Introduzione
La comprensione della Legge e del suo intento ha avuto un’enfasi mutevole nel corso degli anni, durante i quali sembra essersi verificato un cambiamento di prospettiva, così che la legge assume di volta in volta un’importanza diversa. In breve, sembra che i primi profeti interpretassero la legge principalmente in termini di giustizia sociale e che i profeti successivi invece si occupassero di liturgia e di funzioni ecclesiastiche. Alcuni si occupavano del giudizio profetico e della restaurazione della legge in Israele. Il cosiddetto Nuovo Testamento si concentra sulla questione dell’autorità Messianica e sul perdurare della legge in contrasto con il nuovo metodo dei verdetti rabbinici. Il Vangelo copto di Tommaso è introdotto da un problema che costituisce il centro di tutto il messaggio. L’interrogativo del tempo era quanto spesso pregare, quando digiunare, e la somma da dare in elemosina. Tutte queste fasi sono contenute e ricapitolate nel Qur’an che le passa in rassegna per poi ritornare sull’importanza della giustizia sociale.
Un’accurata descrizione della legge necessita un esame dell’importanza dei numerosi scritti prodotti nel corso degli anni e dell’obbiettivo della legislazione originaria. La cosa più importante è che Cristo, della legge non cambiò un bel nulla. Come vedremo, l’intero messaggio della storia biblica è stato rivolto a condurre gli uomini ad amare e quindi ad obbedire a Dio e ad amare il prossimo.
Da un’analisi della legge divina, vediamo nei comandamenti, la spiegazione coerente del messaggio biblico svilupparsi nel tempo. La legge divina è la stessa oggi come allora. Tutti gli interrogativi riguardanti la liturgia, la purezza, l’offerta delle elemosine e il fondamento della fede trovano risposta in una corretta lettura della legge prevista ogni sette anni e dietro la quale occorre trincerarsi.
Vedremo che non ci salveremo osservando la legge. La grazia ci salverà. Senza lo Spirito Santo non potremmo osservare la legge come la tribù di Giuda e le nazioni Gentili hanno così ampiamente dimostrato nel corso degli ultimi tremila anni. Osserviamo la legge perché l’amore e l’obbedienza a Dio ci spinge a farlo. Si è sempre presupposto che lo facessimo, solo i sacerdoti di questo mondo hanno insegnato altrimenti e distorto le leggi di Dio ed il Suo calendario in modo che queste non potessero essere osservate correttamente.
La corrente principale del cristianesimo moderno insegna a torto che la legge di Dio fu inchiodata alla croce da una spiegazione errata di Colossesi 2:14–15. Fu l’avviso del nostro obbligo a rispettare la legge, il cheirographon (chirografo) ad essere inchiodato alla croce e non la Legge di Dio stessa. La forma romana di ciò che fu chiamato cristianesimo cercò di associare Cristo ad una forma dell’antico sistema pagano e di inserire tale sistema nella struttura politica greco-romana esistente. Per fare ciò dovette, nell’ombra, indebolire e distruggere l’intero sistema biblico. Così nacque la finzione del NT e l’eliminazione della Legge di Dio. Il Calendario biblico fu sostituito. Il Calendario Pagano dei Culti del Sole ed il sistema di Natale e Pasqua sostituì il Calendario di Dio ed il Suo sistema di adorazione.
I romani introdussero la religione nell’impero e quando questo fu distrutto, diedero un volto al mostro sostituendo al controllo dell’impero sulle entità nazionali, il controllo del sistema religioso. Ciò poteva essere fatto solo utilizzando la forma completamente modificata del sistema religioso in quanto le leggi di Dio esistenti si opponevano radicalmente al sistema religioso e politico greco-romano sotto il dio uno e trino. Quel sistema politico e religioso errato è ancora in vigore e l’Europa è impegnata a rafforzarlo. Ma tutto ciò cambierà in un futuro non troppo lontano.
Il nostro compito, come espressamente sostenuto dalla Legge di Dio, è leggere e spiegare la legge stessa. In questo modo sapremo cosa la sostituirà in futuro sotto il Messia. Se l’avessimo fatto senza interruzioni non ce ne saremmo allontanati e la nostra storia sarebbe stata diversa.
I Comandamenti nella Legislazione
Contrariamente a quanto sostenuto dal mito popolare, la Legge di Dio ed i Comandamenti
esistevano nella loro completezza dal principio. Ve ne è dimostrazione nei testi sulla Dottrina del Peccato Originale Parte 1 Il Giardino dell’Eden [246] e nel documento Dottrina del Peccato Originale Parte 2 Le Generazioni di Adamo [248]. Il concetto di una Legge noetica antecedente a quella del Sinai è un’invenzione del giudaismo rabbinico successivo. In Israele e finanche in Egitto, da Adamo ai Patriarchi si comprendeva e si temeva Dio.
Esodo 1:17-21 17 Ma le levatrici temettero Dio: non fecero come aveva loro ordinato il re d’Egitto e lasciarono vivere i bambini. 18 Il re d’Egitto chiamò le levatrici e disse loro Perché avete fatto questo e avete lasciato vivere i bambini? 19 Le levatrici risposero al faraone Perché le donne ebree non sono come le egiziane poiché sono piene di vitalità e prima che arrivi presso di loro la levatrice, hanno già partorito. 20 Dio beneficò le levatrici: il popolo aumentò e divenne molto forte. 21 E poiché le levatrici avevano temuto Dio, egli fece prosperare le loro case. (KJV)
E Dio parlò ai Suoi servitori, ai profeti e soprattutto a Mosè tramite l’Angelo di Yahovah (cfr. il documento L’Angelo di YHVH [024]).
Esodo 3: 2-22 2 L’angelo del SIGNORE gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un roveto: egli guardò ed ecco il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si consumava. 3 E Mosè disse: “Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo, perché il roveto non brucia!”. 4 Il SIGNORE vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: “Mosè, Mosè!”. Ed egli rispose: “Eccomi!”. 5 E Dio disse: “Non avvicinarti! Togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai è terra santa!”. 6 Poi aggiunse: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”. Mosè allora nascose il viso, perché aveva paura di guardare Dio. 7 Il SIGNORE disse: “Ho veduto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi angariatori; conosco infatti le sue sofferenze. 8 Sono sceso per liberarlo dalla mano degli Egiziani e per farlo uscire da questo paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e miele, verso il luogo dove si trovano i Cananei, gli Ittiti, gli Amorrei, i Perizziti, gli Evei, i Gebusei. 9 Ed ora ecco le grida dei figliuoli d’Israele sono giunte fino a me ed io stesso ho visto l’oppressione con cui gli Egiziani li tormentano. 10 Or dunque vieni ed io ti manderò dal Faraone perché tu faccia uscire il mio popolo, i figliuoli d’Israele dall’Egitto”. 11 E Mosè disse a Dio: “Chi sono io per andare dal Faraone e per far uscire dall’Egitto i figliuoli d’Israele?”. 12 E Dio disse: “Io sarò con tee questo sarà il segno che io ti ho mandato: quando avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte”.13 E Mosè disse a Dio: “Ecco, quando sarò andato dai figliuoli d’Israele e avrò detto loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi, se essi mi dicono: Qual è il suo nome? che cosa risponderò loro?”. 14 E Dio disse a Mosè: “IO SONO COLUI CHE SONO”. Poi disse: “Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’IO SONO mi ha mandato a voi”. 15 E Dio disse ancora a Mosè: “Dirai così ai figliuoli d’Israele: Il SIGNORE, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato da tutte le generazioni.16 Va e riunisci gli anziani d’Israele e dì loro: Il SIGNORE, Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, mi è apparso dicendo: Certo io vi ho visitati ed ho veduto quello che vi si fa in Egitto. 17 E ho detto: Vi farò uscire dall’afflizione d’Egitto e vi sarò salire nel paese dei Cananei, degli Ittiti, degli Amorrei, dei Perizziti, degli Evei e dei Gebusei, in un paese dove scorre latte e miele. 18 Essi ascolteranno la tua voce e tu con gli anziani d’Israele andrai dal re d’Egitto e gli direte: Il SIGNORE, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi: or dunque lasciaci andare tre giornate di cammino nel deserto, per offrire sacrifici al SIGNORE, nostro Dio. 19 Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di una mano forte. 20 Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i miracoli che opererò in mezzo ad esso, dopo questo egli vi lascerà andare. 21 Farò sì che questo popolo trovi favore presso gli Egiziani: e avverrà che quando ve ne andrete, non ve ne andrete a mani vuote. 22 Ma ogni donna domanderà alla sua vicina e alla sua casigliana degli oggetti di argento, degli oggetti d’oro e dei vestiti; voi li metterete addosso ai vostri figli e alle vostre figlie e spoglierete gli Egiziani”. (KJV)
IO SONO COLUI CHE SONO è ’eyeh ’asher ‘eyeh IO SARÓ COLUI CHE DIVENTERÓ (cfr. fn. to Oxford Annotated RSV) Solo l’Unico Vero Dio è immortale (cfr. Gv. 17:3; 1Gv. 5:20; 1Tm. 6:16), L’Altissimo (Elyon) (Dt. 32:8), ELOAH (cfr. Esd. 4:24–7:26; Prv. 30:4–5) estese Se Stesso per diventare Dio come ELOHIM. E diede questa capacità a Suo figlio (cfr. Sal. 82:1, 6).
Egli consacrò il Suo figlio spirituale come Elohim,
Salmi 45:6-7 6 Il tuo trono, Dio, è per sempre; lo scettro del tuo regno è uno scettro giusto. 7 Ami la giustizia e odi l’empietà: perciò Dio, il tuo Dio ti ha consacrato con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali. (KJV)
E lo inviò all’umanità.
Epistola agli Ebrei 1:8-9 8 Del Figlio afferma: Il tuo trono, o Dio, è nei secoli dei secoli e lo scettro di rettitudine è lo scettro del tuo regno; 9 tu hai amato la giustizia e hai odiato l’iniquità; perciò Dio ha unto te d’olio di letizia, più dei tuoi compagni. (KJV)
Ciò fu fatto perché anch’essi potessero diventare ELOHIM.
Salmi 82:1-6 1 Salmo di Asaf. Dio si alza nell’assemblea divina; giudica in mezzo agli dei. 2 Fino a quando giudicherete iniquamente e sosterrete la parte degli empi? Sela 3 Difendete il debole e l’orfano, al misero e al povero fate giustizia. 4 Salvate il debole e il bisognoso, liberatelo dalla mano degli empi”. 5 Non capiscono, non vogliono intendere, avanzano nelle tenebre; vacillano tutte le fondamenta della terra. 6 Io ho detto: “Voi siete dei, tutti voi siete figli dell’Altissimo”. (KJV)
Eloah diede la nazione d’Israele in possesso a Suo figlio in quanto Yahovah d’Israele.
Deuteronomio 32:8-9 8 Quando l’Altissimo diede alle nazioni la loro eredità, quando separò i figli degli uomini, egli stabilì i confini dei popoli secondo il numero dei figli di Dio. 9 Perché la porzione del SIGNORE [espressa da Yahovah] è il suo popolo, Giacobbe è la sua eredità. (RSV)
Gli uomini diventeranno Elohim e la Scrittura non può essere annullata (Gv. 10:34-35). E Dio parlò agli uomini tramite i Suoi servitori, i profeti.
Esodo 4:1-10 1 E Mosè rispose: “Ecco, non mi crederanno, non ascolteranno la mia voce, ma diranno: Non ti è apparso il SIGNORE”. 2 E Il SIGNORE gli disse: “Che cos’è ciò che hai in mano?”. Egli rispose: “Un bastone”. 3 E riprese: “Gettalo a terra”. Lo gettò a terra e il bastone diventò un serpente, davanti al quale Mosè si mise a fuggire. 4 Il SIGNORE disse a Mosè: “Stendi la mano e prendilo per la coda”. Stese la mano, lo prese e diventò di nuovo un bastone nella sua mano: 5 “Questo perché credano che ti è apparso il SIGNORE, il Dio dei loro padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”. 6 E il SIGNORE gli disse ancora: “Introduci la mano nel seno”. Egli si mise in seno la mano e poi la ritirò: ecco la sua mano era diventata lebbrosa, bianca come la neve. 7 Egli disse: “Rimetti la mano nel seno”. Rimise in seno la mano e la tirò fuori: ecco era tornata come il resto della sua carne. 8 “Ora avverrà che se non ti crederanno e non daranno ascolto alla voce del primo segno, crederanno alla voce del secondo. 9 Se non crederanno neppure a questi due segni e non ascolteranno la tua voce, allora prenderai acqua del fiume e la verserai sulla terra asciutta: l’acqua che avrai presa dal fiume diventerà sangue sulla terra asciutta”. 10 E Mosè disse al SIGNORE: “O mio Signore, io non sono un buon parlatore; non lo sono mai stato prima e neppure da quando tu hai cominciato a parlare al tuo servo, ma sono tardo di parola e di lingua”. (KJV)
Esodo 4: 29 29 E Mosè e Aronne andarono a radunare tutti gli anziani degli Israeliti. (KJV)
Dio in quanto Eloah, mise i Suoi messaggeri, sia spirituali che fisici, in quanto Elohim, al di sopra della gente.
Esodo 7:1 1 E il SIGNORE disse a Mosè: ” Vedi, io faccio in modo che di fronte al Faraone tu sia come Dio, e Aronne, tuo fratello, parlerà come tuo profeta”. (KJV)
Da quel momento in poi Dio agì per redimere il pianeta tramite il Suo popolo d’Israele sotto la guida di Suo figlio. Questi, essendo uno spirito portò il Suo nome Yahovah, esercitò l’autorità di Dio e parlò al mondo tramite i profeti. In obbedienza a Dio venne in seguito come sua carne e sangue.
Esodo 11:1-10 1 Il SIGNORE disse a Mosè: “Ancora una piaga manderò contro il Faraone e l’Egitto; dopo, egli vi lascerà partire di qui. Vi lascerà partire senza restrizione, anzi vi caccerà via di qui. 2 Dì dunque al popolo, che ciascuno dal suo vicino e ciascuna dalla sua vicina si facciano dare oggetti d’argento e oggetti d’oro”. 3 E il SIGNORE fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani. Inoltre Mosè era un uomo assai considerato nel paese d’Egitto, agli occhi dei ministri del Faraone e del popolo. 4 E Mosè riferì: “Dice il SIGNORE: Verso mezzanotte io passerò attraverso l’Egitto: 5 e morirà ogni primogenito nel paese di Egitto, dal primogenito del Faraone che siede sul trono fino al primogenito della schiava che sta dietro la mola, e ogni primogenito del bestiame. 6 Un grande grido si alzerà in tutto il paese di Egitto, quale non vi fu mai e quale non si ripeterà mai più. 7 Ma contro tutti gli Israeliti neppure un cane punterà la lingua, né contro uomini, né contro bestie, perché sappiate che il SIGNORE fa distinzione tra l’Egitto e Israele. 8 Tutti questi tuoi servi scenderanno a me e si prostreranno davanti a me, dicendo: “Esci tu e tutto il popolo che ti segue: dopo, io uscirò”. E Mosè acceso di collera, si allontanò dal faraone. 9 E il SIGNORE aveva appunto detto a Mosè: “Il faraone non vi ascolterà, per questo io moltiplicherò i miei prodigi nel paese d’Egitto”. 10 Mosè e Aronne avevano fatto tutti questi prodigi davanti al Faraone; ma il SIGNORE aveva reso ostinato il cuore del Faraone, il quale non lasciò partire gli Israeliti dal suo paese. (KJV)
Dio usò Israele per i suoi prodigi e per mostrare il Suo potere alle nazioni e all’esercito decaduto.
Esodo 14:1-30 1 Il SIGNORE disse a Mosè: 2 “Comanda agli Israeliti che tornino indietro e si accampino davanti a Pi-Achirot, tra Migdol e il mare, davanti a Baal-Zefon; di fronte ad esso vi accamperete presso il mare. 3 Il Faraone penserà degli Israeliti: Vanno errando per il paese; il deserto li ha bloccati. 4 Io renderò ostinato il cuore del Faraone ed egli li inseguirà; io dimostrerò la mia gloria contro il Faraone e tutto il suo esercito, così gli Egiziani sapranno che io sono il SIGNORE”. Ed essi fecero in tal modo. 5 Quando fu riferito al re d’Egitto che il popolo era fuggito, il cuore del Faraone e dei suoi ministri si rivolse contro il popolo e dissero: “Che abbiamo fatto, lasciando partire Israele, così che più non ci serva!”. 6 Fece allora preparare il cocchio e prese con sé i suoi soldati. 7 Prese poi seicento carri scelti e tutti i carri di Egitto con i combattenti sopra ciascuno di essi. 8 E il SIGNORE rese ostinato il cuore del Faraone, re d’Egitto, il quale inseguì gli Israeliti mentre gli Israeliti uscivano a mano alzata. 9 Ma gli Egiziani li inseguirono e li raggiunsero, mentre essi stavano accampati presso il mare: tutti i cavalli e i carri del Faraone, i suoi cavalieri e il suo esercito si trovarono presso Pi-Achirot, davanti a Baal-Zefon. 10 Quando il Faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi e gli Egiziani muovevano il campo dietro di loro. Allora gli Israeliti ebbero grande paura e gridarono al SIGNORE. 11 Poi dissero a Mosè: “Forse perché non c’erano sepolcri in Egitto ci hai portati a morire nel deserto? Che hai fatto, portandoci fuori dall’Egitto? 12 Non ti dicevamo in Egitto: “Lasciaci stare e serviremo gli Egiziani, perché è meglio per noi servire l’Egitto che morire nel deserto?” 13 Mosè rispose: “Non abbiate paura, siate forti e vedrete la salvezza che il SIGNORE oggi opera per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più. 14 Il SIGNORE combatterà per voi, e voi starete tranquilli”. 15 Il SIGNORE disse a Mosè: “Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. 16 Tu intanto alza il bastone, stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto. 17 Ecco io rendo ostinato il cuore degli Egiziani, così che entrino dietro di loro e io dimostri la mia gloria sconfiggendo il Faraone e tutto il suo esercito, i suoi carri ed i suoi cavalieri. 18 E gli Egiziani sapranno che io sono il SIGNORE, quando dimostrerò la mia gloria contro il Faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri”. 19 E l’angelo di Dio, che precedeva l’accampamento d’Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro. 20 E venne così a trovarsi tra l’accampamento degli Egiziani e quello d’Israele. Ora la nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte. 21 Allora Mosè stese la mano sul mare. E il SIGNORE durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. 22 E gli Israeliti entrarono nel mare asciutto, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. 23 Gli Egiziani li inseguirono con tutti i cavalli del Faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri, entrando dietro di loro in mezzo al mare. 24 Ma alla veglia del mattino il SIGNORE dalla colonna di fuoco e di nube gettò uno sguardo sul campo degli Egiziani e lo mise in rotta. 25 Frenò le ruote dei loro carri, così che a stento riuscivano a spingerle. Allora gli Egiziani dissero: “Fuggiamo di fronte a Israele, perché il SIGNORE combatte per loro contro gli Egiziani”. 26 E il SIGNORE disse a Mosè: “Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri”. 27 E Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. E il SIGNORE li travolse in mezzo al mare. 28 Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l’esercito del Faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno. 29 Invece gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra. 30 Perciò in quel giorno il SIGNORE salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide gli Egiziani morti sulla riva del mare; (KJV)
Israele fu battezzato nel Mar Rosso ed Egli divenne l’oggetto della loro adorazione così che gli Israeliti diventarono i Suoi prescelti e la Sua estensione in quanto Elohim e con a capo l’angelo di Yahovah (cfr. Zc. 12: 8).
Si menzionano dieci canti di adorazione (cfr. (1) Es. 15:1-19; (2) Nm. 21:17-18; (3) Dt. 32:1-43; (4) Gdc. 5:1-31; (5) 1Sam. 2:1-10; (6) 2Sam. 22:1-51; (7) Lc. 1:46-55 (8) Lc. 1:68-79; (9) Lc. 2:29-32; (10) Ap. 14:3; 15:3). Se si tratta del Cantico di Mosè (Dt. 32:1-43) allora il secondo canto (cfr. Es. 15:1-19) è il Cantico dell’Agnello, un canto di adorazione. Il cantico di Mosè e quello dell’Agnello identificano l’eletto nell’Apocalisse (Ap. 15:3-4).
Apocalisse 15:3-4 3 Cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello, dicendo: “Grandi e mirabili sono le tue opere, O Signore Dio onnipotente! Giuste e veraci le tue vie, O Re delle genti! 4 Chi non temerà, O Signore, e non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo! Tutte le genti verranno e si prostreranno davanti a te, perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati”. (RSV)
(cfr. Sal. 86:9-12; Is. 66:15,16,23; Zc.2:11; Zc. 14: 16-21).
In questo modo ridaremo forza ai canti di gloria delle Stelle del Mattino alla fondazione del mondo (Gb. 38:4-7).
Giobbe 38:4-7 4 Dov’eri tu quando ponevo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta conoscenza. 5 Lo sai chi ha fissato le sue dimensioni e ha tracciato i suoi confini? 6 Su che cosa si fonda la terra? Chi ha posto la sua prima pietra? 7 Dov’eri mentre cantavano in coro le stelle del mattino e tutti i figli di Dio gridavano di gioia? (KJV)
Saremo come Elohim e Dio sarà il nostro canto. Prepareremo una casa per Lui; Egli è l’Elohim dei nostri padri e noi siamo il Suo Tempio. L’elohim del nostro elohim ha scelto noi come sua dimora.
Esodo 15:1-19 1 Allora Mosè e gli Israeliti cantarono questo canto al SIGNORE e dissero: “Voglio cantare in onore del SIGNORE, perché ha mirabilmente trionfato, ha gettato in mare cavallo e cavaliere. 2 Mia forza e mio canto è il SIGNORE, egli mi ha salvato: é‘ il mio Dio e lo voglio lodare, é il Dio di mio padre e lo voglio esaltare. 3 Il SIGNORE è un guerriero: SIGNORE il suo nome. 4 I carri del Faraone e il suo esercito ha gettato nel mare e i suoi combattenti scelti furono sommersi nel Mar Rosso. 5 Gli abissi li ricoprirono, sprofondarono come pietra. 6 La tua mano destra, O SIGNORE, terribile per la potenza, la tua destra, O SIGNORE, annienta il nemico. 7 Con sublime grandezza abbatti i tuoi avversari, scateni il tuo furore che li divora come paglia. 8 Al soffio della tua ira si accumularono le acque, si alzarono le onde come un argine e si rappresero gli abissi in fondo al mare. 9 Il nemico aveva detto: li inseguirò, li raggiungerò, spartirò il bottino, se ne sazierà la mia brama; sfodererò la spada, li distruggerà la mia mano. 10 Ma tu soffiasti con il tuo alito: il mare li coprì, sprofondarono come piombo in acque profonde. 11 Chi è come te fra gli dei, O SIGNORE? chi è come te, maestoso in santità, tremendo nelle imprese, operatore di prodigi? 12 Stendesti la destra: la terra li inghiottì. 13 Guidasti con il tuo favore questo popolo che hai riscattato, lo conducesti con forza alla tua santa dimora. 14 Hanno udito i popoli e tremano; dolore incolse i Filistei. 15 Gia si spaventano i capi di Edom, i potenti di Moab sono presi dal timore; tremano tutti gli abitanti di Canaan. 16 Piombano sopra di loro la paura e il terrore; per la potenza del tuo braccio restano immobili come pietra, finché sia passato il tuo popolo, O SIGNORE, finché sia passato questo tuo popolo che hai preso sotto la tua protezione. 17 Lo fai entrare e lo fai stabilire sul monte della tua eredità, luogo che per tua sede, O SIGNORE, hai preparato, santuario che le tue mani, O SIGNORE, hanno fondato. 18 Il SIGNORE regna in eterno e per sempre”. 19 Quando infatti i cavalli del Faraone, i suoi carri e i suoi cavalieri furono entrati nel mare, il SIGNORE fece tornare sopra di essi le acque del mare, mentre gli Israeliti avevano camminato sull’asciutto in mezzo al mare. (KJV)
Israele fu salvata, e attraverso questo atto fu fondata sulla Montagna dell’eredità di Yahaovah. Giacobbe come Israele regna dalla montagna di Dio (cfr. Dt. 32:8). Giacobbe come Israele (inendendo che “egli governerà come Dio) fu posto da Yahovah nel santuario, costruito con le sue mani. In questo modo diventiamo eredi congiunti a Yahovah e in quanto coeredi, riceviamo la sua eredità in quanto elohim e data liberamente, come scelta di Eloah nostro Padre. (cfr. Rm. 8:17; Gal. 3:29; Tt. 3:7; Eb. 1:14; 6:17; 11:9; Giac.2:5; 1Pt. 3:7; cfr. anche Ml. 2:10; Eb. 2:11). Siamo figli di Dio con l’Esercito (cfr. Gb. 1:6; 2:1) e siamo tutti santificati sotto un Padre (Ml. 2:10) avendo la stessa origine del Messia (Eb. 2:11) poiché egli divenne figlio Dio in potere al momento della sua resurrezione dalla morte (Rm.1:4).
Ma il Popolo era contrario alla sua liberazione.
Esodo 15:20-27 20 Allora Miriam, la profetessa, sorella di Aronne, prese in mano un timpano, dietro a lei uscirono le donne con i timpani, formando cori di danze. 21 Miriam cantò davanti a loro questo ritornello: “Cantate al SIGNORE perché ha mirabilmente trionfato: ha gettato in mare cavallo e cavaliere”. 22 Mosè fece levare l’accampamento di Israele dal Mare Rosso ed essi avanzarono verso il deserto di Sur. Camminarono tre giorni nel deserto e non trovarono acqua. 23 Arrivarono a Mara, ma le acque erano cosi amare che non potevano berle. Per questo quel luogo si chiamava Mara (Amarezza). 24 Allora il popolo mormorò contro Mosè: “Che berremo?”. 25 Egli invocò il SIGNORE, il quale gli indicò un legno. Lo gettò nell’acqua e l’acqua divenne dolce. In quel luogo il SIGNORE impose al popolo una legge e un diritto; in quel luogo lo mise alla prova. 26 Disse: “Se tu ascolterai la voce del SIGNORE tuo Dio e farai ciò che è retto ai suoi occhi, se tu presterai orecchio ai suoi ordini e osserverai tutte le sue leggi, io non t’infliggerò nessuna delle piaghe che ho inflitte agli Egiziani, perché io sono il SIGNORE, colui che ti guarisce”. 27 Poi arrivarono a Elim, dove ci sono dodici sorgenti di acqua e settanta palme: qui si accamparono presso l’acqua. (KJV)
Israele doveva essere guarita dalla sua iniquità e posta sotto i dodici ed i settanta che avrebbero fornito l’acqua e li avrebbero protetti sotto il Messia come fecero ad Elim (cfr. i documenti Mosè e gli Dei d’Egitto [105] e Pentecoste sul Sinai [115]).
Ma Dio li rimproverò dando loro del cibo troppo difficile da digerire.
Esodo 16:9-12 9 Mosè disse ad Aronne: «Dà questo comando a tutta la comunità degli Israeliti: avvicinatevi alla presenza del SIGNORE, perché egli ha sentito le vostre proteste». 10 Ora mentre Aronne parlava a tutta la comunità degli Israeliti, essi si voltarono verso il deserto, ed ecco la gloria del SIGNORE apparve nella nube. 11 Il SIGNORE disse a Mosè: 12 «Ho sentito le proteste degli Israeliti. Parla loro così: Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; così saprete che io sono il SIGNORE vostro Dio». (KJV)
Nel deserto il Signore li cibò con la manna per quarant’anni. Coloro che avevano rifiutato l’eredità di Dio morirono. Il cibo nel deserto era un’ombra di ciò che sarebbe venuto, come mostrato alla chiesa, come l’eletto, e lo Spirito Santo come suo sostentamento per quaranta giubilei. Non possiamo vedere Dio nel nostro stato attuale o moriremmo sicuramente. Nessun uomo Lo ha visto, o mai Lo potrà vedere. Egli solo è immortale e dimora in una luce irraggiungibile (1Tm. 6:16).
Dovevamo osservare questo fino alla venuta del Messia
Esodo 16:32-36 32 Mosè disse: «Questo ha ordinato il SIGNORE: Riempitene una misura (omer)e conservatelo per i vostri discendenti, perché vedano il pane che vi ho dato da mangiare nel deserto, quando vi ho fatti uscire dal paese d’Egitto». 33 Mosè disse quindi ad Aronne: «Prendi un’urna e mettici una misura di manna; deponila davanti al SIGNORE e conservala per i vostri discendenti». 34 Secondo quanto il SIGNORE aveva ordinato a Mosè, Aronne la depose per conservarla davanti alla Testimonianza. 35 Gli Israeliti mangiarono la manna per quarant’anni, fino al loro arrivo in una terra abitata, mangiarono cioè la manna finché furono arrivati ai confini del paese di Canaan. 36 L’omer è la decima parte di un efa. (KJV)
Dio pose le condizioni per ereditare questa promessa e diventare una Sua proprietà particolare.
Esodo 19:1-25 1 Al terzo mese dall’uscita degli Israeliti dal paese di Egitto, proprio in quel giorno, essi arrivarono al deserto del Sinai. 2 Levato l’accampamento da Refidim, arrivarono al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte. 3 Mosè salì verso Dio e il SIGNORE lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: 4 Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. 5 Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra 6 Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste parole dirai agli Israeliti». 7 Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il SIGNORE. 8 Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Quanto il SIGNORE ha detto, noi lo faremo». Mosè tornò dal SIGNORE e riferì le parole del popolo. 9 Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io sto per venire verso di te in una densa nube, perché il popolo senta quando io parlerò con te e potrà aver fiducia in te per sempre». Mosè riferì al SIGNORE le parole del popolo. 10 Il SIGNORE disse a Mosè: «Và dal popolo e purificalo oggi e domani: lavino le loro vesti 11 e si tengano pronti per il terzo giorno, perché nel terzo giorno il SIGNORE scenderà sul monte Sinai alla vista di tutto il popolo. 12 Fisserai per il popolo un limite tutto attorno, dicendo: Guardatevi dal salire sul monte e dal toccare le falde. Chiunque toccherà il monte sarà messo a morte. 13 Nessuna mano però dovrà toccare costui: dovrà essere lapidato o colpito con tiro di arco. Animale o uomo non dovrà sopravvivere. Quando suonerà il corno, allora soltanto essi potranno salire sul monte». 14 Mosè scese dal monte verso il popolo; egli fece purificare il popolo ed essi lavarono le loro vesti. 15 Poi disse al popolo: «Siate pronti in questi tre giorni: non unitevi a donna». 16 Appunto al terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore. 17 Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte. 18 Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il SIGNORE nel fuoco e il suo fumo saliva come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. 19 Il suono della tromba diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con voce di tuono. 20 Il SIGNORE scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il SIGNORE chiamò Mosè sulla vetta del monte. Mosè salì. 21 Poi il Signore disse a Mosè: «Scendi, scongiura il popolo di non irrompere verso il Signore per vedere, altrimenti ne cadrà una moltitudine 22 Anche i sacerdoti, che si avvicinano al SIGNORE, si tengano in stato di purità, altrimenti il SIGNORE si avventerà contro di loro». 23 Mosè disse al SIGNORE: «Il popolo non può salire al monte Sinai, perché tu stesso ci hai avvertiti dicendo: Fissa un limite verso il monte e dichiaralo sacro». 24 Il Signore gli disse: «Và, scendi, poi salirai tu e Aronne con te. Ma i sacerdoti e il popolo non si precipitino per salire verso il Signore, altrimenti egli si avventerà contro di loro!». 25 Mosè scese verso il popolo e parlò. (KJV)
Dio diede la legge tramite il Grande Angelo, (l’angelo del Grande Concilio dei LXX). In questo modo tramite un intermediario, Dio diede la struttura della legge a Mosè, e questa roccia spirituale era Cristo (1Cor. 10:4).
Esodo 20:1-17 1 Dio allora pronunciò tutte queste parole: 2 «Io sono il SIGNORE, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù:
[1] 3 non avrai altri dei di fronte a me.
[II] 4 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il SIGNORE, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 6 ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.
[III] 7 Non pronuncerai invano il nome del SIGNORE, tuo Dio, perché il SIGNORE non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
[IV] 8 Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: 9 sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 10 ma il settimo giorno è il sabato in onore del SIGNORE, tuo Dio: in esso tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 11 Perché in sei giorni il SIGNORE ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.
[V] 12 Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il SIGNORE, tuo Dio.
[VI] 13 Non uccidere.
[VII] 14 Non commettere adulterio.
[VIII] 15 Non rubare.
[IX] 16 Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
[X] 17 Non desiderare la casa del tuo prossimo.
Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». (KJV)
La divisione della legge nei due Grandi Comandamenti è data in seguito nel Deuteronomio. La struttura si identifica chiaramente con i primi quattro comandamenti che trattano dell’amore di Dio e gli ultimi sei comandamenti che trattano dell’amore per il prossimo. Ciò fu instillato nelle menti del popolo (cfr. anche il documento Amore e Struttura della Legge [200]).
Il nostro dovere è in primo luogo verso Dio e poi verso il prossimo. Il nostro dovere è divenire un ricettacolo adatto per il Dio Vivente. Egli è il Dio dei vivi e non dei morti.
Matteo 22:29-46 29 E Gesù rispose loro: «Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture né la potenza di Dio. 30 Alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo. 31 Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto quello che vi è stato detto da Dio: 32 Io sono il Dio di Abramo e il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe? Ora, non è Dio dei morti, ma dei vivi». 33 Udendo ciò, la folla era sbalordita per la sua dottrina. 34 Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme 35 e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: 36 «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». 37 Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 38 Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. 39 E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e tutto l’insegnamento dei profeti». 41 Trovandosi i farisei riuniti insieme, Gesù chiese loro: 42 «Che ne pensate del Messia? Di chi è figlio?». Gli risposero: «Il Figlio di Davide». 43 E Gesù continuò: «Come mai allora Davide, guidato dallo spirito di Dio, lo chiama Signore, dicendo: 44 Ha detto il SIGNORE al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi? 45 Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?». 46 Nessuno era in grado di rispondergli nulla; e nessuno, da quel giorno in poi, osò interrogarlo. (KJV)
Come mai allora Davide lo chiama Signore e elohim (Sal. 45:6-7; Eb. 1:8-9).
Perché egli era l’elohim d’Israele che parlò con i profeti ed i patriarchi. Egli era l’Angelo di Yahovah a capo d’Israele (Zc. 12:8).
La prima parte della legge tratta dell’amore di Dio, che deve essere con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente. La seconda parte è ama io prossimo tuo come te stesso. Poiché se non ami il tuo prossimo, che hai visto, come puoi amare Dio, che non hai visto?
1Giovanni 4:20-21 20 Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. 21 Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello. (KJV)
La struttura del Primo Grande Comandamento forma le basi per il Secondo Grande Comandamento e da questi due comandamenti derivano la legge ed i profeti. Perciò i dieci comandamenti sono un sottoinsieme dei due ed il resto della legge è un sottoinsieme dei dieci. Il Primo Grande Comandamento contiene i primi quattro dei dieci comandamenti.
Il Signore ordina la struttura partendo dal presupposto che Egli è l’origine della creazione e della salvezza. Dà la vita eterna secondo il suo volere e nell’ordine da Lui stabilito. Il primo comandamento dichiara l’unicità di Dio e la sua Supremazia.
Esodo 20:1-3 1 Dio allora pronunciò tutte queste parole: 2 «Io sono il SIGNORE, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: 3 non avrai altri dei di fronte a me. (KJV)
Il secondo comandamento stabilisce il carattere profano dell’idolatria e dell’adorazione delle cose materiali. Dio desidera che l’adorazione del popolo per Lui nasca dallo spirito e sia veritiera.
[II] 4 Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il SIGNORE, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 6 ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.
Questo comandamento ci indica l’oggetto dell’adorazione. Non dobbiamo farci immagine alcuna di fronte alla quale prostrarci o adorare o pregare: ciò significa nessun crocifisso, nessuna statua o presunta raffigurazione di Dio Stesso e naturalmente di Cristo e dei santi al cui titolo solo Cristo è eletto.
Il terzo comandamento mira a proteggere la forza del nome di Dio e di ogni attività intrapresa in Suo nome, sia essa di giudizio, di sacerdozio o di amministrazione. Ogni azioni nasce dalla Sua forza, dal Suo potere e dalla Sua autorità.
[III] 7 Non pronuncerai invano il nome del SIGNORE, tuo Dio, perché il SIGNORE non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Il quarto comandamento vuole assicurare che la Sua intera struttura sia legata alla Sua Legge all’interno del Suo sistema e del Suo calendario. Il quarto comandamento non indica semplicemente il Sabbath, ma identifica anche il sistema sabbatico e tutta la legge e l’ordine del sistema.
[IV] 8 Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: 9 sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 10 ma il settimo giorno è il sabato in onore del SIGNORE, tuo Dio: in esso tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 11 Perché in sei giorni il SIGNORE ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro.
Perciò l’istituzione di un calendario su qualsiasi altro sistema o base è blasfemo, infrange la Legge ed è adorazione di un falso Dio.
Dio ha stabilito i Sabbath, i Noviluni, i Sabbath annuali e le Festività. Non è permessa alcun’altra struttura al di fuori di quella che egli ha decretato. Il sistema della Domenica è una contraffazione e l’osservanza del Natale e della Pasqua appartiene al sistema del Dio Trino ed è Pagano. Ciò significa infrangere tutti i quattro comandamenti del Primo Grande Comandamento ed infrangere tutta la legge (cfr. i documenti Dottrina del Peccato Originale Parte 1 Il Giardino dell’Eden [246] e nel documento Dottrina del Peccato Originale Parte 2 Le Generazioni di Adamo [248]).
Le supposizioni che si trovano dietro alla maggior parte del Cristianesimo moderno secondo le quali la Legge di Dio è stata abolita, derivano da una profonda ignoranza della struttura della legge, dei profeti e del messaggio di Cristo agli apostoli. La Legge di Dio si distingue tra la Legge che deriva dai Due Grandi Comandamenti ed i Dieci Comandamenti che si sviluppano da un lato, e le ordinanze sacrificali che costituiscono la cosìddetta Legge Cerimoniale che formava parte del sistema del tempio. La maggior parte del Cristianesimo moderno confonde questi problemi e raggruppa erroneamente il Calendario ed altri aspetti importanti della legge con i sacrifici, nel tentativo di ignorare la legge di Dio e corromperla con il sistema solare pagano ed i culti eucaristici. La distinzione è spiegata nel documento Distinzione nella Legge [096] ed esaminata all’interno della struttura dei documenti sui singoli Comandamenti.
Esamineremo ora il primo comandamento.