Parte I
[da leggere prima dell’esposizione del quinto comandamento e seguenti].
Dio consegnò la Legge a Mosè. I dieci comandamenti furono divisi in due grandi comandamenti come abbiamo visto nell’esame del Primo Grande Comandamento (cfr. il documento Il Primo Grande Comandamento [252]).
Esodo 20:1-3 1 Dio allora pronunciò tutte queste parole: 2 “Io sono il SIGNORE, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù. (KJV)
[I] 3 Non avrai altri dei di fronte a me.
[II] 4 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il SIGNORE, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 6 ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.
[III] 7 Non pronuncerai invano il nome del SIGNORE, tuo Dio, perché il SIGNORE non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
[IV] 8 Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: 9 sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 10 ma il settimo giorno è il sabato in onore del SIGNORE, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 11 Perché in sei giorni il SIGNORE ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.
[V] 12 Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il SIGNORE, tuo Dio.
[VI] 13 Non uccidere.
[VII]14 Non commettere adulterio.
[VIII] 15 Non rubare.
[IX] 16 Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
[X] 17 Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo”. (KJV)
Si parla in seguito della divisione della legge in due Grandi Comandamenti in Deuteronomio. La struttura è composta dai primi quattro comandamenti che riguardano l’amore verso Dio e gli ultimi sei che riguardano l’amore per il prossimo.
La legge è stata poi diffusa tra il popolo.
Il nostro dovere è verso Dio e verso il nostro prossimo. Nostro dovere è diventare un giusto recettacolo per il Dio Vivente. Egli è il Dio dei Vivi e non dei Morti.
Matteo 22:29-40 29 E Gesù rispose loro: “Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture né la potenza di Dio. 30 Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. 31 Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: 32 Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi”. 33 Udendo ciò, la folla era sbalordita per la sua dottrina. 34 Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme 35 e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 36 “Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?” 37 Gli rispose: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38 Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. 39 E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti”.
La prima parte della legge riguarda l’amore verso Dio. Deve essere amato con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente.
La seconda parte è ama il tuo prossimo come te stesso. Poiché se non ami il tuo prossimo che vedi, come puoi amare Dio che non vedi.
1Giovanni 4:20-21 20 Se uno dicesse: “Io amo Dio”, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 21 Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. (KJV)
La struttura del Primo Grande Comandamento
forma le basi del Secondo Grande Comandamento e da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti. I comandamenti sono parte dei due ed il resto della legge è parte dei dieci.
Il Secondo Grande Comandamento è composto dagli ultimi sei dei dieci comandamenti. Dimostrare la nostra capacità di interpretare gli aspetti più alti della legge significa eseguire spiritualmente il Secondo Grande Comandamento.
La struttura del Secondo deriva dallo stesso pensiero e dalla stessa logica del Primo Grande Comandamento. Il centro del Primo è Dio, come il padre e la madre fisica lo sono del Secondo. Entrambi proclamano l’estensione di Dio, Eloah a Elohim per le Schiere Celesti e gli Eserciti della Terra.
[V] 12 Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il SIGNORE, tuo Dio.
Il primo comandamento con una promessa si riferisce al disegno di vita eterna come elohim. Doveva essere così dal principio.
[VI] 13 Non uccidere.
La capacità di uccidere deriva dal peccato e dal desiderio di distruggere un altro essere. Questa è la volontà di Satana. Non è nella volontà di Dio che alcun uomo perisca, tutti, Esercito incluso, saranno salvati a tempo debito. Poiché questo è l’amore perfetto di Dio (cfr. il documento La Pecorella Smarrita ed il Figliuol Prodigo [199]).
[VII] 14 Non commettere adulterio.
La protezione dell’unità della famiglia e della fedeltà di questa unione riflette l’integrità e la fedeltà a Dio. Il matrimonio è il riflesso del rapporto tra Cristo e la Chiesa. Non si può violarne uno senza danneggiare l’altro. Ogni rapporto che interferisca con l’integrità della famiglia e indebolisca il ruolo del marito nei confronti della moglie, è semi adultero. Perciò le chiese che mettono il sacerdozio nella posizione di interferire nel rapporto tra marito e moglie sono adultere e causano l’adulterio della moglie. Il marito è il sacerdote della sua casa mentre obbedisce alle Leggi di Dio. La maggior parte del cosiddetto Cristianesimo moderno porta all’adulterio e pone il sacerdozio tra moglie e marito. In alcune sette, l’adulterio è persino perdonato se richiesto dal sacerdote. La dimensione della setta o il celibato del clero sembrano non impedirne la pratica.
[VIII] 15 Non rubare.
Il benessere del singolo si riflette nella struttura della legge poiché è legato alla capacità di proteggere l’individuo nel suo sforzo personale e nella vita che si deve costruire. La società moderna e la sua struttura organizzata deruba l’individuo in modo più sistematico dei comuni criminali. In questi ultimi anni, l’oppressione ed il feudalismo sono all’ordine del giorno ma non per questo da sottovalutare: stiamo per vivere l’orrore del falso ordine.
[IX] 16 Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
L’intero sistema di giustizia si basa sulla verità. Il disegno di salvezza è al sicuro solo se basato sulla verità e protetto da essa. Dobbiamo essere testimoni del sistema della Legge di Dio e della Sua verità.
[X] 17 Non desiderare la casa del tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo. (KJV)
Gli aspetti spirituali della legge sono contenuti nel decimo comandamento, dove ogni violazione è frutto della mente e violazione di tutta la legge.
Solo resistendo alle tentazioni della mente, potremo imparare veramente ad amarci l’un l’altro nello spirito e nella verità.
L’amore è il fine della legge.
1Corinzi 13:1-13 1 Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. 2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. 3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. 4 La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11 Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. 13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità. (KJV)
Il fine della legge è l’amore o la carità. La legge stessa è concepita per proteggere su un piano fisico, mentre lo Spirito Santo è concepito per il lato spirituale. L’uno non può esistere perfettamente senza l’altro. Abbiamo bisogno dello Spirito Santo per poter seguire la Legge Perfetta della Libertà.
La Legge Perfetta della Libertà di Dio è concepità per permettere un rapporto perfetto tra noi e Dio e tra noi ed il nostro prossimo.
Perciò il quinto comandamento ed i comandamenti seguenti hanno questo scopo: farci amare il nostro prossimo come noi stessi.
Parte II
[da leggere dopo l’esposizione del secondo gruppo di comandamenti che termina con il decimo comandamento]
Dio fece di Israele il suo erede e gli ordinò di osservare le leggi.
Deuteronomio 26:1-19 1 Quando sarai entrato nel paese che il SIGNORE tuo Dio ti darà in eredità e lo possiederai e là ti sarai stabilito, 2 prenderai le primizie di tutti i frutti del suolo da te raccolti nel paese che il SIGNORE tuo Dio ti darà, le metterai in una cesta e andrai al luogo che il SIGNORE tuo Dio avrà scelto per stabilirvi il suo nome. 3 Ti presenterai al sacerdote in carica in quei giorni e gli dirai: Io dichiaro oggi al SIGNORE tuo Dio che sono entrato nel paese che il SIGNORE ha giurato ai nostri padri di darci. 4 Il sacerdote prenderà la cesta dalle tue mani e la deporrà davanti all’altare del SIGNORE tuo Dio 5 e tu pronuncerai queste parole davanti al SIGNORE tuo Dio: Mio padre era un Arameo errante; scese in Egitto, vi stette come un forestiero con poca gente e vi diventò una nazione grande, forte e numerosa. 6 Gli Egiziani ci maltrattarono, ci umiliarono e ci imposero una dura schiavitù. 7 Allora gridammo al SIGNORE, al Dio dei nostri padri, e il SIGNORE ascoltò la nostra voce, vide la nostra umiliazione, la nostra miseria e la nostra oppressione; 8 il SIGNORE ci fece uscire dall’Egitto con mano potente e con braccio teso, spargendo terrore e operando segni e prodigi, 9 e ci condusse in questo luogo e ci diede questo paese, dove scorre latte e miele. 10 Ora, ecco, io presento le primizie dei frutti del suolo che tu, SIGNORE, mi hai dato. Le deporrai davanti al SIGNORE tuo Dio e ti prostrerai davanti al SIGNORE tuo Dio; 11 gioirai, con il levita e con il forestiero che sarà in mezzo a te, di tutto il bene che il SIGNORE tuo Dio avrà dato a te e alla tua famiglia. 12 Quando avrai finito di prelevare tutte le decime delle tue entrate, il terzo anno, l’anno delle decime, e le avrai date al levita, al forestiero, all’orfano e alla vedova perché ne mangino nelle tue città e ne siano sazi, 13 dirai dinanzi al SIGNORE tuo Dio: Ho tolto dalla mia casa ciò che era consacrato e l’ho dato al levita, al forestiero, all’orfano e alla vedova secondo quanto mi hai ordinato; non ho trasgredito, né dimenticato alcuno dei tuoi comandi. 14 Non ne ho mangiato durante il mio lutto; non ne ho tolto nulla quando ero immondo e non ne ho dato nulla per un cadavere; ho obbedito alla voce del SIGNORE mio Dio; ho agito secondo quanto mi hai ordinato. 15 Volgi lo sguardo dalla dimora della tua santità, dal cielo, e benedici il tuo popolo d’Israele e il suolo che ci hai dato come hai giurato ai nostri padri, il paese dove scorre latte e miele. 16 Oggi il SIGNORE tuo Dio ti comanda di mettere in pratica queste leggi e queste norme; osservale dunque, mettile in pratica, con tutto il cuore, con tutta l’anima. 17 Tu hai sentito oggi il SIGNORE dichiarare che Egli sarà il tuo Dio, ma solo se tu camminerai per le sue vie e osserverai le sue leggi, i suoi comandi, le sue norme e obbedirai alla sua voce. 18 Il SIGNORE ti ha fatto oggi dichiarare che tu sarai per lui un popolo particolare, come egli ti ha detto, ma solo se osserverai tutti i suoi comandi; 19 Egli ti metterà per gloria, rinomanza e splendore, sopra tutte le nazioni che ha fatte e tu sarai un popolo consacrato al SIGNORE tuo Dio com’egli ha promesso”. (KJV)
Israele fu un popolo posto ad esempio. Doveva appartenere a Yahovah ed essere il punto focale del disegno di Dio.
Insieme alla benedizioni date da Dio c’erano alcune attività simboliche.
Deuteronomio 27:1-26 1 Mosè e gli anziani d’Israele diedero quest’ordine al popolo: “Osservate tutti i comandi che oggi vi do. 2 Quando avrete passato il Giordano per entrare nel paese che il SIGNORE vostro Dio sta per darvi, erigerai grandi pietre e le intonacherai di calce. 3 Scriverai su di esse tutte le parole di questa legge, quando avrai passato il Giordano per entrare nel paese che il SIGNORE tuo Dio sta per darti, paese dove scorre latte e miele, come il SIGNORE, Dio dei tuoi padri, ti ha detto. 4 Quando dunque avrete passato il Giordano, erigerete sul monte Ebal queste pietre, che oggi vi comando, e le intonacherete di calce. 5 Là costruirai anche un altare al SIGNORE tuo Dio, un altare di pietre non toccate da strumento di ferro. 6 Costruirai l’altare del SIGNORE tuo Dio con pietre intatte e sopra vi offrirai olocausti al SIGNORE tuo Dio, 7 offrirai sacrifici di comunione e là mangerai e ti gioirai davanti al SIGNORE tuo Dio. 8 Scriverai su quelle pietre tutte le parole di questa legge con scrittura ben chiara”. 9 Mosè e i sacerdoti leviti dissero a tutto Israele: “Fà silenzio e ascolta, Israele! Oggi sei divenuto il popolo del SIGNORE tuo Dio. 10 Obbedirai quindi alla voce del SIGNORE tuo Dio e metterai in pratica i suoi comandi e le sue leggi che oggi ti do”. 11 In quello stesso giorno Mosè diede quest’ordine al popolo: 12 “Quando avrete passato il Giordano, ecco quelli che staranno sul monte Garizim per benedire il popolo: Simeone, Levi, Giuda, Issacar, Giuseppe e Beniamino; 13 ecco quelli che staranno sul monte Ebal, per pronunciare la maledizione: Ruben, Gad, Aser, Zàbulon, Dan e Nèftali. 14 I leviti prenderanno la parola e diranno ad alta voce a tutti gli Israeliti: 15 Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, abominio per il SIGNORE, lavoro di mano d’artefice, e la pone in luogo occulto. Tutto il popolo risponderà e dirà: Amen. 16 Maledetto chi maltratta il padre e la madre. Tutto il popolo dirà: Amen. 17 Maledetto chi sposta i confini del suo prossimo. Tutto il popolo dirà: Amen. 18 Maledetto chi fa smarrire il cammino al cieco.ò Tutto il popolo dirà: Amen. 19 Maledetto chi lede il diritto del forestiero, dell’orfano e della vedova. Tutto il popolo dirà: Amen. 20 Maledetto chi si unisce con la moglie del padre, perché solleva il lembo del mantello del padre. Tutto il popolo dirà: Amen. 21 Maledetto chi si unisce con qualsiasi bestia. Tutto il popolo dirà: Amen. 22 Maledetto chi si unisce con la propria sorella, figlia di suo padre o figlia di sua madre. Tutto il popolo dirà: Amen. 23 Maledetto chi si unisce con la suocera. Tutto il popolo dirà: Amen. 24 Maledetto chi uccide il suo prossimo in segreto. Tutto il popolo dirà: Amen. 25 Maledetto chi accetta un regalo per condannare a morte un innocente. Tutto il popolo dirà: Amen. 26 Maledetto chi non mantiene in vigore le parole di questa legge, per metterla in pratica. Tutto il popolo dirà: Amen. (KJV)
Garizim era il luogo in cui avvenivano le benedizioni del popolo, a cui era ordinato di dire Amen ad ogni benedizione e maledizione. I Samaritani festeggiano ancora oggi la vigilia della Pasqua ebraica del pomeriggio della carneficina del 14 e la notte del 15, come stabilito anticamente, in base alla vicinanza, sul Monte Garizim; vi vegliano tutta la notte per poi tornare il mattino seguente alle festività della Santa Pasqua. Le celebrazioni continuano poi con la festa del Pane Azzimo fino all’Ultimo Giorno Santo, quello del Pane Azzimo.
Le benedizioni e le maledizioni avvenivano secondo la natura degli atti che dovevano essere compiuti in privato, così il popolo ricevette la sua eredità con un’ammissione di moralità pubblica e privata. I sacerdoti ed i Leviti si trovavano a valle e facevano procalmazioni che venivano gridate su entrambi i lati della montagana dalle sei tribù su ciascun versante.
L’ammissione pubblica della Legge di Dio nella sua interezza, doveva essere posta su pietra con la costruzione di un altare. Due grandi tavole della legge dovevano essere poste in un luogo pubblico, su di esse doveva essere scritta l’intera struttura legislativa, come promemoria per tutto il popolo. Perciò tutta la Legge di Dio doveva essere proclamata pubblicamente e pubblicamente mantenuta in un’aperta dichiarazione di obbedienza. Il concetto di tradizione privata orale, contraria a questa struttura scritta e pubblica della legge e della giustizia è assurdo e costituisce un’accusa contro i nostri antenati, che si trovavano sotto l’Unico Vero Dio.
Dio promise la legge ad Israele e benedizioni per chi la rispetta e maledizioni per chi la viola in Deuteronomio 28:1-68 (cfr. il documento Le Benedizioni e le Maledizioni [075]).
Dio mandò Israele nel deserto come esempio per noi e per indicare la venuta del Messia ed i quarant’anni nel deserto sotto lo Spirito Santo (cfr. anche Atti 7:1-60). Lo Spirito Santo era necessario per osservare la legge in modo giusto. La Legge di Dio proviene da Dio ed è conforme alla Sua natura. Perciò l’immagine di Dio, attraverso lo Spirito Santo, è necessaria per il rispetto della Legge. Dio la scrive nei nostri cuori e nelle nostre menti.
Geremia 31:31-40 31 “Ecco verranno giorni – dice il SIGNORE – nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. 32 Non come l’alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro SIGNORE. Parola del SIGNORE. 33 Questa sarà l’alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il SIGNORE: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. 34 Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il SIGNORE, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il SIGNORE; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato”. 35 Così dice il SIGNORE che ha fissato il sole come luce del giorno, la luna e le stelle come luce della notte, che solleva il mare e ne fa mugghiare le onde e il cui nome è SIGNORE degli eserciti: 36 “Quando verranno meno queste leggi dinanzi a me – dice il SIGNORE – allora anche la progenie di Israele cesserà di essere un popolo davanti a me per sempre”. 37 Così dice il SIGNORE: “Se si possono misurare i cieli in alto ed esplorare in basso le fondamenta della terra, anch’io rigetterò tutta la progenie di Israele per ciò che ha commesso”. Oracolo del SIGNORE. 38 “Ecco verranno giorni – dice il SIGNORE – nei quali la città sarà riedificata per il SIGNORE dalla torre di Cananeèl fino alla porta dell’Angolo. 39 La corda per misurare si stenderà in linea retta fino alla collina di Gàreb, volgendo poi verso Goà. 40 Tutta la valle dei cadaveri e delle ceneri e tutti i campi fino al torrente Cedron, fino all’angolo della porta dei Cavalli a oriente, saranno consacrati al SIGNORE; non sarà più sconvolta né distrutta mai più”. (KJV)
Lo Spirito è sceso nel 30 d.C. in occasione della Pentecoste. A partire dal 27 d.C. Dio cominciò a chiamare gli ultimi dei Suoi eletti, come i profeti e gli apostoli avevano predetto.
Atti 2:16-36 16 Accade invece quello che predisse il profeta Gioele: 17 Negli ultimi giorni, dice il Signore, Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno dei sogni. 18 E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno. 19 Farò prodigi in alto nel cielo e segni in basso sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo. 20 Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e splendido. 21 Allora chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. 22 Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete-, 23 dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso. 24 Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. 25 Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; poiché egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. 26 Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua; ed anche la mia carne riposerà nella speranza, 27 perché tu non abbandonerai l’anima mia negli inferi, né permetterai che il tuo Santo veda la corruzione. 28 Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza. 29 Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e la sua tomba è ancora oggi fra noi. 30 Poiché però era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, 31 previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne vide corruzione. 32 Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. 33 Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire.34 Davide infatti non salì al cielo; tuttavia egli dice: Disse il SIGNORE al mio Signore: siedi alla mia destra, 35 finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi. 36 Sappia dunque con certezza tutta la casa di Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso”. (KJV)
(cfr. Gioele 2:28-31)
L’ultima parte del testo in Gioele si riferisce agli scampati che il SIGNORE chiamerà e alla liberazione di Gerusalemme.
Gioele 2:32 32 E avverrà che chiunque invocherà il nome del SIGNORE sarà salvato; poiché sul monte Sion ed in Gerusalemme vi sarà salvezza come ha detto il SIGNORE, e fra gli scampati che il SIGNORE chiamerà. (KJV)
Sono coloro che vengono chiamati nell’Alleanza di Dio.
Le Alleanze di Dio furono istituite sul Sinai e continuarono fino al Messia ed oltre.
Deuteronomio 29:1-29 1 Queste sono le parole del patto che il SIGNORE comandò a Mosè di stabilire con i figliuoli di Israele nel paese di Moab,oltre il patto che aveva stabilito con essi ad Oreb. 2 Mosè convocò tutto Israele e disse loro: “Voi avete visto quanto il SIGNORE ha fatto sotto i vostri occhi, nel paese d’Egitto, al faraone, a tutti i suoi ministri e a tutto il suo paese; 3 le prove grandiose che i tuoi occhi hanno visto, i segni e i grandi prodigi. 4 Ma fino ad oggi il SIGNORE non vi ha dato una mente per comprendere, né occhi per vedere, né orecchi per udire. 5 Io vi ho condotti per quarant’anni nel deserto; i vostri mantelli non vi si sono logorati addosso e i vostri sandali non vi si sono logorati ai piedi. 6 Non avete mangiato pane, non avete bevuto vino, né bevanda inebriante, perché sapevate che io sono il SIGNORE vostro Dio. 7 Quando foste arrivati in questo luogo e Sicon re di Chesbon e Og re di Basan uscirono contro di noi per combattere, noi li abbiamo sconfitti, 8 abbiamo preso il loro paese e l’abbiamo dato in possesso ai Rubeniti, ai Gaditi e a metà della tribù di Manàsse. 9 Osservate dunque le parole di questa alleanza e mettetela in pratica, perché abbiate successo in quanto farete. 10 Oggi voi state tutti davanti al SIGNORE vostro Dio, i vostri capi, le vostre tribù, i vostri anziani, i vostri scribi, tutti gli Israeliti, 11 i vostri bambini, le vostre mogli, il forestiero che sta in mezzo al tuo accampamento, da chi ti spacca la legna a chi ti attinge l’acqua, 12 per entrare nell’alleanza del SIGNORE tuo Dio e nell’imprecazione che il SIGNORE tuo Dio sancisce oggi con te, 13 per costituirti oggi suo popolo e per essere Egli il tuo Dio, come ti ha detto e come ha giurato ai tuoi padri, ad Abramo, ad Isacco e a Giacobbe. 14 Non soltanto con voi io sancisco questa alleanza e pronunzio questa imprecazione, 15 ma con chi oggi sta qui con noi davanti al SIGNORE nostro Dio e con chi non è oggi qui con noi. 16 (Poiché voi sapete come abbiamo abitato nel paese d’Egitto e come siamo passati in mezzo alle nazioni, che avete attraversate; 17 avete visto i loro abomini e gli idoli di legno, di pietra, d’argento e d’oro, che sono presso di loro.) 18 Non vi sia tra voi uomo o donna o famiglia o tribù che volga oggi il cuore lungi dal SIGNORE nostro Dio, per andare a servire gli dei di quelle nazioni. Non vi sia tra di voi radice alcuna che produca veleno e assenzio. 19 Se qualcuno, udendo le parole di questa imprecazione, si lusinga in cuor suo dicendo: Avrò benessere, anche se mi regolerò secondo l’ostinazione del mio cuore, con il pensiero che il terreno irrigato faccia sparire quello arido, 20 il SIGNORE non consentirà a perdonarlo; anzi in tal caso la collera del SIGNORE e la sua gelosia si accenderanno contro quell’uomo e si poserà sopra di lui ogni imprecazione scritta in questo libro e il SIGNORE cancellerà il suo nome sotto il cielo. 21 Il SIGNORE lo segregherà, per sua sventura, da tutte le tribù d’Israele, secondo tutte le imprecazioni dell’alleanza scritta in questo libro della legge. 22 Allora la generazione futura, i vostri figli che sorgeranno dopo di voi e lo straniero che verrà da una terra lontana, quando vedranno i flagelli di quel paese e le malattie che il SIGNORE gli avrà inflitte: 23 tutto il suo suolo sarà zolfo, sale, arsura, non sarà seminato e non germoglierà, né erba di sorta vi crescerà, come dopo lo sconvolgimento di Sòdoma, di Gomorra, di Adma e di Zeboim, distrutte dalla sua collera e dal suo furore, 24 diranno, dunque, tutte le nazioni: Perché il SIGNORE ha trattato così questo paese? Perché l’ardore di questa grande collera? 25 E si risponderà: Perché hanno abbandonato l’alleanza del SIGNORE, Dio dei loro padri: l’alleanza che egli aveva stabilita con loro, quando li ha fatti uscire dal paese d’Egitto; 26 perché sono andati a servire altri dei e si sono prostrati dinanzi a loro: dei che essi non avevano conosciuti e che egli non aveva dato loro in sorte. 27 Per questo si è accesa la collera del SIGNORE contro questo paese, mandandovi contro tutte le imprecazioni scritte in questo libro; 28 il SIGNORE li ha strappati dal loro suolo con ira, con furore e con grande sdegno e li ha gettati in un altro paese, come oggi. 29 Le cose occulte appartengono al SIGNORE nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli, sempre, perché pratichiamo tutte le parole di questa legge. (KJV)
La diaspora di Israele fu profetizzata dal principio e Dio disse che questa legge avrebbe fatto ritornare la comprensione. La legge sarebbe stata scritta sui cuori e sulle menti del Suo popolo, con lo Spirito Santo e loro sarebbero tornati.
Deuteronomio: 30:1-20 1 Quando tutte queste cose che io ti ho poste dinanzi, la benedizione e la maledizione, si saranno realizzate su di te e tu le richiamerai alla tua mente in mezzo a tutte le nazioni, dove il SIGNORE tuo Dio ti avrà scacciato, 2 se ti convertirai al SIGNORE tuo Dio e obbedirai alla sua voce, tu e i tuoi figli, con tutto il cuore e con tutta l’anima, secondo quanto oggi ti comando, 3 allora il SIGNORE tuo Dio farà tornare i tuoi deportati, avrà pietà di te e ti raccoglierà di nuovo da tutti i popoli, in mezzo ai quali il SIGNORE tuo Dio ti aveva disperso. 4 Quand’anche i tuoi esuli fossero all’estremità dei cieli, di là il SIGNORE tuo Dio ti raccoglierà e di là ti riprenderà. 5 Il SIGNORE tuo Dio ti ricondurrà nel paese che i tuoi padri avevano posseduto e tu lo possiederai; Egli ti farà felice e ti moltiplicherà più dei tuoi padri. 6 Il SIGNORE tuo Dio circonciderà il tuo cuore e il cuore della tua discendenza, perché tu ami il SIGNORE tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima e viva. 7 Il SIGNORE tuo Dio farà cadere tutte queste imprecazioni sui tuoi nemici e su quanti ti odieranno e perseguiteranno. 8 Tu ti convertirai, obbedirai alla voce del SIGNORE e metterai in pratica tutti questi comandi che oggi ti dò. 9 Il SIGNORE tuo Dio ti farà sovrabbondare di beni in ogni lavoro delle tue mani, nel frutto delle tue viscere, nel frutto del tuo bestiame e nel frutto del tuo suolo; perché il SIGNORE gioirà di nuovo per te facendoti felice, come gioiva per i tuoi padri, 10 quando obbedirai alla voce del SIGNORE tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge; quando ti sarai convertito al SIGNORE tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima. 11 Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. 12 Non è nel cielo, perché tu dica: Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? 13 Non è di là dal mare, perché tu dica: Chi attraverserà per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? 14 Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica. 15 Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; 16 poiché io oggi ti comando di amare il SIGNORE tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva e ti moltiplichi e il SIGNORE tuo Dio ti benedica nel paese che tu stai per entrare a prendere in possesso. 17 Ma se il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dei e a servirli, 18 io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lunga nel paese di cui state per entrare in possesso passando il Giordano. 19 Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, 20 amando il SIGNORE tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità, per poter così abitare sulla terra che il SIGNORE ha giurato di dare ai tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe”. (RSV)
E’ da notare che tramite l’adozione della legge, Israele viene salvato e ricostituito. Le maledizioni ricadono sui popoli che lo hanno perseguitato nella dispersione e nella punizione. La parabola della pecora e dei capri in Matteo 25 deriva da questo testo.
Matteo 25:31-46 31 Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. 41 Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. 42 Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; 43 ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. 44 Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? 45 Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. 46 E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”. (KJV)
In questo testo vediamo una transizione di Israele da popolo di Dio, a popolo eletto di Dio, vediamo prima i popoli che lo perseguitano e poi la loro punizione. Abbiamo qui due testimonianze: la prima è la testimonianza fisica delle tribù e dei popoli di Israele; la seconda è quella di Israele come Chiesa. Questi due aspetti si protraggono fino agli ultimi giorni (cfr. il documento Le Tesimonianze [135]).
Vediamo che Mosè parlò ad Israele del futuro e del Cantico che egli cantava, del Cantico di Gloria del Signore, che gli fu dato. Questi due cantici caratterizzano gli eletti del giorno del giudizio ed il tempo della restaurazione. Un nuovo cantico viene dato ai ventiquattro anziani con quello dell’Agnello, (Ap. 5:9) quel cantico è dato anche ai 144000 (Ap.14:3). Fin da quel tempo questi due cantici formano le basi degli eletti nel battesimo del Messia.
Deuteronomio 31:1-30 1 Mosè andò e rivolse ancora queste parole a tutto Israele. Disse loro: 2 “Io oggi ho centovent’anni; non posso più andare e venire; inoltre il SIGNORE mi ha detto: Tu non passerai questo Giordano. 3 Il SIGNORE tuo Dio passerà davanti a te, distruggerà davanti a te quelle nazioni e tu prenderai il loro posto; quanto a Giosuè, egli passerà alla tua testa, come il SIGNORE ha detto. 4 Il SIGNORE tratterà quelle nazioni come ha trattato Sicon e Og, re degli Amorrei, e come ha trattato il loro paese, che egli ha distrutto. 5 Il SIGNORE le metterà in vostro potere e voi le tratterete secondo tutti gli ordini che vi ho dati. 6 Siate forti, fatevi animo, non temete e non vi spaventate di loro, perché il SIGNORE tuo Dio cammina con te; non ti lascerà e non ti abbandonerà”. 7 Poi Mosè chiamò Giosuè e gli disse alla presenza di tutto Israele: “Sii forte e fatti animo, perché tu entrerai con questo popolo nel paese, che il SIGNORE ai loro padri giurò di darvi: tu gliene darai il possesso. 8 Il SIGNORE stesso cammina davanti a te; egli sarà con te, non ti lascerà e non ti abbandonerà; non temere e non ti perdere d’animo!” 9 Mosè scrisse questa legge e la diede ai sacerdoti figli di Levi, che portavano l’arca dell’alleanza del SIGNORE e a tutti gli anziani d’Israele. 10 Mosè diede loro quest’ordine: “Alla fine di ogni sette anni, al tempo dell’anno del condono, alla festa delle capanne, 11 quando tutto Israele verrà a presentarsi davanti al SIGNORE tuo Dio, nel luogo che avrà scelto, leggerai questa legge davanti a tutto Israele, agli orecchi di tutti. 12 Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini e il forestiero che sarà nelle tue città, perché ascoltino, imparino a temere il SIGNORE vostro Dio e si preoccupino di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. 13 I loro figli, che ancora non la conoscono, la udranno e impareranno a temere il SIGNORE vostro Dio, finché vivrete nel paese di cui voi andate a prendere possesso passando il Giordano”. 14 Il SIGNORE disse a Mosè: “Ecco, il giorno della tua morte è vicino; chiama Giosuè e presentatevi nella tenda del convegno, perché io gli comunichi i miei ordini”. Mosè e Giosuè dunque andarono a presentarsi nella tenda del convegno. 15 Il SIGNORE apparve nella tenda in una colonna di nube e la colonna di nube stette all’ingresso della tenda. 16 Il SIGNORE disse a Mosè: “Ecco, tu stai per addormentarti con i tuoi padri; questo popolo si alzerà e si prostituirà con gli dei stranieri del paese nel quale sta per entrare; mi abbandonerà e spezzerà l’alleanza che io ho stabilita con lui. 17 In quel giorno, la mia ira si accenderà contro di lui; io li abbandonerò, nasconderò loro il volto e saranno divorati. Lo colpiranno malanni numerosi e angosciosi e in quel giorno dirà: Questi mali non mi hanno forse colpito per il fatto che il mio Dio non è più in mezzo a me? 18 Io, in quel giorno, nasconderò il volto a causa di tutto il male che avranno fatto rivolgendosi ad altri dei. 19 Ora scrivete per voi questo cantico e insegnatelo agli Israeliti; mettetelo loro in bocca, perché questo cantico mi sia di testimonio contro gli Israeliti. 20 Quando lo avrò introdotto nel paese che ho promesso ai suoi padri con giuramento, paese dove scorre latte e miele, ed egli avrà mangiato, si sarà saziato e ingrassato e poi si sarà rivolto ad altri dei per servirli e mi avrà disprezzato e avrà spezzato la mia alleanza, 21 e quando lo avranno colpito malanni numerosi e angosciosi, allora questo canto sarà testimonio davanti a lui; (poiché non sarà dimenticato dalla sua discendenza). Sì, conosco i pensieri da lui concepiti gia oggi, prima ancora che io lo abbia introdotto nel paese, che ho promesso con giuramento”. 22 Mosè scrisse quel giorno questo canto e lo insegnò agli Israeliti. 23 Poi il SIGNORE comunicò i suoi ordini a Giosuè, figlio di Nun, e gli disse: “Sii forte e fatti animo, poiché tu introdurrai gli Israeliti nel paese, che ho giurato di dar loro, e io sarò con te”. 24 Quando Mosè ebbe finito di scrivere su un libro tutte le parole di questa legge, 25 ordinò ai leviti che portavano l’arca dell’alleanza del SIGNORE: 26 “Prendete questo libro della legge e mettetelo a fianco dell’arca dell’alleanza del SIGNORE vostro Dio; vi rimanga come testimonio contro di te; 27 perché io conosco la tua ribellione e la durezza della tua cervice. Se fino ad oggi, mentre vivo ancora in mezzo a voi, siete stati ribelli contro il SIGNORE, quanto più lo sarete dopo la mia morte! 28 Radunate presso di me tutti gli anziani delle vostre tribù e i vostri scribi; io farò udire loro queste parole e prenderò a testimoni contro di loro il cielo e la terra. 29 So infatti che, dopo la mia morte, voi certo vi corromperete e vi allontanerete dalla via che vi ho detto di seguire; la sventura vi colpirà negli ultimi giorni, perché avrete fatto ciò che è male agli occhi del SIGNORE, provocandolo a sdegno con l’opera delle vostre mani”. 30 Poi Mosè pronunziò innanzi a tutta l’assemblea d’Israele le parole di questo canto, fino al loro termine. (RSV)
Dio predisse tutto ciò che sarebbe accaduto al popolo. Comandò che la legge fosse letta alla fine di ogni settimo anno del ciclo, per la Festa delle Capanne, cosicchè il popolo non abvrebbe dimenticato la legge, ed il timore per il loro Dio.
Il problema con la Legge di Dio è che il popolo sembra che cerchi di osservarla in parte, rinunciando alle cose a cui pensa di voler rinunciare. Ad esempio, il sistema sabbatico fu eliminato fin dai primi giorni con il pretesto che Cristo avesse spostato il Sabbath alla domenica, mentre non vi è alcuna prova a sostegno di tale tesi.
L’intero sistema del calendario fu abolito per placare i pagani, e rispettre i loro sistemi festivi. Le leggi che regolano la finanza furono sovvertite dalla ricchezza per rendere i popoli schiavi e sfruttarli contro la legge. I sacerdoti adulteri e ascetici mitigarono le leggi per permettere i propri adulteri. Israele fu controllata da falsi sistemi ed è ora schiava del peccato contro le leggi di Dio senza neanche avvedersene. L’intero pianeta viene distrutto da false religioni e la Legge di Dio non è osservata né insegnata in nessun luogo. Gli ultimi familiari del Messia furono tutti uccisi in modo sistematico dalla chiesa romana, quando chiesero che la legge fosse reintrodotta nel cristianesimo (cfr. La Vergine Mariam e la Famiglia di Cristo [232]). Questi eventi radicali costituirono una delle prime profezie annunciate attraverso Mosè.
Questo è dunque il cantico di Mosè.
Deuteronomio 32:1-43 1 “Ascoltate, o cieli: io voglio parlare: oda la terra le parole della mia bocca! 2 Stilli come pioggia la mia dottrina, scenda come rugiada il mio dire; come scroscio sull’erba del prato, come spruzzo sugli steli di grano. 3 Voglio proclamare il nome del Signore: date gloria al nostro Dio! 4 Egli è la Roccia; perfetta è l’opera sua; tutte le sue vie sono giustizia; è un Dio verace e senza malizia; Egli è giusto e retto. 5 Peccarono contro di lui i figli degeneri, generazione tortuosa e perversa. 6 Così ripaghi il SIGNORE, o popolo stolto e insipiente? Non è lui il padre che ti ha creato, che ti ha fatto e ti ha costituito? 7 Ricorda i giorni del tempo antico, medita gli anni lontani. Interroga tuo padre e te lo farà sapere, i tuoi vecchi e te lo diranno. 8 Quando l’Altissimo divideva i popoli, quando disperdeva i figli dell’uomo, egli stabilì i confini delle genti secondo il numero degli Israeliti. 9 Perché porzione del SIGNORE è il suo popolo, Giacobbe è sua eredità. 10 Egli lo trovò in terra deserta, in una landa di ululati solitari. Lo circondò, lo allevò, lo custodì come pupilla del suo occhio. 11 Come un’aquila che veglia la sua nidiata, che vola sopra i suoi nati, egli spiegò le ali e lo prese, lo sollevò sulle sue ali, 12 Il SIGNORE lo guidò da solo, non c’era con lui alcun dio straniero. 13 Lo fece montare sulle alture della terra e lo nutrì con i prodotti della campagna; gli fece succhiare miele dalla rupe e olio dai ciottoli della roccia; 14 crema di mucca e latte di pecora insieme con grasso di agnelli, arieti di Basan e capri, fior di farina di frumento e sangue di uva, che bevevi spumeggiante. 15 Giacobbe ha mangiato e si è saziato, – sì, ti sei ingrassato, impinguato, rimpinzato – e ha respinto il Dio che lo aveva fatto, ha disprezzato la Roccia, sua salvezza. 16 Lo hanno fatto ingelosire con dei stranieri e provocato con abomini all’ira. 17 Hanno sacrificato a demoni che non sono Dio, a divinità che non conoscevano, novità, venute da poco, che i vostri padri non avevano temuto. 18 La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato; hai dimenticato il Dio che ti ha procreato! 19 Ma il SIGNORE ha visto e ha disdegnato con ira i suoi figli e le sue figlie. 20 Ha detto: Io nasconderò loro il mio volto: vedrò quale sarà la loro fine. Sono una generazione perfida, sono figli infedeli. 21 Mi resero geloso con ciò che non è Dio, mi irritarono con i loro idoli vani; io li renderò gelosi con uno che non è popolo, li irriterò con una nazione stolta. 22 Un fuoco si è acceso nella mia collera e brucerà fino nella profondità degl’inferi; divorerà la terra e il suo prodotto e incendierà le radici dei monti. 23 Accumulerò sopra di loro i malanni; le mie frecce esaurirò contro di loro. 24 Saranno estenuati dalla fame, divorati dalla febbre e da peste dolorosa. Il dente delle belve manderò contro di essi, con il veleno dei rettili che strisciano nella polvere. 25 Di fuori la spada li priverà dei figli, dentro le case li ucciderà lo spavento. Periranno insieme il giovane e la vergine, il lattante e l’uomo canuto. 26 Io ho detto: Li voglio disperdere, cancellarne tra gli uomini il ricordo! 27 se non temessi l’arroganza del nemico, l’abbaglio dei loro avversari; non dicano: La nostra mano ha vinto, non è il SIGNORE che ha operato tutto questo! 28 Sono un popolo insensato e in essi non c’è intelligenza: 29 se fossero saggi, capirebbero, rifletterebbero sulla loro fine: 30 Come può un uomo solo inseguirne mille o due soli metterne in fuga diecimila? Non è forse perché la loro Roccia li ha venduti, il SIGNORE li ha consegnati? 31 Perché la loro roccia non è come la nostra e i nostri nemici ne sono testimoni. 32 La loro vite è dal ceppo di Sòdoma, dalle piantagioni di Gomorra. La loro uva è velenosa, ha grappoli amari. 33 Tossico di serpenti è il loro vino, micidiale veleno di vipere. 34 Non è questo nascosto presso di me, sigillato nei miei forzieri? 35 Mia sarà la vendetta e il castigo, quando vacillerà il loro piede! Sì, vicino è il giorno della loro rovina e il loro destino si affretta a venire. 36 Perché il SIGNORE farà giustizia al suo popolo e dei suoi servi avrà compassione; quando vedrà che ogni forza è svanita e non è rimasto né schiavo, né libero. 37 Allora dirà: Dove sono i loro dei, la roccia in cui cercavano rifugio; 38 quelli che mangiavano il grasso dei loro sacrifici, che bevevano il vino delle loro libazioni? Sorgano ora e vi soccorrano, siano il riparo per voi! 39 Ora vedete che io, io lo sono e nessun altro è dio accanto a me. Sono io che dò la morte e faccio vivere; io percuoto e io guarisco e nessuno può liberare dalla mia mano. 40 Alzo la mano verso il cielo e dico: Per la mia vita, per sempre: 41 quando avrò affilato la folgore della mia spada e la mia mano inizierà il giudizio, farò vendetta dei miei avversari, ripagherò i miei nemici. 42 Inebrierò di sangue le mie frecce, si pascerà di carne la mia spada, del sangue dei cadaveri e dei prigionieri, delle teste dei condottieri nemici! 43 Esultate, o nazioni, per il suo popolo, perché Egli vendicherà il sangue dei suoi servi; volgerà la vendetta contro i suoi avversari e purificherà la sua terra e il suo popolo”. (RSV)
Dove possibile, il Cantico di Mosè nel settimo anno, può essere cantato in ebraico antico in occasione della Lettura delle Legge, e spiegato in seguito.
Deuteronomio 32:44-52 44 Mosè venne con Giosuè, figlio di Nun, e pronunziò agli orecchi del popolo tutte le parole di questo canto. 45 Quando Mosè ebbe finito di pronunziare tutte queste parole davanti a tutto Israele, disse loro: 46 “Ponete nella vostra mente tutte le parole che io oggi uso come testimonianza contro di voi. Le prescriverete ai vostri figli, perché cerchino di eseguire tutte le parole di questa legge. 47 Essa infatti non è una parola senza valore per voi; anzi è la vostra vita; per questa parola passerete lunghi giorni sulla terra di cui state per prendere possesso, passando il Giordano”. 48 In quello stesso giorno il SIGNORE disse a Mosè: 49 “Sali su questo monte degli Abarim, sul monte Nebo, che è nel paese di Moab, di fronte a Gerico, e mira il paese di Canaan, che io dò in possesso agli Israeliti. 50 Tu morirai sul monte sul quale stai per salire e sarai riunito ai tuoi antenati, come Aronne tuo fratello è morto sul monte Or ed è stato riunito ai suoi antenati, 51 perché siete stati infedeli verso di me in mezzo agli Israeliti alle acque di Mèriba di Kades nel deserto di Sin, perché non avete manifestato la mia santità. 52 Tu vedrai il paese davanti a te, ma là, nel paese che io sto per dare agli Israeliti, tu non entrerai”. (RSV)
Il Deserto di Sin è la desolazione del sistema dell’adorazione di Sin e della struttura domenicale con gli antichi sistemi di adorazione della Pasqua del Dio trino, o Ishtar. Negli ultimi duemila anni siamo stati in quel deserto continuamente.
Presto il Messia ritornerà per occuparsi di Israele e dei popoli. Riceveremo la nostra eredità sia all’’nterno che al di fuori di Israele.
Ci sarà un nuovo Esodo, ed il primo non sarà più ricordato.
Isaia 66:1-24 1 Così dice il SIGNORE: “Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi. Quale casa mi potreste costruire? In quale luogo potrei fissare la dimora? 2 Tutte queste cose ha fatto la mia mano ed esse sono mie – oracolo del SIGNORE -. Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola. 3 Uno sacrifica un bue e poi uccide un uomo, uno immola una pecora e poi strozza un cane, uno presenta un’offerta e poi sangue di porco, uno brucia incenso e poi venera l’iniquità. Costoro hanno scelto le loro vie, essi si dilettano dei loro abomini; 4 anch’io sceglierò la loro sventura e farò piombare su di essi ciò che temono, perché io avevo chiamato e nessuno ha risposto, avevo parlato e nessuno ha ascoltato. Hanno fatto ciò che è male ai miei occhi, hanno preferito quello che a me dispiace”. 5 Ascoltate la parola del SIGNORE, voi che venerate la sua parola. Hanno detto i vostri fratelli che vi odiano, che vi respingono a causa del mio nome: “Mostri il SIGNORE la sua gloria, e voi fateci vedere la vostra gioia!”. Ma essi saranno confusi. 6 Giunge un rumore, un frastuono dalla città, un rumore dal tempio: è la voce del SIGNORE che paga il contraccambio ai suoi nemici. 7 Prima di provare i dolori, ha partorito; prima che le venissero i dolori, ha dato alla luce un maschio. 8 Chi ha mai udito una cosa simile, chi ha visto cose come queste? Nasce forse un paese in un giorno; un popolo è generato forse in un istante? Eppure Sion, appena sentiti i dolori, ha partorito i figli. 9 “Io che apro il grembo materno, non farò partorire?” dice il SIGNORE. “Io che faccio generare, chiuderei il seno?” dice il tuo Dio. 10 Rallegratevi con Gerusalemme, esultate per essa quanti la amate. Sfavillate di gioia con essa voi tutti che avete partecipato al suo lutto. 11 Così succhierete al suo petto e vi sazierete delle sue consolazioni; succhierete, deliziandovi, all’abbondanza del suo seno. 12 Poiché così dice il SIGNORE: “Ecco io farò scorrere verso di essa, come un fiume, la prosperità; come un torrente in piena la ricchezza dei popoli; i suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia saranno accarezzati. 13 Come una madre consola un figlio così io vi consolerò; in Gerusalemme sarete consolati. 14 Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, le vostre ossa saran rigogliose come erba fresca. La mano del SIGNORE si farà manifesta ai suoi servi, ma si sdegnerà contro i suoi nemici. 15 Poiché, ecco, il SIGNORE viene con il fuoco, i suoi carri sono come un turbine, per riversare con ardore l’ira, la sua minaccia con fiamme di fuoco. 16 Con il fuoco infatti il SIGNORE farà giustizia su tutta la terra e con la spada su ogni uomo; molti saranno i colpiti dal SIGNORE. 17 Coloro che si consacrano e purificano nei giardini, seguendo uno che sta in mezzo, che mangiano carne suina, cose abominevoli e topi, insieme finiranno – oracolo del SIGNORE – 18 con le loro opere e i loro propositi. Io verrò a radunare tutti i popoli e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria. 19 Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle genti di Tarsis, Put, Lud, Mesech, Ros, Tubal e di Grecia, ai lidi lontani che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunzieranno la mia gloria alle nazioni. 20 Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutti i popoli come offerta al SIGNORE, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari al mio santo monte di Gerusalemme, dice il SIGNORE, come i figli di Israele portano l’offerta su vasi puri nel tempio del SIGNORE. 21 Anche tra essi mi prenderò sacerdoti e leviti, dice il SIGNORE. 22 Sì, come i nuovi cieli e la nuova terra, che io farò, dureranno per sempre davanti a me – oracolo del SIGNORE – così dureranno la vostra discendenza e il vostro nome. 23 In ogni mese al novilunio, e al sabato di ogni settimana, verrà ognuno a prostrarsi davanti a me, dice il SIGNORE. 24 Uscendo, vedranno i cadaveri degli uomini che si sono ribellati contro di me; poiché il loro verme non morirà, il loro fuoco non si spegnerà e saranno un abominio per tutti”. (RSV)
Il Signore stabilirà il Suo sistema, i Suoi Sabbath ed i Noviluni, ed essi osserveranno le Sue feste e tutti i popoli invieranno i loro rappresentanti a queste feste in Gerusalemme o non avranno la pioggia nella stagione giusta.
Zaccaria 14:16-21 16 Allora fra tutte le genti che avranno combattuto contro Gerusalemme, i superstiti andranno ogni anno per adorare il re, il SIGNORE degli eserciti, e per celebrare la solennità delle capanne. 17 Se qualche stirpe della terra non andrà a Gerusalemme per adorare il re, il SIGNORE degli eserciti, su di essa non ci sarà pioggia. 18 Se la stirpe d’Egitto non salirà e non vorrà venire, sarà colpita dalla stessa pena che il SIGNORE ha inflitta alle genti che non sono salite a celebrare la festa delle capanne. 19 Questo sarà il castigo per l’Egitto e per tutte le genti che non saliranno a celebrare la festa delle capanne. 20 In quel tempo anche sopra i sonagli dei cavalli si troverà scritto: “Sacro al SIGNORE”, e le caldaie nel tempio del SIGNORE saranno come i bacini che sono davanti all’altare. 21 Anzi, tutte le caldaie di Gerusalemme e di Giuda saranno sacre al SIGNORE, re degli eserciti; quanti vorranno sacrificare verranno e le adopereranno per cuocere le carni. In quel giorno non vi sarà neppure un Cananeo nella casa del SIGNORE degli eserciti. (RSV)
A Gerusalemme sarà nuovamente istituito solo il sacrificio del mattino. Ci è già stata data la vita eterna e la prima resurrezione farà parte del passato. Alla venuta del Messia, le Leggi di Dio saranno osservate o i popoli moriranno di fame. Spiegheremo la legge e la testimonianza e tutti i popoli conosceranno la via del Signore per migliaia di anni. Poi il resto dei morti saranno risuscitati e puniti nel giudizio di punizione o crisi.
Apocalisse 20:4-15 4 Poi vidi alcuni troni e a quelli che vi si sedettero fu dato il potere di giudicare. Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonanza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non ne avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; 5 gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. 6 Beati e santi coloro che prendon parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni. 7 Quando i mille anni saranno compiuti, satana verrà liberato dal suo carcere 8 e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magòg, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare. 9 Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. 10 E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli. 11 Vidi poi un grande trono bianco e Colui che sedeva su di esso. Dalla sua presenza erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di sé. 12 Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere. 13 Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. 14 Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. 15 E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.
Questo è il fine della legge e dei profeti: tutti gli uomini dovrebbero raggiungere la salvezza e vedere Dio.
Deuteronomio 34:1-12 1 Poi Mosè salì dalle steppe di Moab sul monte Nebo, cima del Pisga, che è di fronte a Gerico. Il SIGNORE gli mostrò tutto il paese: Gàlaad fino a Dan, 2 tutto Nèftali, il paese di Efraim e di Manàsse, tutto il paese di Giuda fino al Mar Mediterraneo 3 e il Negheb, il distretto della valle di Gerico, città delle palme, fino a Zoar. 4 Il SIGNORE gli disse: “Questo è il paese per il quale io ho giurato ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe: Io lo darò alla tua discendenza. Te l’ho fatto vedere con i tuoi occhi, ma tu non vi entrerai!” 5 Mosè, servo del SIGNORE, morì in quel luogo, nel paese di Moab, secondo l’ordine del Signore. 6 Fu sepolto nella valle, nel paese di Moab, di fronte a Bet-Peor; nessuno fino ad oggi ha saputo dove sia la sua tomba. 7 Mosè aveva centoventi anni quando morì; gli occhi non gli si erano spenti e il vigore non gli era venuto meno. 8 Gli Israeliti lo piansero nelle steppe di Moab per trenta giorni; dopo, furono compiuti i giorni di pianto per il lutto di Mosè. 9 Giosuè, figlio di Nun, era pieno dello spirito di saggezza, perché Mosè aveva imposto le mani su di lui; gli Israeliti gli obbedirono e fecero quello che il SIGNORE aveva comandato a Mosè. 10 Non è più sorto in Israele un profeta come Mosè – lui con il quale il SIGNORE parlava faccia a faccia – 11 per tutti i segni e prodigi che il SIGNORE lo aveva mandato a compiere nel paese di Egitto, contro il faraone, contro i suoi ministri e contro tutto il suo paese, 12 e per la mano potente e il terrore grande con cui Mosè aveva operato davanti agli occhi di tutto Israele. (RSV)
Mosè ed i profeti ci furono fino alla venuta del Messia e la legge fu scritta nei cuori degli eletti. Furono tutti messi alla prova dalla persecuzione, protratta per quaranta giubilei, rappresentati dai quarant’anni nel deserto, gli ultimi quarant’anni di vita di Mosè.
Il Messia era con Israele nel deserto, a quel tempo ed ora.
1Corinzi 10:1-24 1 Non voglio infatti che ignoriate, o fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, tutti attraversarono il mare, 2 tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nuvola e nel mare, 3 tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, 4 tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. 5 Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto. 6 Ora ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono. 7 Non diventate idolàtri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: Il popolo sedette a mangiare e a bere e poi si alzò per divertirsi. 8 Non abbandoniamoci alla fornicazione, come vi si abbandonarono alcuni di essi e ne caddero in un solo giorno ventitremila. 9 Non mettiamo alla prova il Signore, come fecero alcuni di essi, e caddero vittime dei serpenti. 10 Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore. 11 Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. 12 Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere. 13 Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla. 14 Perciò, o miei cari, fuggite l’idolatria. 15 Parlo come a persone intelligenti; giudicate voi stessi quello che dico: 16 il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? 17 Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane. 18 Guardate Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare? 19 Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? 20 No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; 21 non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. 22 O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui? 23 “Tutto è lecito”. Ma non tutto è utile “Tutto è lecito”. Ma non tutto edifica. 24 Nessuno cerchi l’utile proprio, ma quello altrui. (RSV)
E questo è il fine della legge.
Ama il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, tutta la tua forza e tutto il tuo spirito ed ama il prossimo tuo come te stesso. Da questi precetti dipendono tutta la legge ed i profeti.