Christian Churches of God
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La notte di Veglia

(Edizione 1.0 19990306-19990306)
E’ scritto: Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne.
Christian Churches of God
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(Diritti d’Autore 1995, 1996, 1999 Wade Cox)

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La notte di Veglia

La notte di Veglia è un evento biblico molto importante nel calendario.

E’ stata completamente dimenticata nella cristianità tradizionale e sminuita nelle Chiese di Dio del ventesimo secolo. Il Giudaismo ha anche introdotto l’errore ed il falso sistema del calendario per distruggerne il significato eaica l’osservanza nel giusto giorno in accordo con la Legge di Dio. Soltanto i Samaritani rimanenti e poche piccole chiese di Dio l’osservano secondo il calendario del Secondo Periodo del Tempio così come era osservato  al tempo di Cristo e della chiesa antica.

E’ anche chiamata la La Notte delle Osservanze e questo nome ha delle intenzioni specifiche.

Tutta la sequenza della Pasqua ebraica è esaminata nel documento La Pasqua ebraica (No. 98) Il periodo tradizionale chiamato Pasqua Ebraica nell’antica Chiesa Cristiana, è il periodo che parte dall’Eucaristia, quando Cristo fu imprigionato dopo il pasto avuto con i discepoli, nella notte del giorno di preparazione, prima di essere processato dinnanzi al Sinedrio Giudaico ed a Pilato e quindi crocifisso. Fu crocifisso e morì nel pomeriggio del 14 Nisan, in accordo con il sacrificio della Pasqua ebraica. Egli morì alle 3 p.m., nel pomeriggio in cui gli agnelli venivano uccisi per il pasto della Pasqua Ebraica, la sera che da inizio alla Notte da Ricordare in modo particolare, nel quindicesimo giorno del Primo mese. Flavio Giuseppe riferisce che molte migliaia di agnelli venivano uccisi nel quattordicesimo giorno, dalle 3 p.m. in poi. La Pasqua Ebraica nella chiesa antica era un termine generico che comprendeva dal 14 Niasn alla domenica dei Covoni e non aveva importanza il numero dei giorni. I giorni rimanenti erano classificati come Pane Azimo.

Flavio Giuseppe ci riferisce anche il modo in cui era celebrata la Pasqua Ebraica durante il periodo del Tempio. Gli agnelli della pasqua ebraica erano uccisi tra la nona  e

l’undicesima ora (Giuseppe, La Guerra Giudaica Libro VI, Cap. IX). Al tempo di Giovanni Ircano, in una Pasqua Ebraica a Gerusalemme, si contavano duecento cinquantaseimila cinquecento agnelli uccisi con non meno di dieci persone per agnello (ibid.)

Sappiamo esattamente che i Samaritani ed i Sadducei negarono qualsiasi tradizione orale ed osservavano soltanto la legge scritta. Giuseppe ci dice che John Hyracanus abolì i decreti dei farisei e mise i Sadducei in potere, ed i loro decreti furono istituiti, anche se riguardarono soprattutto l’aristocrazia. I Farisei erano conosciuti fra il popolo poiché avevano delle punizioni moderate. (Antichità Giudaiche, Libro XIII, Cap.X). Giuseppe era anch’egli un Fariseo e scriveva di essi in modo favorevole, ma ancora riporta le tradizioni di cui leggiamo nel NT. Come vediamo dal Mishna i rinvii non erano in atto in questo periodo. Le tradizioni, introdotte nel periodo dai Farisei dalla cattività babilonese, furono rifiutate da tutte le altre sette. La soppressione dei farisei fu continuata sotto Alessandro Ianneo figlio di Giovanni Ircano, ma dopo la sua morte, la moglie Alessandra li sostenne per nove anni. Essi riuscirono abilmente a controllarla e cercarono di introdurre le loro tradizioni. Alla sua morte, Aristobulo ed il fratello più grande Ircano, che Alessandra aveva fatto sommo sacerdote, entrarono in guerra per la successione. Ircano fu deposto e crebbe il potere dei Farisei (ibid. p. 289). Ircano venne sostenuto da Antipatro l’idumeo  ed in ultimo Pompey dovette intervenire nella disputa. Offesa dalla sua arroganza, Pompey attaccò Aristobulo ed entrò in Gerusalemme e nel Tempio entrando persino nel Sancta Sanctorum. A quel tempo era usato per mettere tesori, ma non fu toccato. Egli rimise al potere Ircano ed il suo partito che aveva partecipato e che aveva ucciso un gran numero di sacerdoti incombenti.

In questo modo i Farisei riguadagnarono potere, ma furono arroganti e disonesti. Sotto Erode, furono coinvolti in intrighi disonesti e false profezie. Egli uccise il loro uomo più importante insieme a Bangoas l’eunuco, Carus il Sodomita ed il suo catamita ed il popolo più importante della famiglia di Erode che aderì alla falsa profezia sulla cessazione del suo ruolo. Quelli ad essere giustiziati sembrava fossero la moglie di Perora, sua madre e sua sorella e Doris la madre di Antipater (A of J, ibid., p.358). Quindi sotto il popolo di Erode, i Farisei avevano un potere limitato anche se nella setta erano seimila.

Il Tempio fu condotto secondo l’antico calendario, che era osservato dai Sadducei allo stesso modo come lo osservavano i Samaritani. Dopo la dispersione, le sette rabbiniche che presero il sopravvento sui Farisei, tentarono di introdurre i rinvii e si dice che i Samaritani abbiano avuto luci diverse per i fari nei noviluni. Durante il periodo del Tempio i fari erano accesi poiché il novilunio era sempre determinato dalla congiunzione che non è un sistema d’osservazione. Non ci sono prove nella storia che i Samaritani abbiano mai cambiato il loro sistema di calcolo del Novilunio, ne durante, ne dopo il periodo del Secondo Tempio. Ancora oggi essi osservano lo stesso sistema (cfr. il documento Il Calendario di Dio No. (156) (2° edizione)).

La Legislazione

La legislazione riguardante la Pasqua Ebraica è ritrovata in Esodo 12.

Esodo 12:1-51 1 Il Signore disse a Mosè e ad Aronne nel paese d’Egitto: 2 «Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. 3 Parlate a tutta la comunità di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. 4 Se la famiglia fosse troppo piccola per consumare un agnello, si assocerà al suo vicino, al più prossimo della casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello, secondo quanto ciascuno può mangiarne. 5 Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre 6 e lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. 7 Preso un pò del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case, in cui lo dovranno mangiare. 8 In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con azzimi e con erbe amare. 9 Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le viscere. 10 Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato lo brucerete nel fuoco. 11 Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. E’ la pasqua del Signore! 12 In quella notte io passerò per il paese d’Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, uomo o bestia; così farò giustizia di tutti gli dei dell’Egitto. Io sono il Signore! 13 Il sangue sulle vostre case sarà il segno che voi siete dentro: io vedrò il sangue e passerò oltre, non vi sarà per voi flagello di sterminio, quando io colpirò il paese d’Egitto. 14 Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne. 15 Per sette giorni voi mangerete azzimi. Gia dal primo giorno farete sparire il lievito dalle vostre case, perché chiunque mangerà del lievitato dal giorno primo al giorno settimo, quella persona sarà eliminata da Israele. 16 Nel primo giorno avrete una convocazione sacra; nel settimo giorno una convocazione sacra: durante questi giorni non si farà alcun lavoro; potrà esser preparato solo ciò che deve essere mangiato da ogni persona. 17 Osservate gli azzimi, perché in questo stesso giorno io ho fatto uscire le vostre schiere dal paese d’Egitto; osserverete questo giorno di generazione in generazione come rito perenne. 18 Nel primo mese, il giorno quattordici del mese, alla sera, voi mangerete azzimi fino al ventuno del mese, alla sera. 19 Per sette giorni non si troverà lievito nelle vostre case, perché chiunque mangerà del lievito, sarà eliminato dalla comunità di Israele, forestiero o nativo del paese. 20 Non mangerete nulla di lievitato; in tutte le vostre dimore mangerete azzimi». 21 Mosè convocò tutti gli anziani d’Israele e disse loro: «Andate a procurarvi un capo di bestiame minuto per ogni vostra famiglia e immolate la pasqua. 22 Prenderete un fascio di issòpo, lo intingerete nel sangue che sarà nel catino e spruzzerete l’architrave e gli stipiti con il sangue del catino. Nessuno di voi uscirà dalla porta della sua casa fino al mattino. 23 Il Signore passerà per colpire l’Egitto, vedrà il sangue sull’architrave e sugli stipiti: allora il Signore passerà oltre la porta e non permetterà allo sterminatore di entrare nella vostra casa per colpire. 24 Voi osserverete questo comando come un rito fissato per te e per i tuoi figli per sempre. 25 Quando poi sarete entrati nel paese che il Signore vi darà, come ha promesso, osserverete questo rito. 26 Allora i vostri figli vi chiederanno: Che significa questo atto di culto? 27 Voi direte loro: E’ il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale è passato oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l’Egitto e salvò le nostre case». Il popolo si inginocchiò e si prostrò. 28 Poi gli Israeliti se ne andarono ed eseguirono ciò che il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne; in tal modo essi fecero. 29 A mezzanotte il Signore percosse ogni primogenito nel paese d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito del prigioniero nel carcere sotterraneo, e tutti i primogeniti del bestiame. 30 Si alzò il faraone nella notte e con lui i suoi ministri e tutti gli Egiziani; un grande grido scoppiò in Egitto, perché non c’era casa dove non ci fosse un morto! 31 Il faraone convocò Mosè e Aronne nella notte e disse: «Alzatevi e abbandonate il mio popolo, voi e gli Israeliti! Andate a servire il Signore come avete detto. 32 Prendete anche il vostro bestiame e le vostre greggi, come avete detto, e partite! Benedite anche me!». 33 Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a mandarli via dal paese, perché dicevano: «Stiamo per morire tutti!». 34 Il popolo portò con sé la pasta prima che fosse lievitata, recando sulle spalle le madie avvolte nei mantelli. 35 Gli Israeliti eseguirono l’ordine di Mosè e si fecero dare dagli Egiziani oggetti d’argento e d’oro e vesti. 36 Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani, i quali annuirono alle loro richieste. Così essi spogliarono gli Egiziani. 37 Gli Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero di seicentomila uomini capaci di camminare, senza contare i bambini. 38 Inoltre una grande massa di gente promiscua partì con loro e insieme greggi e armenti in gran numero. 39 Fecero cuocere la pasta che avevano portata dall’Egitto in forma di focacce azzime, perché non era lievitata: erano infatti stati scacciati dall’Egitto e non avevano potuto indugiare; neppure si erano procurati provviste per il viaggio. 40 Il tempo durante il quale gli Israeliti abitarono in Egitto fu di quattrocentotrent’anni. 41 Al termine dei quattrocentotrent’anni, proprio in quel giorno, tutte le schiere del Signore uscirono dal paese d’Egitto. 42 Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dal paese d’Egitto. Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti, di generazione in generazione. 43 Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Questo è il rito della pasqua: nessun straniero ne deve mangiare. 44 Quanto a ogni schiavo acquistato con denaro, lo circonciderai e allora ne potrà mangiare. 45 L’avventizio e il mercenario non ne mangeranno. 46 In una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori di casa; non ne spezzerete alcun osso. 47 Tutta la comunità d’Israele la celebrerà. 48 Se un forestiero è domiciliato presso di te e vuol celebrare la pasqua del Signore, sia circonciso ogni suo maschio: allora si accosterà per celebrarla e sarà come un nativo del paese. Ma nessun non circonciso ne deve mangiare. 49 Vi sarà una sola legge per il nativo e per il forestiero, che è domiciliato in mezzo a voi». 50 Tutti gli Israeliti fecero così; come il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne, in tal modo operarono. 51 Proprio in quel giorno il Signore fece uscire gli Israeliti dal paese d’Egitto, ordinati secondo le loro schiere. (KJV)

Questo testo stabilì anche l’esatta sequenza. Dal verso 18 vediamo che i sette giorni del Pane Azzimo sono contati dal Quattordicesimo giorno del Primo mese, sette giorni, fino al Ventunesimo giorno del mese. Questo settimo giorno di festa, il Ventunesimo del Primo mese è un Giorno Santo. Quindi il sera del Quattordicesimo inizia il Primo Giorno Santo del Pane Azzimo che ci è stato detto sia il Quindicesimo giorno del Primo mese. Stiamo quindi parlando della fine del Quattordicesimo giorno del Primo Mese che è Abib o Nisan. Il verso 16 mostra che c’è una santa Assemblea nel Primo Giorno del Pane Azzimo, che da Levitino 23:6, è il Quindicesimo giorno del Primo mese. Secondo questi testi, non ci può essere confusione tra l’inizio della Festa del Pane Azzimo e il momento dell’uccisione dell’agnello nella Pasqua Ebraica.

Possiamo notare un altro aspetto del giorno da Atti 27.

Atti 27:27-36 27 Come giunse la quattordicesima notte da quando andavamo alla deriva nell’Adriatico, verso mezzanotte i marinai ebbero l’impressione che una qualche terra si avvicinava. 28 Gettato lo scandaglio, trovarono venti braccia; dopo un breve intervallo, scandagliando di nuovo, trovarono quindici braccia. 29 Nel timore di finire contro gli scogli, gettarono da poppa quattro ancore, aspettando con ansia che spuntasse il giorno. 30 Ma poiché i marinai cercavano di fuggire dalla nave e gia stavano calando la scialuppa in mare, col pretesto di gettare le ancore da prora, Paolo disse al centurione e ai soldati: 31 «Se costoro non rimangono sulla nave, voi non potrete mettervi in salvo». 32 Allora i soldati recisero le gòmene della scialuppa e la lasciarono cadere in mare. 33 Finché non spuntò il giorno, Paolo esortava tutti a prendere cibo: «Oggi è il quattordicesimo giorno che passate digiuni nell’attesa, senza prender nulla. 34 Per questo vi esorto a prender cibo; è necessario per la vostra salvezza. Neanche un capello del vostro capo andrà perduto». 35 Ciò detto, prese il pane, rese grazie a Dio davanti a tutti, lo spezzò e cominciò a mangiare. 36 Tutti si sentirono rianimati, e anch’essi presero cibo.

Ora questa attività non avviene più nel Primo mese ma dopo il digiuno del Settimo mese alla Redenzione. Tuttavia, possiamo qui dedurre che il giorno definito il Quattordicesimo era chiaramente considerato da sera a sera. Il giorno del Quattordici è preceduto dalla sera del Quattordici. Questo conferma che la posizione secondo cui la giornata veniva considerata dalla sera alla sera e non dalla mattina alla mattina o da mezzanotte a mezzanotte o con qualsiasi altro sistema. Inoltre, il concetto della salvezza dell’Angelo del Signore, a cui appartenne Paolo e che servì, sono anche contemplati in atti 27:23.

Il concetto del Nuovo Anno in Tishri come Rosh Hashanah è una pratica pagana post-Tempio, che entrò nel giudaismo nel terzo secolo dell’era attuale. Rabbi Kohn, Capo Rabbino di Butapest, scrivendo dal 1894, menziona questo fatto importante nell’opera I Sabbatari in Transilvania affermando la sua entrata nel terzo secolo e nel periodo “post-biblico” (riferendosi al Talmud Rosh haShanah 8° al n. 18 fino al cap. 7) (Ed. W. Cox, tr. T. McElwain e B. Rook, Pubblicazioni CCG, USA, 1998, pp. V, 58, 106 e seguenti, nn.) Biblicamente l’anno nuvo cade in Abib, che è il Primo mese.

Il Mishnah (200 a.C. circa) afferma che ci sono quattro nuovi anni e che il Primo giorno del Nisan è l’anno nuovo per i re e le festività. Quindi vediamo che le datazioni su Esdra e Neemia erano concordi al 1 Nisan e non al 1 Tishri (cfr. La Legge con Esdra e Neemia (No. 250)) Tishri era utilizzato a quel tempo per il calcolo degli anni per gli anni Sabbatici e per i Giubilei  (Rosh Hashanah 1.1 E (3)). Vediamo che la nozione di Tishri, che viene da Babilonia, fu citata per la prima volta nel Mishnah come proposta da R. Elizar e R. Simeon (ibid. 1.1 D). Non fu osservata come l’Anno Nuovo nel periodo del Tempio. Il Mishnah tenta anche di dividere l’inizio della decima del bestiame con 1 Elul (ibid. 1.1 C). La Casa di Smammai sostenne il nuovo anno per  generazioni nel 1 Shebat, mentre la Casa di Hiller sostenne che era il Quindicesimo giorno di quel mese. L’anno nuovo con la Luna Piena è una pratica direttamente pagana, introdotta anche da Babilonia, senza dubbio associata con la semina attraverso le mappe lunari. Tutte questa determinazione appartiene al Giudaismo rabbinico del periodo Post-Tempio. Soltanto nel Terzo secolo  vediamo che i rabbini parlano di Tshiri. Questo ed il sistema dei rinvii, ora hanno molta influenza sul Giudaismo contrario alla parola di Dio.

La notte delle Osservanze

Il termine Notte delle Osservanze proviene da Esodo 12:42.

42 Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dal paese d’Egitto. Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti, di generazione in generazione.

La parola tradotta con Veglia è Shimmurim che significa dunque notte delle osservanze, e questa parola compare soltanto li. Il concetto d’osservanza viene dalla sparizione dell’Angelo della morte e dall’osservanza per la consegna del nostro popolo. La parola SHD 8107 shimmur, che significa osservanza, deriva dalla radice 8104 shamar, che significa recintare (come con da cespugli) quindi guardare, proteggere, attendere.

Porta avanti il concetto di prestare attenzione a se stessi ed essere prudenti.

Il concetto non è di stare attenti ed in guardia ma di essere guardati in quanto circondati da cespugli. Significa anche stare attenti all’evento stesso.

E’ lo stesso concetto della Pasqua ebraica dove siamo protetti dall’Ira di Dio, simboleggiata in questo concetto,        attraverso il sangue dell’agnello. Quindi la nostra osservazione deriva dall’osservazione e dalla spiegazione del simbolismo del testo. Non è necessario che stiamo su tutta la notte ad osservare poiché, nella Pasqua Ebraica, siamo protetti dall’angelo della morte. Sia l’Eucarestia del Quattordicesimo ed il pasto del quindicesimo del primo mese (Abib o Nisan) insieme ci proteggono. Tuttavia l’intenzione è che questa notte sia una notte lunga e di veglia. In questa notte sarebbe inappropriato andare a letto presto.

Il testo in SHD 8107 conserva questa notte come notte di osservazione speciale derivando da 8104. L’ardore di osservare tutta la notte è lodevole ma non è del tutto necessario. Naturalmente Israele doveva stare allerta in attesa di ordini di movimento. Alcuni avrebbero senza dubbio dormito se avessero potuto.

La parola shimmur deriva dal concetto in 8104 e significa osservazione piuttosto che stare in guardia come deduciamo da 8104 shamar.

La variante su 8107 shomer (cfr. SHD 7763) ha anche un altro significato dalla parola shabar in 7763 che significa scrutare, guardare con speranza.

Se Giuda fosse stato attento ed osservante del Messia, non sarebbero stati imprigionati. Quindi è una notte di osservazione per la sua venuta e rivolta alla Crocifissione e all’internamento, ed iniziò il periodo fino all’Offerta dei Covoni.

Piuttosto che stare svegli a vigilare, che è sicuramente permesso, è meglio passare la notte a spiegare ai bambini il significato dell’osservazione che coinvolge la venuta del Messia. Questo è il vero significato dell’osservazione che andiamo ad intraprendere.

Il modo in cui il pasto è mangiato rafforza la nostra imminente liberazione dai sistemi del mondo.

Esodo 12:11Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. E’ la pasqua del Signore! (KJV)

Paragonate questo modo di mangiare con il modo in cui Cristo ed i Discepoli mangiarono il pasto della sera di preparazione o Chagigah.

Giovanni 13:25 13 Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. 15 Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. 16 In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. 17 Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica. 18 Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma si deve adempiere la Scrittura: Colui che mangia il pane con me, ha levato contro di me il suo calcagno. 19 Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. 20 In verità, in verità vi dico: Chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato». 21 Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». 22 I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. 23 Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. 24 Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Dì, chi è colui a cui si riferisce?». 25 Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». (KJV)

Chiaramente, da queste due citazioni, le attività dell’Eucaristia e la sua interruzione, non sono nella sera della Pasqua ebraica. I testi mostrano che era la sera della preparazione del Quattordicesimo giorno del Primo mese che preparavano per la Pasqua Ebraica in cui sarebbe stato ucciso nel pomeriggio del giorno seguente dalla nona alla undicesima ora o dalle 3 p.m. alle 5 p.m.. Egli fu messo nella tomba nel pomeriggio all’inizio del Quindicesimo giorno del mese ed nel Primo giorno del Pane Azzimo, quando l’agnello della Pasqua Ebraica fu preparato per essere arrostito e mangiato in quella notte.

Deuteronomio 16:2 permette che il pasto della Pasqua Ebraica venisse sia dal gregge che dalla mandria, quindi poteva essere sia manzo che agnello. Doveva essere arrostita e mangiata sul posto scelto per il pasto.

Deuteronomio 16:5-7 ci ordina di mangiare il pasto della Pasqua ebraica al di fuori dai cancelli. Ci è vietato mangiare all’interno dei nostri cancelli nella Pasqua ebraica. Dobbiamo dunque ritornare nelle nostre tende la mattina. Questo nel Quindicesimo giorno del Primo mese, il Primo Giorno Santo del Pane Azzimo in cui possiamo quindi andare fuori dalle nostre tende, cioè dal nostro abituale domicilio. Il testo non è necessariamente interpretato come fuori senza nessuna protezione. Per esempio stare fuori tutta la notte per una persona di ottanta anni, sarebbe pericoloso. Significa che la Pasqua Ebraica deve essere osservata fuori dai cancelli, in sistemazioni temporanee, come vediamo dagli altri testi.

I samaritani osservavano ed ancora osservano la Pasqua ebraica del Signore nel Quattordicesimo giorno del Primo mese (chiamato Nisan) determinato dalla congiunzione e dall’uccisone dell’agnello nel pomeriggio circa alle 3.00 p.m.

Lo preparano e lo mangiano nel Quindicesimo giorno del Primo mese (chiamato Nisan o Abib) dopo il tramonto. La preparazione ed il pasto vengono fatti vestiti con i mantelli e tenendo le cose in mano.

Tutto ciò è fatto fuori dai cancelli e sul Monte Gezerim. E’ un pellegrinaggio e devono andare fuori da Nablus sulla montagna.

Lo fanno sul Monte Gerizim secondo Deuteronomio 27:4-7 nella versione del testo Ebrei. Il verso 4 del Testo Masoretico afferma il Monte Ebal (che significa monte) come luogo per la costituzione della legge. Questo era anche il Monte della Bestemmia. Il Monte Gerizim era il Monte della Benedizione ed il monte d’adorazione dei Samaritani e conserva quindi il suo significato religioso in quell’aspetto. Il contenzioso è sul fatto che il Testo Masoretico fu cambiato da Gerizim a Ebal.

Generalmente si afferma che Ebal sia una falsificazione nel Testo Masoretico e si dovrebbe leggere Gerizim. I versi in Deuteronomio 27:11-26 mostrano che Gerizim è per la benedizione ed Ebal per la bestemmia. La disputa è sui sacrifici per il banchetto sacro, che non avvengono su una montagna per la bestemmia e l’altare doveva essere eretto su questa montagna.

I Samaritani osservano il Sabbath e le feste secondo il Pentateuco ed il Decalogo, mentre il giudaismo segue i 613 mitzvoth. I cosiddetti cristiani tradizionali seguono il sistema della Pasqua pagana con delle minori variazioni avvenute in seguito sui calcoli del calendario.

La maggior parte degli studiosi, sono anche d’accordo sul fatto che le pratiche religiose dei Samaritani sono le stesse dei Giudei nel Periodo del Secondo Tempio.

I Samaritani, nel loro santuario, seguono ancora le pratiche del Periodo del Secondo Tempio.

Essi avevano all’interno un tabernacolo. Fu distrutto dal maccabeo Giovanni Ircano. Nella stessa spedizione soggiogò gli Idumei e li costrinse a convertirsi al Giudaismo. Egli non aveva bisogno di aver a che fare con i Samaritani, se non per distruggere il loro Tabernacolo, visto che il loro sistema del calendario era lo stesso del sistema dei Sadducei secondo cui iniziava il tempio. I Farisei non avevano ancora le loro tradizioni per organizzare i rinvii e Sabbath ravvicinati erano comuni in tutto il Periodo del Tempio, come dimostra il Mishnah. (cfr. il documento Il Calendario di Dio (No. 156)).

I Samaritani rifiutarono anche di seguire le feste Hanukkah e Purim.

Essi calcolarono i noviluni otto mesi prima secondo la congiunzione. Dopo la distruzione del Secondo Tempio i giudei sembravano aver ignorato o opportunamente “perso” la loro capacità di calcolare i Noviluni per poter effettuare i rinvii. I Rbbini rifiutarono di accettare il calcolo dei Samaritani ed inventarono il proprio calcolo con i rinvii e l’osservazione della mezzaluna.

Cristo fu accusato di essere Samaritano poiché egli non accettò le tradizioni dei Farisei (Gv. 8:48).

La Notte di Veglia è la notte in cui si insegna ai bambini l’obiettivo della sera e cosa debbano fare in questa sera.

Esodo 12:25-28 25 Quando poi sarete entrati nel paese che il Signore vi darà, come ha promesso, osserverete questo rito. 26 Allora i vostri figli vi chiederanno: Che significa questo atto di culto? 27 Voi direte loro: E’ il sacrificio della pasqua per il Signore, il quale è passato oltre le case degli Israeliti in Egitto, quando colpì l’Egitto e salvò le nostre case». Il popolo si inginocchiò e si prostrò. 28 Poi gli Israeliti se ne andarono ed eseguirono ciò che il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne; in tal modo essi fecero.  

 La veglia per la liberazione nella notte della Pasqua Ebraica fu osservata sempre come memoriale (Es. 12:14). In quella notte dobbiamo vegliare per la liberazione. In questa sera Cristo fu sepolto e rimase per tre giorni e tre notti sotto terra, da Mercoledì sera a sabato sera, quando fu resuscitato dall’unico vero Dio. La domenica mattina egli ascese in cielo come l’offerta dei covoni alle 9 a.m., iniziando il conto all’arrovescia per la Pentecoste e per il raccolto della Chiesa nella Spirito Santo.

Con questo atto, Dio prese il primogenito del mondo e la Salvezza fu estesa ai Gentili.

29 A mezzanotte il Signore percosse ogni primogenito nel paese d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito del prigioniero nel carcere sotterraneo, e tutti i primogeniti del bestiame. 30 Si alzò il faraone nella notte e con lui i suoi ministri e tutti gli Egiziani; un grande grido scoppiò in Egitto, perché non c’era casa dove non ci fosse un morto! 31 Il faraone convocò Mosè e Aronne nella notte e disse: «Alzatevi e abbandonate il mio popolo, voi e gli Israeliti! Andate a servire il Signore come avete detto. 32 Prendete anche il vostro bestiame e le vostre greggi, come avete detto, e partite! Benedite anche me!». 33 Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a mandarli via dal paese, perché dicevano: «Stiamo per morire tutti!». 34 Il popolo portò con sé la pasta prima che fosse lievitata, recando sulle spalle le madie avvolte nei mantelli.  35 Gli Israeliti eseguirono l’ordine di Mosè e si fecero dare dagli Egiziani oggetti d’argento e d’oro e vesti. 36 Il Signore fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani, i quali annuirono alle loro richieste. Così essi spogliarono gli Egiziani. 37 Gli Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero di seicentomila uomini capaci di camminare, senza contare i bambini. 38 Inoltre una grande massa di gente promiscua partì con loro e insieme greggi e armenti in gran numero. (KJV)

Questa moltitudine mista divenne parte d’Israele.

Quindi la Salvezza doveva essere estesa nel Messia anche ai Gentili. L’Eucaristia è parte della festività. L’Eucaristia è la prima notte del Quattordicesimo del Primo mese e la seconda notte del Quindicesimo è il pasto della Pasqua Ebraica che simboleggia l’unificazione del mondo sotto il Messia in Israele.

Sarà ricordato dal nostro popolo per sempre:

Esodo 13:14-16 14 Quando tuo figlio domani ti chiederà: Che significa ciò?, tu gli risponderai: Con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall’Egitto, dalla condizione servile. 15 Poiché il faraone si ostinava a non lasciarci partire, il Signore ha ucciso ogni primogenito nel paese d’Egitto, i primogeniti degli uomini e i primogeniti del bestiame. Per questo io sacrifico al Signore ogni primo frutto del seno materno, se di sesso maschile, e riscatto ogni primogenito dei miei figli. 16 Questo sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi, per ricordare che con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall’Egitto». (KJV)

Guarda anche al prossimo Esodo che avverrà grazie alle potenti mani di Dio.

Isaia 66:18-24 18 con le loro opere e i loro propositi. Io verrò a radunare tutti i popoli e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria. 19 Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle genti di Tarsis, Put, Lud, Mesech, Ros, Tubal e di Grecia, ai lidi lontani che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunzieranno la mia gloria alle nazioni. 20 Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutti i popoli come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari al mio santo monte di Gerusalemme, dice il Signore, come i figli di Israele portano l’offerta su vasi puri nel tempio del Signore. 21 Anche tra essi mi prenderò sacerdoti e leviti, dice il Signore. 22 Sì, come i nuovi cieli e la nuova terra, che io farò, dureranno per sempre davanti a me – oracolo del Signore – così dureranno la vostra discendenza e il vostro nome. 23 In ogni mese al novilunio, e al sabato di ogni settimana, verrà ognuno a prostrarsi davanti a me, dice il Signore. 24 Uscendo, vedranno i cadaveri degli uomini che si sono ribellati contro di me; poiché il loro verme non morirà, il loro fuoco non si spegnerà e saranno un abominio per tutti». (KJV)

Quindi questa notte non è solo del passato, ma è anche del futuro e le Scritture non possono essere violate.

Geremia 6:16-19 16 Così il Signore: «Fermatevi nelle strade e guardate, informatevi circa i sentieri del passato, dove sta la strada buona e prendetela, così troverete pace per le anime vostre». Ma essi risposero: «Non la prenderemo!». 17 Io ho posto sentinelle presso di voi: «Fate attenzione allo squillo di tromba». Essi hanno risposto: «Non ci baderemo!». 18 Per questo ascoltate, o popoli, e sappi, o assemblea, ciò che avverrà di loro. 19 Ascolta, o terra! «Ecco, io mando contro questo popolo la sventura, il frutto dei loro pensieri, perchè non hanno prestato attenzione alle mie parole e hanno rigettato la mia legge. (KJV)

Dobbiamo ristabilire i vecchi modi e ritornare alla legge abolendo i calendari dei pagani ed i misteri Babilonesi, stabiliti sotto le tradizioni dei Rabbini sotto Hillel II 358 d.C.

Ecclesiaste 3:15 Ciò che è, gia è stato; ciò che sarà, gia è; Dio ricerca ciò che è gia passato. (KJV)

Una volta consegnata, dobbiamo ripristinare la verità.

Romani 15:4 Ora, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché in virtù della perseveranza e della consolazione che ci vengono dalle Scritture teniamo viva la nostra speranza. (KJV)

Chi cerca di alterare le Scritture per cambiare la legge e per cambiare i tempi e le stagioni non fa parte del Regno di Dio. Così come sono presentati i Sabbath lo sono i Noviluni e le Feste di Dio. Il Giorno dell’Espiazione, il Sabbath, i Noviluni o la Pasqua Ebraica non possono più essere posposti. Il pasto avverrà in una sola casa. (Es. 12:46).

Esodo 12:42 Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dal paese d’Egitto. Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti, di generazione in generazione. (KJV)

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora. (Mat. 25:13)

Marco 13:30-37 30 In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute. 31 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 32 Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre.  33 State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. 34 E’ come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare. 35 Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, 36 perché non giunga all’improvviso, trovandovi addormentati. 37 Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!». (KJV)

Questa Generazione a cui si riferisce Cristo in Marco 13:30 è l’ultima generazione. In una generazione o in quaranta anni, tutte le guerre della fine saranno passate. Durante questi quaranta anni, la misurazione del Tempio e tutti i lavori della fine saranno compiuti (cfr. il documento La Misurazione del Tempio (No. 137)). Il Messia ritornerà e la legge sarà restaurata. Guardati quindi, perche non sai quando il maestro arriverà.

Cantico dei Cantici 5:2 Io dormo, ma il mio cuore veglia. Un rumore! E’ il mio diletto che bussa:
«Aprimi, sorella mia, mia amica, mia colomba, perfetta mia; perché il mio capo è bagnato di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne».

(cfr. il documento Cantico dei Cantici (No. 145)).

Nel 2027/28 vedremo il giubileo e la restaurazione.

Così avremo anche noi un dovere verso il Dio vivente.

Atti 20:28-35 28 Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. 29 Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; 30 perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé. 31 Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato di esortare fra le lacrime ciascuno di voi. 32 Ed ora vi affido al Signore e alla parola della sua grazia che ha il potere di edificare e di concedere l’eredità con tutti i santificati. 33 Non ho desiderato né argento, né oro, né la veste di nessuno. 34 Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. 35 In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Gesù, che disse: Vi è più gioia nel dare che nel ricevere!». (RSV)

E si dica la stessa cosa per tutto.