Nelle precedenti chiese, alcuni di voi potrebbero aver pensato che Dio stesse “riproducendo Se stesso” attraverso l’umanità. Si pensò che questo processo di “riproduzione” fosse caratterizzato dall’analogia al concetto di nascita. In modo particolare, si diceva che quando una persona era battezzata e riceveva lo spirito di Dio, lei o lui era “concepito/a” come un potenziale essere di Dio. La mente e lo spirito umano erano paragonati ad un ovulo o un uovo all’interno del corpo di una donna. Lo spirito di Dio era paragonato ad una “cellula di sperma divino” che entrava in quell’“uovo” e concepiva un nuovo essere spirituale.
La chiesa, a sua volta, era paragonata al corpo di una donna ed in modo particolare ad un grembo. Il nuovo essere di Dio concepito, doveva diventare strettamente legato al “grembo uterino” della madre; i.e. i Cristiani dovevano attaccarsi saldamente alla Chiesa e trarre il loro nutrimento spirituale dalle istruzioni, dal ministero e dalla fratellanza del corpo. Se un Cristiano lasciasse il corpo della Chiesa, sarebbe come un “aborto” spirituale che avrebbe come risultato la “morte spirituale”. I Cristiani dovevano crescere nel corpo della Chiesa, fino a che nella prima resurrezione non “fossero rinati nuovamente” come esseri spirituali. I riferimenti del Nuovo Testamento al “rinascere” erano infatti riferimenti a questo processo di “gestazione spirituale e nascita nella resurrezione”.
Tutto in tutti era un’acuta analogia e spiegazione del processo della conversione Cristiana e del supremo piano ed obiettivo di Dio.
Tuttavia si trattava in realtà di una analogia non-biblica. La Bibbia non parla del processo della conversione e della crescita Cristiana nei termini di concezione al battesimo e di nascita alla resurrezione. Era una cattiva comprensione dell’antica parola inglese begettal (il generare), che compare nella KJV e che porta a questa incorretta analogia. Il termine beget (generare) non significa concezione; significa procreare. L’analogia biblica della rinascita sta a significare che siamo rinati o nati nuovamente nella conversione e nel battesimo. Da li, dobbiamo crescere e maturare come Cristiani, fino a che non sviluppiamo pienamente il carattere di Gesù Cristo.
Ma questa analogia non era solo non biblica, ma costringeva anche ad un’erronea comprensione di altri passaggi delle Scritture. Per esempio:
Romani 8:15 E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: “Abbà, Padre!”. (KJV)
Si diceva che la parola tradotta con adozione in questo passaggio, non significava affatto adozione, ma piuttosto, condizione di figlio – poiché Dio stava riproducendo Se stesso e noi dovevamo diventare i Suoi reali figli, non semplicemente i suoi figli adottivi. A sostegno di questo c’è la rappresentazione di una traduzione alternativa come quella della RSV.
Romani 8:15 e non solo la creazione ma anche noi stessi che abbiamo le primizie dello Spirito, soffriamo intimamente mentre attendiamo nell’adozione come figli, la redenzione dei nostri corpi. (RSV)
Naturalmente, il verso 23 dello stesso capitolo nella RSV non era citato!
Romani 8:23 [23]essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. (RSV)
Così, in una traduzione abbiamo l’adozione, in un’altra abbiamo sia l’adozione che è la condizione di figli ed in altre ancora (e.g. Moffat) è utilizzata solo la condizione di figli. Qual è la verità?
Nelle Chiese Cristiane di Dio, il nostro obiettivo è di ricercare, insegnare e pubblicare la verità senza paura o senza l’aiuto di nessuno (1Pt. 4:109-11; 2Tm. 2:15)
Dio sta riproducendo se stesso
Prima di studiare questo soggetto dell’adozione dobbiamo capire che Dio sta in effetti replicando Se stesso, o riproducendo Se stesso, nel senso che egli sta creando negli uomini altri esseri, che dividono la Sua natura, in cui il Suo carattere è stato formato. Dio sta infatti replicando se stesso in molti figli. Cristo era il primo dei Suoi figli ed una riproduzione derivata dalla natura di Dio (2Cor. 4:4; Col. 1:12-15; Eb. 1:3 (Wuest)).
Così, Cristo alla sua creazione aveva il Carattere di Dio o la sua natura “marchiata dentro” (citata sopra come il raggio esterno della gloria di Dio).
E’ anche interessante notare che la parola greca tradotta con immagine derivata e riproduzione derivata sopra è eikon da cui abbiamo la parola icona. Significa immagine, figura, somiglianza; un immagine di cose celesti; etc. Cristo è una replica di Dio per quanto riguarda la sua natura ed il suo carattere.
Allo stesso modo, i Cristiani sono stati trasformati in copie, replicanti, o immagini di Cristo (e quindi copie di Dio). Siamo fatti su immagine di Dio (Gn. 1:26; 1Cor. 11:7). Questo processo non sarà completo fino alla resurrezione (1Cor. 15:49).
Il fatto è che Dio sta replicando Se stesso negli uomini. Ha già riprodotto o replicato se stesso in molti – forse centinaia di miliardi di figli spirituali, che definiamo angeli. Egli completerà il processo con l’umanità nel corso del suo piano di salvezza (Rm. 8:29; Eb. 2:10-11).
Il termine adozione appare nei seguenti testi biblici: Romani 8:15,23; 9:4; Galati 4:5; Efesini 1:5. La parola qui tradotta come adozione viene dal greco huiothesia (SGD 5206). Era il termine standard per adozione nel primo secolo. Sembra essere una parola composta che significa nominare come figlio. Ma la nostra adozione non è ancora completa (Rm. 8:23).
Dio pone il suo nome su di noi (Gv. 17:11).
Come cristiani, riceviamo lo spirito di adozione, ci uniamo alla famiglia di Dio, riceviamo le Sue benedizioni, ed accettiamo il Suo amore. Dio non prende la decisione di scegliere di chiamarci ora, con leggerezza.
Egli e Cristo, forse con il consiglio dei 24 anziani sul suo trono, considerano molto cautamente, le implicazioni per la chiamata di qualcuno, ora, in un mondo senza un Dio. Devono analizzare il fatto che la persona che stanno considerando, non solo deve vincere la sua propria natura umana, ma anche Satana ed il Mondo.
Dobbiamo essere completamente sottomessi a Dio, in tutto. Questa sottomissione ed appartenenza alla famiglia di Dio deve continuare fin quando Dio vive e, poiché Dio è eterno, comprendiamo che il nostro posto nella famiglia di Dio è eterno.
Le nostre vite diventano quelle di Dio. Paghiamo a Lui le Sue decime, Gli facciamo offerte, e Gli offriamo sacrifici di preghiera e di vita devota. Egli, in cambio, rimuove il debito di peccato che abbiamo accumulato per farci intraprendere una nuova vita nella Sua famiglia, liberi dai pesi del passato.
I Cristiani ricevono lo spirito del nostro nuovo Padre, e Lo chiamano con il nome di Padre. Iniziamo una nuova vita come nuovi figli di Dio, nati nuovamente per una vita di crescita e di sviluppo sotto la protezione del nostro Padre (Rm. 6:4 1Pt. 1:3, 23; 2:2 Ef. 4:13-15).
Sta arrivando il momento in cui la nostra adozione come figli di Dio sarà proclamata pubblicamente, e riceverà un riconoscimento pubblico. Oggi, il mondo non ci riconosce più come figli di Dio come quando riconobbe Cristo. Ma stà giungendo il momento in cui, la redenzione dei nostri corpi, vale a dire la nostra trasformazione in esseri spirituali nell’immagine di Cristo, e la richiesta di essere figli e figlie di Dio, verrà pubblicamente conosciuta.
Così ora capiamo perché Paolo utilizzò la metafora di adozione nelle sue lettere. Come le analogie nelle parabole di Cristo, trasmise ai lettori Cristiani dell’epoca la forte lezione dell’entrata nella famiglia di Dio e del piano di salvezza di Dio. L’analogia non sminuisce in alcun modo il fatto che Dio stia riproducendo se stesso o replicando se stesso negli uomini. Piuttosto incrementa la nostra comprensione della Paternità di Dio e della condizione di figli dei Cristiani.
Paolo stava insegnando che l’individuo che una volta non era membro della famiglia di Dio, ora è il vero figlio di Dio e genuino erede, proprio come Gesù Cristo. Paolo utilizzò l’analogia di Romani per rafforzare la nostra richiesta di essere figli di Dio in qualsiasi modo possibile, e quindi per darci il diritto legale di ereditare e governare l’universo con il nostro fratello anziano, Gesù il Cristo.