Christian Churches of God
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Sommario: Egli li chiama per nome: Studio di Salmi 23

(Edizione 1.1 19940423-19981130)
Questo è lo studio di Salmi 23.
Christian Churches of God
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Diritti d’Autore 1995, 1996, 1999 Wade Cox) (Tr. 2003)

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Sommario: Egli li chiama per nome: Studio di Salmi 23

Il ventitreesimo salmo è probabilmente uno dei più conosciuti, e più diffusamente cantati di tutta la Bibbia. Ci sono due aspetti di questo lavoro su cui cade immediatamente l’attenzione.

Il primo è quello di Gesù Cristo come buon pastore. Il secondo è l’uso delle parole per un gregge di pecore fisico. Davide, l’autore di Salmi, da giovane fu pastore, così era in grado di presentare i fatti in maniera convincente. Ci si riferiva a Davide come il “re dei pastori” d’Israele, ed egli sarà rimesso nuovamente in quella posizione nel ruolo millenario di Gesù Cristo, il grande pastore (Ez. 34:23)

In alcuni paesi il gregge è piccolo, ed il pastore conosce abbastanza bene ogni animale che possiede. Proprio come Cristo è cosciente delle manie, delle fragilità e della forza del piccolo gregge sotto la sua custodia.

Davide apre il suo salmo dichiarando che lo yahovah è il suo pastore, e questo YHVH era il Dio o l’Elohim d’Israele, attraverso l’autorità di Dio il Padre (Dt 32:8,9). Le pecore o il piccolo gregge (Luca 12:32) che Gesù Cristo cura gli furono date da Suo Padre (Giovanni 10:29, 17:6).

Perché è un tale onore essere una delle pecore nel piccolo gregge di Cristo? Poiché Cristo era l’inizio della creazione di Dio (Ap. 3:14), il primogenito della creazione (Col. 1:15). Egli è superiore a tutti, attraverso l’autorità del suo Dio e di suo Padre, che è anche nostro Dio e nostro Padre (Giovanni 20:17). Dio il Padre ci chiamò e ci diede a suo Figlio, Gesù Cristo (Giovanni 6:44).

Così il nostro Pastore è molto speciale. Le pecore sono delle creature che hanno bisogno di una cura e di un’attenzione infinita, e Davide come pastore, rischiò la sua vita per il gregge di suo padre. Cristo nostro pastore diede la sua vita per noi (Giovanni 10:11).

Dunque con questo pastore dobbiamo avere paura e non volere. Egli è tanto potente da aver cura di noi in ogni situazione della nostra vita, in periodi problematici o nell’abbondanza e nella fiducia, e la soddisfazione sta nel realizzare che egli è incaricato delle nostre vite.

Le pecore si devono riposare nel campo (“stare nei pascoli verdi”) devono essere libere dalla paura, dalla rabbia, da parassiti fastidiosi e dall’ostinatezza di qualsiasi altro appartenente al gregge. Allo stesso modo, lasciando le preoccupazioni e paure ai piedi del nostro pastore, riposiamo nella soddisfazione dello spirito. Nel gregge che appartiene a Cristo, ci potrebbero essere tensioni causate da rivalità, o membri che si contendono la posizione o il potere. Questo non dovrebbe avvenire, poiché la nostra vita, nel Suo gregge, dovrebbe essere di servizio agli altri (Luca 22:28). Cristo Si mostrò come il servo quando era sulla terra (Mt. 20:28).

I “pascoli verdi” di un membro del gregge di Cristo, sono preparati nelle nostre menti dal Suo lavoro, per interrompere la fredda indifferenza, per sradicare le radici amare, per infrangere i nostri cuori orgogliosi e provocare la mortificazione dello spirito in cui egli può piantare il Suo amore e la parola di Dio. Possiamo dunque nutrirci nei “pascoli verdi”.

Quando un pastore nella regione d’Israele portò il suo gregge a bere, spesso doveva fare una diga o riempire un abbeveratoio per i suoi animali, in modo che potessero bere dell’acqua ferma, senza paura. Essi non vogliono bere dell’acqua con una forte corrente, e sarebbe pericoloso scendere gli argini accidentati di una pozza.

Cristo ci ordina di bere “l’acqua viva” – che è lo Spirito Santo. Non dobbiamo bere acque fangose, inquinate e con malattie, dello spirito del mondo controllato da Satana.

Ci si potrebbe chiedere perché Gesù avrebbe bisogno di restaurare qualsiasi anima, se noi siamo il suo gregge. Così come fanno le pecore, tendiamo ad allontanarci e possiamo perderci o essere confusi ed essere in pericolo. Così come un pastore cerca la pecora smarrita, Cristo cerca quella che si è allontanata e la porta al pentimento riportandola a casa.

Nelle culture medio orientali, le pecore sono guidate dai loro pastori, che cercano il giusto sentiero, che le pecore devono seguire. Se lasciate a se stesse, essendo creature abitudinarie, userebbero un sentiero, finché non diventerebbe un solco impoverito fino a diventare incolto ed inquinerebbero il campo con i loro escrementi.

Cristo, come nostro saggio pastore, ci conduce nel sentiero che ci porterà alla vita eterna. Noi tendiamo a seguire le nostre vie che portano alla morte (Prv. 14:12). Ci blocchiamo ad un aspetto dello studio della Bibbia, e dobbiamo essere condotti verso pascoli buoni e diversi nella Bibbia. Così Dio ci “parla” attraverso la Sua parola, tramite lo Spirito Santo, ed il suo gregge “conosce la sua voce” (Giovanni 10:1-5).

Alcune volte, il pastore medio orientale deve condurre le sue pecore attraverso delle vallate pericolose per raggiungere dei pascoli migliori in terreni più alti. Ma egli è li, che conduce, che guida, che si prende cura e protegge. La stessa cosa si può dire di Gesù, poiché ci guida nei tempi difficili, alcune volte la morte è imminente, e ci conduce in un altopiano più elevato di comprensione ed esperienza cristiana. Egli ci fa camminare “attraverso la valle dell’ombra della morte”, o come si afferma in Atti 14:22 “attraverso molte tribolazioni” ecc. Questi sono i momenti in cui dobbiamo stare particolarmente vicini al nostro pastore, in cui dobbiamo ascoltare e conservare con diligenza la sua voce.

E’ la presenza di Cristo nelle nostre vite che ci aiuta a “non aver paura del male”. Come le pecore si ammassano per difendersi dai lupi, dai cani, dagli orsi o dai leoni, così noi, in quanto gregge appartenente a Cristo, dobbiamo unirci a Lui per resistere agli attacchi del nostro nemico: Satana.

Il pastore aveva il suo bastone ed il suo equipaggiamento per andar fuori ed essere a capo del suo gregge. Usava il bastone come arma di difesa per proteggere se stesso ed il suo gregge. Il bastone di Cristo è la parola di Dio. Egli la utilizzò quando era nel deserto in lotta con Satana, e noi possiamo utilizzarla come una distinta potenza autoritaria nelle nostre vite. E’ utilizzata come bastone per esaminare i “difetti”, le “malattie” e le “ferite” delle nostre vite, che rappresentano le nostre tendenze, intenzioni e ragioni interiori. (Sal. 139:23, 24, Ap. 2:23).

L’attrezzatura nelle mani del pastore rappresenta la sua guida e la sua tenera compassione. Utilizzava il pastorale per avvicinare a lui una pecora o un agnello. Poteva utilizzarlo per spingere una pecora nella giusta direzione.

Utilizzando lo Spirito Santo da Dio il Padre attraverso Cristo, siamo spinti ad un rapporto stretto, e guidati nella nostra vita. (Giovanni 16:7; Isa 40:11).

Il pastore scova le erbe ed i serpenti velenosi, e prepara il posto affinché il suo gregge mangi tranquillamente. Dobbiamo stare attenti a non “mangiare” erbe velenose (le false dottrine) e controllare i nostri comportamenti, in modo che non avvelenino la pura parola di Dio. Cristo, attraverso la parola, mostra ciò che dovremmo mangiare.

Quando, di sera, le pecore sono condotte nell’ovile attraverso un’entrata stretta, il bastone è utilizzato per dividere il vello, ed ogni ferita o piaga è curata. La pecora esausta sarà trattata con amorevole cura, strofinandogli il muso con olio d’oliva e dandogli un po’ d’acqua. Il pastore deve fungere da porta per far entrare una ad una le pecore ed esaminarle. Cristo è la porta (Gv. 10:7-9).

L’unzione con l’olio e la gentilezza e la grazia del pastore verso le sue pecore non ha bisogno dell’approfondimento del concetto della cura di Cristo per il Suo gregge e della nostra entrata nel Regno di Dio attraverso Cristo, la porta.

Come risultato dovremmo portare amore grazia e tenerezza agli altri, lasciandoli con contentezza pace ed amore.

Quando dunque le pecore sono al sicuro nell’ovile, saremo impazienti di risiedere con Dio e Gesù nella casa di Dio per sempre. Quando avremo seguito la voce del nostro pastore (Gv. 10:3-14) raggiungeremo la pace ed la contentezza che soltanto Dio e Cristo, che è il Suo Buon Pastore, possono dare.