Christian Churches of God
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L’Espiazione

(Edizione 2.0 19951004-19990901)
La comprensione del Giorno di Espiazione è fondamentale anche per capire il ruolo del Messia nel processo. Lo scopo dell’espiazione nei sacrifici del tempio è analizzato insieme alla funzione dell’espiazione nel sistema del Giubileo.
Christian Churches of God
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(Diritti d’Autore © 1994,1995,1999 Wade Cox)

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L’Espiazione

Levitico 23:26-32 Il Signore disse ancora a Mosè: “Il decimo giorno di questo settimo mese sarà il giorno dell’espiazione; terrete una santa convocazione, vi mortificherete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del Signore. In quel giorno non farete alcun lavoro; poiché è il giorno dell’espiazione, per espiare per voi davanti al Signore, vostro Dio. Ogni persona che non si mortificherà in quel giorno, sarà eliminata dal suo popolo. Ogni persona che farà in quel giorno un qualunque lavoro, io la eliminerò dal suo popolo. Non farete alcun lavoro. E’ una legge perenne di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. Sarà per voi un sabato di assoluto riposo e dovrete mortificarvi: il nono giorno del mese, dalla sera alla sera dopo, celebrerete il vostro sabato”. (RSV)

Dunque il Giorno dell’Espiazione è un Sabbath di riposo solenne.  Coloro che non lo rispettano saranno eliminati dal loro popolo.  Saranno eliminati dalla nazione di Israele che comprende gli eletti come Israele spirituale.  Dunque fallire nel rispettare il Giorno dell’Espiazione significa essere eliminati dagli eletti.

Lo scopo dell’Espiazione nei Sacrifici del Tempio

Il sacrificio dell’Espiazione serviva a consacrare il Tempio annualmente attraverso le continue offerte della congregazione.  Questo era fatto per mezzo dei sacerdoti, ai quali era ordinato di non offrire incenso empio all’altare di Dio.  Dunque, di fronte al Signore non può esserci alcuna apostasia o alcun insegnamento profano. Il sacrificio dell’Espiazione serviva a riconciliare l’Israele fisica e spirituale con Dio, attraverso Gesù Cristo.  Il sacrificio dell’Espiazione era compito del Sommo Sacerdote.

Esodo 30:1-10 Farai poi un altare sul quale bruciare l’incenso: lo farai di legno di acacia. Avrà un cubito di lunghezza e un cubito di larghezza, sarà cioè quadrato; avrà due cubiti di altezza e i suoi corni saranno tutti di un pezzo. Rivestirai d’oro puro il suo piano, i suoi lati, i suoi corni e gli farai intorno un bordo d’oro. Farai anche due anelli d’oro al di sotto del bordo, sui due fianchi, ponendoli cioè sui due lati opposti: serviranno per inserire le stanghe destinate a trasportarlo. Farai le stanghe di legno di acacia e le rivestirai d’oro. Porrai l’altare davanti al velo che nasconde l’arca della Testimonianza, di fronte al coperchio che è sopra la Testimonianza, dove io ti darò convegno. Aronne brucerà su di esso l’incenso aromatico: lo brucerà ogni mattina quando riordinerà le lampade e lo brucerà anche al tramonto, quando Aronne riempirà le lampade: incenso perenne davanti al Signore per le vostre generazioni. Non vi offrirete sopra incenso estraneo, né olocausto, né oblazione; né vi verserete libazione. Una volta all’anno Aronne farà il rito espiatorio sui corni di esso: con il sangue del sacrificio per il peccato vi farà sopra una volta all’anno il rito espiatorio per le vostre generazioni. E’ cosa santissima per il Signore”.

Il velo rimase  perennemente come una barriera per la congregazione d’Israele.  L’incenso eterno rappresentava le preghiere dei santi come intercessione per Israele.  L’Espiazione, dunque, poteva aver luogo solo una volta l’anno.

Il velo fu strappato per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo per farci incontrare Dio nel Sancta Sanctorum.

Sull’altare non doveva esserci incenso empio.  Cosa ancora più importante, esso non doveva essere profanato da nessun altro tipo di offerta.  Il simbolismo indicava Gesù Cristo e il dono dello Spirito Santo nella purezza della verità.  Dunque nessun sacerdote può deliberatamente avvicinarsi al Giorno dell’Espiazione seguendo un falso sistema.  Tutti gli eletti sono dei sacerdoti che offrono incenso attraverso le preghiere ed il digiuno (Ap. 5:8).

Apocalisse 5:8 E quando l’ebbe preso, i quattro esseri viventi e i ventiquattro vegliardi si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno un’arpa e coppe d’oro colme di profumi, che sono le preghiere dei santi. (RSV)

Nessuno può profanare il Tempio di Dio entrando in contatto con falsi sistemi o adorando altro Dio.  Dunque l’adorazione del Sommo Sacerdote è giustamente vista come idolatria.  Ẻ il Sommo Sacerdote, solo lui con il suo sangue, che deve espiare per la congregazione. Cristo entrò una volta per tutte nel Luogo Sacro con la sua resurrezione. (Eb. 9:11-28).

Ebrei 9:11-28 Cristo invece, venuto come sommo sacerdote di beni futuri, attraverso una Tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano di uomo, cioè non appartenente a questa creazione, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna. Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsi su quelli che sono contaminati, li santificano, purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo, che con uno Spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, purificherà la nostra coscienza dalla opere morte, per servire il Dio vivente? Per questo egli è mediatore di una nuova alleanza, perché, essendo ormai intervenuta la sua morte per la rendenzione delle colpe commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che è stata promessa. Dove infatti c’è un testamento, è necessario che sia accertata la morte del testatore, perché un testamento ha valore solo dopo la morte e rimane senza effetto finché il testatore vive. Per questo neanche la prima alleanza fu inaugurata senza sangue. Infatti dopo che tutti i comandamenti furono promulgati a tutto il popolo da Mosè, secondo la legge, questi, preso il sangue dei vitelli e dei capri con acqua, lana scarlatta e issòpo, ne asperse il libro stesso e tutto il popolo, dicendo: Questo è il sangue dell’alleanza che Dio ha stabilito per voi. Alla stessa maniera asperse con il sangue anche la Tenda e tutti gli arredi del culto. Secondo la legge, infatti, quasi tutte le cose vengono purificate con il sangue e senza spargimento di sangue non esiste perdono. Era dunque necessario che i simboli delle realtà celesti        fossero purificati con tali mezzi; le realtà celesti poi dovevano esserlo con sacrifici superiori a questi. Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore, e non per offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui. In questo caso, infatti, avrebbe dovuto soffrire più volte dalla fondazione del mondo. Ora invece una volta sola, alla pienezza dei tempi, è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come è stabilito per gli uomini che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una volta per tutte allo scopo di togliere i peccati di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione col peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza. (RSV)

L’offerta dell’Espiazione serviva a contare gli eletti d’Israele.  Questa era pagata al prezzo di mezzo shekel ebraico e fenicio, non  babilonese.  Dunque, il pagamento avviene con il peso e il prezzo giusto, e non attraverso un sistema estraneo.  Vi è un peso stabilito da offrire per ogni persona ed esso non varia in base alle circostanze legate all’individuo.  Il conteggio di Israele fu fatto da Dio al momento della creazione del mondo (Ap. 17:8) e questo peso stabilito, fu pagato una volta per tutte da Gesù Cristo.  L’onorario stabilito indica che la salvezza è pagata non in base alle circostanze fisiche dell’individuo, ma attraverso il sacrificio di Cristo, una volta per tutte.  Dunque la raccolta di un’offerta nell’Espiazione minaccia l’adeguatezza del sacrificio di Gesù Cristo.  Ẻ per questo che  in Esodo 23:14-18 sono specificate solo tre raccolte.

Esodo 23:14-18 Tre volte all’anno farai festa in mio onore: Osserverai la festa degli azzimi: mangerai azzimi durante sette giorni, come ti ho ordinato, nella ricorrenza del mese di Abib, perché in esso sei uscito dall’Egitto. Non si dovrà comparire davanti a me a mani vuote. Osserverai la festa della mietitura, delle primizie dei tuoi lavori, di ciò che semini nel campo; la festa del raccolto, al termine dell’anno, quando raccoglierai il frutto dei tuoi lavori nei campi. Tre volte all’anno ogni tuo maschio comparirà alla presenza del Signore Dio. Non offrirai con pane lievitato il sangue del sacrificio in mio onore e il grasso della vittima per la mia festa non starà fino al mattino. (RSV)

Dunque l’Espiazione è specificatamente esclusa dalla categoria di offerte che sono legate alla generosità e alla benedizione individuale.  Così come per la festa delle Trombe.  Questo perché non è legata a nessuna attività umana o sforzo.  L’Espiazione è proprio un censimento.

Esodo 30:11-16 Il Signore parlò a Mosè e gli disse: “Quando per il censimento farai la rassegna degli Israeliti, ciascuno di essi pagherà al Signore il riscatto della sua vita all’atto del censimento, perché non li colpisca un flagello in occasione del loro censimento. Chiunque verrà sottoposto al censimento, pagherà un mezzo siclo, computato secondo il siclo del santuario, il siclo di venti ghera. Questo mezzo siclo sarà un’offerta prelevata in onore del Signore. Ogni persona sottoposta al censimento, dai venti anni in su, paghi l’offerta prelevata per il Signore. Il ricco non darà di più e il povero non darà di meno di mezzo siclo, per soddisfare all’offerta prelevata per il Signore, a riscatto delle vostre vite. Prenderai il denaro di questo riscatto ricevuto dagli Israeliti e lo impiegherai per il servizio della tenda del convegno. Esso sarà per gli Israeliti come un memoriale davanti al Signore per il riscatto delle vostre vite”. (RSV)

Dunque il censimento d’Israele, come riportato in Numeri 1, aveva degli scopi militari.  La trasgressione di Davide in 2 Samuele 24 avvenne perché esso fu fatto, in disaccordo con la legge, per scopi che si scontrano con il concetto del pagamento del Messia per Israele.

Vi doveva essere un pagamento di sangue (simboleggiato da mezzo shekel) per la numerazione d’Israele poiché vi era un significato spirituale per il censo.  Neanche la protezione e la forza di Israele erano misurate in numeri.  Non erano misurate né con la potenza né con la forza, ma con il mio spirito, dice il Signore degli eserciti. (Zc. 4:6).

Dichiarazione del Giubileo

L’Espiazione è usata anche per dichiarare il Giubileo, poiché il Giubileo è alla base del sistema di Dio nel regolare gli affari degli uomini in terra.  Il significato spirituale del Giubileo verrà esaminato più avanti.

Levitico 25:8-12 Conterai anche sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni      faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell’acclamazione; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. (RSV)

Sacrificio per l’Espiazione

 Per l’Espiazione venivano sacrificati una serie di animali.  Questi sono elencati in Numeri 29:7-11.

Numeri 29:7-11 Il decimo giorno di questo settimo mese terrete una sacra adunanza e vi mortificherete; non farete alcun lavoro e offrirete in olocausto di soave profumo al Signore un giovenco, un ariete, sette agnelli dell’anno senza difetti; come oblazione, fior di farina intrisa in olio: tre decimi per il giovenco, due decimi per l’ariete, un decimo per ciascuno dei sette agnelli e un capro in sacrificio espiatorio, oltre il sacrificio espiatorio proprio del rito dell’espiazione e oltre l’olocausto perenne con la sua oblazione e le loro libazioni.

Gli animali erano nominati in un insieme che era identificato con un’efa di farina.  L’intero sacrificio era diviso in dieci, ma pesato in dodici decimi del totale.  Ci sono anche dieci animali.

L’Espiazione attraverso il sacrificio è generalmente descritta in Esodo 29:36; Levitico 1:4;4:13-18,20,22-35; 5:6-10; 6:7; 9:7; 10:17; 12:6-8; 14:12-32; 16:6,10-34; 17:11; 19:22; Numeri 15:22-28; 28:30; e Ebrei 9:22.  Ẻ un concetto dell’espiazione dal peccato attraverso un’offerta concreta ed è legato anche al bisogno umano di percepire l’espiazione come un processo legato al prezzo e alla conseguenza.  Non c’è dubbio che anche la salute mentale dell’individuo sia legata a questo processo.

Il sacrificio del Sommo Sacerdote era legato anche al peccato e alla carica dell’uomo.  Ebrei 5:1-14 indica i problemi che nascono in relazione alla perfezione di Cristo e all’offerta di sé stesso dopo la sua designazione da parte di Dio.  Il Sommo Sacerdote stesso era assalito dalla debolezza e per questo tratta con gentilezza gli ignoranti e i riottosi.  Per questa ragione Dio ha dato la debolezza a Cristo così che essi possano essere perfezionati e pronunciare il giudizio in misericordia.  Cristo stesso fu ascoltato per il suo timore di Dio.

Ebrei 5:1-14 Ogni sommo sacerdote, preso fra gli uomini, viene costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati. In tal modo egli è in grado di sentire giusta compassione per quelli che sono nell’ignoranza e nell’errore, essendo anch’egli rivestito di debolezza; proprio a causa di questa anche per se stesso deve offrire sacrifici per i peccati, come lo fa per il popolo. Nessuno può attribuire a se stesso questo onore, se non chi è chiamato da Dio, come Aronne. Nello stesso modo Cristo non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì colui che gli disse: Mio figlio sei tu, oggi ti ho generato. Come in un altro passo dice: Tu sei sacerdote per sempre, alla maniera di Melchìsedek. Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà; pur essendo Figlio, imparò tuttavia l’obbedienza dalle cose che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchìsedek. Su questo argomento abbiamo molte cose da dire, difficili da spiegare perché siete diventati lenti a capire. Infatti, voi che dovreste essere ormai maestri per ragioni di tempo, avete di nuovo bisogno che qualcuno v’insegni i primi elementi degli oracoli di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido. Ora, chi si nutre ancora di latte è ignaro della dottrina della giustizia, perché è ancora un bambino. Il nutrimento solido invece è per gli uomini fatti, quelli che hanno le facoltà esercitate a distinguere il buono dal cattivo.(RSV)

La capacità di distinguere il bene dal male e di consumare cibo solido è il segno degli eletti, le cui facoltà sono esercitate dalla pratica a resistere nella giusta dottrina e ad affrontare e correggere gli errori, non importa quale sia la loro causa.  Questo è il vero potere dello Spirito Santo.  Il Sommo Sacerdote offre espiazione per sé stesso e per gli errori del popolo (Eb. 9:7).  Cristo ha imparato l’obbedienza attraverso ciò che ha sofferto ed è stato ascoltato per il suo timore di Dio.

Il sacrificio di Gesù fu come un’espiazione ordinata da Dio (Lc. 2:30-31; Gal. 4:4-5; Ef. 1:3-12,17-22; 2:4-10; Col. 1:19-20; 1Pt. 1:20; Ap. 13:8).  Questa espiazione doveva realizzare un piano in accordo con una sapienza segreta e nascosta ordinata prima dei secoli per la nostra gloria (1Cor. 2:7).

Fu notato che il sacrificio espiatorio di Cristo avvenne per la salvezza, pronta ad essere rivelata negli ultimi giorni.

1Pietro 1:3-21 Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi. Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un pò afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime. Su questa salvezza indagarono e scrutarono i profeti che profetizzarono sulla grazia a voi destinata cercando di indagare a quale momento o a quali circostanze accennasse lo Spirito di Cristo che era in loro, quando prediceva le sofferenze destinate a Cristo e le glorie che dovevano seguirle. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per voi, erano ministri di quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo nello Spirito Santo mandato dal cielo; cose nelle quali gli angeli desiderano fissare lo sguardo. Perciò, dopo aver preparato la vostra mente all’azione, siate vigilanti, fissate ogni speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si rivelerà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri d’un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma ad immagine del Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Voi sarete santi, perché io sono santo. E se pregando chiamate Padre colui che senza riguardi personali giudica ciascuno secondo le sue opere, comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio. Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l’argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia.Egli fu predestinato gia prima della fondazione del mondo, ma si è manifestato negli ultimi tempi per voi. E voi per opera sua credete in Dio, che l’ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria e così la vostra fede e la vostra speranza sono fisse in Dio. (RSV)

Non era intenzione del Signore che il sacrificio continuasse.

Salmi 40:6-8 Quanti prodigi tu hai fatto, Signore Dio mio, quali disegni in nostro favore: nessuno a te si può paragonare. Se li voglio annunziare e proclamare sono troppi per essere contati. Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto. Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. Allora ho detto: “Ecco, io vengo. Sul rotolo del libro di me è scritto. (RSV)

Qui il concetto è che il sacrificio è un’espiazione per il peccato, ma le offerte per il peccato non sono richieste dove la legge è rispettata dal desiderio.  Il rotolo del libro è tenuto in modo tale che il rispetto della legge venga dal cuore e coloro che agiscono così siano annoverati tra gli eletti.

Il sacrificio dell’espiazione fu spiegato in Isaia 53:4-12 e quello per la rimozione della malvagità in Zaccaria 5:5.  L’espiazione aprì la fontana per la casa di Davide, profetizzata in Zaccaria 13:1, per il peccato e per l’impurità e fu compiuta in Cristo (Mt. 26:28; Lc. 22:20; 24:46 e seguenti; Gv. 1:29; Gv. 6:51).  Giovanni 11:49-51 mostra il livello di comprensione di questo giorno da parte dei sacerdoti attraverso la profezia.

Giovanni 11:49-51 Ma uno di loro, di nome Caifa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: “Voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera”. Questo però non lo disse da se stesso, ma essendo sommo sacerdote profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione. (RSV)

Giuda comprese che il suo peccato, personificato da una donna in un’efa, sarebbe stato mandato ed adorato a Babilonia (Zc. 5:5-11; vedere anche le note nella Edizione Commentata della Oxford RSV).  Dunque la corruzione della Chiesa da parte del sistema babilonese fu profetizzata da Zaccaria.

Negli Atti 17:2 si può vedere che le Scritture dichiarano la necessità del sacrificio.  Dunque la punizione per non sorvegliare il gregge acquistato con il sangue di Cristo è grave (At. 20:28).  Cristo fu sacrificato e resuscitò per la nostra giustificazione (Rm. 3:24-26; 4:25; 5:1-21).  Noi siamo dunque riconciliati con Dio (2Cor. 5:18-19).  Siamo strappati da questo mondo perverso (Gal. 1:3-4) per ricevere l’adozione dei figli (Gal. 4:4-5).  Attraverso questa riconciliazione, Cristo strappò in due il velo del tempio che ci separava da Dio.

Efesini 2:13-18 Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al sangue di Cristo. Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l’inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne, la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l’inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini. Per mezzo di lui possiamo presentarci, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito. (RSV)

La legge dei comandamenti e delle cerimonie abolita dalla carne di Cristo era quella sacrificale relativa alla carne.

L’Espiazione ha un altro significato relativo al Piano per la Salvezza negli ultimi giorni.  La sequenza delle feste in Tishri mostra la sequenza stabilita negli ultimi giorni.  Le Trombe annunciano l’arrivo di Gesù Cristo come Messia di Israele negli ultimi giorni. Egli deve soggiogare il mondo.  C’è un intervallo tra la festa delle Trombe e l’Espiazione e tra l’Espiazione e i Tabernacoli.  Questi intervalli hanno un significato.  Non vi è alcun intervallo tra Tabernacoli e l’Ultimo Grande Giorno. Anche ciò ha un significato.  Gli intervalli tra la festa delle Trombe e l’Espiazione e tra l’Espiazione e i Tabernacoli, rappresentano il fatto che la sequenza copre un periodo di tempo che richiede una serie di attività. Il punto

principale è che il sistema Millenaristico rappresentato dai Tabernacoli non può essere introdotto fino a quando non vi sia una restaurazione attraverso la sottomissione del pianeta e quindi la riconciliazione di esso con Dio. La sottomissione è descritta dalle Trombe e la riconciliazione dall’Espiazione. La riconciliazione a Dio consegue alla reclusione di Satana per mille anni, menzionata in Apocalisse 20:4.

Il sacrificio dell’espiazione descrive la reclusione di Satana nel periodo precedente il Millennio rappresentato dai Tabernacoli.  Il sacrificio è citato in Levitico 16:1-34.

Levitico 16:1-34  Il Signore parlò a Mosè dopo che i due figli di Aronne erano morti mentre presentavano un’offerta davanti al Signore. Il Signore disse a Mosè: “Parla ad Aronne, tuo fratello, e digli di non entrare in qualunque tempo nel santuario, oltre il velo, davanti al coperchio che è sull’arca; altrimenti potrebbe morire, quando io apparirò nella nuvola sul coperchio. Aronne entrerà nel santuario in questo modo: prenderà un giovenco per il sacrificio espiatorio e un ariete per l’olocausto. Si metterà la tunica sacra di lino, indosserà sul corpo i calzoni di lino, si cingerà della cintura di lino e si metterà in capo il turbante di lino. Sono queste le vesti sacre che indosserà dopo essersi lavato la persona con l’acqua. Dalla comunità degli Israeliti prenderà due capri per un sacrificio espiatorio e un ariete per un olocausto. Aronne offrirà il proprio giovenco in sacrificio espiatorio e compirà l’espiazione per sé e per la sua casa. Poi prenderà i due capri e li farà stare davanti al Signore all’ingresso della tenda del convegno e getterà le sorti per vedere quale dei due debba essere del Signore e quale di Azazel. Farà quindi avvicinare il capro che è toccato in sorte al Signore e l’offrirà in sacrificio espiatorio; invece il capro che è toccato in sorte ad Azazel sarà posto vivo davanti al Signore, perché si compia il rito espiatorio su di lui e sia mandato poi ad Azazel nel deserto. Aronne offrirà dunque il proprio giovenco in sacrificio espiatorio per sé e, fatta l’espiazione per sé e per la sua casa, immolerà il giovenco del sacrificio espiatorio per sé. Poi prenderà l’incensiere pieno di brace tolta dall’altare davanti al Signore e due manciate di incenso odoroso polverizzato; porterà ogni cosa oltre il velo. Metterà l’incenso sul fuoco davanti al Signore, perché la nube dell’incenso copra il coperchio che è sull’arca e così non muoia. Poi prenderà un pò di sangue del giovenco e ne aspergerà con il dito il coperchio dal lato d’oriente e farà sette volte l’aspersione del sangue con il dito, davanti al coperchio. Poi immolerà il capro del sacrificio espiatorio, quello per il popolo, e ne porterà il sangue oltre il velo; farà con questo sangue quello che ha fatto con il sangue del giovenco: lo aspergerà sul coperchio e davanti al coperchio. Così farà l’espiazione sul santuario per l’impurità degli Israeliti, per le loro trasgressioni e per tutti i loro peccati. Lo stesso farà per la tenda del convegno che si trova fra di loro, in mezzo alle loro impurità. Nella tenda del convegno non dovrà esserci alcuno, da quando egli entrerà nel santuario per farvi il rito espiatorio, finché egli non sia uscito e non abbia compiuto il rito espiatorio per sé, per la sua casa e per tutta la comunità d’Israele. Uscito dunque verso l’altare, che è davanti al Signore, compirà il rito espiatorio per esso, prendendo il sangue del giovenco e il sangue del capro e bagnandone intorno i corni dell’altare. Farà per sette volte l’aspersione del sangue con il dito sopra l’altare; così lo purificherà e lo santificherà dalle impurità degli Israeliti. Quando avrà finito l’aspersione per il santuario, per la tenda del convegno e per l’altare, farà accostare il capro vivo. Aronne poserà le mani sul capo del capro vivo, confesserà sopra di esso tutte le iniquità degli Israeliti, tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati e li riverserà sulla testa del capro; poi, per mano di un uomo incaricato di ciò, lo manderà via nel deserto. Quel capro, portandosi addosso tutte le loro iniquità in una regione solitaria, sarà lasciato andare nel deserto. Poi Aronne entrerà nella tenda del convegno, si toglierà le vesti di lino che aveva indossate per entrare nel santuario e le deporrà in quel luogo. Laverà la sua persona nell’acqua in luogo santo, indosserà le sue vesti e uscirà ad offrire il suo olocausto e l’olocausto del popolo e a compiere il rito espiatorio per sé e per il popolo. E farà ardere sull’altare le parti grasse del sacrificio espiatorio. Colui che avrà lasciato andare il capro destinato ad Azazel si laverà le vesti, laverà il suo corpo nell’acqua; dopo, rientrerà nel campo. Si porterà fuori del campo il giovenco del sacrificio espiatorio e il capro del sacrificio, il cui sangue è stato introdotto nel santuario per compiere il rito espiatorio, se ne bruceranno nel fuoco la pelle, la carne e gli escrementi. Poi colui che li avrà bruciati dovrà lavarsi le vesti e bagnarsi il corpo nell’acqua; dopo, rientrerà nel campo. Questa sarà per voi una legge perenne: nel settimo mese, nel decimo giorno del mese, vi umilierete, vi asterrete da qualsiasi lavoro, sia colui che è nativo del paese, sia il forestiero che soggiorna in mezzo a voi. Poiché in quel giorno si compirà il rito espiatorio per voi, al fine di purificarvi; voi sarete purificati da tutti i vostri peccati, davanti al Signore.Sarà per voi un sabato di riposo assoluto e voi vi umilierete; è una legge perenne. Il sacerdote che ha ricevuto l’unzione ed è rivestito del sacerdozio al posto di suo padre, compirà il rito espiatorio; si vestirà delle vesti di lino, delle vesti sacre. Farà l’espiazione per il santuario, per la tenda del convegno e per l’altare; farà l’espiazione per i sacerdoti e per tutto il popolo della comunità. Questa sarà per voi legge perenne: una volta all’anno, per gli Israeliti, si farà l’espiazione di tutti i loro peccati”.

Il sacrificio rappresenta la consacrazione del popolo attraverso il sacrificio di Gesù Cristo.  Il processo indica l’espiazione d’Israele.  Nessuno può entrare nel Tabernacolo fino a che l’Espiazione del Sommo Sacerdote non è compiuta.

Il processo successivo avviene dopo che l’espiazione ha avuto luogo.  Dunque la seconda capra non rappresenta in alcun modo il sacrificio espiatorio di Gesù Cristo.  L’uso di due capre rappresenta il giudizio, il successo ed il fallimento degli esseri viventi.  L’espiazione è già avvenuta ed è completa, come indica il verso seguente (Lv. 16:20).

Quando avrà finito l’aspersione per il santuario, per la tenda del convegno e per l’altare, farà accostare il capro vivo. Aronne poserà le mani sul capo del capro vivo, confesserà sopra di esso tutte le iniquità degli Israeliti, tutte le loro trasgressioni, tutti i loro peccati e li riverserà sulla testa del capro; poi, per mano di un uomo incaricato di ciò, lo manderà via nel deserto. Quel capro, portandosi addosso tutte le loro iniquità in una regione solitaria, sarà lasciato andare nel deserto.

Il Porre i peccati del popolo nella capra è una rappresentazione del giudizio delle Schiere comandate da Satana o Azazel, che era il nome con il quale era conosciuto nel periodo Ebraico.  La regione solitaria è tradotta con una terra esclusa (vedere Soncino).  Il processo dell’essere tagliata fuori consiste nella rimozione della presenza di Dio.  Questo non può essere imputato in nessun modo a Cristo, a meno che non si deduca dal commento sulla croce che Dio lo abbia abbandonato e sappiamo dal Salmo 22, che Egli non lo fece.  Isaia 14:12 mostra che fu il Figlio dell’Aurora o Lucifero, e dunque Azazel, ad essere steso a terra e precipitato nelle profondità dell’abisso.  Il sistema di Satana, quello dei babilonesi, è quello tagliato fuori da ogni prosperità.  Rashbam sostiene che questo sia il significato della terra tagliata fuori nel testo in Levitico 16:22.

Poi Aronne entrerà nella tenda del convegno, si toglierà le vesti di lino che aveva indossate per entrare nel santuario e le deporrà in quel luogo. Laverà la sua persona nell’acqua in luogo santo, indosserà le sue vesti e uscirà ad offrire il suo olocausto e l’olocausto del popolo e a compiere il rito espiatorio per sé e per il popolo. E farà ardere sull’altare le parti grasse del sacrificio espiatorio. Colui che avrà lasciato andare il capro destinato ad Azazel si laverà le vesti, laverà il suo corpo nell’acqua; dopo, rientrerà nel campo. Si porterà fuori del campo il giovenco del sacrificio espiatorio e il capro del sacrificio, il cui sangue è stato introdotto nel santuario per compiere il rito espiatorio, se ne bruceranno nel fuoco la pelle, la carne e gli escrementi. Poi colui che li avrà bruciati dovrà lavarsi le vesti e bagnarsi il corpo nell’acqua; dopo, rientrerà nel campo.

Qui si vede che la capra di Azazel è portata nel deserto o abisso prima dell’Espiazione.  Colui che è incaricato di portare la capra deve essere lavato in acqua e successivamente può entrare nel campo.  Questo rappresenta la riconciliazione del battesimo attraverso l’acqua, dopo la reclusione di Satana.  La sequenza è compiuta, cosicché gli eletti partecipano alla legatura dopo l’Avvento e come necessario alla riconciliazione.

Questa sarà per voi una legge perenne: nel settimo mese, nel decimo giorno del mese, vi umilierete, vi asterrete da qualsiasi lavoro, sia colui che è nativo del paese, sia il forestiero che soggiorna in mezzo a voi. Poiché in quel giorno si compirà il rito espiatorio per voi, al fine di purificarvi; voi sarete purificati da tutti i vostri peccati, davanti al Signore. Sarà per voi un sabato di riposo assoluto e voi vi umilierete; è una legge perenne. Il sacerdote che ha ricevuto l’unzione ed è rivestito del sacerdozio al posto di suo padre, compirà il rito espiatorio; si vestirà delle vesti di lino, delle vesti sacre. Farà l’espiazione per il santuario, per la tenda del convegno e per l’altare; farà l’espiazione per i sacerdoti e per tutto il popolo della comunità. Questa sarà per voi legge perenne: una volta all’anno, per gli Israeliti, si farà l’espiazione di tutti i loro peccati”. (RSV)

La frase voi vi umilierete, usata nelle Scritture, indica il digiuno (Abramo ibid Esdra, Nachmanide; Soncino). Il processo del digiuno serve a liberarsi dalle catene della debolezza con cui Satana o Azazel ha legato il pianeta.  Azazel, come è già stato detto, era il nome dato a un membro della Schiera caduta, che si identifica con Satana.  Azazel è descritto come uno degli angeli caduti.  Nel Libro Etiope di Enoc una figura importante era Semyaza.  Enoc 6:7; 8:1,13 indica Azazel come il nome del capo degli angeli caduti, ed è sinonimo di Satana (vedere anche Interpreters Dictionary of the Bible, Vol. 1, p. 315).  L’associazione dei demoni con la capra è riflessa nei satiri o demoni capri di Isaia 13:21; 34:14 e Levitico 17:7.

Il sacrificio ai demoni o satiri fu nuovamente citato anche in Deuteronomio 32:17 e 2Cronache 11:15.  Questa apostasia risulta nella cacciata dei sacerdoti da Israele in Giuda (2Cr. 11:13-15).

L’ipotesi che Cristo fu dato a Satana nel deserto, e dunque che anche in questo caso la capra fu da lui annientata, è accettabile.  Comunque, l’espiazione era già stata fatta quando la capra fu mandata nel deserto.  In più il concetto della profanazione della capra non nasce con Cristo.  Il fatto che i peccati del mondo furono posti sulle sue spalle non lo separò da Dio, come si può vedere in Salmi 22:25.

Salmi 22:25 perché egli non ha disprezzato
né sdegnato l’afflizione del misero, non gli ha nascosto il suo volto, ma, al suo grido d’aiuto, lo ha esaudito.(RSV)

L’afflizione del digiuno si trova in Isaia 58.  Israele non si volgerà al Messia all’avvento.  Le nazioni lotteranno contro di lui e il mondo sarà soggiogato in assoluta miseria, a causa delle loro iniquità e ribellioni.  Questo periodo deve seguire l’avvertimento degli ultimi giorni.

Isaia 58:1 fino a 60:22

Isaia 58 Grida a squarciagola, non aver riguardo; come una tromba alza la voce; dichiara al mio popolo i suoi delitti, alla casa di Giacobbe i suoi peccati. Mi ricercano ogni giorno, bramano di conoscere le mie vie, come un popolo che pratichi la giustizia e non abbia abbandonato il diritto del suo Dio; mi chiedono giudizi giusti, bramano la vicinanza di Dio: “Perché digiunare, se tu non lo vedi, mortificarci, se tu non lo sai?”. Ecco, nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari, angariate tutti i vostri operai. Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui. Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso. E’ forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l’uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al SIGNORE? Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne? Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del SIGNORE ti seguirà. Allora lo invocherai e il SIGNORE ti risponderà; implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”. Se toglierai di mezzo a te l’oppressione, il puntare il dito e il parlare empio, se offrirai il pane all’affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio. Ti guiderà sempre il SIGNORE, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono. La tua gente riedificherà le antiche rovine, ricostruirai le fondamenta di epoche lontane. Ti chiameranno riparatore di brecce, restauratore di case in rovina per abitarvi. Se tratterrai il piede dal violare il sabato, dallo sbrigare affari nel giorno a me sacro, se chiamerai il sabato delizia e venerando il giorno sacro al SIGNORE, se lo onorerai evitando di metterti in cammino, di sbrigare affari e di contrattare, allora troverai la delizia nel SIGNORE. Io ti farò calcare le alture della terra, ti farò gustare l’eredità di Giacobbe tuo padre, poiché la bocca del SIGNORE ha parlato.

Il consiglio del Signore qui è rivolto alla interrelazione del popolo di Dio e della nazione di Israele.  Ẻ dunque impossibile separare la condotta di ogni singolo fra gli eletti da quella della nazione.  Gli stessi requisiti sono richiesti nell’attività personale.  Questa attività è la causa della separazione da Dio.

Isaia 59 Ecco non è troppo corta la mano del SIGNORE da non poter salvare; né tanto duro è il suo orecchio, da non poter udire. Ma le vostre iniquità hanno scavato un abisso fra voi e il vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere il suo volto così che non vi ascolta. Le vostre palme sono macchiate di sangue e le vostre dita di iniquità; le vostre labbra proferiscono menzogne, la vostra lingua sussurra perversità. Nessuno muove causa con giustizia, nessuno la discute con lealtà. Si confida nel nulla e si dice il falso, si concepisce la malizia e si genera l’iniquità. Dischiudono uova di serpenti velenosi, tessono tele di ragno; chi mangia quelle uova morirà, e dall’uovo schiacciato esce una vipera. Le loro tele non servono per vesti, essi non si possono coprire con i loro manufatti; le loro opere sono opere inique, il frutto di oppressioni è nelle loro mani. I loro piedi corrono al male, si affrettano a spargere sangue innocente; i loro pensieri sono pensieri iniqui, desolazione e distruzione sono sulle loro strade. Non conoscono la via della pace, non c’è giustizia nel loro procedere; rendono tortuosi i loro sentieri, chiunque vi cammina non conosce la pace. Per questo il diritto si è allontanato da noi e non ci raggiunge la giustizia. Speravamo la luce ed ecco le tenebre, lo splendore, ma dobbiamo camminare nel buio. Tastiamo come ciechi la parete, come privi di occhi camminiamo a tastoni; inciampiamo a mezzogiorno come al crepuscolo; tra i vivi e vegeti siamo come i morti. Noi tutti urliamo come orsi, andiamo gemendo come colombe; speravamo nel diritto ma non c’è, nella salvezza ma essa è lontana da noi. Poiché sono molti davanti a te i nostri delitti, i nostri peccati testimoniano contro di noi; poiché i nostri delitti ci stanno davanti e noi conosciamo le nostre iniquità: prevaricare e rinnegare il SIGNORE, cessare di seguire il nostro Dio, parlare di oppressione e di ribellione, concepire con il cuore e pronunciare parole false. Così è trascurato il diritto e la giustizia se ne sta lontana, la verità incespica in piazza, la rettitudine non può entrarvi. Così la verità è abbandonata, chi disapprova il male viene spogliato. Ha visto questo il SIGNORE ed è male ai suoi occhi che non ci sia più diritto. Egli ha visto che non c’era alcuno, si è meravigliato perché nessuno intercedeva. Ma lo ha soccorso il suo braccio, la sua giustizia lo ha sostenuto. Egli si è rivestito di giustizia come di una corazza, e sul suo capo ha posto l’elmo della salvezza. Ha indossato le vesti della vendetta, si è avvolto di zelo come di un manto. Il retributore ripagherà le azioni come si deve: con sdegno ai suoi avversari, con vergogna ai suoi nemici. In occidente vedranno il nome del SIGNORE e in oriente la sua gloria, perché egli verrà come un fiume irruente, sospinto dal vento del SIGNORE. Come redentore verrà per Sion, per quelli di Giacobbe convertitidall’apostasia. Oracolo del Signore. Quanto a me, ecco la mia alleanza con essi, dice il SIGNORE: Il mio spirito che è sopra di te e le parole che ti ho messo in bocca non si allontaneranno dalla tua bocca né dalla bocca della tua discendenza né dalla bocca dei discendenti dei discendenti, dice il SIGNORE, ora e sempre.

La redenzione è dunque del Messia negli ultimi giorni e questa redenzione opererà sotto la direzione di Dio.  Il processo sarà universale e completo.  Tutte le nazioni si rivolgeranno a Israele per essere illuminate e guidate.  La restaurazione che segue a questa redenzione è continua.

Isaia 60 Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, le tenebre ricoprono la terra, nebbia fitta avvolge le nazioni; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. A quella vista sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché le ricchezze del mare si riverseranno su di te, verranno a te i beni dei popoli. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Madian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore. Tutti i greggi di Kedàr si raduneranno da te, i montoni dei Nabatei saranno a tuo servizio, saliranno come offerta gradita sul mio altare; renderò splendido il tempio della mia gloria. Chi sono quelle che volano come nubi e come colombe verso le loro colombaie? Sono navi che si radunano per me, le navi di Tarsis in prima fila, per portare i tuoi figli da lontano, con argento e oro, per il nome del Signore tuo Dio, per il Santo di Israele che ti onora. Stranieri ricostruiranno le tue mura, i loro re saranno al tuo servizio, perché nella mia ira ti ho colpito, ma nella mia benevolenza ho avuto pietà di te. Le tue porte saranno sempre aperte, non si chiuderanno né di giorno né di notte, per lasciar introdurre da te le ricchezze dei popoli e i loro re che faranno da guida.

La restaurazione è compiuta attraverso le nazioni che lavorano con buona volontà per la creazione di Israele come Nazione Santa.  La ragione è chiara.  L’anti-semitismo nei confronti di Sion, in quanto città di Giuda, e Israele è contro Dio.

Perché il popolo e il regno che non vorranno servirti periranno e le nazioni saranno tutte sterminate. La gloria del Libano verrà a te,  cipressi, olmi e abeti insieme, per abbellire il luogo del mio santuario, per glorificare il luogo dove poggio i miei piedi. Verranno a te in atteggiamento umile i figli dei tuoi oppressori; ti si getteranno proni alle piante dei piedi quanti ti disprezzavano. Ti chiameranno Città del Signore, Sion del Santo di Israele. Dopo essere stata derelitta, odiata, senza che alcuno passasse da te, io farò di te l’orgoglio dei secoli, la gioia di tutte le generazioni. Tu succhierai il latte dei popoli, succhierai le ricchezze dei re. Saprai che io sono il Signore tuo salvatore e tuo redentore, io il Forte di Giacobbe. Farò venire oro anziché bronzo, farò venire argento anziché ferro, bronzo anziché legno, ferro anziché pietre. Costituirò tuo sovrano la pace, tuo governatore la giustizia. Non si sentirà più parlare di prepotenza nel tuo paese, di devastazione e di distruzione entro i tuoi confini. Tu chiamerai salvezza le tue mura e gloria le tue porte. Il sole non sarà più la tua luce di giorno, né ti illuminerà più il chiarore della luna. Ma il Signore sarà per te luce eterna, il tuo Dio sarà il tuo splendore. Il tuo sole non tramonterà più né la tua luna si dileguerà, perché il Signore sarà per te luce eterna; saranno finiti i giorni del tuo lutto. Il tuo popolo sarà tutto di giusti, per sempre avranno in possesso la terra, germogli delle piantagioni del Signore, lavoro delle sue mani per mostrare la sua gloria. Il piccolo diventerà un migliaio,  il minimo un immenso popolo; io sono il Signore: a suo tempo, farò ciò speditamente. (RSV)

In questi testi abbiamo a che fare con una progressione. Primo: il concetto dell’oppressione e dell’uso della fede per una maggiore oppressione. Secondo: l’appello del Signore alla rettitudine, usando come arma il digiuno. Il risultato inevitabile della rettitudine è l’oppressione e il Signore lo dice in questa Scrittura sul digiuno.  La distruzione del popolo e l’Avvento e la restaurazione sono visti nei tre capitoli menzionati sopra.  Noi digiuniamo per riconciliarci con Dio e per portare a noi il sistema del Messia il più rapidamente possibile. Siate diligenti e digiunate in amore e speranza.