la nostra fede di fronte a Dio.  Il termine ‘odio’ ancora una volta vuol dire amare meno.  L’amore di Dio dovrebbe essere il più importante nelle nostre vite.  La croce che noi dividiamo con Cristo è la persecuzione del mondo per il messaggio che egli ha portato (Eb. 12:1-3; 1Cor. 1:8-25).  Era anche un simbolo di vergogna.  Il concetto della croce è di sacrificare la propria vita per quella degli altri.  Cristo intendeva fare questo (Gv. 15:9-17).  Noi dovremmo vivere una vita in cui volontariamente sosteniamo il fardello degli altri; donandoci al servizio in ogni situazione e letteralmente rinunciando alla nostra vita se questa è la volontà di Dio (Lc. 14:28-33).  Noi siamo veramente liberati da Cristo così che Il nostro Padre si possa occupare di noi.