Christian Churches of God
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La Legge e l'Ottavo Comandamento

(Edizione 1.1 19981010-19990525)
E’ scritto: Non rubare. Questo documento spiega tutta la struttura della Legge di Dio, applicata al suo Comandamento come spiegato dai profeti e dai Testamenti in osservanza alla lettura della legge negli anni del Sabbath.
Christian Churches of God
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(Diritti di Autore © 1998, 1999 Wade Cox)

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La Legge e l'Ottavo Comandamento

E’ scritto: Non Rubare (Es. 20:15; Dt. 5:19)

Levitico 19:11 11 Non ruberete né userete inganno o menzogna gli uni a danno degli altri. (KJV)

La Proprietà è di Dio

Tutte le cose sono in definitiva proprietà di Dio. Dio ha stabilito le leggi, che riguardano la giusta gestione ed amministrazione delle Sue proprietà. Egli ha diviso la creazione in categorie che riguardano le proprietà: alcune possono essere utilizzate, altre no. Ha fatto le divisioni secondo una normativa nella quale dobbiamo operare.

Ci sono leggi che riguardano l’ambiente ed il nostro comportamento. Alcune di esse riguardano la catena alimentare ed i cibi che possiamo mangiare. Altre ancora riguardano la parte dei prodotti della terra che dobbiamo riservare per le intenzioni di Dio, nella funzione della creazione.

Tutta la creazione focalizza su un unico vero Dio e dunque il primo comandamento porta alla legge sulla proprietà che Dio considera Sua, con il Pagamento delle Decime (cfr. il documento Il Pagamento delle Decime [161]).

Il Primo Comandamento ed il Pagamento delle Decime

Non pagare la decima al sistema che Dio ha stabilito è considerato furto.

Malachia 3:1-12 1 Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il SIGNORE, che voi cercate; l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, ecco viene, dice il SIGNORE degli eserciti. Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al SIGNORE un’oblazione secondo giustizia. Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al SIGNORE come nei giorni antichi, come negli anni lontani. Io mi accosterò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adùlteri, contro gli spergiuri, contro chi froda il salario all’operaio, contro gli oppressori della vedova e dell’orfano e contro chi fa torto al forestiero. Costoro non mi temono, dice il SIGNORE degli eserciti. Io sono il SIGNORE, non cambio; voi, figli di Giacobbe, non siete ancora al termine. 7 Fin dai tempi dei vostri padri vi siete allontanati dai miei precetti, non li avete osservati. Ritornate a me e io tornerò a voi, dice il SIGNORE degli eserciti. Ma voi dite: “Come dobbiamo tornare?”. 8 Può un uomo frodare Dio? Eppure voi mi frodate e andate dicendo: “Come ti abbiamo frodato?”. Nelle decime e nelle primizie. Siete gia stati colpiti dalla maledizione e andate ancora frodandomi, voi, la nazione tutta! 10 Portate le decime intere nel tesoro del tempio, perché ci sia cibo nella mia casa; poi mettetemi pure alla prova in questo, – dice il SIGNORE degli eserciti – se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi benedizioni sovrabbondanti. 11 Terrò indietro gli insetti divoratori perché non vi distruggano i frutti della terra e la vite non sia sterile nel campo, dice il SIGNORE degli eserciti. 12 Felici vi diranno tutte le genti, perché sarete una terra di delizie, dice il SIGNORE degli eserciti. (KJV)

Dio ha costituito un sistema che richiede un pagamento per la conservazione della Sua adorazione, per i poveri, e per dare la possibilità al Suo popolo di partecipare nei Suoi cammini, alle Sue Feste e Sabbath.

I sacrifici a Dio devono essere senza macchia. Un’offerta impura è un abominio a Dio.

Deuteronomio 17:1-4 Non immolerai al SIGNORE tuo Dio bue o pecora che abbia qualche difetto o qualche deformità, perché sarebbe abominio per il SIGNORE tuo Dio. Qualora si trovi in mezzo a te, in una delle città che il SIGNORE tuo Dio sta per darti, un uomo o una donna che faccia ciò che è male agli occhi del Signore tuo Dio, trasgredendo la sua alleanza, e che vada e serva altri dei e si prostri davanti a loro, davanti al sole o alla luna o a tutto l’esercito del cielo, contro il mio comando, quando ciò ti sia riferito o tu ne abbia sentito parlare, informatene diligentemente; se la cosa è vera, se il fatto sussiste, se un tale abominio è stato commesso in Israele, (KJV)

La richiesta di un sacrificio senza macchia o difetto, è diretta agli eletti ed al destino finale di tutto il genere umano.

Così come la decima, anche il censimento di Israele deve essere pagato; il mancato pagamento è considerato furto.

Esodo 30:11-16 11 Il SIGNORE parlò a Mosè e gli disse: 12 “Quando per il censimento farai la rassegna degli Israeliti, ciascuno di essi pagherà al SIGNORE il riscatto della sua vita all’atto del censimento, perché non li colpisca un flagello in occasione del loro censimento. 13 Chiunque verrà sottoposto al censimento, pagherà un mezzo siclo, computato secondo il siclo del santuario, il siclo di venti ghera. Questo mezzo siclo sarà un’offerta prelevata in onore del SIGNORE. 14 Ogni persona sottoposta al censimento, dai venti anni in su, paghi l’offerta prelevata per il SIGNORE. 15 Il ricco non darà di più e il povero non darà di meno di mezzo siclo, per soddisfare all’offerta prelevata per il SIGNORE, a riscatto delle vostre vite. 16 Prenderai il denaro di questo riscatto ricevuto dagli Israeliti e lo impiegherai per il servizio della tenda del convegno. Esso sarà per gli Israeliti come un memoriale davanti al SIGNORE per il riscatto delle vostre vite”. (KJV)

Questo riscatto fu pagato dal Messia, ecco perché nessun uomo ha censito Israele, e nessuno conosce la grandezza della fede, poiché la salvezza adesso è anche dei Gentili. La fede viene estesa ai Gentili che ora possono diventare parte del tempio di Dio (1Cor.3:17). La conclusione logica è questa: se siamo stati portati per ad prezzo dal Messia, non abbiamo il diritto di trattenere noi stessi dal Tempio.

Coloro che servono il Tempio hanno il diritto di mangiare dal Tempio.

1Corinzi 9:9-14 9 Sta scritto infatti nella legge di Mosè: Non metterai la museruola al bue che trebbia. Forse Dio si dà pensiero dei buoi? 10 Oppure lo dice proprio per noi? Certamente fu scritto per noi. Poiché colui che ara deve arare nella speranza di avere la sua parte, come il trebbiatore trebbiare nella stessa speranza. 11 Se noi abbiamo seminato in voi le cose spirituali, è forse gran cosa se raccoglieremo beni materiali? 12 Se gli altri hanno tale diritto su di voi, non l’avremmo noi di più? Noi però non abbiamo voluto servirci di questo diritto, ma tutto sopportiamo per non recare intralcio al vangelo di Cristo. 13 Non sapete che coloro che celebrano il culto traggono il vitto dal culto, e coloro che attendono all’altare hanno parte dell’altare? 14 Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunziano il vangelo vivano del vangelo. (KJV)

La ricompensa, come vediamo in Malachi e Proverbi, e la fertilità.

Proverbi 3:9-10 Onora il Signore con i tuoi averi e con le primizie di tutti i tuoi raccolti; 10 i tuoi granai si riempiranno di grano e i tuoi tini traboccheranno di mosto. (KJV)

Proverbi 11:24-26 24 C’è chi largheggia e la sua ricchezza aumenta, c’è chi risparmia oltre misura e finisce nella miseria. 25 La persona benefica avrà successo e chi disseta sarà dissetato. 26 Chi accaparra il grano è maledetto dal popolo, la benedizione è invocata sul capo di chi lo vende. (KJV)

Ci sono un certo numero di obblighi che portano alla benedizione e ad avere un posto nella società.

Tutta la legge di Dio è diretta verso la grazia e la giustizia; il servizio del Tempio non è senza significato e tradizione, ma è l’attuazione della giustizia e della rettitudine.

Matteo 23:23 [23] Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima della menta, dell’anèto e del cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste cose bisognava praticare, senza omettere quelle. (KJV)

Il Tempio sotto l’ordine di Melchisedek ricevette le decime da Levi. Con l’avvento del Messia, Levi diede vita ad un nuovo ordine di sacerdoti, di cui avrebbe preso parte. Levi pagò le decime a Melchisedek (Mio Re di Giustizia), come titolo ereditario del principe di Salem o Urusalaim. Questo titolo fu sostenuto anche come Adoni-Zedek che significa Il Mio Signore è Giusto o Signore della Giustizia (Gs. 10:1). E’ la profezia che li include nel nuovo ordine e nella fede.

Ebrei 7:1-10 Questo Melchìsedek infatti, re di Salem, sacerdote del Dio Altissimo, andò incontro ad Abramo mentre ritornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse; a lui Abramo diede la decima di ogni cosa; anzitutto il suo nome tradotto significa re di giustizia; è inoltre anche re di Salem, cioè re di pace. Egli è senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio e rimane sacerdote in eterno. Considerate pertanto quanto sia grande costui, al quale Abramo, il patriarca, diede la decima del suo bottino. In verità anche quelli dei figli di Levi, che assumono il sacerdozio, hanno il mandato di riscuotere, secondo la legge, la decima dal popolo, cioè dai loro fratelli, essi pure discendenti da Abramo. Egli invece, che non era della loro stirpe, prese la decima da Abramo e benedisse colui che era depositario della promessa. Ora, senza dubbio, è l’inferiore che è benedetto dal superiore. Inoltre, qui riscuotono le decime uomini mortali; là invece le riscuote uno di cui si attesta che vive. Anzi si può dire che lo stesso Levi, che pur riceve le decime, ha versato la sua decima in Abramo: 10 egli si trovava infatti ancora nei lombi del suo antenato quando gli venne incontro Melchìsedek. (KJV)

Questo aspetto viene trattato in modo più completo nel documento Melchisedek [128].

Dio chiede che l’ordinanza di Deuteronomio 14:28 sia rispettata, e che le decime del terzo anno siano portate dinanzi al Signore.

Deuteronomio 14:28 28 Alla fine di ogni triennio metterai da parte tutte le decime del tuo provento del terzo anno e le deporrai entro le tue città; (KJV)

Queste decime del terzo anno dei sette verranno riposte e si terrà una festa all’interno della città. Tutto il ricavo della seconda decima viene dato ai sacerdoti, per assistere i poveri per un periodo di sette anni.

Anche Amos parla di questo. Il sacrificio giornaliero fu eliminato con la distruzione del tempio fisico. Al completamento del Tempio di Ezechiele, sarà introdotto solo il sacrificio della mattina. Quest’evoluzione del sacrificio racconta la storia del Tempio e dell’aumento del raccolto. Qui Amos parla dell’evoluzione del tempo fino alla distruzione nel 70 d.C.

Amos 4:4 4 Andate pure a Betel e peccate! A Gàlgala e peccate ancora di più! Offrite ogni mattina i vostri sacrifici e ogni tre giorni le vostre decime. (KJV)

Dio dice di aver lasciato il popolo d’Israele a denti asciutti, nelle loro case ed essi non sono tornati da Lui. In altre parole, dopo avergli fatto patire la fame, Israele non è tornata da Lui (cfr. Amos 4:1-13). Coloro che opprimono il povero e schiacciano il bisognoso sono guidati a queste azioni dall’ingiustizia e non ritornano a Dio. Di conseguenza se rubano a Dio, opprimono anche il Suo popolo, i poveri e gli orfani di padre.

Attenti alla distinzione fra ciò che è di Cesare e ciò che è di Dio (Mt. 22:21; Mc. 12:17; Lc.20:25).

Dunque tutta l’autorità viene da Dio e tutto deve rendere conto ai tanti poteri ordinati da Dio.

Romani 13:1-10 Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna. I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver da temere l’autorità? Fà il bene e ne avrai lode, poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male. Perciò è necessario stare sottomessi, non solo per timore della punizione, ma anche per ragioni di coscienza. Per questo dunque dovete pagare i tributi, perché quelli che sono dediti a questo compito sono funzionari di Dio. Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi il tributo, il tributo; a chi le tasse le tasse; a chi il timore il timore; a chi il rispetto il rispetto. Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso10 L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore. (KJV)

I fedeli hanno perciò una serie di obblighi che sono in loro dovere, e che devono eseguire per Dio, per il Ministero e le autorità.

Il sistema ottimale è quello sotto i profeti di Dio, come giudici in Israele. La monarchia amministrativa fu stabilita come sistema secondario e più dispendioso.

1Samuele 8:10-18 10 Samuele riferì tutte le parole del SIGNORE al popolo che gli aveva chiesto un re. 11 Disse loro: “Queste saranno le pretese del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio, 12 li farà capi di migliaia e capi di cinquantine; li costringerà ad arare i suoi campi, a mietere le sue messi, ad apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri. 13 Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie. 14 Si farà consegnare ancora i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li regalerà ai suoi ministri. 15 Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi consiglieri e ai suoi ministri. 16 Vi sequestrerà gli schiavi e le schiave, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori. 17 Metterà la decima sui vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi. 18 Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il SIGNORE non vi ascolterà”. (KJV)

Il Signore non ascolterà Israele sotto questo onere che deve essere pagato.

Il Tempo è Denaro

Le offerte e le decime non devono essere negate. Trattenerle è furt

Esodo 22:29-30 29 Non ritarderai l’offerta di ciò che riempie il tuo granaio e di ciò che stilla dal tuo frantoio. Il primogenito dei tuoi figli lo darai a me.

30 Così farai per il tuo bue e per il tuo bestiame minuto: sette giorni resterà con sua madre, l’ottavo giorno me lo darai. (KJV)

L’ottavo giorno, tutti i giovani di Israele devono essere consegnati a Dio. Gli animali giovani ed i bambini devono essere circoncisi e consacrati.

Esodo 23:17-19 17 Tre volte all’anno ogni tuo maschio comparirà alla presenza del SIGNORE Dio. 18 Non offrirai con pane lievitato il sangue del sacrificio in mio onore e il grasso della vittima per la mia festa non starà fino al mattino. 19 Il meglio delle primizie del tuo suolo lo porterai alla casa del Signore, tuo DIO. Non farai cuocere un capretto nel latte di sua madre. (KJV)

Non apparire di fronte a Dio con un offerta almeno per tre volte in un anno, è ribellione e furto.

Esodo 34:19-20 19 Ogni essere che nasce per primo dal seno materno è mio: ogni tuo capo di bestiame maschio, primogenito del bestiame grosso e minuto. 20 Il primogenito dell’asino riscatterai con un altro capo di bestiame e, se non lo vorrai riscattare, gli spaccherai la nuca. Ogni primogenito dei tuoi figli lo dovrai riscattare. Nessuno venga davanti a me a mani vuote. (KJV)

Nessuno andrà davanti al Signore a mani vuote. Trattenere te stesso come parte d’Israele è furto.

Esodo 34:23-26 23 Tre volte all’anno ogni tuo maschio compaia alla presenza del Signore DIO, Dio d’Israele. 24 Perché io scaccerò le nazioni davanti a te e allargherò i tuoi confini; così quando tu, tre volte all’anno, salirai per comparire alla presenza del SIGNORE tuo Dio, nessuno potrà desiderare di invadere il tuo paese. 25 Non sacrificherai con pane lievitato il sangue della mia vittima sacrificale; la vittima sacrificale della festa di pasqua non dovrà rimanere fino alla mattina. 26 Porterai alla casa del SIGNORE, tuo Dio, la primizia dei primi prodotti della tua terra. Non cuocerai un capretto nel latte di sua madre”. (KJV)

Numeri 18:20-32 20 Il SIGNORE disse ad Aronne: “Tu non avrai alcun possesso nel loro paese e non ci sarà parte per te in mezzo a loro; io sono la tua parte e il tuo possesso in mezzo agli Israeliti. 21 Ai figli di Levi io do in possesso tutte le decime in Israele per il servizio che fanno, il servizio della tenda del convegno. 22 Gli Israeliti non si accosteranno più alla tenda del convegno per non caricarsi di un peccato che li farebbe morire. 23 Ma il servizio nella tenda del convegno lo faranno soltanto i leviti; essi porteranno il peso della loro responsabilità; sarà una legge perenne, di generazione in generazione; non possederanno nulla tra gli Israeliti; 24 poiché io do in possesso ai leviti le decime che gli Israeliti presenteranno al SIGNORE come offerta fatta con il rito di elevazione; per questo dico di loro: Non possederanno nulla tra gli Israeliti”. 25 Il SIGNORE disse a Mosè: 26 “Parlerai inoltre ai leviti e dirai loro: Quando riceverete dagli Israeliti le decime che io vi do per conto loro in vostro possesso, ne preleverete un’offerta secondo la rituale elevazione da fare al SIGNORE: una decima della decima; 27 l’offerta che avrete prelevata vi sarà calcolata come il grano che viene dall’aia e come il mosto che esce dal torchio. 28 Così anche voi preleverete un’offerta per il SIGNORE da tutte le decime che riceverete dagli Israeliti e darete al sacerdote Aronne l’offerta che avrete prelevato per il SIGNORE. 29 Da tutte le cose che vi saranno concesse preleverete tutte le offerte per il SIGNORE; di tutto ciò che vi sarà di meglio preleverete quel tanto che è da consacrare. 30 Dirai loro: Quando ne avrete prelevato il meglio, quel che rimane sarà calcolato come il provento dell’aia e come il provento del torchio. 31 Lo potrete mangiare in qualunque luogo, voi e le vostre famiglie, perché è il vostro salario in cambio del vostro servizio nella tenda del convegno. 32 Così non sarete rei di alcun peccato, perché ne avrete messa da parte la parte migliore; non profanerete le cose sante degli Israeliti; così non morirete”. (KJV)

Le offerte devono essere tra le migliori e non devono essere inquinate. Inquinare le offerte di un altro o non riuscire a procurare un’offerta pura, rappresenta un furto o un’appropriazione indebita. Non è, così come sembra, semplicemente un danno doloso, perché il beneficio e la soddisfazione di un sacrificio puro sono stati rubati, e le offerte danneggiate.

Deuteronomio 14:22-29 22 Dovrai prelevare la decima da tutto il frutto della tua sementa, che il campo produce ogni anno. 23 Mangerai davanti al SIGNORE tuo Dio, nel luogo dove avrà scelto di stabilire il suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio e i primi parti del tuo bestiame grosso e minuto, perché tu impari a temere sempre il SIGNORE tuo Dio. 24 Ma se il cammino è troppo lungo per te e tu non puoi trasportare quelle decime, perché è troppo lontano da te il luogo dove il SIGNORE tuo Dio avrà scelto di stabilire il suo nome – perché il SIGNORE tuo Dio ti avrà benedetto -, 25 allora le convertirai in denaro e tenendolo in mano andrai al luogo che il SIGNORE tuo Dio avrà scelto, 26 e lo impiegherai per comprarti quanto tu desideri: bestiame grosso o minuto, vino, bevande inebrianti o qualunque cosa di tuo gusto e mangerai davanti al SIGNORE tuo Dio e gioirai tu e la tua famiglia. 27 Il levita che abita entro le tue città, non lo abbandonerai, perché non ha parte né eredità con te. 28 Alla fine di ogni triennio metterai da parte tutte le decime del tuo provento del terzo anno e le deporrai entro le tue città; 29 il levita, che non ha parte né eredità con te, l’orfano e la vedova che saranno entro le tue città, verranno, mangeranno e si sazieranno, perché il SIGNORE tuo Dio ti benedica in ogni lavoro a cui avrai messo mano. (KJV)

La seconda decima è riservata al divertimento delle Feste di Dio che sono obbligatorie. Se i luoghi in cui si tengono sono troppo lontani, allora le decime possono essere convertite in soldi e le cose necessarie si possono comprare sul posto. Oggi le perone non prendono i prodotti ma prendono i soldi, e generalmente comprano gli articoli per le loro feste. La necessità di sfamare i poveri non è vista in modo chiaro. Le provviste come i prodotti agricoli, devono essere portati la sera prima della festa, in modo che tutti possano essere aiutati il giorno prima che la festa inizi. Il fatto di non fare offerte o di non aiutare i poveri ed i bisognosi rappresenta un furto.

Trattenere o Riprendere una decima è Furto

Trattenere le decime è furto. Quando una persona ha bisogno di riprendere una decima ed usarla per suoi scopi, allora il fatto di aver ripreso la decima porterà ad una punizione. Se qualsiasi decima viene ritirata o trattenuta, la punizione per colui che lo ha fatto sta nel pagare un quinto in più. Quindi viene obbligatoriamente aggiunto un venti percento alla decima che viene utilizzata per un qualsiasi motivo.

Il Tempo ed il Calendario

Dio ha stabilito un calendario nei cieli. Funziona con le fasi della luna ed è definito da calcoli astronomici e dai Noviluni. Non seguire il calendario così come era originalmente ( e non come il calendario del giudeo Hillel) è furto del tempo con Dio.

Non dedicare il Sabbath a Dio, è furto del tempo a Dio. Ogni persona dovrebbe dedicare questi giorni allo studio del Dio Vivente e del Suo sistema. Ogni sette anni, alla festa dell’Anno del Sabbath, la Legge deve essere letta e studiata. Non osservare tutti i Sabbath e la Legge è furto del tempo di Dio e della dovuta adorazione. Dio vuole essere adorato da tutti in spirito e verità.

Il Tempio di Dio

Dio ha dato al popolo le capacità ed il benessere, ed esso deve dedicare queste capacità e queste benedizioni alla Sua più grande gloria. Anche il fatto di non usare le capacità che Dio vi ha dato per la Sua adorazione, e per il Suo sistema, è furto.

Esodo 36:1-38 Bezaleel, Ooliab e tutti gli artisti che il SIGNORE aveva dotati di saggezza e d’intelligenza, perché fossero in grado di eseguire i lavori della costruzione del santuario, fecero ogni cosa secondo ciò che il SIGNORE aveva ordinato.

Mosè chiamò Bezaleel, Ooliab e tutti gli artisti, nel cuore dei quali il SIGNORE aveva messo saggezza, quanti erano portati a prestarsi per l’esecuzione dei lavori. Essi ricevettero da Mosè ogni contributo portato dagli Israeliti per il lavoro della costruzione del santuario. Ma gli Israeliti continuavano a portare ogni mattina offerte volontarie. Allora tutti gli artisti, che eseguivano i lavori per il santuario, lasciarono il lavoro che stavano facendo e vennero a dire a Mosè: “Il popolo porta più di quanto è necessario per il lavoro che il SIGNORE ha ordinato”. Mosè allora fece proclamare nel campo: “Nessuno, uomo o donna, offra più alcuna cosa come contributo per il santuario”. Così si impedì al popolo di portare altre offerte; perché quanto il popolo aveva gia offerto era sufficiente, anzi sovrabbondante, per l’esecuzione di tutti i lavori. Tutti gli artisti addetti ai lavori fecero la Dimora. Bezaleel la fece con dieci teli di bisso ritorto, di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto. La fece con figure di cherubini artisticamente lavorati. Lunghezza di ciascun telo ventotto cubiti; larghezza quattro cubiti per ciascun telo; la stessa dimensione per tutti i teli. 10 Unì cinque teli l’uno all’altro e anche i cinque altri teli unì l’uno all’altro. 11 Fece cordoni di porpora viola sull’orlo del primo telo all’estremità della sutura e fece la stessa cosa sull’orlo del primo telo all’estremità della sutura e fece la stessa cosa sull’orlo del telo estremo nella seconda sutura. 12 Fece cinquanta cordoni al primo telo e fece anche cinquanta cordoni all’estremità del telo della seconda sutura: i cordoni corrispondevano l’uno all’altro. 13 Fece cinquanta fibbie d’oro e unì i teli l’uno all’altro mediante le fibbie; così il tutto venne a formare una sola Dimora. 14 Fece poi teli di peli di capra per costituire la tenda al di sopra della Dimora. Ne fece undici teli. 15 Lunghezza di un telo trenta cubiti; larghezza quattro cubiti per un telo; la stessa dimensione per gli undici teli. 16 Unì insieme cinque teli a parte e sei teli a parte. 17 Fece cinquanta cordoni sull’orlo del telo della seconda sutura. 18 Fece cinquanta fibbie di rame, per unire insieme la tenda, così da formare un tutto unico. 19 Fece poi per la tenda una copertura di pelli di montone tinte di rosso e al di sopra una copertura di pelli di tasso. 20 Poi fece per la Dimora assi di legno di acacia, verticali. 21 Dieci cubiti la lunghezza di un asse e un cubito e mezzo la larghezza. 22 Ogni asse aveva due sostegni, congiunti l’uno all’altro da un rinforzo. Così fece per tutte le assi della Dimora. 23 Fece dunque le assi per la Dimora: venti assi sul lato verso il mezzogiorno, a sud. 24 Fece anche quaranta basi d’argento sotto le venti assi, due basi sotto un’asse per i suoi due sostegni e due basi sotto l’altra asse per i suoi due sostegni. 25 Per il secondo lato della Dimora, verso il settentrione, venti assi, 26 come le loro quaranta basi d’argento, due basi sotto un’asse e due basi sotto l’altra asse. 27 Per la parte posteriore della Dimora, verso occidente, fece sei assi. 28 Fece inoltre due assi per gli angoli della Dimora nella parte posteriore. 29 Esse erano formate ciascuna da due pezzi uguali, abbinati e perfettamente congiunti dal basso fino alla cima, all’altezza del primo anello. Così fece per ambedue: esse vennero a formare i due angoli. 30 Vi erano dunque otto assi con le loro basi d’argento: sedici basi, due basi sotto un’asse e due basi sotto l’altra asse. 31 Fece inoltre traverse di legno di acacia: cinque per le assi di un lato della Dimora, 32 cinque traverse per le assi dell’altro lato della Dimora e cinque traverse per le assi della parte posteriore, verso occidente. 33 Fece la traversa mediana che, a mezza altezza delle assi, le attraversava da una estremità all’altra. 34 Rivestì d’oro le assi, fece in oro i loro anelli, che servivano per inserire le traverse, e rivestì d’oro anche le traverse. 35 Fece il velo di porpora viola e di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto. Lo fece con figure di cherubini, lavoro di disegnatore. 36 Fece per esso quattro colonne di acacia, le rivestì d’oro; anche i loro uncini erano d’oro e fuse per esse quattro basi d’argento. 37 Fecero poi una cortina per l’ingresso della tenda, di porpora viola e di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto, lavoro di ricamatore; 38 le sue cinque colonne con i loro uncini. Rivestì d’oro i loro capitelli e le loro aste trasversali e fece le loro cinque basi di rame. (KJV)

Il Tempio fu costituito con cose donate spontaneamente, ed è indirizzato ad un sistema spirituale , dove il popolo può dare spontaneamente parte di se. Il centro del Tempio e del sistema di adorazione era l’Arca dell’Alleanza. Quest’oggetto era indirizzato al nuovo sistema, dove la legge di Dio è nel cuore degli uomini. In effetti, essi diventano l’Arca che per questo motivo deve essere rimossa e nascosta (cfr. il documento L’Arca dell’Alleanza [196]). Non sarà più ricordata.

Esodo 37:1-29 Bezaleel fece l’arca di legno di acacia: aveva due cubiti e mezzo di lunghezza, un cubito e mezzo di larghezza, un cubito e mezzo di altezza. La rivestì d’oro puro, dentro e fuori. Le fece intorno un bordo d’oro. Fuse per essa quattro anelli d’oro e li fissò ai suoi quattro piedi: due anelli su di un lato e due anelli sull’altro. Fece stanghe di legno di acacia e le rivestì d’oro. Introdusse le stanghe negli anelli sui due lati dell’arca per trasportare l’arca. Fece il coperchio d’oro puro: aveva due cubiti e mezzo di lunghezza e un cubito e mezzo di larghezza. Fece due cherubini d’oro: li fece lavorati a martello sulle due estremità del coperchio: un cherubino ad una estremità e un cherubino all’altra estremità. Fece i cherubini tutti di un pezzo con il coperchio, alle sue due estremità. I cherubini avevano le due ali stese di sopra, proteggendo con le ali il coperchio; erano rivolti l’uno verso l’altro e le facce dei cherubini erano rivolte verso il coperchio. 10 Fece la tavola di legno di acacia: aveva due cubiti di lunghezza, un cubito di larghezza, un cubito e mezzo di altezza. 11 La rivestì d’oro puro e le fece intorno un bordo d’oro. 12 Le fece attorno una cornice di un palmo e un bordo d’oro per la cornice. 13 Fuse per essa quattro anelli d’oro e li fissò ai quattro angoli che costituivano i suoi quattro piedi. 14 Gli anelli erano fissati alla cornice e servivano per inserire le stanghe destinate a trasportare la tavola. 15 Fece le stanghe di legno di acacia e le rivestì d’oro. 16 Fece anche gli accessori della tavola: piatti, coppe, anfore e tazze per le libazioni; li fece di oro puro. 17 Fece il candelabro d’oro puro; lo fece lavorato a martello, il suo fusto e i suoi bracci; i suoi calici, i suoi bulbi e le sue corolle facevano corpo con esso. 18 Sei bracci uscivano dai suoi lati: tre bracci del candelabro da un lato e tre bracci del candelabro dall’altro. 19 Vi erano su un braccio tre calici in forma di fiore di mandorlo, con bulbo e corolla; anche sull’altro braccio tre calici in forma di fiore di mandorlo, con bulbo e corolla. Così era per i sei bracci che uscivano dal candelabro. 20 Il fusto del candelabro aveva quattro calici in forma di fiore di mandorlo, con i loro bulbi e le loro corolle: 21 un bulbo sotto due bracci che si dipartivano da esso, e un bulbo sotto i due altri bracci che si dipartivano da esso, e un bulbo sotto i due altri bracci che si dipartivano da esso; così per tutti i sei bracci che uscivano dal candelabro. 22 I bulbi e i relativi bracci facevano corpo con esso: il tutto era formato da una sola massa d’oro puro lavorata a martello. 23 Fece le sue sette lampade, i suoi smoccolatoi e i suoi portacenere d’oro puro. 24 Impiegò un talento d’oro puro per esso e per tutti i suoi accessori. 25 Fece l’altare per bruciare l’incenso, di legno di acacia; aveva un cubito di lunghezza e un cubito di larghezza, era cioè quadrato; aveva due cubiti di altezza e i suoi corni erano di un sol pezzo. 26 Rivestì d’oro puro il suo piano, i suoi lati, i suoi corni e gli fece intorno un orlo d’oro. 27 Fece anche due anelli d’oro sotto l’orlo, sui due fianchi, cioè sui due lati opposti; servivano per inserire le stanghe destinate a trasportarlo. 28 Fece le stanghe di legno di acacia e le rivestì d’oro. 29 Preparò l’olio dell’unzione sacra e il profumo aromatico da bruciare, puro, secondo l’arte del profumiere. (KJV)

Il Coperchio è la cosa più importante. E’ la protezione ed ha due Cherubini posti sopra, che rappresentano il cuore del Tempio ed il trono di Dio. Uno di questi Cherubini di Protezione consacrati era Satana (cfr. Is. cap. 14; Ez. cap. 28). L’altro sembra che sia stato l’arcangelo Michele, o Messia come Yahovah-elohim (cfr. Giuda 9).

Esodo 38:1-31 Fece l’altare di legno di acacia: aveva cinque cubiti di lunghezza e cinque cubiti di larghezza, era cioè quadrato, e aveva l’altezza di tre cubiti. Fece i suoi corni ai suoi quattro angoli: i suoi corni erano tutti di un pezzo; lo rivestì di rame. Fece anche tutti gli accessori dell’altare: i recipienti per raccogliere le ceneri, le sue pale, i suoi vasi per aspersione, le sue forchette e i bracieri: fece di rame tutti i suoi accessori. Fece per l’altare una graticola, lavorata a forma di rete, di rame, e la pose sotto la cornice dell’altare in basso: la rete arrivava a metà altezza dell’altare. Fuse quattro anelli e li pose alle quattro estremità della graticola di rame, per inserirvi le stanghe. Fece anche le stanghe di legno di acacia e le rivestì di rame. Introdusse le stanghe negli anelli sui lati dell’altare: servivano a trasportarlo. Fece l’altare di tavole, vuoto all’interno. Fece la conca di rame e il suo piedestallo di rame, impiegandovi gli specchi delle donne, che nei tempi stabiliti venivano a prestar servizio all’ingresso della tenda del convegno. Fece il recinto: sul lato meridionale, verso sud, il recinto aveva tendaggi di bisso ritorto, per la lunghezza di cento cubiti sullo stesso lato. 10 Vi erano le loro venti colonne con le venti basi di rame. Gli uncini delle colonne e le loro aste trasversali erano d’argento. 11 Anche sul lato rivolto a settentrione vi erano tendaggi per cento cubiti di lunghezza, le relative venti colonne con le venti basi di rame, gli uncini delle colonne e le aste trasversali d’argento. 12 Sul lato verso occidente vi erano cinquanta cubiti di tendaggi, con le relative dieci colonne e le dieci basi, 13 i capitelli delle colonne e i loro uncini d’argento. Sul lato orientale, verso levante, vi erano cinquanta cubiti: 14 quindici cubiti di tendaggi, con le relative tre colonne e le tre basi alla prima ala; 15 all’altra ala quindici cubiti di tendaggi, con le tre colonne e le tre basi. 16 Tutti i tendaggi che delimitavano il recinto erano di bisso ritorto. 17 Le basi delle colonne erano di rame, gli uncini delle colonne e le aste trasversali erano d’argento; il rivestimento dei loro capitelli era d’argento e tutte le colonne del recinto avevano aste trasversali d’argento. 18 Alla porta del recinto vi era una cortina, lavoro di ricamatore, di porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto: la sua lunghezza era di venti cubiti, la sua altezza, nel senso della larghezza, era di cinque cubiti, come i tendaggi del recinto. 19 Le colonne relative erano quattro, con le quattro basi di rame, i loro uncini d’argento, il rivestimento dei loro capitelli e le loro aste trasversali d’argento. 20 Tutti i picchetti della Dimora e del recinto circostante erano di rame. 21 Questo è il computo dei metalli impiegati per la Dimora, la Dimora della Testimonianza, redatto per ordine di Mosè e per opera dei leviti, sotto la direzione d’Itamar, figlio del sacerdote Aronne. 22 Bezaleel, figlio di Uri, figlio di Cur, della tribù di Giuda, eseguì quanto il Signore aveva ordinato a Mosè; 23 insieme con lui Ooliab, figlio di Achisamach della tribù di Dan, intagliatore, decoratore e ricamatore di porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso. 24 Totale dell’oro impiegato per il lavoro, cioè per tutto il lavoro del santuario – era l’oro presentato in offerta -: ventinove talenti e settecentotrenta sicli, in sicli del santuario. 25 L’argento raccolto, in occasione del censimento della comunità, pesava cento talenti e millesettecentosettantacinque sicli, in sicli del santuario, 26 cioè un beka a testa, vale a dire mezzo siclo, secondo il siclo del santuario, per ciascuno di coloro che furono sottoposti al censimento, dai vent’anni in su. Erano seicentotremilacinquecentocinquanta. 27 Cento talenti di argento servirono a fondere le basi del santuario e le basi del velo: cento basi per cento talenti, cioè un talento per ogni base. 28 Con i millesettecentosettantacinque sicli fece gli uncini delle colonne, rivestì i loro capitelli e le riunì con le aste trasversali. 29 Il rame presentato in offerta assommava a settanta talenti e duemilaquattrocento sicli. 30 Con esso fece le basi per l’ingresso della tenda del convegno, l’altare di rame con la sua graticola di rame e tutti gli accessori dell’altare, 31 le basi del recinto, le basi della porta del recinto, tutti i picchetti della Dimora e tutti i picchetti del recinto. (KJV)

Il Tabernacolo fu fatto nel deserto con le donazioni e le offerte del censimento di Israele. Queste offerte erano dirette alla chiesa nel deserto ed il Tempio era costituito dal numero di figli di Dio che erano stati riscattati dal Messia e messi nel Tempio stesso.

L’altare ed i manufatti venivano coperti. I piatti erano fatti di rame battuto ed erano stati utilizzati gli specchi delle donne della congregazione. Questo era diretto alla posizione della donna nel tempio di Dio, come figlie di Dio nel deserto. Per i quaranta anni nel deserto, ci dovevano essere quaranta giubilei.

Sia i leader di Giuda che quelli di Efraim, simboleggiati da Caleb e Joshua, furono messi da parte, per entrare nella terra promessa alla fine del periodo.

Esodo 39:1-43 Con porpora viola e porpora rossa, con scarlatto e bisso fece le vesti liturgiche per officiare nel santuario. Fecero le vesti sacre di Aronne, come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè.

Fecero l’efod con oro, porpora viola e porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto. Fecero placche d’oro battuto e le tagliarono in strisce sottili, per intrecciarle con la porpora viola, la porpora rossa, lo scarlatto e il bisso, lavoro d’artista. Fecero all’efod due spalline, che vennero attaccate alle sue due estremità; così ne risultò un pezzo tutto unito. La cintura, che lo teneva legato e che stava sopra di esso, era della stessa fattura ed era di un sol pezzo: era intessuta d’oro, di porpora viola e porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto, come il Signore aveva ordinato a Mosè. Lavorarono le pietre di ònice, inserite in castoni d’oro, incise con i nomi degli Israeliti, secondo l’arte d’incidere i sigilli. Fissarono le due pietre sulle spalline dell’efod, come pietre a ricordo degli Israeliti, come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè. Fecero il pettorale, lavoro d’artista, come l’efod: con oro, porpora viola, porpora rossa, scarlatto e bisso ritorto. Era quadrato e lo fecero doppio; aveva una spanna di lunghezza e una spanna di larghezza. 10 Lo coprirono con una incastonatura di pietre preziose, disposte in quattro file di pietre. Una fila: una cornalina, un topazio e uno smeraldo, così la prima fila. 11 La seconda fila: un turchese, uno zaffìro e un berillo. 12 La terza fila: un giacinto, un’àgata e una ametista. 13 La quarta fila: un crisòlito, un ònice e un diaspro. Erano inserite nell’oro mediante i loro castoni. 14 Le pietre corrispondevano ai nomi degli Israeliti: dodici, secondo i loro nomi ed erano incise come i sigilli, ciascuna con il nome corrispondente, secondo le dodici tribù. 15 Fecero sul pettorale catene in forma di cordoni, lavoro d’intreccio d’oro puro. 16 Fecero due castoni d’oro e due anelli d’oro e misero i due anelli alle due estremità del pettorale. 17 Misero le due catene d’oro sui due anelli alle due estremità del pettorale. 18 Quanto alle due altre estremità delle catene, le fissarono sui due castoni e le fecero passare sulle spalline dell’efod, nella parte anteriore. 19 Fecero due altri anelli d’oro e li collocarono alle due estremità del pettorale sull’orlo che era dalla parte dell’efod, verso l’interno. 20 Fecero due altri anelli d’oro e li posero sulle due spalline dell’efod in basso, sul suo lato anteriore, in vicinanza del punto di attacco, al di sopra della cintura dell’efod21 Poi legarono il pettorale con i suoi anelli agli anelli dell’efod mediante un cordone di porpora viola, perché stesse al di sopra della cintura dell’efod e perché il pettorale non si distaccasse dall’efod, come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè. 22 Fece il manto dell’efod, lavoro di tessitore, tutto di porpora viola; 23 la scollatura del manto, in mezzo, era come la scollatura di una corazza: intorno aveva un bordo, perché non si lacerasse. 24 Fecero sul lembo del manto melagrane di porpora viola, di porpora rossa, di scarlatto e di bisso ritorto. 25 Fecero sonagli d’oro puro e collocarono i sonagli in mezzo alle melagrane, intorno all’orlo del manto: 26 un sonaglio e una melagrana, un sonaglio e una melagrana lungo tutto il giro del lembo del manto, per l’esercizio del ministero, come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè. 27 Fecero le tuniche di bisso, lavoro di tessitore, per Aronne e per i suoi figli; 28 il turbante di bisso, gli ornamenti dei berretti di bisso e i calzoni di lino di bisso ritorto; 29 la cintura di bisso ritorto, di porpora viola, di porpora rossa e di scarlatto, lavoro di ricamatore, come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè. 30 Fecero la lamina, il diadema sacro d’oro puro, e vi scrissero sopra a caratteri incisi come un sigillo: “SACRO AL SIGNORE”. 31 Vi fissarono un cordone di porpora viola per porre il diadema sopra il turbante, come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè. 32 Così fu finito tutto il lavoro della Dimora, della tenda del convegno. Gli Israeliti eseguirono ogni cosa come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè: così essi fecero. 33 Portarono dunque a Mosè la Dimora, la tenda e tutti i suoi accessori: le sue fibbie, le sue assi, le sue traverse, le sue colonne e le sue basi, 34 la copertura di pelli di montone tinte di rosso, la copertura di pelli di tasso e il velo per far da cortina, 35 l’arca della Testimonianza con le sue stanghe e il coperchio, 36 la tavola con tutti i suoi accessori e i pani dell’offerta, 37 il candelabro d’oro puro con le sue lampade, le lampade cioè che dovevano essere collocate sopra di esso, con tutti i suoi accessori, e l’olio per l’illuminazione, 38 l’altare d’oro, l’olio dell’unzione, il profumo aromatico da bruciare e la cortina per l’ingresso della tenda. 39 L’altare di rame con la sua graticola di rame, le sue stanghe e tutti i suoi accessori, la conca e il suo piedestallo, 40 i tendaggi del recinto, le sue colonne, le sue basi e la cortina per la porta del recinto, le sue corde, i suoi picchetti e tutti gli arredi del servizio della Dimora, per la tenda del convegno, 41 le vesti liturgiche per officiare nel santuario, le vesti sacre del sacerdote Aronne e le vesti dei suoi figli per l’esercizio del sacerdozio. 42 Secondo quanto il SIGNORE aveva ordinato a Mosè, gli Israeliti avevano eseguito ogni lavoro. 43 Mosè vide tutta l’opera e riscontrò che l’avevano eseguita come il SIGNORE aveva ordinato. Allora Mosè li benedisse. (KJV)

I sacerdoti furono posti sotto un Sommo Sacerdote che serviva per tutte le tribù d’Israele, e sul suo pettorale furono poste le dodici pietre, che sono i dodici fondamenti, disposte in quattro file da tre. I quattro gruppi di tre pietre, simboleggiano la divisione quaternaria sotto le quattro creature viventi. Due di queste creature sono la sostituzione dell’elohim. Essi vengono visti anche nei cherubini del leone, effigiati sui muri del Tempio di Ezechiele (Ez. 41: 19). Le dodici pietre della fondazione sono i dodici capi delle dodici tribù nella Città di Dio (cfr. il documento La Città di Dio [180]). Le pietre sono elencate in modo differente in Apocalisse 21:19-20. Nella tasca del pettorale ci sono l’Urim ed il Tummim. Queste sono le due pietre dell’oracolo di Dio (cfr. anche il documento Gli oracoli di Dio [184]). Le tribù stesse sono organizzate nel regno, con differenti responsabilità e in differenti posizioni, questo è il soggetto di un altro lavoro. Le posizioni nel regno di Dio sono assegnate da Dio e sono date a Cristo per essere attuate.

La Creazione

La creazione, la terra e quanto contiene, sono in possesso a Dio. Egli ha dato la terra all’uomo per avere autorità nella creazione e in tutto ciò che è in essa, per usare, soggiogare, mantenere, e proteggere secondo il piano di Dio (Gen. 1:26-31; Sal. 24:1; 50:12; 1Cor.10:26-28).

Esodo 9:29 29 Mosè gli rispose: “Quando sarò uscito dalla città, stenderò le mani verso il SIGNORE: i tuoni cesseranno e non vi sarà più grandine, perché tu sappia che la terra è del SIGNORE. (KJV)

Le nazioni non temono Dio, e in questo modo non prendono ancora la loro eredità (cfr. Ex. 9:29-35; ed il documento Mosè e gli dei d’Egitto [105]).

Il nostro destino era di diventare dei o elohim, ma secondo la volontà di Dio, non tramite il furto. Ed il furto stesso rappresentava il motivo principale della caduta di Adamo ed Eva (Gn. 3:5). Praticare il misticismo o cercare di raggiungere Dio e diventare come lui, rappresenta lo stesso errore commesso da Eva con l’istigazione di Satana. Siamo tutti predestinati, scelti, chiamati, giustificati e glorificati (Rm. 8:29-30). Abbiamo rivestito il nuovo uomo ad immagine di Dio, essendo rinnovato nella conoscenza. Una cosa simile è data liberamente e non può essere ottenuta con il furto. (Col. 3:10).

Atti 2:41-47 41 Allora coloro che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone. 42 Erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. 43 Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. 44 Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; 45 chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. 46 Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, 47 lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Intanto il SIGNORE ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati. (KJV)

E’ la creazione che attende la rivelazione dei figli di Dio.

Romani 8:19-23 19 La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; 20 essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza 21 di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. 22 Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; 23 essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. (KJV)

Gli eletti non sono come coloro che hanno corrotto la parola di Dio, ma sono onesti allo sguardo di Dio e parlano in Cristo (2Cor. 5:17). Nella maggior parte del mondo le persone hanno corrotto la parola di Dio e cambiato i tempi e la legge. Hanno rimosso i Testamenti dalla loro struttura e cercato di rubare il dono della vita eterna, che era dato liberamente a coloro che Dio aveva chiamato secondo il Suo obiettivo.

Dio vuole obbedienza piuttosto che il sacrificio.

Esodo 19:5 Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra: (KJV)

Che cosa chiede da noi Dio?

Deuteronomio 10:12-17 12 Ora, Israele, che cosa ti chiede il SIGNORE tuo Dio, se non che tu tema il SIGNORE tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu l’ami e serva il SIGNORE tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima, 13 che tu osservi i comandi del SIGNORE e le sue leggi, che oggi ti do per il tuo bene? 14 Ecco, al SIGNORE tuo Dio appartengono i cieli, i cieli dei cieli, la terra e quanto essa contiene. 15 Ma il SIGNORE predilesse soltanto i tuoi padri, li amò e, dopo loro, ha scelto fra tutti i popoli la loro discendenza, cioè voi, come oggi. 16 Circoncidete dunque il vostro cuore ostinato e non indurite più la vostra nuca; 17 perché il SIGNORE vostro Dio è il Dio degli dei, il SIGNORE dei signori, il Dio grande, forte e terribile, che non usa parzialità e non accetta regali: (KJV)

Dobbiamo conservare i suoi comandamenti inalterati.

Le Piante e Gli Animali

Il bestiame è del Signore ma può essere usato dall’uomo. Il sistema che opera in questo caso è disegnato per proteggere dai danni (cfr. Es. 21:28-32; cfr. il documento La Legge ed il Sesto Comandamento [259].

Come abbiamo visto il furto avviene quando si trattiene qualcosa. Questo sistema si estende da Dio al sacerdozio, alle autorità, alla creazione ed agli animali. E’ scritto: Non metterai la museruola al bue che trebbia il grano. Forse Dio si dà pensiero dei buoi? (cfr. Dt. 25:4, 1Cor.9:9; 1Tim. 5:18).

Colui che non riesce a mantenere la sua famiglia contesta il fato ed è peggio di un infedele. Tutto questo è furto.

Il Furto in Rapporto alle Leggi sul Cibo

Le leggi sul cibo vengono attuate per il mantenimento dell’individuo, per la catena alimentare e per l’ambiente. Le leggi sul cibo sono trattate nei documenti Le Leggi sul Cibo [015] e La Legge ed il Sesto Comandamento [259].

Mangiare cibo immondo è stupido, non solo per gli effetti sulla salute, ma anche perché è furto, per la struttura che Dio ha ordinato nel sistema planetario. Non ci sono assolutamente dubbi sulle basi scientifiche e sulla validità delle leggi sul cibo. Gli animali mondi mangiano secondo una catena alimentare che dobbiamo preservare.

Il deterioramento del pianeta è il risultato diretto del nostro furto a Dio ed alla sua creazione, ed avviene con il consumo di oggetti di cui non abbiamo il permesso.

Etica Ambientale

Ci sono delle leggi che si riferiscono a ciò che possiamo prendere ed agli animali che non possiamo uccidere in rapporto all’ambiente. Le leggi che si riferiscono agli animali che possiamo uccidere, a quelli che non possono essere toccati, ad animali e ad uccelli con i loro piccoli, sono trattate nel documento La Legge ed il sesto comandamento [259]. Non osservare le restrizioni che riguardano la natura ed i suoi piccoli, non osservare i Sabbath, e non preservare l’ambiente è furto, e deve essere pagato con la prigionia. La Terra avrà i suoi Sabbath (vedi sotto).

Il Patrimonio Pubblico

In aggiunta al concetto di un ambiente libero sotto la Legge di Dio, c’è la nozione di patrimonio che appartiene alla società. Questa nozione di patrimonio pubblico ha due aspetti.

Patrimonio pubblico ed il Diritto Comune

Il primo aspetto è quello della proprietà che appartiene alla corona per i suoi obiettivi. Il secondo aspetto è quello di patrimonio comune che appartiene a tutta la comunità e può essere utilizzato da tutti. Questo concetto di proprietà comune viene presentato dalla Bibbia con la definizione di sobborgo. Queste sono le terre nelle città dei Leviti dove gli animali possono pascolare insieme. Questa nozione ha sempre sottolineato ciò che è definito dalla nostra gente Diritto Comune. L’appropriazione da parte della corona di terre che sono legittime della gente comune è furto, così com’è per gli individui. Dunque ci deve essere una giusta acquisizione della proprietà. Ci deve anche essere una pianificazione urbana con delle terre in comune che dividono le aree abitative. Queste vengono definite con il termine biblico di sobborghi.

La Proprietà Privata

I diritti dell’individuo sono molto legati al concetto di proprietà privata. Il diritto alla proprietà, viene attribuito dalle leggi bibliche.

Il Diritto alla Proprietà

Da quello che abbiamo visto sopra, ogni persona ha il diritto alla proprietà, espressa come amore reciproco.

Romani 13:8-10 Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso10 L’amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l’amore. (KJV)

Ogni uomo deve essere al sicuro, e nessuno deve essere spaventato (Lev.26:6).

Quando la nazione è istituita, i terreni sono misurati, delimitati da confini ed ereditati dal popolo. Spostare un confine è furto.

Deuteronomio 19:14 14 Non sposterai i confini del tuo vicino, posti dai tuoi antenati, nell’eredità che ti sarà toccata nel paese che il SIGNORE tuo Dio ti dà in possesso. (KJV)

Quest’attività formula le leggi sulla restituzione per mezzo del prodotto rubato, poiché la terra non viene trasferita in modo perpetuo.

Colui che compirà quest’azione sarà maledetto (Dt. 27:17; cfr. Prv. 22:28; 23:10).

Rimuovere i confini ed entrare nei campi degli orfani di padre o far notare l’intenzione di rubare, rappresentano un furto. Dio difenderà gli orfani di padre. I magistrati hanno la responsabilità di giudicare simili azioni sotto la legge. Giobbe accusò Dio per questo. (Gb. 24:2) Ma Dio vede e giudica.

Limitazioni e Possesso nel sistema del Giubileo

Levitico 25:1-11 Il SIGNORE disse ancora a Mosè sul monte Sinai: “Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando entrerete nel paese che io vi dò, la terra dovrà avere il suo sabato consacrato al SIGNORE. Per sei anni seminerai il tuo campo e poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; ma il settimo anno sarà come sabato, un riposo assoluto per la terra, un sabato in onore del SIGNORE; non seminerai il tuo campo e non poterai la tua vigna. Non mieterai quello che nascerà spontaneamente dal seme caduto nella tua mietitura precedente e non vendemmierai l’uva della vigna che non avrai potata; sarà un anno di completo riposo per la terra. Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo servirà di nutrimento a te, al tuo schiavo, alla tua schiava, al tuo bracciante e al forestiero che è presso di te; anche al tuo bestiame e agli animali che sono nel tuo paese servirà di nutrimento quanto essa produrrà. Conterai anche sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell’acclamazione; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. 10 Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. 11 Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. (KJV)

Queste responsabilità risiedono nel proprietario del terreno, che è in ultima istanza Dio. Ci sono delle responsabilità anche sull’uso che viene fatto della terra.

Levitico 25:23-28 23 Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini. 24 Perciò, in tutto il paese che avrete in possesso, concederete il diritto di riscatto per quanto riguarda il suolo. 25 Se il tuo fratello, divenuto povero, vende una parte della sua proprietà, colui che ha il diritto di riscatto, cioè il suo parente più stretto, verrà e riscatterà ciò che il fratello ha venduto. 26 Se uno non ha chi possa fare il riscatto, ma giunge a procurarsi da sé la somma necessaria al riscatto, 27 conterà le annate passate dopo la vendita, restituirà al compratore il valore degli anni che ancora rimangono e rientrerà così in possesso del suo patrimonio. 28 Ma se non trova da sé la somma sufficiente a rimborsarlo, ciò che ha venduto rimarrà in mano al compratore fino all’anno del giubileo; al giubileo il compratore uscirà e l’altro rientrerà in possesso del suo patrimonio. (KJV)

La terra che si trova al di fuori delle mura della città non può essere tenuta per sempre. Ci sono anche delle restrizioni sulla struttura riguardante il possesso della terra. Queste variano in base alla responsabilità.

Levitico 25:29-34 29 Se uno vende una casa abitabile in una città recinta di mura, ha diritto al riscatto fino allo scadere dell’anno dalla vendita; il suo diritto di riscatto durerà un anno intero. 30 Ma se quella casa, posta in una città recinta di mura, non è riscattata prima dello scadere di un intero anno, rimarrà sempre proprietà del compratore e dei suoi discendenti; il compratore non sarà tenuto a uscire al giubileo. 31 Però le case dei villaggi non attorniati da mura vanno considerate come parte dei fondi campestri; potranno essere riscattate e al giubileo il compratore dovrà uscire. 32 Quanto alle città dei leviti e alle case che essi vi possederanno, i leviti avranno il diritto perenne di riscatto. 33 Se chi riscatta è un levita, in occasione del giubileo il compratore uscirà dalla casa comprata nella città levitica, perché le case delle città levitiche sono loro proprietà, in mezzo agli Israeliti. 34 Neppure campi situati nei dintorni delle città levitiche si potranno vendere, perché sono loro proprietà perenne. (KJV)

Questa distinzione fra città che hanno le mura e città che non ne hanno, decide sulla capacità di essere redenti ed essere parte della restaurazione del giubileo. Solamente le case all’interno delle mura possono essere vendute per sempre. Le città dei Sacerdoti che comprendono le città rifugio, non possono essere vendute per sempre, ma possono essere redente in qualsiasi momento dai sacerdoti. I territori al di fuori delle mura della città, i paesi di campagna, o le città senza mura, non possono essere rimossi dal sistema del giubileo. Dunque questa distinzione si riferisce alla legge che riguarda la restaurazione e la restituzione ed il possesso. Una persona in una città, che vende per sempre una proprietà, la Può riscattare entro un anno dalla vendita. Altrimenti diventa una proprietà per sempre. Nessun altro patrimonio immobiliare può essere venduto per sempre come proprietà assoluta.

Nel corso degli anni l’uomo ha venduto e comprato schiavi, anche assumendoli come servi e come manodopera a contratto. I calciatori sono una versione del sistema di manodopera a contratto, anche se molto costosa. Le persone spesso hanno momenti duri e soffrono per questo. Alcune parti della legge richiedono di proteggere l’individuo. Non riuscire ad esercitare le nostre responsabilità l’un l’altro è anche una forma di furto.

Levitico 25:35-43 35 Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria ed è privo di mezzi, aiutalo, come un forestiero e inquilino, perché possa vivere presso di te. 36 Non prendere da lui interessi, né utili; ma temi il tuo Dio e fà vivere il tuo fratello presso di te. 37 Non gli presterai il denaro a interesse, né gli darai il vitto a usura. 38 Io sono il SIGNORE vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto, per darvi il paese di Canaan, per essere il vostro Dio. 39 Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria e si vende a te, non farlo lavorare come schiavo; 40 sia presso di te come un bracciante, come un inquilino. Ti servirà fino all’anno del giubileo; 41 allora se ne andrà da te insieme con i suoi figli, tornerà nella sua famiglia e rientrerà nella proprietà dei suoi padri. 42 Poiché essi sono miei servi, che io ho fatto uscire dal paese d’Egitto; non debbono essere venduti come si vendono gli schiavi. 43 Non lo tratterai con asprezza, ma temerai il tuo Dio. (KJV)

Nessuno nella nazione deve essere ridotto in schiavitù o essere un servo trattato con severità. Questo ha un effetto di grande portata, ora che i Gentili sono stati condotti nel regno di Dio. Coloro che rifiutano di far parte della nazione possono essere obbligati sotto la legge.

Levitico 25:44-46 44 Quanto allo schiavo e alla schiava, che avrai in proprietà, potrete prenderli dalle nazioni che vi circondano; da queste potrete comprare lo schiavo e la schiava. 45 Potrete anche comprarne tra i figli degli stranieri, stabiliti presso di voi e tra le loro famiglie che sono presso di voi, tra i loro figli nati nel vostro paese; saranno vostra proprietà. 46 Li potrete lasciare in eredità ai vostri figli dopo di voi, come loro proprietà; vi potrete servire sempre di loro come di schiavi; ma quanto ai vostri fratelli, gli Israeliti, ognuno nei riguardi dell’altro, non lo tratterai con asprezza. (KJV)

Questa legge serve a dimostrare il grande vantaggio che hanno i cittadini nella nazione di Israele.

Levitico 25:47-55 47 Se un forestiero stabilito presso di te diventa ricco e il tuo fratello si grava di debiti con lui e si vende al forestiero stabilito presso di te o a qualcuno della sua famiglia, 48 dopo che si è venduto, ha il diritto di riscatto; lo potrà riscattare uno dei suoi fratelli 49 o suo zio o il figlio di suo zio; lo potrà riscattare uno dei parenti dello stesso suo sangue o, se ha i mezzi di farlo, potrà riscattarsi da sé. 50 Farà il calcolo con il suo compratore, dall’anno che gli si è venduto all’anno del giubileo; il prezzo da pagare sarà in proporzione del numero degli anni, valutando le sue giornate come quelle di un bracciante. 51 Se vi sono ancora molti anni per arrivare al giubileo, pagherà il riscatto in ragione di questi anni e in proporzione del prezzo per il quale fu comprato; 52 se rimangono pochi anni per arrivare al giubileo, farà il calcolo con il suo compratore e pagherà il prezzo del suo riscatto in ragione di quegli anni. 53 Resterà presso di lui come un bracciante preso a servizio anno per anno; il padrone non dovrà trattarlo con asprezza sotto i suoi occhi. 54 Se non è riscattato in alcuno di quei modi, se ne andrà libero l’anno del giubileo: lui con i suoi figli. 55 Poiché gli Israeliti sono miei servi; miei servi, che ho fatto uscire dal paese d’Egitto. Io sono il SIGNORE vostro Dio”. (KJV)

Non riuscire a conciliare equamente il tempo ed il lavoro del popolo di Israele è furto. Dunque c’è la necessità, per i settori del lavoro e dell’industria, di leggi che provengano da questi comandamenti. Israele è di Dio e di nessun altro uomo, e tutta la gente d’Israele, sia quelli che ci sono nati che i Gentili che si stanno convertendo, sono proprietà del Signore e non sono schiavi. Essi non possono essere venduti come schiavi da nessuno nella nazione. Questa legge sarà ristabilita in Israele con il sistema del giubileo secondo le parole del Signore tramandate dal Suo servo Geremia (Ger. 32:6-44).

L’agnello ha fatto redimere l’uomo a Dio

Esodo 15:1-19 1 Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al SIGNORE e dissero: “Voglio cantare in onore del SIGNORE: perché ha mirabilmente trionfato, ha gettato in mare cavallo e cavaliere. Mia forza e mio canto è il SIGNORE, egli mi ha salvato. E’ il mio Dio e lo voglio lodare, è il Dio di mio padre e lo voglio esaltare! Il SIGNORE è prode in guerra, si chiama SIGNORE. I carri del faraone e il suo esercito ha gettato nel mare e i suoi combattenti scelti furono sommersi nel Mare Rosso. Gli abissi li ricoprirono, sprofondarono come pietra. La tua destra, SIGNORE, terribile per la potenza, la tua destra, Signore, annienta il nemico; con sublime grandezza abbatti i tuoi avversari, scateni il tuo furore che li divora come paglia. Al soffio della tua ira si accumularono le acque, si alzarono le onde come un argine, si rappresero gli abissi in fondo al mare. Il nemico aveva detto: Inseguirò, raggiungerò, spartirò il bottino, se ne sazierà la mia brama; sfodererò la spada, li conquisterà la mia mano! 10 Soffiasti con il tuo alito: il mare li coprì, sprofondarono come piombo in acque profonde. 11 Chi è come te fra gli dei, SIGNORE? Chi è come te, maestoso in santità, tremendo nelle imprese, operatore di prodigi? 12 Stendesti la destra: la terra li inghiottì. 13 Guidasti con il tuo favore questo popolo che hai riscattato, lo conducesti con forza alla tua santa dimora. 14 Hanno udito i popoli e tremano; dolore incolse gli abitanti della Filistea. 15 Gia si spaventano i capi di Edom, i potenti di Moab li prende il timore; tremano tutti gli abitanti di Canaan. 16 Piombano sopra di loro la paura e il terrore; per la potenza del tuo braccio restano immobili come pietra, finché sia passato il tuo popolo, SIGNORE, finché sia passato questo tuo popolo che ti sei acquistato. 17 Lo fai entrare e lo pianti sul monte della tua eredità, luogo che per tua sede, SIGNORE, hai preparato, santuario che le tue mani, SIGNORE, hanno fondato. 18 Il SIGNORE regna in eterno e per sempre!”. 19 Quando infatti i cavalli del faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri furono entrati nel mare, il SIGNORE fece tornare sopra di essi le acque del mare, mentre gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare. (KJV)

Ed il Signore abiterà in mezzo a noi, che non siamo caduti nel deserto. Per questo non dovete profanare la terra in cui il Signore abiterà (Nm. 15:1-12).

Nelle offerte cerca di essere all’altezza del Signore (Num.15:1-12). Se non siete stati all’altezza del signore per inavvertenza, dovete compiere un sacrificio espiatorio. (Nm. 15:17-28).

Tuttavia, nessuno può redimere suo fratello all’infuori di Cristo. (Sal. 49:6-7).

La discriminazione sotto la Legge è Furto

Sotto la legge non bisogna commettere furto per discriminazione.

Numeri 15:13-16 13 Quanti sono nativi del paese faranno così, quando offriranno un sacrificio consumato dal fuoco, soave profumo per il Signore. 14 Se uno straniero che soggiorna da voi o chiunque dimorerà in mezzo a voi in futuro, offrirà un sacrificio con il fuoco, soave profumo per il Signore, farà come fate voi. 15 Vi sarà una sola legge per tutta la comunità, per voi e per lo straniero che soggiorna in mezzo a voi; sarà una legge perenne, di generazione in generazione; come siete voi, così sarà lo straniero davanti al Signore. 16 Ci sarà una stessa legge e uno stesso rito per voi e per lo straniero che soggiorna presso di voi”. (KJV)

C’è anche una legge per l’espiazione.

Numeri 15:29-31 29 Si tratti di un nativo del paese tra gli Israeliti o di uno straniero che soggiorna in mezzo a voi, avrete un’unica legge per colui che pecca per inavvertenza. 30 Ma la persona che agisce con deliberazione, nativo del paese o straniero, insulta il SIGNORE; essa sarà eliminata dal suo popolo. 31 Poiché ha disprezzato la parola del SIGNORE e ha violato il suo comando, quella persona dovrà essere eliminata; porterà il peso della sua colpa”. (KJV)

(cfr. Dt. 28:63).

Dunque è vietato far torto al giusto nel giudizio (cfr. Prv. 18:5,11).

Deuteronomio 1:17 17 Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali, darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio; le cause troppo difficili per voi le presenterete a me e io le ascolterò. (KJV)

(cfr. Dt. 1:11-18).

Furto per mezzo dell’Autorità

Non bisogna commettere furto per Autorità o nepotismo.

Ezechiele 46:18 18 Il principe non prenderà niente dell’eredità del popolo, privandolo, con esazioni, del suo possesso; egli lascerà in eredità ai suoi figli parte di quanto possiede, perché nessuno del mio popolo sia scacciato dal suo possesso”. (KJV)

Dunque l’acquisizione deve avvenire in modo giusto, nel rispetto delle persone e non deve interferire con il sistema del giubileo, (cfr. anche Prv. 28:19).La corona o lo stato non deve acquistare terre per motivi futili o nepotistici. L’acquisizione fatta in modo giusto è uno dei fattori più importanti per preservare una società libera e giusta.

Restituzione e Riabilitazione

L’obiettivo di tutte le leggi è la Prevenzione e poi la Restituzione Restaurazione e Riabilitazione.

Efesini 4:28 28 Chi è avvezzo a rubare non rubi più, anzi si dia da fare lavorando onestamente con le proprie mani, per farne parte a chi si trova in necessità. (KJV)

Tuttavia ci sono delle leggi specifiche che riguardano le punizioni ed i rimedi per il furto.

Prevenzione della crescente diseguaglianza tribale

Le leggi sull’eredità che abbiamo visto nel quinto e nel sesto comandamento assistono o proteggono l’integrità del benessere tribale/nazionale. Abbiamo visto queste leggi in Numeri 27:1-11.

Il Diritto di trasferire la Proprietà

Allo stesso modo il rispetto delle persone non deve avere a che fare con l’eredità. Anche questo è furto. Poiché i possedimenti del padre nella tribù appartengono al giubileo e non possono essere dati per favoritismo.

Deuteronomio 21:15-17 15 Se un uomo avrà due mogli, l’una amata e l’altra odiosa, e tanto l’amata quanto l’odiosa gli avranno procreato figli, se il primogenito è il figlio dell’odiosa, 16 quando dividerà tra i suoi figli i beni che possiede, non potrà dare il diritto di primogenito al figlio dell’amata, preferendolo al figlio dell’odiosa, che è il primogenito; 17 ma riconoscerà come primogenito il figlio dell’odiosa, dandogli il doppio di quello che possiede; poiché egli è la primizia del suo vigore e a lui appartiene il diritto di primogenitura. (KJV)

I diritti del primogenito furono persi nel peccato in Israele e fra i Patriarchi, come abbiamo visto per esempio con Ruben. Quest’attività era diretta alla capacità degli eletti di rinunciare alle loro posizioni nel peccato. I diritti del primogenito sono focalizzati sulla capacità di sostenere una responsabilità costante nella famiglia.

Il Concetto di Equità

In tutta la legge c’è un concetto di equità nella tribù che deriva dalla famiglia. Nella famiglia e nella nazione c’è la responsabilità del popolo.

Dunque dalla logica della Teoria Basata sui Diritti ne segue che non ci possono essere diritti individuali, ma solo una Teoria dell’Obbligo. La società che massimizza i diritti dell’individuo non riesce a massimizzare l’utilità a lungo termine. Dunque tutte le leggi bibliche sono basate sulla teoria dell’obbligo verso la famiglia e verso la nazione e derivano principalmente da un obbligo verso Dio. Allo stesso modo la società ha l’obbligo nei confronti dell’individuo. Dunque tutto il sistema di equità è custodito come un obbligo ordinato nel Primo e nel Secondo Grande Comandamento.

Il Furto

L’argomento più importante trattato nell’ottavo Comandamento è il furto. Ci sono come vedremo diverse forme di furto. Le prime due forme di furto erano espresse come comandamenti, e sono precisamente il furto della vita nel sesto comandamento ed il furto della famiglia nel settimo comandamento. L’ottavo comandamento riguarda soprattutto le forme più leggere del concetto di proprietà, vale a dire la proprietà concreta e personale. Quindi il decimo comandamento riguarda la moglie con la proprietà concreta e personale sotto la classificazione di desiderio.

Ci sono due tipi di furto. Rubare per procurarsi del cibo rappresenta una condanna sia per la famiglia che per la società. Tuttavia il furto si paga in diversi modi, uno di questi è la perdita della reputazione.

Proverbi 6:30-31 30 Non si disapprova un ladro, se ruba per soddisfare l’appetito quando ha fame; 31 eppure, se è preso, dovrà restituire sette volte, consegnare tutti i beni della sua casa. (KJV)

(cfr.Prv.13:11)

Dio ci dà il benessere e nessuno deve essere lasciato morire di fame.

Deuteronomio 8:17-18 17 Guardati dunque dal pensare: La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno acquistato queste ricchezze. 18 Ricordati invece del SIGNORE tuo Dio perché Egli ti dà la forza per acquistare ricchezze, al fine di mantenere, come fa oggi, l’alleanza che ha giurata ai tuoi padri. (KJV)

Il Ruolo della Società è di riabilitare colui che ruba (Ef. 4:28).

Il Furto con i Pesi e le Misure

Levitico 19:35-37 35 Non commetterete ingiustizie nei giudizi, nelle misure di lunghezza, nei pesi o nelle misure di capacità. 36 Avrete bilance giuste, pesi giusti, efa giusto, hin giusto. Io sono il SIGNORE, vostro Dio, che vi ho fatti uscire dal paese d’Egitto. 37 Osserverete dunque tutte le mie leggi e tutte le mie prescrizioni e le metterete in pratica. Io sono il SIGNORE”. (KJV)

Dobbiamo utilizzare gli stessi standard in casa o negli affari ed usare dei pesi e delle misure sbagliate è furto. Devi misurare in modo giusto per prolungare la vita, secondo il Quinto Comandamento, poiché ciò viene equiparato alla giustizia ed al lavoro del Signore (cfr. Mic. 6:10-11; prv. 11:1; 16:11; 20:10,23).

Deuteronomio 25:13-16 13 Non avrai nel tuo sacco due pesi diversi, uno grande e uno piccolo. 14 Non avrai in casa due tipi di efa, una grande e una piccola. 15 Terrai un peso completo e giusto, terrai un’efa completa e giusta, perché tu possa aver lunga vita nel paese che il SIGNORE tuo Dio sta per darti. 16 Poiché chiunque compie tali cose, chiunque commette ingiustizia è in abominio al SIGNORE tuo Dio. (KJV)

Il profeta Ezechiele parla dei pesi e delle misure standard.

Ezechiele 45: 9-12 Dice il SIGNORE Dio: “Basta, prìncipi d’Israele, basta con le violenze e le rapine! Agite secondo il diritto e la giustizia; eliminate le vostre estorsioni dal mio popolo. Parola del SIGNORE Dio. 10 Abbiate bilance giuste, efa giusta, bat giusto. 11 L’efa e il bat saranno della medesima misura così che il bat e l’efa contengano un decimo del comer, la loro misura sarà in relazione al comer12 Il siclo sarà di venti ghere: venti sicli, venticinque sicli e quindici sicli saranno la vostra mina. (KJV)

Il Furto con la Calunnia e la Malizia

La maggior parte delle persone non sanno che la calunnia e la malizia sono furto e danneggiano la persona. Le persone non pensano alle ripetute calunnie sugli altri perché hanno scelto di seguire un determinato aspetto della vita. Nel corso degli anni, la falsa religione è stata la fonte principale di calunnia e malizia rispetto a qualsiasi altra attività. Quando le persone non riescono a contestare un argomento ricorrono alla calunnia e, quando possono all’omicidio. Ciò viene discusso a lungo nel documento La Legge ed il Nono Comandamento [262].

Rubare il buon nome di una persona è contrario alle Leggi di Dio e nel peggiore dei casi è furto.

Rubare Trovando qualcosa

Rubare trovando qualcosa, rappresenta un’altra tipologia di furto. Nessuno deve riqualificare le proprietà di un altro, anche se è suo nemico, come abbiamo visto nei testi (Es. 23:4-5; Dt. 22:1-4).

I Diritti alla Proprietà – Personale e Riservata

La proprietà è generalmente divisa in due forme: Immobiliare Personale. I diritti di proprietà derivano dalla proprietà diretta e dall’operazione di un impresa o di una casa.

Solitamente le cose vengono viste in modo più semplice ed il furto generalmente implica un atto fisico diretto e la rimozione di un oggetto fisico.

Questi aspetti sono legati al valore di proprietà e alla perdita dell’oggetto per sostituzione o per il valore stimato della sostituzione.

I Diritti alla Proprietà – Tangibile e intangibile

Andando avanti nelle categorie arriviamo ai beni tangibili ed intangibili. La perdita di beni non tangibili può riferirsi alla reputazione, alla buona volontà, alla qualità della vita, all’amore ed agli affetti, ai diritti creativi ed artistici e così via.

Queste cose sono molto difficili da determinare anche nel valore e spesso le persone non vedono nessun male nel distruggerle con l’odio la calunnia e la cupidigia.

Trattenere illegalmente la Proprietà o il Salario

La Legge di Dio è contraria al fatto di trattenere il salario o la proprietà del povero sotto la forma di vestiti, e coperte. Anche la frode è vietata.

Esodo 22:26-27 26 Se prendi in pegno il mantello del tuo prossimo, glielo renderai al tramonto del sole, 27 perché è la sua sola coperta, è il mantello per la sua pelle; come potrebbe coprirsi dormendo? Altrimenti, quando invocherà da me l’aiuto, io ascolterò il suo grido, perché io sono pietoso. (KJV)

Levitico 19:13 13 Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; il salario del bracciante al tuo servizio non resti la notte presso di te fino al mattino dopo. (KJV)

Deuteronomio 24:14-15 14 Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno dei forestieri che stanno nel tuo paese, nelle tue città; 15 gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole, perché egli è povero e vi volge il desiderio; così egli non griderà contro di te al SIGNORE e tu non sarai in peccato.

Il pagamento del salario giornaliero deve essere fatto il giorno stesso. Tenere i salari più a lungo è contrario alla legge. Soltanto il lavoro con alla base un accordo può essere pagato settimanalmente, oppure ogni quindici giorni. Il pagamento del salario su base mensile è un vero e proprio accordo contrattuale tra parti.

Questi articoli della legge sono delle affermazioni chiare e semplici. Esse vanno al cuore della legge per l’amore del prossimo. Giacomo, il fratello di Gesù Cristo ha molto da dire a riguardo.

Giacomo 5:1-6 E ora a voi, ricchi: piangete e gridate per le sciagure che vi sovrastano! Le vostre ricchezze sono imputridite, le vostre vesti sono state divorate dalle tarme; il vostro oro e il vostro argento sono consumati dalla ruggine, la loro ruggine si leverà a testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco. Avete accumulato tesori per gli ultimi giorni! Ecco, il salario da voi defraudato ai lavoratori che hanno mietuto le vostre terre grida; e le proteste dei mietitori sono giunte alle orecchie del Signore degli eserciti. Avete gozzovigliato sulla terra e vi siete saziati di piaceri, vi siete ingrassati per il giorno della strage. Avete condannato e ucciso il giusto ed egli non può opporre resistenza. (KJV)

Lo stesso argomento si ritrova in Paolo.

1Timoteo 5:18 18 Dice infatti la Scrittura: Non metterai la museruola al bue che trebbia e: Il lavoratore ha diritto al suo salario19 Non accettare accuse contro un presbitero senza la deposizione di due o tre testimoni. (KJV)

(cfr. Rm. 13:7)

Dio parlò anche tramite Geremia

Geremia 22:13 13 Guai a chi costruisce la casa senza giustizia e il piano di sopra senza equità, che fa lavorare il suo prossimo per nulla, senza dargli la paga, (KJV)

Dio agirà per contrastare questo cattivo uso del potere.

Malachia 3:5 Io mi accosterò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adùlteri, contro gli spergiuri, contro chi froda il salario all’operaio, contro gli oppressori della vedova e dell’orfano e contro chi fa torto al forestiero. Costoro non mi temono, dice il SIGNORE degli eserciti. (KJV)

Il Messia ha parlato del nostro salario che sarà consegnato a tutti, è uguale per tutti, e rappresenta la salvezza. Coloro che frodano il salario all’operaio ingiustamente non entreranno nel regno di Dio (cfr. Mt. 20:16).

Allo stesso modo, coloro che fanno parte della chiesa non devono trattenere il salario del ministero, e di chi ci lavora. Nessun fedele deve passare di casa in casa (Lc. 10:7; 1Tm 5:17-18). Ognuno è ricompensato in base al suo lavoro (1Cor. 3:8). Ma i fedeli devono essere da esempio per gli altri, per aiutarli e proteggerli.

L’Usura

La persona che presta denaro senza fare usura, e non accetta doni contro l’innocente fa parte di una di queste categorie che appartengono alla congregazione del Signore (Sal. 15:5).

Salmi 15:5 presta denaro senza fare usura, e non accetta doni contro l’innocente. Colui che agisce in questo modo resterà saldo per sempre. (KJV)

Quindi l’usura, o il prestare denaro ad interesse non solo è proibito, ma impedisce all’individuo di entrare nel regno di Dio.

Proverbi 28:8 Chi accresce il patrimonio con l’usura e l’interesse, lo accumula per chi ha pietà dei miseri. (KJV)

Questo spesso può non sembrare adatto alle circostanze poichè abbiamo a che fare con la capacità di entrare nel giudizio e nella prima resurrezione.

Geremia vede questo come una causa delle maledizioni

Geremia 15:10 10 Me infelice, madre mia, che mi hai partorito oggetto di litigio e di contrasto per tutto il paese! Non ho preso prestiti, non ho prestato a nessuno, eppure tutti mi maledicono. (KJV)

Dio condanna la “città sanguinaria” per questo peccato.

Ezechiele 22:12 12 In te si ricevono doni per spargere il sangue, tu presti a interesse e a usura, spogli con la violenza il tuo prossimo e di me ti dimentichi. Oracolo del Signore DIO. (KJV)

Dio fa queste distinzioni anche tramite Ezechiele 18:3-20. L’anima che pecca morirà sicuramente. In questo caso l’usura impedisce alla persona di entrare nella vita eterna (Ez. 18:8, 13). Il concetto di usura è anche legato ad un aumento, infatti è vietato prestare soldi ad interesse. Impedisce agli eletti di entrare nella Prima Resurrezione. E’ furto.

Durante la restaurazione, ai tempi di Esdra e Neemia, il popolo era costretto ad ipotecare le terre e le case per comprare il grano. Neemia fece in modo che le terre ritornassero ai legittimi proprietari, poiché prestare soldi ad interesse, specialmente ipotecando proprietà, è furto, e ciò non sarà permesso nel regno di Dio. L’usura e il prestito ad interesse, sono contro le leggi di Dio e devono essere eliminati.

Neemia 5:1-13 Si alzò un gran lamento da parte della gente del popolo e delle loro mogli contro i loro fratelli Giudei. Alcuni dicevano: “Noi, i nostri figli e le nostre figlie siamo numerosi; ci si dia il grano perché possiamo mangiare e vivere!”. Altri dicevano: “Dobbiamo impegnare i nostri campi, le nostre vigne e le nostre case per assicurarci il grano durante la carestia!”. Altri ancora dicevano: “Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. La nostra carne è come la carne dei nostri fratelli, i nostri figli sono come i loro figli; ecco dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù e alcune delle nostre figlie sono gia state ridotte schiave; noi non abbiamo via d’uscita, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d’altri”. Quando udii i loro lamenti e queste parole, ne fui molto indignato. Dopo aver riflettuto dentro di me, ripresi duramente i notabili e i magistrati e dissi loro: “Dunque voi esigete un interesse da usuraio dai nostri fratelli?”. Convocai contro di loro una grande assemblea e dissi loro: “Noi, secondo la nostra possibilità, abbiamo riscattato i nostri fratelli Giudei che si erano venduti agli stranieri e voi stessi vendereste i vostri fratelli ed essi si venderebbero a noi?”. Allora quelli tacquero e non seppero che rispondere. Io dissi: “Quello che voi fate non è ben fatto. Non dovreste voi camminare nel timore del nostro Dio per non essere scherniti dagli stranieri nostri nemici? 10 Anch’io, i miei fratelli e i miei servi abbiamo dato loro in prestito denaro e grano. Ebbene, condoniamo loro questo debito! 11 Rendete loro oggi stesso i loro campi, le loro vigne, i loro oliveti e le loro case e l’interesse del denaro del grano, del vino e dell’olio di cui siete creditori nei loro riguardi”. 12 Quelli risposero: “Restituiremo e non esigeremo più nulla da loro; faremo come tu dici”. Allora chiamai i sacerdoti e in loro presenza li feci giurare che avrebbero mantenuto la promessa. 13 Poi scossi la piega anteriore del mio mantello e dissi: “Così Dio scuota dalla sua casa e dai suoi beni chiunque non avrà mantenuto questa promessa e così sia egli scosso e vuotato di tutto!”. Tutta l’assemblea disse: “Amen” e lodarono il SIGNORE. Il popolo mantenne la promessa. (KJV)

La legge è chiara. I sodi non devono essere prestati ad interesse. L’usura non deve prendere denaro e nessuna forma di bene.

Esodo 22:25 25 Se tu presti denaro a qualcuno del mio popolo, all’indigente che sta con te, non ti comporterai con lui da usuraio: voi non dovete imporgli alcun interesse. (KJV)

Deuteronomio 23:19-20 19 Non farai al tuo fratello prestiti a interesse, né di de naro, né di viveri, né di qualunque cosa che si presta a interesse. 20 Allo straniero potrai prestare a interesse, ma non al tuo fratello, perché il Signore tuo Dio ti benedica in tutto ciò a cui metterai mano, nel paese di cui stai per andare a prender possesso. (KJV)

Ma l’avvocato disse a Cristo: Chi è mio fratello? La salvezza ora è dei Gentili. Nessuno nella nazione può prestare ad usura. Ora tutte le nazioni sono aperte al regno di Dio. Il Samaritano e l’Egiziano sono fratelli al Giudeo per virtù del fato.

Giuda non deve prestare a Efraim, ed Efraim non deve prestare a Manasse. Non ci sarà il sistema di prestare i soldi ad interesse nel sistema Millenario di Dio. Il prestito avverrà tra le nazioni per scopi commerciali e di assistenza.

Il commento di Cristo in Matteo 25:27 e Luca 19:23 non deve essere considerato come un perdono per il guadagno tramite interessi. La pratica dell’usura e dell’aumento tramite interessi sono chiaramente proibiti da Dio tramite la legge ed i profeti. Cristo stava facendo una domanda retorica. La risposta era per colui che pensava che il proprietario era un uomo duro e così egli sotterrò il talento. Cristo allora gli disse che era un servo debole e indolente. Egli avrebbe dovuto affidare i soldi ai banchieri e Cristo avrebbe dunque ricevuto i suoi con l’usura. Ma questa pratica è condannata da Dio. I commenti sono allegorici e si riferiscono al regno di Dio e non hanno niente a che fare con i soldi.

Prestare soldi per guadagnarne di più è usura e Dio condanna questa pratica e le persone che ne fanno uso. Per quanto riguarda i soldi, le persone possono far pagare una quota per il servizio e niente più. Quando si riferisce alla somma ottenuta attraverso gli interessi, è usura e furto e deve essere riparato sotto le leggi sul furto come violazione dell’ottavo comandamento. Sotto il regno del Messia, ogni persona che presta qualcosa e che prende soldi attraverso l’interesse sarà portata in giudizio e dovrà pagare in base alle punizioni associate al furto ed ai guadagni disonesti.

I Debiti e la Remissione

Alla salvaguardia dei divieti nei confronti dell’usura, c’è la remissione da tutti i debiti nell’anno del Sabbath.

Deuteronomio 15:1-23 Alla fine di ogni sette anni celebrerete l’anno di remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che abbia diritto a una prestazione personale in pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l’anno di remissione per il SIGNORE. Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere. Del resto, non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il SIGNORE certo ti benedirà nel paese che il SIGNORE tuo Dio ti dà in possesso ereditario, purché tu obbedisca fedelmente alla voce del SIGNORE tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti dò. Il SIGNORE tuo Dio ti benedirà come ti ha promesso e tu farai prestiti a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito; dominerai molte nazioni mentre esse non ti domineranno. Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città del paese che il SIGNORE tuo Dio ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova. Bada bene che non ti entri in cuore questo pensiero iniquo: E’ vicino il settimo anno, l’anno della remissione; e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla; egli griderebbe al SIGNORE contro di te e un peccato sarebbe su di te. 10 Dagli generosamente e, quando gli darai, il tuo cuore non si rattristi; perché proprio per questo il SIGNORE Dio tuo ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano. 11 Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese; perciò io ti dò questo comando e ti dico: Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nel tuo paese. 12 Se un tuo fratello ebreo o una ebrea si vende a te, ti servirà per sei anni, ma il settimo lo manderai via da te libero. 13 Quando lo lascerai andare via libero, non lo rimanderai a mani vuote; 14 gli farai doni dal tuo gregge, dalla tua aia e dal tuo torchio; gli darai ciò con cui il SIGNORE tuo Dio ti avrà benedetto; 15 ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese di Egitto e che il SIGNORE tuo Dio ti ha riscattato; perciò io ti dò oggi questo comando. 16 Ma se egli ti dice: Non voglio andarmene da te, perché ama te e la tua casa e sta bene presso di te, 17 allora prenderai una lesina, gli forerai l’orecchio contro la porta ed egli ti sarà schiavo per sempre. Lo stesso farai per la tua schiava. 18 Non ti sia grave lasciarlo andare libero, perché ti ha servito sei anni e un mercenario ti sarebbe costato il doppio; così il SIGNORE tuo Dio ti benedirà in quanto farai. 19 Consacrerai al SIGNORE tuo Dio ogni primogenito maschio che ti nascerà nel tuo bestiame grosso e minuto. Non metterai al lavoro il primo parto della tua vacca e non toserai il primo parto della tua pecora. 20 Li mangerai ogni anno con la tua famiglia, davanti al SIGNORE tuo Dio nel luogo che il SIGNORE avrà scelto. 21 Se l’animale ha qualche difetto, se è zoppo o cieco o ha qualunque altro grave difetto, non lo sacrificherai al SIGNORE tuo Dio; 22 lo mangerai entro le tue città; chi sarà immondo e chi sarà mondo ne mangeranno senza distinzione, come si mangia la gazzella e il cervo. 23 Solo non ne mangerai il sangue; lo spargerai per terra come acqua. (KJV)

L’intero sistema è strutturato per la remissione dell’individuo dai debiti e dalla servitù ogni sette anni. Non riuscire ad assicurare l’attuazione di questa legge è iniquità ed indebolisce la libertà dell’individuo e della nazione nella Legge di Dio. Il desiderio di rimanere in schiavitù è una debolezza dell’individuo nel sistema.

Le offerte gratuite e volontarie di animali puri e senza macchia, fatte nella famiglia di Dio, sono dunque il fulcro della chiamata e del piano di Dio. Gli animali selvatici e gli animali macchiati non fanno parte dei primogeniti e possono essere mangiati all’interno delle mura della città, in altre parole, non devono far parte delle decime offerte, che simboleggiano gli eletti.

Non Dobbiamo Opprimere le Vedove, gli Orfani ed i Forestieri

I diritti sul possesso e la proprietà dipendono dalle speranze. Ogni persona ha la speranza di poter avere una qualità di vita ragionevole.

Abbiamo visto la speranza del posto dei Gentili in Israele, come parte del piano di Dio. I Gentili impareranno a fidarsi di noi e dell’autorità di Dio stabilita sotto il Messia (cfr. Gn. 39:20-23; 40:3, 5; 42:16, 19; Mt. 12:21; Rm. 15:12). Ciò avverrà se non abuseremo dei poteri di Dio nel controllare i deboli, gli orfani di padre, i poveri ed i forestieri.

Non dobbiamo opprimere il forestiero, la vedova o l’orfano di padre, altrimenti Dio sentirà il loro pianto e renderà vedove le mogli degli oppressori, ed i loro figli orfani di padre in guerra (Es. 22:21-24; 23:29). Non faremo torto al forestiero ed egli vivrà fra noi e noi lo ameremo come uno dei nostri, poiché siamo tutti forestieri in Egitto (Lv. 19:33, 34). Anche i forestieri dovranno compiere il rito dell’espiazione con noi (Lv.16:29) o saranno eliminati dal popolo (Lv. 17:8, 9). Saranno registrati nella nazione di Israele, poiché sono stati portati ad un prezzo dal Messia ed ora la salvezza è dei Gentili. Dunque il loro posto è soggetto a condizioni e non può essergli rubato. Tuttavia essi devono far parte della nazione e del sistema (Lv. 22:10, 11, 15 ,18). Dobbiamo amarli come noi stessi e l’abominio è proibito tra noi (Lv. 18:26; Dt. 10:17-22). Se una vedova o un bambino orfano di padre vengono maltrattati in qualsiasi modo, Dio li sentirà (Es. 22:23).

Rubare al povero tramite il pegno

Non potete prendere niente dal povero come sicurezza per il vostro prestito, che non interferisca con il loro benessere, con la loro qualità di vita o di salute, con la sicurezza o con il sostentamento.

Deuteronomio 24:10-15 10 Quando presterai qualsiasi cosa al tuo prossimo, non entrerai in casa sua per prendere il suo pegno; 11 te ne starai fuori e l’uomo a cui avrai fatto il prestito ti porterà fuori il pegno. 12 Se quell’uomo è povero, non andrai a dormire con il suo pegno. 13 Dovrai assolutamente restituirgli il pegno al tramonto del sole, perché egli possa dormire con il suo mantello e benedirti; questo ti sarà contato come una cosa giusta agli occhi del SIGNORE tuo Dio. 14 Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno dei forestieri che stanno nel tuo paese, nelle tue città; 15 gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole, perché egli è povero e vi volge il desiderio; così egli non griderà contro di te al SIGNORE e tu non sarai in peccato. (KJV)

In questi versi, viene ripetuto il concetto di pagare prontamente il servo assunto, e di non opprimerlo.

L’entrata indesiderata e forzata di un creditore in una famiglia che si sta ristabilendo è proibita. In questo caso bisogna agire secondo la legge.

Prendersi Cura dei Poveri

Lo spirito della legge spinge ad aver cura dei poveri, piuttosto che a trattenersi per non opprimerli.

Lo spirito della legge mostra come Dio condanna le persone che si trattengono dal commerciare nei Noviluni e nei Sabbath, solo per commerciare con i loro fratelli non appena i Noviluni ed i Sabbath sono finiti. E’ così in questi giorni della fine. Israele è come un cesto di frutti estivi.

Amos 8:1-8 Ecco ciò che mi fece vedere il Signore DIO: era un canestro di frutta matura. Egli domandò: “Che vedi Amos?”. Io risposi: “Un canestro di frutta matura”. Il SIGNORE mi disse: E’ maturata la fine per il mio popolo, Israele; non gli perdonerò più. In quel giorno urleranno le cantanti del tempio, oracolo del Signore DIO. Numerosi i cadaveri, gettati dovunque. Silenzio! Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese, voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano? E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo le misure e aumentando il siclo e usando bilance false, per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali? Venderemo anche lo scarto del grano”. Il SIGNORE lo giura per il vanto di Giacobbe: certo non dimenticherò mai le loro opere. Non forse per questo trema la terra, sono in lutto tutti i suoi abitanti, si solleva tutta come il Nilo, si agita e si riabbassa come il fiume d’Egitto? (KJV)

(cfr. Ne. 5:1-13)

Avere cura del povero è una chiara responsabilità sotto la legge.

Luca 6:30-34 30 Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. 31 Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. 32 Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. 33 E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. 34 E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto.(KJV)

Ognuno ha l’obbligo di prestare le cose a chi ne a bisogno e di non chiedere di restituirle. Allo stesso modo le persone che prendono in prestito delle cose, hanno l’obbligo di restituirle e se ce n’è bisogno di prestare a loro volta.

Ama i tuoi nemici (Luca 6:35); proteggi le persone che sono fuggite e si sono rifugiate da te (Dt. 23:15-16).

Coloro che non avranno oppresso il povero, o non presteranno a usura o a interesse, vivranno (Ez. 18:17; cfr. Gb. 24:2-10; Prv.22:22, 23).

L’Ingiustizia è come il Furto

Prendere dei regali in una situazione di giudizio, devia la saggezza e crea un’ingiustizia (Es. 23:8; Lv. 19:15; Dt.16:18-20).

Ogni ingiustizia ruba qualcosa a chi la subisce. Questo viene esaminato nel documento La Legge ed il Nono Comandamento [262].

Dio ci ricompenserà quando giustizia sarà fatta (Sal. 137:8).

 

Gioele 3:6-8 avete venduto ai Greci i figli di Giuda e i figli di Gerusalemme per mandarli lontano dalla loro patria. Ecco, io li richiamo dalle città, dal luogo dove voi li avete venduti e farò ricadere sulle vostre teste il male che avete fatto. Venderò i vostri figli e le vostre figlie per mezzo dei figli di Giuda, i quali li venderanno ai Sabei, un popolo lontano. Il SIGNORE ha parlato. (KJV)

Tutti i giudizi devono essere fatti in giustizia, prima di tutto nella chiesa, poi nella nazione (Mt. 18:7; 1Cor. 6:1-8). Non agire in giustizia nella chiesa è ingiusto ed è furto.

Danneggiare una Proprietà per Negligenza

Quando si provocano dei danni per negligenza, l’oggetto danneggiato deve essere risarcito. Provate a fare di più ed a renderlo meglio di quello che era. Allo stesso modo, se siete costretti a servire, rendete quel servizio con volontà (cfr. Mt. 5:41; 27:32, Mc. 15:21).

Danneggiare una Persona per Negligenza

Esodo 21:18-19 18 Quando alcuni uomini rissano e uno colpisce il suo prossimo con una pietra o con il pugno e questi non è morto, ma debba mettersi a letto, 19 se poi si alza ed esce con il bastone, chi lo ha colpito sarà ritenuto innocente, ma dovrà pagare il riposo forzato e procurargli le cure. (KJV)

In questo caso i danni sono il risultato di una negligenza concomitante di tutte e due le parti. Non c’è un’accusa per l’aggressione, poiché viene da tutte e due le parti. Tuttavia, la parte danneggiata deve essere risarcita per la perdita di tempo e di salute, dalla parte che ha causato la lesione.

Se una terza parte viene danneggiata con negligenza, deve essere risarcita in base a quello che determina il tribunale (Es. 21:22)

I danni causati da animali o indirettamente da una terza parte vengono analizzati in Esodo 21:28-33. Il prezzo da pagare per la perdita di una vita causata dalla negligenza, è determinato dal tribunale e può essere anche la morte.

Danneggiare Intenzionalmente una Proprietà

Deuteronomio 23:24-25 24 Se entri nella vigna del tuo prossimo, potrai mangiare uva, secondo il tuo appetito, a sazietà, ma non potrai metterne in alcun tuo recipiente. 25 Se passi tra la messe del tuo prossimo, potrai coglierne spighe con la mano, ma non mettere la falce nella messe del tuo prossimo.

Nessuno può essere fermato mentre mangia, per fame, il grano di un campo; tuttavia, la raccolta delle messi non deve essere danneggiata. Questo viene considerato come un danno o come un furto se il grano viene portato via.

Danneggiare Intenzionalmente Una Persona

Il danno intenzionale si riferisce a varie categorie. Può essere fatto alle mogli (Dt. 22:13); ed alle donne che non sono fidanzate (Dt. 22:28-29).

Il rapimento è punibile con la morte (Es. 21:16).

Coloro che sono in potere non devono fare violenza o furto a nessun uomo (Lc. 3:14; cfr. Is. 17:14).

Derubare i genitori è furto ed è simile ad un delitto (Prv. 28:24).

Danneggiare Trattenendo un Pegno, non riconsegnandolo, con la Frode o la Furtività

Danneggiare ritrovando qualcosa, trattenendo una proprietà, non riconsegnandola, con la frode o con la furtività, è considerato come un furto.

Levitico 6:1-5 Il SIGNORE disse a Mosè: “Quando uno peccherà e commetterà una mancanza verso il SIGNORE, rifiutando al suo prossimo un deposito da lui ricevuto o un pegno consegnatogli o una cosa rubata o estorta con frode o troverà una cosa smarrita, mentendo a questo proposito e giurando il falso circa qualcuna delle cose per cui un uomo può peccare, se avrà così peccato e si sarà reso colpevole, restituirà la cosa rubata o estorta con frode o il deposito che gli era stato affidato o l’oggetto smarrito che aveva trovato o qualunque cosa per cui abbia giurato il falso. Farà la restituzione per intero, aggiungendovi un quinto e renderà ciò al proprietario il giorno stesso in cui offrirà il sacrificio di riparazione. (KJV)

Il problema della rimozione per amicizia dà al furto un posto di responsabilità. Ci sono molti aspetti della legge che derivano da questo tipo di furto. In tutti i casi analizzati nella citazione, la proprietà deve essere restituita, e bisogna aggiungerci un quinto in più. Questo è in aggiunta al costo dell’offerta per il sacerdote.

Restaurazione e Restituzione

Il peccato deve essere perdonato. Dunque il tema di fondo della legge è il pentimento.

Luca 17:4 E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu lo perdonerai”. (KJV)

I peccati di ignoranza vengono trattati in Levitico capitoli 4 e 5. L’obiettivo delle offerte era di creare un pentimento visibile ed un’ammenda che fosse a portata di mano per la questione. Cristo pagò le pene per il peccato e queste non possono essere pienamente ripagate dal sangue degli animali. Negli ultimi giorni il sistema sarà istituito, il sacrificio sarà fatto, e le punizioni saranno di nuovo in vigore. Questo non limita in nessun modo le attività ed il sacrificio di Cristo, ma rappresenta solamente, attraverso l’ammenda, un pentimento visibile (cfr. Nm. 15:28). Quando l’ammenda verrà pagata egli sarà perdonato.

Colui che ama molto, molto gli viene perdonato; e colui che ama poco, poco gli viene perdonato ed il figlio di Dio ha il potere di perdonare i peccati (Lc. 7:47-48). Poiché beato è l’uomo a cui è rimessa la colpa, e perdonato il peccato. Beato è l’uomo a cui Dio non imputa alcun peccato (Sal. 32:1-2; Rm.4:7-8; Col. 2:13).

E la preghiera fatta con fede salverà il malato: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati. (Gc. 5:15).

La malattia dunque è distinta dal peccato. Tutti i peccati sono dunque perdonati nel nome del Dio in Gesù Cristo (1Gv. 2:12)

Dunque colui che trattiene il perdono sul pentimento commette furto, impedisce la restaurazione e ruba dalla vita dell’individuo pentito e di coloro che gli sono vicino.

La preghiera al Signore in parte recita così: Padre perdonaci come noi perdoniamo coloro che peccano contro di noi. Il perdono è soggetto a condizioni: non perdonare è sia omicidio che furto, in violazione del sesto e dell’ottavo comandamento. Impedisce all’ipocrita di entrare nel regno di Dio. Il furto dell’ipocrita, sta nella qualità di vita di coloro che lo circondano, e nella condizione di perdono della persona che è veramente pentita. Per la loro ignoranza, essi non entrano nel regno di Dio, ed impediscono ad altri che sarebbero potuti entrare, di farlo.

Il furto della moglie di un uomo comporta una serie di punizioni. Abimelech stava per essere punito, anche se non aveva dormito con Sara, ma l’aveva solamente presa, poiché Abramo gli aveva detto che era sua sorella. Tuttavia questa affermazione era vera, tratteneva altra verità vitale, e ciononostante mise Abimelech in una posizione in cui sia lui che la sua nazione potevano essere distrutti (cfr. Gn.20:3-7). Dunque il settimo comandamento era in vigore ed era compreso dai Gentili. Al contrario dei peccati di Abramo, egli era un profeta e Dio sentì le sue preghiere. Dio lo scelse, lo mise da parte ed avrebbe avuto a che fare con lui e non con questi peccati. Abramo non era quindi giustificato dalle sue azioni ma solamente dalla grazia di Dio (cfr. Gn. 20:3-7, 14-18). Pertanto Egli diede la benedizione ad Abimelech poiché si prendeva cura di Abramo. Dio preserverà tutte le nazioni attraverso il fato così come ha fatto allora (Is. 2:4). Dio diede a noi questo ministero di riconciliazione (2Cor. 5:18)

Abbiamo visto che ogni forma di furto, sia che troviamo o teniamo qualcosa illegalmente, sia che la leviamo e la tratteniamo con disonestà, deve essere risarcito con l’oggetto, con un quinto del suo valore, e con un’offerta a Dio attraverso i sacerdoti, aggiunti a loro volta (cfr. Lv. 6:1-5 sopra).

Se qualche animale viene sottratto e ucciso, venduto o macellato, allora il valore dell’animale deve essere pagato ad un prezzo più alto. Per ogni bue egli dovrà risarcirne cinque e per ogni montone, quattro. Se l’animale viene trovato nelle sue mani ancora vivo, dovrà risarcirne due.

Se qualcuno viene colto mentre entra in una proprietà, vestito con abiti scuri, il proprietario può ucciderlo senza essere accusato di omicidio. Se viene ucciso dopo l’alba il proprietario verrà punito.

Il ladro dovrà riconsegnare tutto, o sarà venduto come schiavo per il suo furto. Fare dei danni con il fuoco, per negligenza, è considerato furto, e richiede la piena restituzione. La perdita dell’oggetto di un altro che si trovava al sicuro, richiede un doppio risarcimento.

Esodo 22:1-15 Quando un uomo ruba un bue o un montone e poi lo scanna o lo vende, darà come indennizzo cinque capi di grosso bestiame per il bue e quattro capi di bestiame per il montone. Se un ladro viene sorpreso mentre sta facendo una breccia in un muro e viene colpito e muore, non vi è vendetta di sangue. Ma se il sole si era gia alzato su di lui, a suo riguardo vi è vendetta di sangue. Il ladro dovrà dare l’indennizzo: se non avrà di che pagare, sarà venduto in compenso dell’oggetto rubato. Se si trova ancora in vita e in suo possesso ciò che è stato rubato, si tratti di bue, di asino o di montone, restituirà il doppio. Quando un uomo usa come pascolo un campo o una vigna e lascia che il suo bestiame vada a pascolare nel campo altrui, deve dare l’indennizzo con il meglio del suo campo e con il meglio della sua vigna. Quando un fuoco si propaga e si attacca ai cespugli spinosi, se viene bruciato un mucchio di covoni o il grano in spiga o il grano in erba, colui che ha provocato l’incendio darà l’indennizzo. Quando un uomo dà in custodia al suo prossimo argento od oggetti e poi nella casa di questo uomo viene commesso un furto, se si trova il ladro, restituirà il doppio. Se il ladro non si trova, il padrone della casa si accosterà a Dio per giurare che non ha allungato la mano sulla proprietà del suo prossimo. Qualunque sia l’oggetto di una frode, si tratti di un bue, di un asino, di un montone, di una veste, di qualunque oggetto perduto, di cui uno dice: “E’ questo!”, la causa delle due parti andrà fino a Dio: colui che Dio dichiarerà colpevole restituirà il doppio al suo prossimo. 10 Quando un uomo dà in custodia al suo prossimo un asino o un bue o un capo di bestiame minuto o qualsiasi bestia, se la bestia è morta o si è prodotta una frattura o è stata rapita senza testimone, 11 tra le due parti interverrà un giuramento per il SIGNORE, per dichiarare che il depositario non ha allungato la mano sulla proprietà del suo prossimo. Il padrone della bestia accetterà e l’altro non dovrà restituire. 12 Ma se la bestia è stata rubata quando si trovava presso di lui, pagherà l’indennizzo al padrone di essa. 13 Se invece è stata sbranata, la porterà in testimonianza e non dovrà dare l’indennizzo per la bestia sbranata. 14 Quando un uomo prende in prestito dal suo prossimo una bestia e questa si è prodotta una frattura o è morta in assenza del padrone, dovrà pagare l’indennizzo. 15 Ma se il padrone si trova presente, non deve restituire; se si tratta di una bestia presa a nolo, la sua perdita è compensata dal prezzo del noleggio. (KJV)

La legge sulla restituzione degli animali prestati ed uccisi, si riferisce alla domanda di restaurazione dovuta da atti di negligenza. Dunque la richiesta di prendere la dovuta cura sulle cose affidate, rappresenta un altro ramo della legge da considerare. In termini moderni, la persona incaricata è responsabile per il danneggiamento dell’oggetto o per la morte dell’animale, e deve pagare l’indennizzo per la perdita al proprietario. Se il danno è provocato da animali selvatici, egli deve provare il fatto, e viene dunque assolto dalla responsabilità, poiché la stessa cosa sarebbe potuta succedere a chiunque.

Risparmiare con i voti o con l’obbligo

Levitico 27:1-34 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: “Parla agli Israeliti e riferisci loro: Quando uno deve soddisfare un voto, per la stima che dovrai fare delle persone votate al SIGNORE, la tua stima sarà: per un maschio dai venti ai sessant’anni, cinquanta sicli d’argento, secondo il siclo del santuario; invece per una donna, la tua stima sarà di trenta sicli. Dai cinque ai venti anni, la tua stima sarà di venti sicli per un maschio e di dieci sicli per una femmina. Da un mese a cinque anni, la tua stima sarà di cinque sicli d’argento per un maschio e di tre sicli d’argento per una femmina. Dai sessant’anni in su, la tua stima sarà di quindici sicli per un maschio e di dieci sicli per una femmina. Se colui che ha fatto il voto è troppo povero per pagare la somma fissata da te, sarà presentato al sacerdote e il sacerdote ne farà la stima. Il sacerdote farà la stima in proporzione dei mezzi di colui che ha fatto il voto. Se si tratta di animali che possono essere presentati in offerta al SIGNORE, ogni animale ceduto al SIGNORE sarà cosa santa. 10 Non lo si potrà commutare; né si potrà sostituire uno buono con uno cattivo né uno cattivo con uno buono; se anche uno vuole sostituire un animale all’altro, i due animali saranno cosa sacra. 11 Se invece si tratta di qualunque animale immondo di cui non si può fare offerta al SIGNORE, l’animale sarà presentato davanti al sacerdote; 12 egli ne farà la stima, secondo che l’animale sarà buono o cattivo e si starà alla stima stabilita dal sacerdote. 13 Ma se uno lo vuole riscattare, aggiungerà un quinto alla stima. 14 Se uno consacra la sua casa come cosa sacra al SIGNORE, il sacerdote ne farà la stima secondo che essa sarà buona o cattiva; si starà alla stima stabilita dal sacerdote. 15 Se colui che ha consacrato la sua casa la vuole riscattare, aggiungerà un quinto al pezzo della stima e sarà sua. 16 Se uno consacra al SIGNORE un pezzo di terra di sua proprietà ereditaria, ne farai la stima in ragione della semente: cinquanta sicli d’argento per un homer di seme d’orzo. 17 Se consacra la sua terra dall’anno del giubileo, il prezzo resterà intero secondo la stima; 18 ma se la consacra dopo il giubileo, il sacerdote ne valuterà il prezzo in ragione degli anni che rimangono fino al giubileo e si farà una detrazione dalla stima. 19 Se colui che ha consacrato il pezzo di terra lo vuole riscattare, aggiungerà un quinto al prezzo della stima e resterà suo. 20 Se non riscatta il pezzo di terra e lo vende ad un altro, non lo si potrà più riscattare; 21 ma quel pezzo di terra, quando al giubileo il compratore ne uscirà, sarà sacro al SIGNORE, come un campo votato allo sterminio, e diventerà proprietà del sacerdote. 22 Se uno consacra al SIGNORE un pezzo di terra comprato, che non fa parte della sua proprietà ereditaria, 23 il sacerdote valuterà la misura del prezzo fino all’anno del giubileo; quel tale pagherà il giorno stesso il prezzo fissato, come cosa consacrata al SIGNORE. 24 Nell’anno del giubileo la terra tornerà a colui da cui fu comprata e del cui patrimonio faceva parte. 25 Tutte le tue stime si faranno in sicli del santuario; il siclo è di venti ghera26 Tuttavia nessuno potrà consacrare i primogeniti del bestiame, i quali appartengono gia al SIGNORE, perché primogeniti: sia esso di grosso bestiame o di bestiame minuto, appartiene al SIGNORE. 27 Se si tratta di un animale immondo, lo si riscatterà al prezzo di stima, aggiungendovi un quinto; se non è riscattato, sarà venduto al prezzo di stima. 28 Nondimeno quanto uno avrà consacrato al SIGNORE con voto di sterminio, fra le cose che gli appartengono: persona, animale o pezzo di terra del suo patrimonio, non potrà essere né venduto né riscattato; ogni cosa votata allo sterminio è cosa santissima, riservata al SIGNORE. 29 Nessuna persona votata allo sterminio potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte. 30 Ogni decima della terra, cioè delle granaglie del suolo, dei frutti degli alberi, appartiene al SIGNORE; è cosa consacrata al SIGNORE. 31 Se uno vuole riscattare una parte della sua decima, vi aggiungerà il quinto. 32 Ogni decima del bestiame grosso o minuto, e cioè il decimo capo di quanto passa sotto la verga del pastore, sarà consacrata al SIGNORE. 33 Non si farà cernita fra animale buono e cattivo, né si faranno sostituzioni; né si sostituisce un animale all’altro, tutti e due saranno cosa sacra; non si potranno riscattare”. 34 Questi sono i comandi che il SIGNORE diede a Mosè per gli Israeliti, sul monte Sinai. (KJV)

Tutto il concetto delle decime e della redenzione è tale che, tutti gli animali puri che vengono dedicati al Signore non possono essere redenti, poiché sono diretti agli eletti come primizie nel raccolto. Redimere le decime significa trattenerle, e la punizione è il pagamento del venti per cento o di un quinto, che è obbligatorio nel caso in cui si trattiene la proprietà di un altro. Le decime sono proprietà di Dio.

Procedure ed Ordine Giudiziario

Tutti i comandamenti hanno la capacità di mettere in custodia o in detenzione colui che attende un ordine giudiziario (cfr. Lv. 24:12; Nm.15:34; 1Re 22:27). Nessuna decisione può essere rimandata senza ragione. La giustizia deve essere veloce.

Ci devono essere diverse categorie di giudici, per trattare tutte le questioni in modo più veloce e ad un livello appropriato (Es. 18:12-24). Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te (Mt. 7:12). Ciò che hai fatto agli altri ricadrà sul tuo capo. (Abdia 15)

Restaurazione e Remissione

Deuteronomio 15:1-18 Alla fine di ogni sette anni celebrerete l’anno di remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che abbia diritto a una prestazione personale in pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l’anno di remissione per il SIGNORE. Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere. Del resto, non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il SIGNORE certo ti benedirà nel paese che il SIGNORE tuo Dio ti dà in possesso ereditario, purché tu obbedisca fedelmente alla voce del SIGNORE tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti dò. Il SIGNORE tuo Dio ti benedirà come ti ha promesso e tu farai prestiti a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito; dominerai molte nazioni mentre esse non ti domineranno. Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città del paese che il SIGNORE tuo Dio ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; anzi gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova. Bada bene che non ti entri in cuore questo pensiero iniquo: E’ vicino il settimo anno, l’anno della remissione; e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla; egli griderebbe al SIGNORE contro di te e un peccato sarebbe su di te. 10 Dagli generosamente e, quando gli darai, il tuo cuore non si rattristi; perché proprio per questo il SIGNORE Dio tuo ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano. 11 Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese; perciò io ti dò questo comando e ti dico: Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nel tuo paese. 12 Se un tuo fratello ebreo o una ebrea si vende a te, ti servirà per sei anni, ma il settimo lo manderai via da te libero. 13 Quando lo lascerai andare via libero, non lo rimanderai a mani vuote; 14 gli farai doni dal tuo gregge, dalla tua aia e dal tuo torchio; gli darai ciò con cui il SIGNORE tuo Dio ti avrà benedetto; 15 ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese di Egitto e che il SIGNORE tuo Dio ti ha riscattato; perciò io ti dò oggi questo comando. 16 Ma se egli ti dice: Non voglio andarmene da te, perché ama te e la tua casa e sta bene presso di te, 17 allora prenderai una lesina, gli forerai l’orecchio contro la porta ed egli ti sarà schiavo per sempre. Lo stesso farai per la tua schiava. 18 Non ti sia grave lasciarlo andare libero, perché ti ha servito sei anni e un mercenario ti sarebbe costato il doppio; così il SIGNORE tuo Dio ti benedirà in quanto farai. (KJV)

Nell’anno della remissione, lascerete cadere tutti i diritti sugli uomini. Non desiderare di rendere gli uomini schiavi fisicamente ed economicamente, con la servitù o con il debito.

Nella legge sulle offerte, dobbiamo utilizzare quelle che sono risparmiate per il Signore nella giusta maniera e non quelle di cui si fa un cattivo uso prima di darle a Dio.

Deuteronomio 15:19-23 19 Consacrerai al SIGNORE tuo Dio ogni primogenito maschio che ti nascerà nel tuo bestiame grosso e minuto. Non metterai al lavoro il primo parto della tua vacca e non toserai il primo parto della tua pecora. 20 Li mangerai ogni anno con la tua famiglia, davanti al SIGNORE tuo Dio nel luogo che il SIGNORE avrà scelto. 21 Se l’animale ha qualche difetto, se è zoppo o cieco o ha qualunque altro grave difetto, non lo sacrificherai al SIGNORE tuo Dio; 22 lo mangerai entro le tue città; chi sarà immondo e chi sarà mondo ne mangeranno senza distinzione, come si mangia la gazzella e il cervo. 23 Solo non ne mangerai il sangue; lo spargerai per terra come acqua. (KJV)

In tutta l’eredità che il Signore ci ha dato, gli operai della chiesa, o i sacerdoti nominati, lavorano per noi e devono essere dunque mantenuti e sostenuti, dalle decime e dalle offerte della fede. Non rubare alle persone che Dio ha riservato per fare il Suo lavoro.

Deuteronomio 18:1-8 I sacerdoti leviti, tutta la tribù di Levi, non avranno parte né eredità insieme con Israele; vivranno dei sacrifici consumati dal fuoco per il SIGNORE, e della sua eredità. Non avranno alcuna eredità tra i loro fratelli; il SIGNORE è la loro eredità, come ha loro promesso. Questo sarà il diritto dei sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come sacrificio un capo di bestiame grosso o minuto: essi daranno al sacerdote la spalla, le due mascelle e lo stomaco. Gli darai le primizie del tuo frumento, del tuo mosto e del tuo olio e le primizie della tosatura delle tue pecore; perché il SIGNORE tuo Dio l’ha scelto fra tutte le tue tribù, affinchè attenda al servizio del nome del SIGNORE, lui e i suoi figli sempre. Se un levita, abbandonando qualunque città dove soggiorna in Israele, verrà, seguendo il suo desiderio, al luogo che il SIGNORE avrà scelto e farà il servizio nel nome del SIGNORE tuo Dio, come tutti i suoi fratelli leviti che stanno là davanti al SIGNORE, egli riceverà per il suo mantenimento una parte uguale a quella degli altri, senza contare il ricavo dalla vendita della sua casa paterna. (KJV)

I Leviti furono messi da parte ed ora è messo da parte anche il sacerdozio di Melchisedek (cfr. Eb. 7:1-8:13).

Numeri 1:47 47 Ma quanti erano leviti, secondo la loro tribù paterna, non furono registrati insieme con gli altri. (KJV)

Il sacerdozio viene messo da parte per Dio, poiché tutti gli eletti sono sacerdoti scelti da Dio.

Numeri 8:13-19 13 Farai stare i leviti davanti ad Aronne e davanti ai suoi figli e li presenterai come un’offerta da farsi con il rito di agitazione in onore del SIGNORE. 14 Così separerai i leviti dagli Israeliti e i leviti saranno miei. 15 Dopo, i leviti verranno a fare il servizio nella tenda del convegno; tu li purificherai e li presenterai come un’offerta fatta con la rituale agitazione; 16 poiché mi sono tutti dediti tra gli Israeliti, io li ho presi con me, invece di quanti nascono per primi dalla madre, invece dei primogeniti di tutti gli Israeliti. 17 Poiché tutti i primogeniti degli Israeliti, tanto degli uomini quanto del bestiame, sono miei; io me li sono consacrati il giorno in cui percossi tutti i primogeniti nel paese d’Egitto. 18 Ho preso i leviti invece di tutti i primogeniti degli Israeliti. 19 Ho dato in dono ad Aronne e ai suoi figli i leviti tra gli Israeliti, perché facciano il servizio degli Israeliti nella tenda del convegno e perché compiano il rito espiatorio per gli Israeliti, perché nessun flagello colpisca gli Israeliti, qualora gli Israeliti si accostino al santuario”. (KJV)

I leviti erano rivolti verso la chiesa ed erano il simbolo della nazione di Israele come primogenito di Dio. Così la chiesa è il simbolo del primogenito delle nazioni e della salvezza del mondo.

Numeri 18:15-18 15 Ogni essere che nasce per primo da ogni essere vivente, offerto al SIGNORE, così degli uomini come degli animali, sarà tuo; però farai riscattare il primogenito dell’uomo e farai anche riscattare il primo nato di un animale immondo. 16 Quanto al riscatto, li farai riscattare dall’età di un mese, secondo la stima di cinque sicli d’argento, in base al siclo del santuario, che è di venti ghera. 17 Ma non farai riscattare il primo nato della vacca, né il primo nato della pecora, né il primo nato della capra; sono cosa sacra; verserai il loro sangue sull’altare e brucerai le loro parti grasse come sacrificio consumato dal fuoco, soave profumo per il SIGNORE. [18] La loro carne sarà tua; sarà tua come il petto dell’offerta che si fa con la agitazione rituale e come la coscia destra. (KJV)

Trattenere il primogenito è furto e così anche gli eletti non possono essere trattenuti da Dio, come re o sacerdoti.

Deuteronomio 15:19-23 19 Consacrerai al SIGNORE tuo Dio ogni primogenito maschio che ti nascerà nel tuo bestiame grosso e minuto. Non metterai al lavoro il primo parto della tua vacca e non toserai il primo parto della tua pecora. 20 Li mangerai ogni anno con la tua famiglia, davanti al SIGNORE tuo Dio nel luogo che il SIGNORE avrà scelto. 21 Se l’animale ha qualche difetto, se è zoppo o cieco o ha qualunque altro grave difetto, non lo sacrificherai al SIGNORE tuo Dio; 22 lo mangerai entro le tue città; chi sarà immondo e chi sarà mondo ne mangeranno senza distinzione, come si mangia la gazzella e il cervo. 23 Solo non ne mangerai il sangue; lo spargerai per terra come acqua. (KJV)

Dunque gli animali impuri possono essere mangiati, e solamente quelli senza macchia possono essere messi da parte per il Signore. Questo spiega il motivo per cui gli eletti hanno le loro vesti rese bianche dal sangue dell’agnello e sono messi da parte per lavorare per il Signore sotto il Suo Cristo.

Deuteronomio 26:1-19 Quando sarai entrato nel paese che il SIGNORE tuo Dio ti darà in eredità e lo possiederai e là ti sarai stabilito, prenderai le primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nel paese che il SIGNORE tuo Dio ti darà, le metterai in una cesta e andrai al luogo che il SIGNORE tuo Dio avrà scelto per stabilirvi il suo nome. Ti presenterai al sacerdote in carica in quei giorni e gli dirai: Io dichiaro oggi al SIGNORE tuo Dio che sono entrato nel paese che il SIGNORE ha giurato ai nostri padri di darci. Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del SIGNORE tuo Dio e tu pronuncerai queste parole davanti al SIGNORE tuo Dio: Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. 7Allora gridammo al SIGNORE, al Dio dei nostri padri, e il SIGNORE ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; il SIGNORE ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi, e ci condusse in questo luogo e ci diede questo paese, dove scorre latte e miele. 10 Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, SIGNORE, mi hai dato. Le deporrai davanti al SIGNORE tuo Dio e ti prostrerai davanti al SIGNORE tuo Dio; 11 gioirai, con il levita e con il forestiero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il SIGNORE tuo Dio avrà dato a te e alla tua famiglia. 12 Quando avrai finito di prelevare tutte le decime delle tue entrate, il terzo anno, l’anno delle decime, e le avrai date al levita, al forestiero, all’orfano e alla vedova perché ne mangino nelle tue città e ne siano sazi, 13 dirai dinanzi al SIGNORE tuo Dio: Ho tolto dalla mia casa ciò che era consacrato e l’ho dato al levita, al forestiero, all’orfano e alla vedova secondo quanto mi hai ordinato; non ho trasgredito, né dimenticato alcuno dei tuoi comandi. 14 Non ne ho mangiato durante il mio lutto; non ne ho tolto nulla quando ero immondo e non ne ho dato nulla per un cadavere; ho obbedito alla voce del SIGNORE mio Dio; ho agito secondo quanto mi hai ordinato. 15 Volgi lo sguardo dalla dimora della tua santità, dal cielo, e benedici il tuo popolo d’Israele e il suolo che ci hai dato come hai giurato ai nostri padri, il paese dove scorre latte e miele! 16 Oggi il SIGNORE tuo Dio ti comanda di mettere in pratica queste leggi e queste norme; osservale dunque, mettile in pratica, con tutto il cuore, con tutta l’anima. 17 Tu hai sentito oggi il SIGNORE dichiarare che Egli sarà il tuo Dio, ma solo se tu camminerai per le sue vie e osserverai le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e obbedirai alla sua voce. 18 Il SIGNORE ti ha fatto oggi dichiarare che tu sarai per lui un popolo particolare, come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi comandi; 19 Egli ti metterà per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte le nazioni che ha fatte e tu sarai un popolo consacrato al SIGNORE tuo Dio com’egli ha promesso”. (KJV)

Le Decime e le Feste sono perciò obbligatorie e sono dirette alla Restaurazione. Non partecipare alle feste e non pagare le decime è furto, ed impedisce all’individuo di accedere alla prima resurrezione. Le decime possono anche non essere usate alla morte di una persona, come avveniva solitamente per le antiche pratiche funerarie dei pagani.

Osservanza e Libertà

Ogni persona del nostro popolo è stata portata ad un prezzo, dunque non possiamo diventare schiavi degli uomini(1Cor. 7:23). Non dobbiamo farci ridurre in schiavitù e non dobbiamo ridurre in schiavitù gli altri. Abbiamo l’ordine di non rubare. Prendere la libertà e la primogenitura degli altri è furto, ed il ladro viene escluso dal regno di Dio. Siate risoluti nella libertà che ci ha reso liberi, e che attraverso l’ubbidienza mantiene la nostra condizione e quella degli altri (Gal. 5:1).

La posizione dell’Anno del Sabbath negli Ordini Giudiziari

L’Anno del Sabbath è l’anno della remissione e deve essere preso in considerazione in tutti gli ordini giudiziari, nei contratti e nei danneggiamenti. Tutti i danni e le ricompense devono riferirsi al giubileo ed ai Sabbath, non può essere fatto nessun riconoscimento che vada contro il sistema del giubileo (cfr. anche il documento La Legge ed il Quarto Comandamento [256].

Non osservare – per Negligenza o Deliberatamente

Il fatto di non osservare un qualsiasi ordine giudiziario relativo ai comandamenti è potenzialmente punibile con la morte. Ogni persona deve assicurare la conservazione di tutta la legge. Non curarsi delle proprietà degli altri è negligenza nella lettera e nello spirito della legge.

Deuteronomio 22:1-4 Se vedi smarriti un bue o una pecora di tuo fratello, tu non devi fingere di non averli scorti, ma avrai cura di ricondurli a tuo fratello. Se tuo fratello non abita vicino a te e non lo conosci, accoglierai l’animale in casa tua: rimarrà da te finché tuo fratello non ne faccia ricerca e allora glielo renderai. Lo stesso farai del suo asino, lo stesso della sua veste, lo stesso di qualunque altro oggetto che tuo fratello abbia perduto e che tu trovi; tu non fingerai di non averli scorti. Se vedi l’asino del tuo fratello o il suo bue caduto nella strada, tu non fingerai di non averli scorti, ma insieme con lui li farai rialzare. (KJV)

Gli obblighi servono a svelare la violazione della legge (Dt. 22:24). Non rilevare una violazione significa acconsentire all’offesa, e provare persino piacere in coloro che la fanno (Sal. 50:18; Rm. 1:32; 1Tim. 5:22).

Se qualcuno cerca di far profitto con falsi testimoni, gli sarà fatta la stessa cosa che sarebbe stata fatta alla persona accusata (Dt. 19:18, 19); ne, in una questione, possiamo trattenere i testimoni (Prv. 24:10-12) (cfr. il documento La Legge ed il Nono Comandamento [262].

Nessun uomo deve esercitare la violenza nei confronti di un altro, violando uno dei comandamenti (Prv. 28:17; cfr. Lc. 10:29-30).

Nascondere disonestamente il proprio furto e far accusare un altro con la frode o con il tranello è la forma di furto più maligna.

Cristo disse che i Farisei pagarono le decime con la menta ed il cumino, ma trasgredirono la giustizia e l’amore di Dio. Essi dovevano fare tutte e due le cose (Lc. 11:42).

La proprietà e l’ottavo comandamento devono proteggere l’individuo nella società, e proteggere la società dall’individuo. La proprietà non è fine a se stessa. E’ semplicemente il modo con cui assicuriamo il nostro benessere. L’avere non è la via di Dio. Fare e creare in modo che ogni individuo si arricchisca della nostra presenza sul pianeta, è la spinta della legge e dei profeti.

Sommario sul Crimine e sulla Punizione

Deuteronomio 24:7 Quando si troverà un uomo che abbia rapito qualcuno dei suoi fratelli tra gli Israeliti, l’abbia sfruttato come schiavo o l’abbia venduto, quel ladro sarà messo a morte; così estirperai il male da te.

In questo testo il rapimento è punibile con la morte. Tutto sommato in questo testo viene trattato un concetto più ampio che porta all’argomento del commercio reciproco. In questo modo le organizzazioni che cercano di arruolare e vendere altre persone, parte della rete commerciale, violano le leggi di Dio e le persone che ne fanno parte devono pentirsi.

Nessuno può rubare la qualità delle vita di un altro ed ereditare il regno di Dio. La legge sulla proprietà è solo l’aspetto fisico di una legge spirituale più elevata. Rubare all’uomo significa rubare a Dio in un’altra forma. Se non possiamo affidarci alla difesa delle cose fisiche, come possiamo affidarci alle questioni spirituali? Dobbiamo pentirci ed imparare ad amare il prossimo, mantenendo il benessere reciproco libero e puro.