Christian Churches of God
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La Legge ed il Quarto Comandamento

(Edizione 1.1 19981007-20000118)
Il Quarto Comandamento riguarda il Sabbath o giorno di riposo. Comprende il Settimo Giorno settimanale, i Noviluni, le Festività Religiose, i Sabbath della Terra dei Sette Anni ed il sistema del Giubileo, tutte feste legate al calendario astronomico lunare e che devono essere rispettate per il bene dell’umanità (Marco 2:27). Insieme sono valide o insieme decadono (Colossesi 2:16-17).
Christian Churches of God
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(Diritti di Autore © 1998, 1999 Wade Cox)

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La Legge ed il Quarto Comandamento

Lineamenti Legislativi

Il Settimo giorno settimanale, il Novilunio mensile, la Festa Religiosa annuale, i Sabbath della terra dei sette anni e della restaurazione del Giubileo sono tutte festività ordinate e devono essere rispettate tutte.

Deuteronomio 5:12-15 12 Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato. 13 Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro, 14 ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. 15 Ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto e che il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso; perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato. (GLT)

Esodo 20:8-11 8 Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: 9 sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 10 ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 11 Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il Signore ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. (GLT)

La parola “Sabbath”

La parola sabbat (SHD 7676) significa cessare o riposare. E’ un giorno di adorazione (Lv. 23:3) ed un giorno di riposo e ristoro (Es. 23:12). E’ un segno della padronanza di Dio sulla creazione, fu la prima benedizione e fu santificato o separato dalla creazione di Adamo (Gn. 2:2-3). Fu fatto per il genere umano (Mc. 2:27) e la sua osservanza è legata alla fede. Fu osservato da Abramo (Gn.26:5) a cui fu data la verità (Gn.24:27) e che condusse altri per la retta via (Gn. 24:48). Con la sua osservanza Israele riconobbe di essere il Suo popolo redento, soggetto alla Sua legge.

Attraverso questo riposo mostriamo la nostra fede in Dio. L’osservanza del Sabbath è considerata come una benedizione (Is. 56:2-4; 58:13; 66:23; Ez. 44:24; 45:17; 46:1; 3-4,12). Israele fu rimproverato per averlo trascurato (Is. 1:13; Ger. 17:21-27; Ez. 20:12-24; Am. 8:5). Il lungo periodo di prigionia babilonese della Giudea fu determinato dall’abuso dell’anno sabbatico o riposo della terra (2Cr. 36:21).

I Sabbath come segni o Sigilli

Il giorno del Sabbath è il quarto comandamento e si trova sia in Esodo 20:8-11 che in Deuteronomio 5:12-15. Il giorno del Sabbath è santo al Signore Iddio (Yahovah Elohim) secondo il quarto comandamento. In Esodo 20:8 leggiamo:

Esodo 20:8-11 8 Ricordati del giorno di sabato per santificarlo: sei giorni faticherai e farai ogni tuo lavoro; 10 ma il settimo giorno è il sabato in onore del SIGNORE, tuo Dio: tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. 11 Perché in sei giorni il SIGNORE ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il giorno settimo. Perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno di sabato e lo ha dichiarato sacro. (RSV)

Cosicchè tutti, persino il bestiame, possano riposare (Dt. 5:14).

Per sei giorni dobbiamo lavorare (Dt. 5:13) custodendo e prendondoci cura della creazione (Gn. 2:15) e non dobbiamo vivere nell’ozio (2Ts. 3:6-11). Tutto quello che la tua mano trova da fare, fallo con tutte le tue forze (Eccl. 9:10). Poiché quello che hai seminato, raccoglierai (Gal. 6:7).

Il setimo giorno è il Sabbath. È considerato come il sabato dalla creazione di Adamo. Tutti i popoli hanno osservato il Sabbath come sabato del calendario attuale. Il settimo giorno è in un ciclo continuo e non può essere assegnato ad un altro giorno indipendentemente dal ciclo solare o lunare.

Il nuovo calendario mondiale e le sue varianti attualmente proposte, colpiscono il fondamento della legge. Il Calendario Mondiale è un calendario di dodici mesi perenne con trimestri eguali. E’ perenne perché resta lo stesso ogni anno. Il nostro calendario attuale non è perenne, ma annuale: cambia ogni anno, perché il suo ciclo tipico di 365 giorni non è divisibile equamente per il numero dei giorni della settimana, così come non lo è il mese astronomico lunare di 29.5 giorni.

La conseguenza di quel giorno rimanente è che l’anno inizia e finisce nello stesso giorno della settimana. Così l’anno seguente deve cominciare il giorno successivo e ciò richiede un nuovo calendario ogni anno.

Tecnicamente, il nostro calendario gregoriano è un ciclo ordinato diversamente di quattordici calendari. Il calendario dell’anno che comincia di domenica è diverso da quello dell’anno che inizia di lunedì e così di seguito per tutti i sette giorni della settimana. Visto che l’anno bisestile può modificare ognuno di questi calendari, il totale aumenta.

Se togliessimo quel giorno dal calendario, l’anno nuovo inizierebbe sempre lo stesso giorno della settimana dell’anno precedente ed avremmo un calendario perenne.

Possiamo togliere un giorno dal calendario senza allontanarci dal ciclo solare di 365.24 giorni approssimativi, considerando semplicemente il giorno come un periodo di attesa di ventiquattro ore prima che il calendario cominci nuovamente. Questi giorni al di fuori del calendario, detti anche “giorni vuoti” o “giorni intercalari” non saranno giorni della settimana. Sembra più ragionevole considerarli come festività e ciò costituisce parte della giustificazione logica che sta alla base del Calendario Mondiale. Questa ed altre proposte cambiano la sequenza della settimana dalla creazione di Adamo. Questo ciclo di sette giorni non si accorda né con il mese lunare né con l’anno solare.

Levitico 23:32 mostra che i giorni iniziano e finiscono alla sera e non a mezzanotte o al mattino.

Levitico 23:32 32 Sarà per voi un sabato di assoluto riposo e dovrete mortificarvi: il nono giorno del mese, dalla sera alla sera dopo, celebrerete il vostro sabato”.

Il settimo giorno inizia alla fine del sesto giorno della settimana, il nostro venerdì al momento del crepuscolo serale nautico (vedi il documento L’inizio del giorno).

Ciò è confermato da Paolo in Atti 27:27-34 e dal Mishna, un’insieme di scritti risalenti al secondo secolo a.C. Vedi la seconda divisione, Moed,Sabbath 1:3, 15:3.

Nel giorno del Sabbath non si può comprare, vendere o fare lavori remunerati. Ciò non significa inattività. Neemia dà un esempio del lavoro nel Sabbath.

Neemia 10:28-31 28 Il resto del popolo, i sacerdoti, i leviti, i portieri, i cantori, gli oblati e quanti si erano separati dai popoli dei paesi stranieri per aderire alla legge di Dio, le loro mogli, i loro figli e le loro figlie, quanti avevano conoscenza e intelligenza, 29 si unirono ai loro fratelli più ragguardevoli e si impegnarono con giuramento a camminare nella legge di Dio, data per mezzo di Mosè, servo di Dio, ad osservare e mettere in pratica tutti i comandi del SIGNORE, Dio nostro, le sue decisioni e le sue leggi. 30 E in particolare: a non dare le nostre figlie agli abitanti del paese e a non prendere le loro figlie per i nostri figli; 31 a non comprar nulla in giorno di sabato o in altro giorno sacro dai popoli che portassero a vendere in giorno di sabato qualunque genere di merci o di derrate; a lasciare in riposo la terra ogni settimo anno e a rinunziare a ogni credito. (RSV)

Occorre comprendere che il sistema sabbatico rappresenta un sistema tipico del popolo di Dio.

Il Pane Azzimo è un segno della legge del Signore (Dt. 6:8) e della Sua liberazione d’Israele (Dt. 6:10) che attraverso il sacrifiio di Cristo si estende a tutti coloro che sono in Cristo (Rm. 9:6; 11:25-26). Questi segni proteggono Israele dall’idolatria (Dt.11:16) poiché sono segni e sigilli degli eletti del Signore. (Ap. 7:3).

Un segno, SHD 226, owth o ot distingue e ricorda il proprio dovere. I Sabbath sono annoverati tra i segni del popolo di Dio. È un segno tra noi ed Il Dio che ci santifica.

Esodo 31:12-14 12 Il SIGNORE disse a Mosè: 13 “Quanto a te, parla agli Israeliti e riferisci loro: In tutto dovrete osservare i miei sabati, perché il sabato è un segno tra me e voi, per le vostre generazioni, perché si sappia che io sono il SIGNORE che vi santifica. 14 Osserverete dunque il sabato, perché è santo. Chi lo profanerà sarà messo a morte; chiunque in quel giorno farà qualche lavoro, sarà eliminato dal suo popolo. (KJV)

Si sostiene spesso ed a torto, che i Sabbath a cui si fa qui riferimento siano semplicemente il plurale del singolare Sabbath settimanale. Ciò è incorretto; i Sabbath si estendono all’intera gamma di adorazione comprendendo i Noviluni, le Feste Religiose e tutto il sistema del Giubileo con le sue implicazioni economiche. Anche l’essere messo a morte è spirituale e protegge il popolo dell’alleanza dall’idolatria.

Il Sabbath non è un segno esclusivo della Chiesa di Dio, è anche un segno del popolo dell’alleanza non ancora chiamato nella Chiesa. Se fosse il segno degli eletti, il Giudaismo, i Binitari e Trinitari che osservano il Sabbath farebbero parte della prima resurrezione mentre invece non è così.

Il secondo segno è la Pasqua ebraica e la Festa del Pane Azzimo.

Esodo 13:9-10 9 Sarà per te segno sulla tua mano e ricordo fra i tuoi occhi, perché la legge del SIGNORE sia sulla tua bocca. Con mano potente infatti il SIGNORE ti ha fatto uscire dall’Egitto. 10 Osserverai questo rito alla sua ricorrenza ogni anno. (cfr. Es. 13:11-16).

La redenzione è un altro segno del popolo dell’alleanza. La mancata espiazione è punibile con l’allontanamento dal proprio popolo; in altre parole, dal corpo dell’alleanza d’Israele, che è la chiesa (Lv. 23:29; Rm. 9:6-8).

Levitico 23:26-32 26 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 27 “Il decimo giorno di questo settimo mese sarà il giorno dell’espiazione; terrete una santa convocazione, vi mortificherete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del SIGNORE. 28 In quel giorno non farete alcun lavoro; poiché è il giorno dell’espiazione, per espiare per voi davanti al SIGNORE, vostro Dio. 29 Ogni persona che non si mortificherà in quel giorno, sarà eliminata dal suo popolo. 30 Ogni persona che farà in quel giorno un qualunque lavoro, io la eliminerò dal suo popolo. 31 Non farete alcun lavoro. E’ una legge perenne di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. 32 Sarà per voi un sabato di assoluto riposo e dovrete mortificarvi: il nono giorno del mese, dalla sera alla sera dopo, celebrerete il vostro sabato”. (RSV)

L’espiazione è usata anche per dichiarare il Giubileo, poiché il Giubileo è la base del sistema di Dio nella regolazione delle questioni umane sulla terra. È un Sabbath Sabatizzato, un Shabbath Shabbathown che enfatizza la sua santità (vedi SHD 7677). L’importanza spirituale del Giubileo sarà esaminata in seguito.

Levitico 25:8-12 8 Conterai anche sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. 9 Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell’acclamazione; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. 10 Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. 11 Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. 12 Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. (RSV)

L’espiazione non fa parte della categoria delle offerte, che sono legate alla generosità ed alla benedizione individuale, così come non ne fa parte il Giorno delle Trombe. Questo perché nessuno di questi giorni è legato ad attività umane né tenta di esserlo. Il Santo Giorno dell’Espiazione è soprattutto un giorno di censimento in cui si applica una tassa.

Esodo 30:11-16 11 Il SIGNORE parlò a Mosè e gli disse: 12 “Quando per il censimento farai la rassegna degli Israeliti, ciascuno di essi pagherà al SIGNORE il riscatto della sua vita all’atto del censimento, perché non li colpisca un flagello in occasione del loro censimento. 13 Chiunque verrà sottoposto al censimento, pagherà un mezzo siclo, computato secondo il siclo del santuario, (il siclo di venti ghera). Questo mezzo siclo sarà un’offerta prelevata in onore del SIGNORE. 14 Ogni persona sottoposta al censimento, dai venti anni in su, paghi l’offerta prelevata per il SIGNORE. 15 Il ricco non darà di più e il povero non darà di meno di mezzo siclo, per soddisfare all’offerta prelevata per il SIGNORE, a riscatto delle vostre vite. 16 Prenderai il denaro di questo riscatto ricevuto dagli Israeliti e lo impiegherai per il servizio della tenda del convegno. Esso sarà per gli Israeliti come un memoriale davanti al SIGNORE per il riscatto delle vostre vite”.

La tassa o imposta sull’Espiazione era per il censimento degli eletti d’Israele. Il peso a persona è fisso e non cambia a seconda dell’individuo. Il censimento d’Israele fu fatto da Dio al momento della fondazione del mondo (Ap. 17:8) ed il peso della tassa fissa fu pagato una volta per tutte da Gesù Cristo (Rm. 6:10). La tassa fissa indica che la salvezza è stata pagata, non secondo le circostanze fisiche dell’individuo, ma, una volta per tutte, con il sacrificio di Cristo (Eb.7:27; 9:26; 10:10; 1Pt.3:18). La riscossione della tassa nel giorno dell’Espiazione mette in dubbio l’adeguatezza del sacrificio di Gesù Cristo.

Per questo motivo ci sono solo tre riscossioni come specificato in Esodo 23: 14-18, 34:24; Deuteronomio 16:16; 1 Re 9:25 e devono avvenire prima della mattina del primo giorno di ogni festa.

Esodo 23:14-18 14 Tre volte all’anno farai festa in mio onore: 15 Osserverai la festa degli azzimi: mangerai azzimi durante sette giorni, come ti ho ordinato, nella ricorrenza del mese di Abib, perché in esso sei uscito dall’Egitto. Non si dovrà comparire davanti a me a mani vuote. 16 Osserverai la festa della mietitura, delle primizie dei tuoi lavori, di ciò che semini nel campo; la festa del raccolto, al termine dell’anno, quando raccoglierai il frutto dei tuoi lavori nei campi. 17 Tre volte all’anno ogni tuo maschio comparirà alla presenza del SIGNORE Dio. 18 Non offrirai con pane lievitato il sangue del sacrificio in mio onore e il grasso della vittima per la mia festa non starà fino al mattino. (RSV)

Un segno o owth fu usato per la prima volta in Genesi 9:12. L’arcobaleno era il simbolo che ricordava a Dio la Sua promessa di non distruggere la terra con il diluvio una seconda volta. Dio usa i segni che identificheranno coloro che sono in un particolare rapporto con Lui.

Il segno iniziale e principale del popolo dell’alleanza era la circoncisione (Gn. 17:10-14). Quest’atto fisico era un sigillo. Ora è spirituale e riguarda anche le donne a partire dal loro battesimo (vedi il documento Pentimento e Battesimo [052]). Era questa l’intenzione dal principio (Dt. 10:15-17) ma richiede anche la partecipazione di Dio.

Deuteronomio 30:6 6 Il SIGNORE tuo Dio circonciderà il tuo cuore e il cuore della tua discendenza, perché tu ami il SIGNORE tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima e viva.

Il battesimo ed il ricevimento dello Spirito Santo è il segno primario degli eletti, attraverso il sangue di Gesù Cristo nel proprio corpo (Mt. 28:19; At. 1:5; Rm. 6:3; 1Cor. 12:13; Eb. 9:11-28). Questi segni della legge, il Sabbath e la Pasqua ebraica sono concepiti specificatamente per difendersi dall’idolatria (Dt. 11:6). Questi due segni agiscono come sigilli sulla mano e sulla fronte degli eletti del Signore.

Insieme allo Spirito Santo formano le basi dell’impressione del sigillo nei giorni del giudizio in Apocalisse 7:3. Il segno degli eletti si concentra perciò nel primo comandamento. Cristo ha detto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto (o servi) (Mt. 4:10; Lc. 4:8). Il nostro servizio è l’adorazione in termini biblici e quest’affermazione mostra che c’è un unico Dio Padre, che può essere adorato. Il suo unto, Yahoshua, non può essere adorato.

Il Sabbath è un segno della Chiesa di Dio, ma non è il segno. Il segno principale è la Natura divina. La struttura Unitaria Biblica prevede Un Unico Dio (Dt. 6:4, 1Cor. 8:4) che possiamo conoscere (Os. 8:2; 13:4). Ci è richiesto di conoscere sia Lui (Gal. 4:8-9) che la Sua volontà (At. 22:14).

Ci viene detto di distinguere tra Il Dio ed il Suo Cristo (Gv. 17:3) e sarà per noi un’eterna vergogna se non lo faremo o non potremo (1Cor. 15:34). Comprendere che Yahovah Sabaoth, il Signore degli eserciti, è l’Unico Vero Dio, è fondamentale per la fede.

Il battesimo è il secondo segno ed il ricevimento dello Spirito Santo è il sigillo interiore. I segni esteriori sono i Sabbath e l’Eucarestia/Pasqua ebraica che è il segno delle leggi di Dio. Seguono i Noviluni e le Feste Religiose. I Sabbath vengono negati all’umanità colpevole d’idolatria.

Ezechiele 20:16-20 16 perché avevano disprezzato i miei comandamenti, non avevano seguito i miei statuti e avevano profanato i miei sabati, mentre il loro cuore si era attaccato ai loro idoli. 17 Tuttavia il mio occhio ebbe pietà di loro e non li distrussi, non li sterminai tutti nel deserto. 18 Dissi ai loro figli nel deserto: Non seguite le regole dei vostri padri, non osservate le loro leggi, non vi contaminate con i loro idoli: 19 sono io, il SIGNORE, il vostro Dio. Camminate secondo i miei decreti, osservate le mie leggi e mettetele in pratica. 20 Santificate i miei sabati e siano un segno fra me e voi, perché si sappia che sono io, il SIGNORE vostro Dio. (KJV)

La corruzione dei Sabbath deriva dall’idolatria. I Sabbath comprendono tutti i giorni destinati all’adorazione da Dio secondo il Suo Calendario, basato sulla corretta osservanza dei Noviluni. Dio punisce il popolo che non Lo onora e non rispetta le Sue leggi.

Ezechiele 20:21-24 21 Ma anche i figli mi si ribellarono, non camminarono secondo i miei decreti, non osservarono e non misero in pratica le mie leggi, che danno la vita a chi le osserva; profanarono i miei sabati. Allora io decisi di riversare il mio sdegno su di loro e di sfogare contro di essi l’ira nel deserto. 22 Ma ritirai la mano e feci diversamente per riguardo al mio nome, perché non fosse profanato agli occhi delle genti, alla cui presenza io li avevo fatti uscire. 23 E nel deserto giurai loro, alzando la mia mano, che li avrei dispersi fra le genti e disseminati in paesi stranieri, 24 perché non avevano praticato le mie leggi, anzi, avevano disprezzato i miei decreti, profanato i miei sabati e i loro occhi erano sempre rivolti agli idoli dei loro padri. (KJV)

I Sabbath sono inseparabili dal primo comandamento e dalla legge. Il popolo è punito per la mancata osservanza di tutti gli aspetti delle leggi di Dio (Zc. 14:16-19).

Il Sabbath è un segno della nostra fedeltà e della nostra redenzione nel riposo di Dio. Abbandonare il Sabbath significa abbandonare la speranza di Dio. Questa è la ragione per cui oggi siamo perseguitati per l’osservanza dei Sabbath del Signore.

Chiunque profani i Sabbath sarà messo a morte (Es. 31:14; Nm. 32:36). È’ un segno perenne tra Dio ed i figli d’Israele (Es. 31:17). La parola perenne è una traduzione della parola Olam, SHD 05769, che significa “età duratura”, perpetua, lunga durata, eterno o per sempre ecc.

Noi, discepoli della Nuova o Rinnovata Alleanza, siamo l’Israele spirituale (Rm. 9:4).

La preparazione per il Sabbath deve avvenire il giorno che lo precede (Es. 16:5). Bisogna raccogliere e preparare il cibo prendendo ad esempio la manna. Ogni uomo deve rimanere al suo posto (Es. 16:29-30) e riposare sia al tempo dell’aratura che della mietitura nel giorno del Sabbath (Es. 34:21). L’azione del Signore di raccogliere le spighe nel Sabbath fu condannata da coloro che avevano reso il Sabbath un fardello aggiungendo le tradizioni orali.

Il Signore dimostrò di essere il Signore del Sabbath, non intendendo che non era necessario rispettarlo, ma condannando piuttosto, il modo in cui veniva osservato. Da questo testo e dalla legge del Testamento (Mt. 12:1-12) vediamo che è permesso raccogliere cibo a sufficienza o preparare cibo per il Sabbath.

Matteo 12:1-12 1 In quel tempo Gesù passò tra le messi in giorno di sabato, e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere spighe e le mangiavano. Ciò vedendo, i farisei gli dissero: “Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare in giorno di sabato”. 3 Ed egli rispose: “Non avete letto quello che fece Davide quando ebbe fame insieme ai suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che non era lecito mangiare né a lui né ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti? 5 O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio infrangono il sabato e tuttavia sono senza colpa? 6 Ora io vi dico che qui c’è qualcosa più grande del tempio. 7 Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa. 8 Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato”. 9 Allontanatosi di là, andò nella loro sinagoga. 10 Ed ecco, c’era un uomo che aveva una mano inaridita, ed essi chiesero a Gesù: “E’ permesso curare di sabato?”. Dicevano ciò per accusarlo. 11 Ed egli disse loro: “Chi tra voi, avendo una pecora, se questa gli cade di sabato in una fossa, non l’afferra e la tira fuori? 12 Ora, quanto è più prezioso un uomo di una pecora! Perciò è permesso fare del bene anche di sabato”. (RSV)

Il verso tre si riferisce a 1Samuele 21: 6 in cui Davide mangiò il pane proibito della presentazione (Es. 25:30; Lv. 24:5-8). In particolare, i sacerdoti nel Tempio profanano o rendono comune il Sabbath e non sono colpevoli (Mt. 12:5; cfr. Nm. 28: 9-10; vedi anche Ne. 13:7; Ez. 24:21; Gv. 7:22-23).

Il nostro lavoro nel Sabbath, in quanto eletti nell’adorazione di Dio, non è una colpa. Infatti ci furono più sacrifici nel Sabbath che in ogni altro giorno. Non è il nostro essere attivi che ci condanna, ma alcuni tipi di attività che possiamo intraprendere.

Anche Cristo diede un ordine riguardante la guarigione dei malati che può avvenire nel Sabbath: è permesso guarire e nutrire il malato e lo storpio nel Sabbath (Lc. 6:8-10; 13:14-16; 14:3; Mt. 12:10-13).

Giovanni 7:23 23 Ora se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la Legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché ho guarito interamente un uomo di sabato?

Luca 14:5 mostra che è importante occuparsi delle emergenze nel Sabbath.

Tratta infatti del concetto di guarigione nel Sabbath. La cura adeguata ed i preparativi per i malati e gli afflitti nel Sabbath sono una questione seria. Il fatto che una persona mangi da sola nel Sabbath è una nostra colpa ed una nostra vergogna. La gente deve prepararsi per il Sabbath in modo da poter aiutare al meglio i propri fratelli.

Marco 3:1-5 1 Entrò di nuovo nella sinagoga. C’era un uomo che aveva una mano inaridita, 2 e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo. 3 Egli disse all’uomo che aveva la mano inaridita: “Mettiti nel mezzo!” Poi domandò loro: “E’ lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?” 5 Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell’uomo: “Stendi la mano!”. La stese e la sua mano fu risanata.

La lezione del bue nel fosso è un esempio di emergenza, ma dobbiamo premunirci. Gli asini non devono essere caricati (Ne. 13:15) e le porte devono essere chiuse (Ne. 13:19). Questo significa che dobbiamo sospendere il lavoro. I carichi non devono essere portati (Ger. 17:21) e la legna non deve essre raccolta (Nm. 15:32-35). Il grano non deve essere portato e l’uva non deve essere calcata (Ne. 13:15). Grazie alla preparazione, tutte queste attività giornaliere possono e devono essere sospese.

Dobbiamo indossare, agli angoli delle nostre vesti, frange (RSV) o nastri (KJV) violetti che ci ricordino la legge.

Numeri 15:37-41 37 Il SIGNORE aggiunse a Mosè: 38 “Parla agli Israeliti e ordina loro che si facciano, di generazione in generazione, fiocchi agli angoli delle loro vesti e che mettano al fiocco di ogni angolo un cordone di porpora viola. 39 Avrete tali fiocchi e, quando li guarderete, vi ricorderete di tutti i comandi del SIGNORE per metterli in pratica; non andrete vagando dietro il vostro cuore e i vostri occhi, seguendo i quali vi prostituite. 40 Così vi ricorderete di tutti i miei comandi, li metterete in pratica e sarete santi per il vostro Dio. 41 Io sono il SIGNORE vostro Dio, che vi ho fatti uscire dal paese di Egitto per essere il vostro Dio. Io sono il SIGNORE vostro Dio”.

E’ una cosa personale tra voi e Yahovah, il vostro Elohim. Non si viene puniti se non si rispetta, come lo si è invece per altre violazioni della Legge; tuttavia è richiesto e non deve essere usato per mettersi in mostra (Mt. 23:5).

Cibo e merci non devono essere né acquistati (Ne. 10:31) né venduti (Ne. 13:15). Sia l’acquisto che la vendita sono attività proibite.

Il sistema del Sabbath mira alla redenzione, la vita deve essere salvata (Mc.3:4; Lc. 6:9) e bisogna prestare soccorso quando ciò è possibile (Mt. 12:11).

Studieremo ed impareremo a rispettare l’intero sistema sabbatico, non perché temiamo la punizione, ma perché amiamo il nostro Unico Vero Dio.

1Giovanni 5:3 perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

I Sabbath non sono gravosi, ma devono essere rispettati nella purezza spirituale (Is. 1:13). Non devono essere profanati o violati (Is. 56:2,4-7).

Isaia 56:2 Beato l’uomo che così agisce e il figlio dell’uomo che a questo si attiene, che osserva il sabato senza profanarlo, che preserva la sua mano da ogni male.

Isaia 56:4-7 Poiché così dice il SIGNORE: Agli eunuchi, che osservano i miei sabati, preferiscono le cose di mio gradimento e restan fermi nella mia alleanza, 5 io concederò nella mia casa e dentro le mie mura un posto e un nome migliore che ai figli e alle figlie; darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato. 6 Gli stranieri, che hanno aderito al SIGNORE per servirlo e per amare il nome del SIGNORE, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, 7 li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saliranno graditi sul mio altare, perché il mio tempio si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli. (KJV)

Il Sabbath è una delizia, non un giorno di cordoglio (Is. 58:13-14). Sarà osservato da tutti quando verranno ad adorare davanti al Signore. Da un Noviluno all’altro e da un Sabbath all’altro (Is. 66:23).

Nessun carico deve essere portato nel Sabbath, come non doveva essere portato a Gerusalemme (Ger. 17:21). Gioite nel Sabbath e portate gioia alla casa di Dio. Non portate carichi fuori dalle vostre case nel Sabbath (Ger. 17:22), nel Sabbath anche il lavoro nella vostra proprietà è proibito. Deve essere santificato e separato dagli altri giorni.

Cristo era più grande del Tempio come noi siamo più grandi del Tempio fisico, poiché noi siamo il Tempio (2Cor. 6:16) ed il Tempio fu fatto per noi (Mc. 2:27).

Perciò noi tutti dobbiamo osservare il Sabbath del settimo giorno come preparazione per la casa che dobbiamo essere per Dio. Riguarda tutta l’umanità e fu dato ad Israele come prova (Es. 16:18).

Il Sabbath è il requisito essenziale per l’eredità del regno d’Israele, se nessun carico è introdotto attraveso le porte della città. Re e principi siederanno sul trono di Davide. Ma se quest’avvertimento non sarà ascoltato, allora la città verrà distrutta dalle fiamme (Ger. 17:27). Il pagano deriderà il Sabbath (Lam. 1:7 RSV la rovina) nel giorno della sua disgrazia. Perciò il Sabbath è il segno e la fonte dello schernimento nella disgrazia per coloro che sono della casa di Dio. Il re ed il sacerdote sopporteranno il furore della Sua ira per la profanazione del Sabbath (Lam. 2:6).

I Sabbath sono destinati all’allegria ed alla gioia, ma come punizione viene tolta l’allegria dal Sabbath (Os. 2:11).

Nel Sabbath bisogna comportarsi correttamente. Occorre attendere che sia terminato per intraprendere gli affari, perché in questo modo si continuerà a comportarsi con onestà, sacrifio e generosità (Am. 8:5). Siate sempre consapevoli di fare del bene e di guarire le infermità di tutti (Lc. 13:10-16).

Luca 23: 54 mostra che bisogna prepararsi per il Sabbath, pensare al futuro, fare del bene al prossimo. Mostra che ci amiamo l’un l’altro come Cristo ama noi. Lascia che cresciamo nella fede poiché noi tutti costituiamo un tutto (Lc. 5:5-14).

Nel Sabbath è permesso circoncidere e perciò è legittimo purificare il proprio cuore con il dono ed il potere dello Spirito. Giudicate con giusto giudizio dal bene che fate nel Sabbath (Gv. 7:21-24).

Isaia 56:2 2 Beato l’uomo che così agisce e il figlio dell’uomo che a questo si attiene, che osserva il sabato senza profanarlo, che preserva la sua mano da ogni male.

Coloro che rispettano il sistema del Sabbath saranno benedetti, ma per quanto riguarda coloro che predicano la profanazione del Sabbath, leggiamo:

Geremia 10:21 21 I pastori sono diventati insensati, non hanno ricercato più il SIGNORE; per questo non hanno avuto successo, anzi è disperso tutto il loro gregge.

I pastori dell’Israele spirituale che non si informano con uno studio accurato e non obbediscono alla parola, saranno giudicati ed i loro greggi dispersi! Tale giudizio può significare la morte per i pastori che predicano la violazione della Legge (Is. 66:16-24).

Nel periodo successivo al Messia abbiamo bisogno del battesimo in età adulta per ricevere lo Spirito e rinnovare l’Alleanza. Gli obblighi del Sabbatismo (SGD 4520) restano.

Ebrei 4:9-11 9 E’ dunque riservato ancora un riposo sabatico per il popolo di Dio. 10 Chi è entrato infatti nel suo riposo, riposa anch’egli dalle sue opere, come Dio dalle proprie. 11 Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza.

Il riposo sabatico del settimo giorno resta in vigore! Noi, che siamo battezzati Israele spirituale e che abbiamo rinnovato l’alleanza con il nostro Dio, lo rispetteremo e sospenderemo il nostro lavoro.

Esodo 31:12-17 12 Il SIGNORE disse a Mosè: 13 “Quanto a te, parla agli Israeliti e riferisci loro: In tutto dovrete osservare i miei sabati, perché il sabato è un segno tra me e voi, per le vostre generazioni, perché si sappia che io sono il SIGNORE che vi santifica. 14 Osserverete dunque il sabato, perché lo dovete ritenere santo. Chi lo profanerà sarà messo a morte; chiunque in quel giorno farà qualche lavoro, sarà eliminato dal suo popolo. 15 Durante sei giorni si lavori, ma il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al SIGNORE. Chiunque farà un lavoro di sabato sarà messo a morte. 16 Gli Israeliti osserveranno il sabato, festeggiando il sabato nelle loro generazioni come un’alleanza perenne. 17 Esso è un segno perenne fra me e gli Israeliti, perché il SIGNORE in sei giorni ha fatto il cielo e la terra, ma nel settimo ha cessato e si è riposato”.

In futuro, quando il Suo buon tempo arriverà, Dio sceglierà tra i popoli, degli uomini e li farà sacerdoti e Leviti secondo l’ordine di Melchisedek. Essi, insieme a tutti gli altri, Lo adoreranno nel giorno del Sabbath.

Isaia 66: 18-23 18 Io verrò a radunare tutti i popoli e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria. 19 Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle genti di Tarsis, Put, Lud, Mesech, Ros, Tubal e di Grecia, ai lidi lontani che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunzieranno la mia gloria alle nazioni. 20 Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutti i popoli come offerta al SIGNORE, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari al mio santo monte di Gerusalemme, dice il SIGNORE, come i figli di Israele portano l’offerta su vasi puri nel tempio del SIGNORE. 21 Anche tra essi mi prenderò sacerdoti e leviti, dice il SIGNORE. 22 Sì, come i nuovi cieli e la nuova terra, che io farò, dureranno per sempre davanti a me – oracolo del Signore – così dureranno la vostra discendenza e il vostro nome. 23 In ogni mese al novilunio, e al sabato di ogni settimana, verrà ognuno a prostrarsi davanti a me, dice il SIGNORE. (RSV)

L’Applicazione Pratica

Il Sabbath del settimo giorno deve essere osservato (da Es. 20:8-11; Dt. 5:12-15; Eb. 4:9-11) come un chiaro comandamento del Signore ed uno dei dieci comandamenti. Questi sono per sempre leggi inviolabili per tutti i popoli. Il Sabbath è santo. Chiunque profani il Sabbath è messo a morte ed è allontanato dal suo popolo (Es. 31:14-15). Il Sabbath del settimo giorno deve essere rispettato dagli osservanti dell’alleanza rinnovata (Eb. 4:9). Il settimo giorno inizia alla fine del sesto giorno della settimana, alla fine del crepuscolo serale nautico del nostro venerdì. Va da tramonto a tramonto (Lv. 23:23, At. 27:27-33). È un’alleanza perenne, un segno perpetuo, tra Dio ed il popolo d’Israele, che Lo riconosce come creatore (Es. 31:15-16). Tutti i Cristiani veri sono l’Israele spirituale e tutti i pagani verranno alla fine a far parte del popolo d’Israele (Rm. 9:6; 11:16-25). La punizione per la profanazione del Sabbath è la morte, che comportata la perdita dello Spirito Santo e l’essere destinato alla seconda resurrezione (Ap. 20:5).

Il Sabbath è una delizia e deve essere onorato come Festività Religiosa del Signore. Non è un giorno di piacere ozioso, ma di assemblea sacra (Is. 58:13-14). In questo giorno non si può lavorare o portare carichi (Ger. 17:21-22) nè comprare (Ne. 10:31) o vendere (Ne. 13:15).

I Noviluni

Isaia 66:22-23 22 Sì, come i nuovi cieli e la nuova terra, che io farò, dureranno per sempre davanti a me – oracolo del SIGNORE – così dureranno la vostra discendenza e il vostro nome. 23 In ogni mese al novilunio, e al sabato di ogni settimana, verrà ognuno a prostrarsi davanti a me, dice il SIGNORE. (KJV)

Alla gente è ordinato destinare all’adorazione sia il Sabbath del Settimo giorno che i Noviluni (vedi anche Ez. 46:6, 9-10).

Ezechiele 46:1-3 1 Dice il SIGNORE Dio: “Il portico dell’atrio interno che guarda a oriente rimarrà chiuso nei sei giorni di lavoro; sarà aperto il sabato e nei giorni del novilunio. 2 Il principe entrerà dal di fuori passando dal vestibolo del portico esterno e si fermerà presso lo stipite del portico, mentre i sacerdoti offriranno il suo olocausto e il suo sacrificio di comunione. Egli si prostrerà sulla soglia del portico, poi uscirà e il portico non sarà chiuso fino al tramonto. 3 Il popolo del paese si prostrerà nei sabati e nei giorni del novilunio all’ingresso del portico, davanti al SIGNORE. (KJV)

Il sacrificio del Novilunio è per la verità, più grande di quello del Sabbath (Ez. 46:4, 6). Non viene fatta distinzione tra i Noviluni ed il Sabbath settimanale. Entrambi i giorni sono santi ed in entrambi non è permesso concludere affari.

Amos 8:5 voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano? E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo le misure e aumentando il siclo e usando bilance false? (KJV)

L’importanza dei sacrifici nei Noviluni è legata alla Chiesa ed al concilio d’Israele. Se i Noviluni non vengono rispettati, è impossibile comprendere il Calendario di Dio (vedi il documento Il Calendario di Dio [156]). Il Calendario ebraico moderno, non è corretto ed ostacola la restaurazione. Finchè il Calendario di Dio non sarà restaurato, le Festività ed i Noviluni non potranno essere rispettati correttamente e la restaurazione verrà ritardata. Solo con la restaurazione dei Noviluni, si possono comprendere ed osservare correttamente le Festività ed il Calendario.

Il Novilunio è uno delle commemorazioni del Signore di cui si parla in Numeri 10:10

Numeri 10:10 10 Così anche nei vostri giorni di gioia, nelle vostre solennità e al principio dei vostri mesi, suonerete le trombe quando offrirete olocausti e sacrifici di comunione; esse vi ricorderanno davanti al vostro Dio. Io sono il SIGNORE vostro Dio. (KJV)

Il SIGNORE vostro Dio è Yahovah vostro Elohim. I sacrifici furono adempiuti in Cristo. I Sabbath, i Noviluni e le Festività non vennero eliminati.

La Festa del Novilunio fu considerata come un Sabbath Santo o Sabatizzato. I sacrifici vennero offerti in commemorazione, come vediamo sopra.

Numeri 28:11-15 11 Al principio dei vostri mesi offrirete come olocausto al SIGNORE due giovenchi, un ariete, sette agnelli dell’anno, senza difetti 12 e tre decimi di fior di farina intrisa in olio, come oblazione per ciascun giovenco; due decimi di fior di farina intrisa in olio, come oblazione per l’ariete, 13 e un decimo di fior di farina intrisa in olio, come oblazione per ogni agnello. E’ un olocausto di soave profumo, un sacrificio consumato dal fuoco per il SIGNORE. 14 Le libazioni saranno di un mezzo hin di vino per giovenco, di un terzo di hin per l’ariete e di un quarto di hin per agnello. Tale è l’olocausto del mese, per tutti i mesi dell’anno. 15 Si offrirà al SIGNORE un capro in sacrificio espiatorio oltre l’olocausto perenne e la sua libazione.

Sappiamo da questo testo che i Noviluni dovevano esserci ogni mese dell’anno. I Noviluni, le Festività ed i Sabbath hanno gli stessi requisiti.

1Cronache 23:31 31 Presiedevano a tutti gli olocausti da offrire al SIGNORE nei sabati, nei noviluni, nelle feste fisse, secondo un numero preciso e secondo le loro regole, sempre davanti al SIGNORE. (KJV)

I Noviluni sono intermediari tra i Sabbath e le Feste.

2Cronache 31:3 3 Il re determinò quanto dei suoi beni dovesse essere destinato agli olocausti del mattino e della sera, agli olocausti dei sabati, dei noviluni e delle feste, come sta scritto nella legge del SIGNORE. (KJV)

Esdra 3:5 annota inoltre che i Noviluni furono restaurati. Le restaurazioni principali comprendevano la restaurazione dei Noviluni.

Esdra 3:5 5 In seguito continuarono ad offrire l’olocausto perenne e i sacrifici dei giorni di novilunio e di tutte le solennità consacrate al SIGNORE, più tutte le offerte volontarie al SIGNORE. (KJV)

Il Novilunio è l’inizio del primo giorno del mese (Nm. 10:10; 28:11). Il calendario lunare è il segno del Popolo Santo. Nella sua nota a Esodo 12:2 Mekilta afferma che “le nazioni” contano dal sole, ma Israele dalla luna (Sal. 104:19). Nei Sabbath e nei Noviluni, si gode il riposo dal lavoro, come leggiamo in Amos 8:5. Dovevano essere giorni di gioia, ma fu tolta l’allegria destinata alle Feste Religiose, ai Noviluni ed ai Sabbath.

Osea 2:11 11 Farò cessare tutte le sue gioie, le feste, i noviluni, i sabati, tutte le sue solennità. (KJV)

Ciò avvenne a causa dell’infedeltà e dell’idolatria. Dio distrugge il Suo popolo perché non rispetta le Sue leggi. Il risultato finale è che Egli distrugge la ricchezza della nazione.

Osea 2:12 12 Devasterò le sue viti e i suoi fichi, di cui essa diceva: “Ecco il dono che mi han dato i miei amanti”. La ridurrò a una sterpaglia e a un pascolo di animali selvatici. (KJV)

Genesi 1:14 mostra che Dio creò la luce nei cieli per distinguere i giorni e le notti e come segni per le stagioni. I Noviluni determinano l’ordine ed il tempo delle feste e precedono locicamente il Sabbath, che rappresenta l’atto di completamento in quanto settimo giorno, mentre le Lune cominciavano dal quarto giorno. Le luci devono separare la luce dall’oscurità (Gn. 1:18). La luna mostra la luce del mondo nell’oscurità che lo governa. Il sole è usato per descrivere Cristo.

Malachia 4:2-4 2 Ma per voi che temete il mio nome si leverà il sole della giustizia, e la guarigione sarà nelle sue ali; e voi uscirete e salterete, come vitelli di stalla. 3 E calpesterete gli empi, perché saran come cenere sotto la pianta dei vostri piedi, nel giorno che io preparo, dice il SIGNORE degli eserciti. Ricordatevi della legge di Mosè, mio servo, al quale io diedi in Oreb, per tutto Israele, leggi e prescrizioni.

Il timore del Signore è il ricordo della Legge di Dio. Nei Sabbath e nei Noviluni la gestione degli affari era affrontata allo stesso modo. Sia nei Noviluni che nei Sabbath, la gestione del commercio, l’acquisto e la vendita sono ed erano proibiti.

Amos 8:4-6 Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese, 5 voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano? E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo le misure e aumentando il siclo e usando bilance false, 6 per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali e vendere anche lo scarto del grano?”

I mesi sono dodici, con un mese bisestile da aggiungere sette volte in ogni ciclo di diciannove anni, come richiesto da Esodo 12:1. La sequenza del calendario, stabilita da Dio nella creazione, è determinata dai corpi celesti. Il movimento e la posizione dei corpi celesti sono un fattore determinante per il calendario. Vedremo che ciò sarà sviluppato nel corso della Bibbia e che si tratta di un elemento centrale per la legge.

Salmi 104:19 19 Per segnare le stagioni hai fatto la luna e il sole che conosce il suo tramonto.

Il fattore determinante è la luna e non il sole. Il sole è operativo solo per il giorno e come perno per l’inizio dell’anno dall’equinozio o volgere dell’anno in Esodo 34: 22, da SHD 8622 {tek-oo-faw’} o {tekquphah}, che significa:

    • 1(a) girare intorno, rotazione di tempo o spazio, svolta, rivoluzione
    • 1(b) in rivoluzione (come avverbio)

Per Israele e tutta la gente nell’emisfero nord, il solstizio d’inverno è il periodo di dicembre in cui il sole raggiunge la sua latitudine più a sud. In questa data abbiamo il giorno più breve, intorno al 21/22 dicembre. Il solstizio d’estate è il periodo di giugno in cui il sole raggiunge la sua latitudine più a nord. In questa data abbiamo il giorno più lungo, intorno al 21/22 giugno. L’equinozio di primavera è il periodo di marzo in cui il sole passa l’equatore dall’emisfero sud verso quello nord. Il giorno e la notte hanno approssimativamente la stessa durata. La data è intorno al 20/21 Marzo. L’equinozio d’autunno è il periodo di settembre in cui il sole passa l’equatore dall’emisfero nord a quello sud. Il giorno e la notte hanno approssimativamente la stessa durata. La data è intorno al 21/22 settembre.

L’anno tropico è di 365.24219 giorni ed un mese sinodico è 29.53059 giorni. Diciannove anni solari tropici si avvicinano a un numero integrale di mesi sinodici. La durata effettiva di un anno particolare può variare di diversi minuti a causa dell’influenza della forza gravitazionale degli altri pianeti. In modo analogo, il tempo tra due noviluni può variare di diverse ore a causa di un numero di fattori che comprendono sia i cambiamenti della forza gravitazionale che l’inclinazione orbitale della luna e del sole.

Diciannove anni segnano un ciclo completo. Questo periodo è determinato dalla rotazione stagionale delle lune stesse. Nel ciclo ci sono diciannove anni.

L’Applicazione Pratica

La legge esige il rispetto dei Noviluni (Nm. 10:10, 28:11-15; 1Cr. 23:31; 2Cr. 2:4, 8:13, 31:3). Ogni commercio deve essere sospeso come nel Sabbath (Am. 8:5). Israele osservò i Noviluni (Is. 1:13-14; Esd. 3:5; Ne. 10:33; Sal. 81:3; Os. 2:11) come fece la Chiesa per secoli. La Chiesa osservò i Noviluni, i Sabbath e le Feste Religiose (Col. 2:16). I Noviluni saranno osservati nella restaurazione sotto il Messia (Is. 66:23; Ez. 45:17, 46:1, 3, 6) come un Sabbath, ed ora spetta a noi rispettarli. L’osservanza dei Noviluni fu ordinata persino prima delle Feste Religiose ed istituita come festa fissa (Sal. 81:3) secondo la congiunzione del ciclo astronomico lunare e non secondo osservazione (Sal. 104:19).

Le Feste Religiose


Troviamo le Feste Religiose annuali in Levitico 23:1-44, Numeri 28:16-29:35 ed in Deuteronomio 16:1-16. Queste Feste Religiose annuali sono giorni obbligatori di convegno sacro (Lv. 23:4). Sono giorni commemorativi (Lv. 23:43) e rispecchiano il piano di salvezza del Signore.

Le sette Festività Religiose annuali sono:

La Pasqua ebraica (Lv. 23:7; Nm. 28:18);

L’ultimo giorno di Pane azzimo (Lv. 23:8, Nm. 28:25);

La Pentecoste (Lv. 23:21; Nm.28:26);

La Festa delle Trombe (Lv. 23:23; Nm. 29:1);

La Redenzione (Lv. 23:26; Nm. 29:7);

La Festa dei Tabernacoli (Lv. 23:35; Nm. 29:12);

L’Ultimo Grande Giorno (Lv.23:36; Nm. 29:35).

Ci sono tre Feste annuali (Es. 23:14). Il periodo delle Feste è fisso (Esd. 3:5; Ne. 10:33). La parola fisso deriva da mow’ed (SHD 4150) che significa tempo “fissato” e le feste non possono essere rinviate.

La prima è la Festa del Pane Azzimo che ha due Giorni Santi: la Pasqua ebraica nel quindicesimo giorno e l’ultimo giorno di Pane Azzimo nel ventunesimo giorno del primo mese cioè Nisan (Abib).

La seconda è la Festa della Mietitura o delle Settimane o il Santo Giorno di Pentecoste (Es. 23:16) che è quindici giorni dopo l’Offerta dei Covoni nel primo giorno della settimana, la domenica cattolica romana, all’interno della Festa del Pane Azzimo.

La terza è la Festa delle Capanne (Tabernacoli) o del Raccolto (Es. 23:16), il quindicesimo giorno del settimo mese è un Giorno Santo come quello dell’Ultimo Grande Giorno, ossia l’ottavo giorno di questa Festa.

Il sistema della decima è legato alle feste ed opera con il sistema completo del Giubileo.

Deuteronomio 14:22-29 22 Dovrai prelevare la decima da tutto il frutto della tua sementa, che il campo produce ogni anno. 23 Mangerai davanti al SIGNORE tuo Dio, nel luogo dove avrà scelto di stabilire il suo nome, la decima del tuo frumento, del tuo mosto, del tuo olio e i primi parti del tuo bestiame grosso e minuto, perché tu impari a temere sempre il SIGNORE tuo Dio. 24 Ma se il cammino è troppo lungo per te e tu non puoi trasportare quelle decime, perché è troppo lontano da te il luogo dove il SIGNORE tuo Dio avrà scelto di stabilire il suo nome – perché il SIGNORE tuo Dio ti avrà benedetto -, 25 allora le convertirai in denaro e tenendolo in mano andrai al luogo che il SIGNORE tuo Dio avrà scelto, 26 e lo impiegherai per comprarti quanto tu desideri: bestiame grosso o minuto, vino, bevande inebrianti o qualunque cosa di tuo gusto e mangerai davanti al SIGNORE tuo Dio e gioirai tu e la tua famiglia. 27 Il levita che abita entro le tue città, non lo abbandonerai, perché non ha parte né eredità con te. 28 Alla fine di ogni triennio metterai da parte tutte le decime del tuo provento del terzo anno e le deporrai entro le tue città; 29 il levita, che non ha parte né eredità con te, l’orfano e la vedova che saranno entro le tue città, verranno, mangeranno e si sazieranno, perché il SIGNORE tuo Dio ti benedica in ogni lavoro a cui avrai messo mano.

La seconda decima deve essere messa a servizio delle Feste. Le Feste non possono avvenire in casa o all’interno delle porte della città se non a causa di una distanza troppo grande. La Pasqua ebraica fa eccezione (Dt. 16:5-7)

Deuteronomio 12:21 21 Se il luogo che il SIGNORE tuo Dio avrà scelto per stabilirvi il suo nome sarà lontano da te, potrai ammazzare bestiame grosso e minuto che il SIGNORE ti avrà dato, come ti ho prescritto; potrai mangiare entro le tue città a tuo piacere.

Coloro che non sono pronti per la Pasqua ebraica o che sono in viaggio, possono celebrarla nel secondo mese (Nm. 9:6-12; 2Cr. 30:2-4).

Numeri 9:1-23 1 Il SIGNORE parlò ancora a Mosè nel deserto del Sinai, il primo mese del secondo anno, da quando uscirono dal paese d’Egitto, dicendo: 2 “Gli Israeliti celebreranno la pasqua nel tempo stabilito. 3 La celebrerete nel tempo stabilito, il quattordici di questo mese tra le due sere; la celebrerete secondo tutte le leggi e secondo tutte le prescrizioni e le usanze”. 4 Mosè parlò agli Israeliti perché celebrassero la pasqua. 5 Essi celebrarono la pasqua il quattordici del mese al tramonto, nel deserto del Sinai; gli Israeliti agirono secondo tutti gli ordini che il SIGNORE aveva dato a Mosè. 6 Ora vi erano alcuni uomini che essendo immondi per aver toccato un morto, non potevano celebrare la pasqua in quel giorno. Si presentarono in quello stesso giorno davanti a Mosè e davanti ad Aronne; 7 quegli uomini dissero a Mosè: “Noi siamo immondi per aver toccato un cadavere; perché dovremo essere impediti di presentare l’offerta del SIGNORE, al tempo stabilito, in mezzo agli Israeliti?” 8 Mosè rispose loro: “Aspettate e sentirò quello che il SIGNORE ordinerà a vostro riguardo”. 9 Il SIGNORE disse a Mosè: 10 “Parla agli Israeliti e ordina loro: Se uno di voi o dei vostri discendenti sarà immondo per il contatto con un cadavere o sarà lontano in viaggio, potrà ugualmente celebrare la pasqua in onore del Signore. 11 La celebreranno il quattordici del secondo mese al tramonto; mangeranno la vittima pasquale con pane azzimo e con erbe amare; 12 non ne serberanno alcun resto fino al mattino e non ne spezzeranno alcun osso. La celebreranno secondo tutte le leggi della pasqua. 13 Ma chi è mondo e non è in viaggio, se si astiene dal celebrare la pasqua, sarà eliminato dal suo popolo; perché non ha presentato l’offerta al SIGNORE nel tempo stabilito, quell’uomo porterà la pena del suo peccato. 14 Se uno straniero che soggiorna in mezzo a voi celebra la pasqua del SIGNORE, si conformerà alle leggi e alle prescrizioni della pasqua. Avrete un’unica legge per lo straniero e per il nativo del paese”. 15 Nel giorno in cui la Dimora fu eretta, la nube coprì la Dimora, ossia la tenda della testimonianza; alla sera essa aveva sulla Dimora l’aspetto di un fuoco che durava fino alla mattina. 16 Così avveniva sempre: la nube copriva la Dimora e di notte aveva l’aspetto del fuoco. 17 Tutte le volte che la nube si alzava sopra la tenda, gli Israeliti si mettevano in cammino; dove la nuvola si fermava, in quel luogo gli Israeliti si accampavano. 18 Gli Israeliti si mettevano in cammino per ordine del SIGNORE e per ordine del SIGNORE si accampavano; rimanevano accampati finché la nube restava sulla Dimora. 19 Quando la nube rimaneva per molti giorni sulla Dimora, gli Israeliti osservavano la prescrizione del SIGNORE e non partivano. 20 Se la nube rimaneva pochi giorni sulla Dimora, per ordine del SIGNORE rimanevano accampati e per ordine del SIGNORE levavano il campo. 21 Se la nube si fermava dalla sera alla mattina e si alzava la mattina, subito riprendevano il cammino; o se dopo un giorno e una notte la nube si alzava, allora riprendevano il cammino. 22 Se la nube rimaneva ferma sulla Dimora due giorni o un mese o un anno, gli Israeliti rimanevano accampati e non partivano: ma quando si alzava, levavano il campo. 23 Per ordine del SIGNORE si accampavano e per ordine del Signore levavano il campo; osservavano le prescrizioni del SIGNORE, secondo l’ordine dato dal SIGNORE per mezzo di Mosè. (RSV)

È importante per tutti osservare la Pasqua ebraica ed anche i forestieri che vivono in Israele devono celebrare la Pasqua ebraica (Es. 12:48,49; Nm. 9:14).

Esodo 12:29-51 29 A mezzanotte il SIGNORE percosse ogni primogenito nel paese d’Egitto, dal primogenito del faraone che siede sul trono fino al primogenito del prigioniero nel carcere sotterraneo, e tutti i primogeniti del bestiame. 30 Si alzò il faraone nella notte e con lui i suoi ministri e tutti gli Egiziani; un grande grido scoppiò in Egitto, perché non c’era casa dove non ci fosse un morto 31 Il faraone convocò Mosè e Aronne nella notte e disse: “Alzatevi e abbandonate il mio popolo, voi e gli Israeliti! Andate a servire il SIGNORE come avete detto. 32 Prendete anche il vostro bestiame e le vostre greggi, come avete detto, e partite. Benedite anche me”. 33 Gli Egiziani fecero pressione sul popolo, affrettandosi a mandarli via dal paese, perché dicevano: “Stiamo per morire tutti”. 34 Il popolo portò con sé la pasta prima che fosse lievitata, recando sulle spalle le madie avvolte nei mantelli. 35 Gli Israeliti eseguirono l’ordine di Mosè e si fecero dare dagli Egiziani oggetti d’argento e d’oro e vesti. 36 Il SIGNORE fece sì che il popolo trovasse favore agli occhi degli Egiziani, i quali annuirono alle loro richieste. Così essi spogliarono gli Egiziani. 37 Gli Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero di seicentomila uomini capaci di camminare, senza contare i bambini. 38 Inoltre una grande massa di gente promiscua partì con loro e insieme greggi e armenti in gran numero. 39 Fecero cuocere la pasta che avevano portata dall’Egitto in forma di focacce azzime, perché non era lievitata: erano infatti stati scacciati dall’Egitto e non avevano potuto indugiare; neppure si erano procurati provviste per il viaggio. 40 Il tempo durante il quale gli Israeliti abitarono in Egitto fu di quattrocentotrent’anni. 41 Al termine dei quattrocentotrent’anni, proprio in quel giorno, tutte le schiere del SIGNORE uscirono dal paese d’Egitto. 42 Notte di veglia fu questa per il SIGNORE per farli uscire dal paese d’Egitto. Questa sarà una notte di veglia in onore del SIGNORE per tutti gli Israeliti, di generazione in generazione. 43 Il SIGNORE disse a Mosè e ad Aronne: “Questo è il rito della pasqua: nessun straniero ne deve mangiare. 44 Quanto a ogni schiavo acquistato con denaro, lo circonciderai e allora ne potrà mangiare. 45 L’avventizio e il mercenario non ne mangeranno. 46 In una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori di casa; non ne spezzerete alcun osso. 47 Tutta la comunità d’Israele la celebrerà. 48 Se un forestiero è domiciliato presso di te e vuol celebrare la pasqua del SIGNORE, sia circonciso ogni suo maschio: allora si accosterà per celebrarla e sarà come un nativo del paese. Ma nessun non circonciso ne deve mangiare. 49 Vi sarà una sola legge per il nativo e per il forestiero, che è domiciliato in mezzo a voi”. 50 Tutti gli Israeliti fecero così; come il SIGNORE aveva ordinato a Mosè e ad Aronne, in tal modo operarono. 51 Proprio in quel giorno il SIGNORE fece uscire gli Israeliti dal paese d’Egitto, ordinati secondo le loro schiere.

La loro salvezza comprende la salvezza dei pagani, di tutto il genere umano, che sarà nella comunità congregazionalista. Se siete battezzati ed avete ricevuto lo Spirito Santo, siete purificati.

La festa deve essere celebrata in un luogo scelto da Dio (tramite i sacerdoti) (Dt. 16:5-7) e deve essere celebrata con pane azzimo (Es. 12:8, 15:20; 12:3, 6; 23:15; Lv. 23:6; Nm. 9:11; 28:17; Dt. 16:3, 4; Mc. 14:12; Lc. 22:7; At. 12:3; 1Cor. 5:8). La pena per la mancata osservanza della festa è l’eliminazione dal popolo o dalla congregazione, (Nm. 9:13) tranne se immondi o in viaggio. C’è una legge per il forestiero e l’ospite (Nm. 9:14) e la festa non deve essere celebrata in casa.

Deuteronomio 16:5-7 5 Non potrai immolare la pasqua in una qualsiasi città che il SIGNORE tuo Dio sta per darti, 6 ma immolerai la pasqua soltanto nel luogo che il SIGNORE tuo Dio avrà scelto per fissarvi il suo nome; la immolerai alla sera, al tramonto del sole, nell’ora in cui sei uscito dall’Egitto. 7 Farai cuocere la vittima e la mangerai nel luogo che il SIGNORE tuo Dio avrà scelto; la mattina te ne potrai tornare e andartene alle tue tende. (KJV)

La legge di Deuteronomio 16:5 fu la ragione per cui Cristo inviò i discepoli a trovare la stanza descritta in Matteo 26.

Matteo 26:17-19 17 Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?” 18 Ed egli rispose: “Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. 19 I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. (RSV)

Nell’Offerta dei Covoni il miracolo di Giona richiede di essere completato in tutte le sue fasi. La prima fase vede Cristo nella tomba per tre giorni e tre notti. Cristo doveva esssere risorto prima del mattino del primo giorno della settimana, che segue il Sabbath settimanale, perché era l’offerta del covone, costituita dalle primizie di tutte le mietiture (Es. 29:24-27; vedi anche Lv. 7:30, 34; 8:27, 29; 9:21; 10:14, 15; 14:12, 24; 23:11-20; Nm. 5:25; 6:20; 18:11, 18).

Esodo 29:24-27 24 Metterai il tutto sulle palme di Aronne e sulle palme dei suoi figli e farai compiere il gesto di presentazione proprio dell’offerta agitata davanti al SIGNORE. 25 Poi riprenderai ogni cosa dalle loro mani e la brucerai in odore soave sull’altare, sopra l’olocausto, come profumo gradito davanti al SIGNORE: è un’offerta consumata dal fuoco in onore del SIGNORE. 26 Prenderai il petto dell’ariete dell’investitura di Aronne e compirai il gesto di presentazione dell’offerta, agitandola davanti al SIGNORE: sarà la tua porzione. 27 Consacrerai il petto, presentato con il gesto dell’offerta, e la coscia del contributo, prelevati dall’ariete dell’investitura: queste cose saranno di Aronne e dei suoi figli.

L’Offerta del covone era fatta tradizionalmente alle 9 del mattino od ora terza. Cristo stava aspettando l’ascensione e per questo egli disse a Maria, quando andò al sepolcro: “non mi trattenere”.

Giovanni 20:1,15-17 1 Nel giorno dopo il sabato, Maria Maddalena si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. 15 Le disse Gesù: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo”. 16 Gesù le disse: “Maria”. Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì”, che significa: Maestro 17 Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”.

Solo dopo la sua accettazione come il sacrificio ed il suo ritorno successivo egli permise di essere toccato (Gv. 20:27).

Il primo giorno della settimana, l’Offerta del Covone domenicale, non è un Giorno Santo ma deve essere rispettato, poiché inizia il conto dei giorni alla Pentecoste.

La Festa delle Trombe e quella della Redenzione non fanno parte delle festività per la raccolta delle offerte.

Ogni anno si celebrano tre Feste.

Esodo 23:14 14 Tre volte all’anno farai festa in mio onore.

Sono in:

Deuteronomio 16:16 16 Tre volte all’anno ogni tuo maschio si presenterà davanti al SIGNORE tuo Dio, nel luogo che Egli avrà scelto: nella festa degli azzimi, nella festa delle settimane e nella festa delle capanne.

Coloro che partecipano alla Festa non si presenteranno davanti al SIGNORE, Yahovah, a mani vuote:

Deuteronomio 16:17 17 Ma il dono di ciascuno sarà in misura della benedizione che il SIGNORE tuo Dio ti avrà data.

Tre volte all’anno si fa un’offerta. Ciò deve avvenire all’inizio, ossia prima del mattino, del primo giorno di ciascuna delle tre Feste.

Esodo 23:18 18 Non offrirai con pane lievitato il sangue del sacrificio in mio onore e il grasso della vittima per la mia festa non starà fino al mattino.

Il Cristianesimo non esige offerte per ogni Festa Religiosa né per i servizi settimanali. Le offerte volontarie sono tra l’individuo e Dio e possono essere fatte in ogni momento, ma non sono obbligatorie.

La Festa delle Trombe è chiamata Sabbath Commemorativo e Santa Convocazione (Lv. 23: 24). La Redenzione è chiamata Sabbath Sabatizzato e Santa Convocazione (Lv. 23: 27-32). Entrambe sono definite giorni [Santi] e non feste.

Numeri 10: 10 indica le circostanze in cui furono suonate le Trombe: in tutti i Noviluni, le Feste Religiose ed i Sabbath in cui si offrirono olocausti e sacrifici di comunione.

In Levitico 23 troviamo le Feste ed i Giorni Santi biblici ed una spiegazione più completa di quella di Esodo: Esodo 23 amplia Esodo 20 e Levitico 23 amplia Esodo. Numeri 15, 28 e 29 integra entrambi, comprendendo i Noviluni. Deuteronomio 5 e 14 ripete ed integra ulteriormente.

La forza di Cristo è legata alla forza di rispettare la legge nello Spirito Santo e quindi attraverso la grazia. Cristo osservò i Sabbath, i Noviluni e le Feste. Anche la Chiesa apostolica osservò i Sabbath, i Noviluni e le Feste (Col. 2:16), come ha fatto la Chiesa per più di duemila anni. Anche i popoli nel Millennio osserveranno i Sabbbath, i Noviluni e le Feste (Is. 66:23; Zc. 14:16-19).

Il legame tra le feste ed i sacrifici di cui si parla in Deuteronomio 12:8-14 fu abolito insieme al legame tra i sacrifici ed il Sabbath settimanale. Non si può collegare il calendario, le feste e la legge sacrificale senza applicare lo stesso concetto a tutti gli altri aspetti della legge compreso il Sabbath. Tutto l’ordine del governo di Dio, compresi il Sabbath e le Feste Religiose furono liberati dal sistema sacrificale. La stessa Pasqua ebraica fu introdotta prima che la legge fosse consegnata sul monte Sinai. Cristo è il sacrificio pasquale e non si può offrire ora un sacrificio animale per riparare ai nostri peccati.

L’intero processo dell’introduzione degli eletti al Cristianesimo è professato nella sequenza di Feste Religiose che si succedono fino alla resurrezione generale. Le Feste Religiose non potranno essere abolite finchè l’Ultimo Grande Giorno non completi questa parte del disegno. Ogni festa rappresenta una parte del disegno di Dio che si compie. Secondo la definizione del sistema della mietitura, esistono ancora e si stanno compiendo. La legge era l’ombra dei beni futuri (Eb. 10:1). L’ombra mostra la realtà; non è separata da essa.

Quell’ombra era legata soprattutto al sacrificio (Eb. 10:1-10) e non alle feste.

La Bibbia sostiene che le feste sono guastate da coloro che si abbandonano, per sete di lucro, all’errore di Balaam e periscono nella ribellione di Kore (Gd. 11-12). In altre parole, insegnano per un salario e corrompono le feste, la comprensione della legge e la testimonianza. In loro non c’è luce (Is. 8:20 KJV) o alba (RSV). Sono due volte morti e senza radici. Questa gente, priva dello Spirito, provoca divisioni nei giorni del giudizio (Gd. 19). La ribellione di Kore è perciò un processo in corso contro la parola di Dio.

Gli eletti sono giudicati dalla loro conoscenza dell’unico vero Dio. Dalla conoscenza di Dio deriva la comprensione della legge che si infonde nella mente e nel cuore dell’individuo.

La questione non è il Sabbath, i Noviluni, le Feste né la legge nel rispetto dell’alleanza, si tratta del fatto che Dio il Padre è l’Unico Vero Dio (Gv. 17:3; 1Gv. 5:20) e che Lui solo è immortale (1Tm. 6:16).

Si può osservare il Sabbath e tuttavia essere un eretico. Se non si crede a questa verità, si verrà allontanati dagli eletti, destinati ad una grande delusione ed a credere in una menzogna (2Ts. 2:11). Marshall’s Interlinear traduce questo verso come un’operazione di errore affinchè credano in una menzogna. Non possono più aiutare se stessi. Non possono comprendere il loro errore, neanche se lo vogliono. Il disegno ed il fine di Dio è rivelato dalla struttura e dalla sequenza delle feste, istituite in qualità di riti religiosi dalla Bibbia.

Il Cristianesimo moderno non aderisce a queste feste e di conseguenza, non comprende il disegno biblico. Le chiese moderne ignorano le istruzioni fornite dalla Bibbia per la protezione della società attraverso la struttura della famiglia. Un governo centrale non può sostituire la famiglia ed il sistema protettivo della terra del Giubileo. (Mic. 4:3-4)

Le leggi che governano le feste sono descritte nelle quattro sequenze del Pentateuco da Esodo a Deuteronomio. La prima sequenza di Esodo comprende numerosi capitoli. Esodo 20 tratta dei dieci comandamenti, ripetuti in Deuteronomio 5. Esodo 21 affronta l’argomento del matrimonio e delle responsabilità familiari, che estende la struttura dei comandamenti all’interno di ogni tipo di società. Esodo 22 parla dell’estensione dei diritti di proprietà e dell’obbligo a sottostare ai comandamenti. Esodo 23 tratta della falsa testimonianza, del rispetto delle persone e dell’estensione dei dieci comandamenti. Esodo 23:10 e seguenti, ampliano il quarto comandamento per mostrarne l’applicazione nella struttura della società. È collegato non solo alla settimana, ma comprende anche il Giubileo e l’intero sistema sabbatico. Esodo 12 parla della Pasqua ebraica.

Queste erano le feste del Signore e le chiamò le mie solennità (Lv. 23:2). Si fa riferimento a loro come alle solennità del SIGNORE in Levitico 23 ed in 2Cronache 2:4. Il termine vostre feste solenni fu usato anche in Numeri 15:3 e 29:39. Il termine i loro conviti è usato in Isaia 1:14 e 5:12 in modo negativo come sotto. Le feste non avevano un’origine laica o terrena, perciò non potevano essere modificate o abbandonate a meno che non fosse cambiato o abbandonato il Disegno di Salvezza.

Levitico 23:2-44 “Parla agli Israeliti e riferisci loro: Ecco le solennità del SIGNORE, che voi proclamerete come sante convocazioni. Queste sono le mie solennità. 3 Durante sei giorni si attenderà al lavoro; ma il settimo giorno è sabato, giorno di assoluto riposo e di santa convocazione. Non farete in esso lavoro alcuno; è un riposo in onore del SIGNORE in tutti i luoghi dove abiterete. 4 Queste sono le solennità del SIGNORE, le sante convocazioni che proclamerete nei tempi stabiliti. Il primo mese, al decimoquarto giorno, al tramonto del sole sarà la pasqua del SIGNORE; 6 il quindici dello stesso mese sarà la festa degli azzimi in onore del SIGNORE; per sette giorni mangerete pane senza lievito. 7 Il primo giorno sarà per voi santa convocazione; non farete in esso alcun lavoro servile; 8 per sette giorni offrirete al SIGNORE sacrifici consumati dal fuoco. Il settimo giorno vi sarà la santa convocazione: non farete alcun lavoro servile”. 9 Il SIGNORE aggiunse a Mosè: 10 “Parla agli Israeliti e ordina loro: Quando sarete entrati nel paese che io vi dò e ne mieterete la messe, porterete al sacerdote un covone, come primizia del vostro raccolto; 11 il sacerdote agiterà con gesto rituale il covone davanti al SIGNORE, perché sia gradito per il vostro bene; il sacerdote l’agiterà il giorno dopo il sabato. 12 Quando farete il rito di agitazione del covone, offrirete un agnello di un anno, senza difetto, in olocausto al SIGNORE. 13 L’oblazione che l’accompagna sarà di due decimi di efa di fior di farina intrisa nell’olio, come sacrificio consumato dal fuoco, profumo soave in onore del SIGNORE; la libazione sarà di un quarto di hin di vino. 14 Non mangerete pane, né grano abbrustolito, né spighe fresche, prima di quel giorno, prima di aver portato l’offerta al vostro Dio. E’ una legge perenne di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. 15 Dal giorno dopo il sabato, cioè dal giorno che avrete portato il covone da offrire con il rito di agitazione, conterete sette settimane complete. 16 Conterete cinquanta giorni fino all’indomani del settimo sabato e offrirete al SIGNORE una nuova oblazione. 17 Porterete dai luoghi dove abiterete due pani per offerta con rito di agitazione, i quali saranno di due decimi di efa di fior di farina e li farete cuocere lievitati; sono le primizie in onore del SIGNORE. 18 Oltre quei pani offrirete sette agnelli dell’anno, senza difetto, un torello e due arieti: saranno un olocausto per il SIGNORE insieme con la loro oblazione e le loro libazioni; sarà un sacrificio di soave profumo, consumato dal fuoco in onore del SIGNORE. 19 Offrirete un capro come sacrificio espiatorio e due agnelli dell’anno come sacrificio di comunione. 20 Il sacerdote agiterà ritualmente gli agnelli insieme con il pane delle primizie come offerta da agitare davanti al SIGNORE; tanto i pani, quanto i due agnelli consacrati al SIGNORE saranno riservati al sacerdote. 21 In quel medesimo giorno dovrete indire una festa e avrete la santa convocazione. Non farete alcun lavoro servile. E’ una legge perenne, di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. 22 Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterete fino al margine del campo e non raccoglierai ciò che resta da spigolare del tuo raccolto; lo lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il SIGNORE, il vostro Dio”. 23 Il SIGNORE disse a Mosè: 24 “Parla agli Israeliti e ordina loro: Nel settimo mese, il primo giorno del mese sarà per voi riposo assoluto, una proclamazione fatta a suon di tromba, una santa convocazione. 25 Non farete alcun lavoro servile e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del SIGNORE”. 26 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 27 “Il decimo giorno di questo settimo mese sarà il giorno dell’espiazione; terrete una santa convocazione, vi mortificherete e offrirete sacrifici consumati dal fuoco in onore del SIGNORE. 28 In quel giorno non farete alcun lavoro; poiché è il giorno dell’espiazione, per espiare per voi davanti al SIGNORE, vostro Dio. 29 Ogni persona che non si mortificherà in quel giorno, sarà eliminata dal suo popolo. 30 Ogni persona che farà in quel giorno un qualunque lavoro, io la eliminerò dal suo popolo. 31 Non farete alcun lavoro. E’ una legge perenne di generazione in generazione, in tutti i luoghi dove abiterete. 32 Sarà per voi un sabato di assoluto riposo e dovrete mortificarvi: il nono giorno del mese, dalla sera alla sera dopo, celebrerete il vostro sabato”. 33 Il SIGNORE aggiunse a Mosè: 34 “Parla agli Israeliti e riferisci loro: Il quindici di questo settimo mese sarà la festa delle capanne per sette giorni, in onore del SIGNORE. 35 Il primo giorno vi sarà una santa convocazione; non farete alcun lavoro servile. 36 Per sette giorni offrirete vittime consumate dal fuoco in onore del SIGNORE. L’ottavo giorno terrete la santa convocazione e offrirete al SIGNORE sacrifici consumati con il fuoco. E’ giorno di riunione; non farete alcun lavoro servile. 37 Queste sono le solennità del SIGNORE nelle quali proclamerete sante convocazioni, perché si offrano al SIGNORE sacrifici consumati dal fuoco, olocausti e oblazioni, vittime e libazioni, ogni cosa nel giorno stabilito, oltre i sabati del SIGNORE, 38 oltre i vostri doni, oltre tutti i vostri voti e tutte le offerte volontarie che presenterete al SIGNORE. 39 Ora il quindici del settimo mese, quando avrete raccolto i frutti della terra, celebrerete una festa al SIGNORE per sette giorni; il primo giorno sarà di assoluto riposo e così l’ottavo giorno. 40 Il primo giorno prenderete frutti degli alberi migliori: rami di palma, rami con dense foglie e salici di torrente e gioirete davanti al SIGNORE vostro Dio per sette giorni. 41 Celebrerete questa festa in onore del SIGNORE, per sette giorni, ogni anno. E’ una legge perenne di generazione in generazione. La celebrerete il settimo mese. 42 Dimorerete in capanne per sette giorni; tutti i cittadini d’Israele dimoreranno in capanne, 43 perché i vostri discendenti sappiano che io ho fatto dimorare in capanne gli Israeliti, quando li ho condotti fuori dal paese d’Egitto. Io sono il SIGNORE vostro Dio”. 44 E Mosè diede così agli Israeliti le istruzioni relative alle solennità del SIGNORE.

Il Messia era in verità la parte essenziale e principale del raccolto di Dio, come rappresentato dalla Pasqua ebraica e dall’Offerta del Covone, ma esisteva precedentemente come Elohim d’Israele, subordinato al suo Elohim che era Eloah. Fu lui che diede la legge a Mosè e con cui egli parlò.

Mosè non parlò con Dio (il Padre, Eloah o Theon). Giovanni afferma chiaramente che nessun uomo ha mai visto Dio (ton Theon) (Gv. 1:18). Fu questo Elohim ad essere chiamato l’Angelo della Presenza o l’Angelo del Gran Consiglio (Is. 9:6 LXX).

Dio dà le feste a Cristo e Cristo mantiene e rafforza quelle strutture prima tra gli eletti ed infine tra i popoli, per la struttura millenaria. Numeri 28 e 29 contengono l’unica lista completa, comprendendo i sacrifici e le offerte giornaliere, settimanali, mensili ed annuali. I sacrifici furono fatti perché siamo peccatori innati e le offerte per pagare per ciò che si è fatto di sbagliato. Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre (Eb. 13:8). Dio è immutabile (Ml. 3:6; Gc. 1:17). Perciò non cambiano neppure i giorni santi dati all’umanità attraverso la legge. I Sabbath, i Noviluni, i Giorni Santi e le Feste sono contestati deliberatamente. Questa è una profezia di cui Dio Stesso ha parlato attraverso i profeti. Dio parlò tramite il profeta Amos e paragonò Israele nel giorno del giudizio, ad un cesto di frutta estiva (Am. 8:1). La non obbedienza a Dio è l’elemento chiave. La punizione per la mancata obbedienza a Dio è che il Sabbath e le feste divantano periodi di lutto.

Segue la fame di ascoltare la parola di Geova (Am. 8:11-14), a causa della mancata comprensione della natura dell’Unico Vero Dio (Gv. 17:3; Gv. 5:20) la gente viene punita (Os. 8:5-9). Le grandi cose della legge di Dio furono scritte per Israele. Ma gli israeliti continuarono a violare il primo comandamento ed a peccare nell’adorazione (Os. 8:11-14).

L’intero capitolo di Giovanni 6 è una sequenza di simbolismi che portano alla preparazione ed alla Pasqua ebraica. In ogni singola frase di Giovanni 6, nella preparazione alla chiamata, nella collocazione tra gli eletti e le tribù, come parte dei 144.000 e della moltitudine sotto i dodici apostoli, giudici delle tribù, c’è un significato particolare.

Giovanni 6:53-54 53 Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. (RSV)

Sono necessari tre elementi per la vita eterna. Tali elementi non vengono trattati nell’Eucarestia. Si parla dei primi due elementi in Giovanni 17:3.

Il primo: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo”. (BBE)

Il secondo elemento per la vita eterna è la fede in Gesù Cristo tramite la conoscenza dell’unico vero Dio (1Cor. 15:34).

Il terzo elemento per la vita eterna è la participazione alla Pasqua ebraica ed il mangiare il corpo ed il sangue di Gesù Cristo (Gv. 6:53-54).

Questi sono i tre elementi necessari per la vita eterna. Ciascuno dei tre elementi si basa sull’obbedienza. Si obbedisce all’unico vero Dio osservando i Suoi comandamenti (Dt. 4:2, 6:17, 8:6, 10:13, 28:9; Sal. 119:115. Mt. 19:17). Sono Santi coloro che osservano i comandamenti (Ap. 3:10; 12:17; 14:12). Non rispettare la legge implica la condanna.

Romani 2:27 27 E così, chi non è circonciso fisicamente, ma osserva la legge, giudicherà te che, nonostante la lettera della legge e la circoncisione, sei un trasgressore della legge.

Il rispetto dei comandamenti è il requisito necessario per il ricevimento dello Spirito Santo. Senza lo Spirito Santo non si può entrare nel Regno di Dio e perciò ricevere la vita eterna. Lo stesso vale per questi tre elementi. Si richiede perciò l’obbedienza. Obbedire alle festività significa osservare le leggi e le regole che Dio ha istituito per la partecipazione alla Pasqua ebraica. Se non si celebra questa cerimonia, non si è parte di Gesù Cristo (Gv. 13:8).

Il primo rito dell’Eucarestia è l’atto dell’abluzione dei piedi. L’abluzione dei piedi era un’atto di ospitalità compiuto nei confronti dell’ospite. Solitamente la gente si lavava,ma dopo aver camminato per le strade, grazie all’abluzione si sentiva a proprio agio. Il lavaggio dei piedi era un lavoro destinato al più umile dei servitori. All’ospite veniva dato un’asciugamano ed un vaso d’acqua. Il lavaggio avveniva solitamente al momento dell’arrivo, o prima dell’inizio di un pasto, mentre gli ospiti si riunivano a tavola. L’avversione nei confronti di questo compito simbolizzava il fatto che a nessuno piace assolvere compiti servili per altra gente.

Giovanni 13:6-8 6 Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: “Signore, tu lavi i piedi a me?” Rispose Gesù: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo”. 8 Gli disse Simon Pietro: “Non mi laverai mai i piedi!”. Gli rispose Gesù: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”. (RSV)

Probabilmente tutti noi ricordiamo queste parole. Pietro non voleva che egli gli lavasse i piedi, come il Re Messia desiderava. Non capiva che il Sommo Sacerdote, con vesti di lino, era il primo a dirigersi verso l’espiazione ed il sacrificio. Dovevano esserci due avventi Messianici: in uno, sarebbe apparso umilmente vestito di lino grezzo e nell’altro, vestito dei paramenti di un Re. Egli voleva far sedere Gesù Cristo sul trono dei Cesari per governare questo mondo in modo ingiusto proprio come avevano fatto i Cesari, ma da Gerusalemme.

Pietro disse: “non mi laverai i piedi!”. Dobbiamo permettere che ci lavino i piedi, come simbolo della purificazione delle nostre vite compiuta da Cristo, se vogliamo partecipare al suo Regno ed a tutto ciò che fa. In questo modo, anche noi come lui, erediteremo il Regno. Pietro comprese la necessità dell’atto, ma non la sua importanza.

Giovanni 13:9-11 Gli disse Simon Pietro: “Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!”. 10 Soggiunse Gesù: “Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti”. 11 Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: “Non tutti siete mondi”.

I nostri piedi devono essere lavati, come fummo lavati una volta nelle acque del battesimo ed essere così puri una volta e per sempre. I nostri piedi devono essere lavati solo per l’Eucarestia.

Dal punto di vista spirituale, ogni anno i peccati si accumulano, spesso inconsapevolmente, nel sentiero della vita, perciò abbiamo bisogno di rinnovare l’alleanza del battesimo. Dobbiamo essere nuovamente lavati. Accettiamo simbolicamente il nuovo lavaggio con l’abluzione dei piedi. Consideriamo nuovamente il concetto con Giovanni 13:12-17.

Giovanni 13:12-17 12 Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: “Sapete ciò che vi ho fatto? 13 Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. 15 Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. 16 In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. 17 Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica.

Queste parole ci fanno capire che c’è un simbolismo che noi, come loro, dobbiamo conoscere.

Il concetto è che avendo il Signore e Maestro lavato i piedi dei suoi discepoli, anche voi dovete lavarvi i piedi l’un l’altro, come ordine di Cristo. Dobbiamo farlo annualmente nel quattordicesimo giorno del primo mese. Non è un Giorno Santo, ma deve avvenire nella notte in cui fu tradito, mangiando il pane e bevendo il vino per ricevere la vita eterna.

Giovanni 6:53-56 53 Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.

1Corinzi 11:23-31 23 Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane 24 e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”. 25 Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me”. 26 Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. 27 Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. 28 Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; 29 perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. 30 E’ per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti. 31 Se però ci esaminassimo attentamente da noi stessi, non saremmo giudicati.

La notte era quella del quattordicesimo giorno del primo mese e dobbiamo riconoscere e partecipare con il corpo. Dobbiamo giudicarci, tralasciarlo comporta delle punizioni. Il Pane lievitato non può essere usato per questo servizio (Es. 23:18). Esodo 34:25 mostra inoltre che sebbene le Festività del Pane Azzimo non abbiano avuto inizio, il pane mangiato in questo servizio deve essere azzimo.

Esodo 34:25 25 Non sacrificherai con pane lievitato il sangue della mia vittima sacrificale; la vittima sacrificale della festa di pasqua non dovrà rimanere fino alla mattina.

Il pane azzimo veniva offerto giornalmente come parte del sistema sacrificale. Il Messia era il sacrificio gradito ed ora noi, osservatori dell’alleanza, siamo i sacrifici.

Ciò continua fino alla Pasqua ebraica ed i giorni del Pane Azzimo. Dal Covone inizia il conto dei giorni alla Pentecoste. Abbiamo qui un periodo di completamento settuplo di settimane ed una Festa e Giorno Santo nel quindicesimo giorno. Pentecoste significa “contare fino a cinquanta”. Sia nel Covone che nella Pentecoste i servizi hanno luogo nella terza ora o 9:00 del mattino. La Pentecoste è il raccolto dei primi frutti ed è l’attesa spirituale del raccolto umano.

Ciò avviene nel periodo del ciclo dei sette Sabbath annuali terreni, con il suo completamento settuplo, che porta all’anno del Giubileo. Questo completamento di sette settimane o Sabbath completi alla Pentecoste ed il ciclo di sette anni settupli al Giubileo sono importanti.

L’Applicazione Pratica

Troviamo le Feste Religiose annuali in Levitico 23:1-44; Deuteronomio 16:1-16 e Numeri 28 e 29. Queste Feste Religiose annuali rispecchiano il disegno di salvezza del Signore. Sono obbligatorie ed implicano requisiti specifici come segni tra Dio ed il Suo popolo. Ci sono tre Feste annuali e ciò è annotato in Esodo 23:14. Bisogna presentare un’offerta prima del mattino del primo giorno di ogni Festa come indica Esodo 23:18; Deuteronomio 16:16-17; 2Cronache 8:13.

L’Eucarestia non è un Giorno Santo ed introduce la Festa del Pane Azzimo. Deve esere osservata per ereditare la vita eterna nella prima resurrezione (Gv. 6:53-54). La Pentecoste deve essere osservata come una Festa (delle settimane), (Es. 34:22; Dt. 16:10, 16). La Festa dei Tabernacoli deve essere osservata perché tutti possano ascoltare ed imparare (Lv. 23:34; Dt. 16:13, 16; 31:12). Le Trombe e la Redenzione vengono definiti giorni [Santi] e non Feste (Lv. 23:24, 27).

Il Riposo del Settimo Anno della Terra

Comprende:

    1. La liberazione nel settimo, dei servi (Es. 21:2-6, Dt. 15:12-18),
    2. La remissione dei debiti (Dt. 15:1-6) e
    3. Il sabbath terreno o riposo (Es. 23:10-11; Lv. 25:1-7, 19-24).

Questa legislazione unisce questioni economiche ed ambientali con la moralità.

In questi cicli di sette anni, chiamati il settennato o shemittah, dobbiamo leggere la Legge di Dio nella Festa dei Tabernacoli.

Deuteronomio 31:10-13 10 Mosè diede loro quest’ordine: “Alla fine di ogni sette anni, al tempo dell’anno del condono, alla festa delle capanne, 11 quando tutto Israele verrà a presentarsi davanti al SIGNORE tuo Dio, nel luogo che avrà scelto, leggerai questa legge davanti a tutto Israele, agli orecchi di tutti. 12 Radunerai il popolo, uomini, donne, bambini e il forestiero che sarà nelle tue città, perché ascoltino, imparino a temere il SIGNORE vostro Dio e si preoccupino di mettere in pratica tutte le parole di questa legge. 13 I loro figli, che ancora non la conoscono, la udranno e impareranno a temere il SIGNORE vostro Dio, finché vivrete nel paese di cui voi andate a prendere possesso passando il Giordano”.

Tutto il sistema legislativo di Dio protegge la tribù, la famiglia ed il singolo. Il Giubileo ed il suo sistema delle decime, i suoi anni sabbatici, la proibizione del saldo dei debiti, sono una struttura molto trascurata.

Leggiamo la legge affinchè le persone che non hanno compreso possano ascoltarla.

La terra è di Dio e noi la possediamo in fede.

Levitico 25:23 23 Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini.

Non si intende solo la Terra Santa: tutto appartiene a Dio ed il sistema del Giubileo è per il bene del genere umano ed è in vigore per tutta l’umanità, ovunque siano le nostre famiglie (Dt. 28:32).

Non dobbiamo rivendicare il possesso di terre o di fiumi.

Ezechiele 29:9 9 L’Egitto diventerà un luogo desolato e deserto e sapranno che io sono il SIGNORE. Perché egli ha detto: Il fiume è mio, è mia creatura.

La terra è di Dio e se non diamo alla terra i suoi riposi sabbatici ogni sette anni, Dio provvederà a nostre spese.

Levitico 26:34-35 34 Allora la terra godrà i suoi sabati per tutto il tempo in cui rimarrà desolata e voi sarete nel paese dei vostri nemici; allora la terra si riposerà e si compenserà dei suoi sabati. 35 Finché rimarrà desolata, avrà il riposo che non le fu concesso da voi con i sabati, quando l’abitavate.

Alla terra sarà dato il riposo che noi non le abbiamo concesso, poiché saremo allontanati ed abbandonati come popolo. Questo fa parte dell’intero sistema sabbatico che, come il sabbath settimanale, non può essere cambiato né trascurato. Qual’è il motivo di questo provvedimento drastico?

Levitico 26:14-15 14 Ma se non mi ascolterete e se non metterete in pratica tutti questi comandi, 15 se disprezzerete le mie leggi e rigetterete le mie prescrizioni, non mettendo in pratica tutti i miei comandi e infrangendo la mia alleanza,

A causa della nostra condotta personale e del nostro abuso della terra e dell’ambiente le terre possono vomitarci.

Levitico 18:25-30 25 Il paese ne è stato contaminato; per questo ho punito la sua iniquità e il paese ha vomitato i suoi abitanti. 26 Voi dunque osserverete le mie leggi e le mie prescrizioni e non commetterete nessuna di queste pratiche abominevoli: né colui che è nativo del paese, né il forestiero in mezzo a voi. 27 (Poiché tutte queste cose abominevoli le ha commesse la gente che vi era prima di voi e il paese ne è stato contaminato). 28 Badate che, contaminandolo, il paese non vomiti anche voi, come ha vomitato la gente che vi abitava prima di voi. 29 Perché quanti commetteranno qualcuna di queste pratiche abominevoli saranno eliminati dal loro popolo. 30 Osserverete dunque i miei ordini e non imiterete nessuno di quei costumi abominevoli che sono stati praticati prima di voi, né vi contaminerete con essi. Io sono il SIGNORE, il Dio vostro”.

Rompere l’Alleanza, che implica molto più del rispetto dei Dieci Comandamenti, comporta delle pene.

Levitico 26:43 43 Quando dunque il paese sarà abbandonato da loro e godrà i suoi sabati, mentre rimarrà deserto, senza di loro, essi sconteranno la loro colpa, per avere disprezzato le mie prescrizioni ed essersi stancati delle mie leggi.

La rottura dell’intera alleanza, che tutti i nostri antenati stipularono con il Padre sul monte Sinai (Es. 24:3), implica delle pene. L’abbiamo stipulata con Lui nello Spirito ancora una volta, al momento del nostro battesimo e desideriamo rispettarla perché amiamo l’Unico Vero Dio.

Flavio Giuseppe scrive, in Antichità Giudaiche Libro XIV, Capitolo X, Sezione VI:

“Caio Cesare, imperatore del secondo tempo, ha ordinato, che tutti i paesi degli Ebrei, fatta eccezione per Joppa, devono pagare un tributo annuale per la città di Gerusalemme, tranne il settimo anno che chiamano Anno Sabbatico, perché in quell’anno non ricevono i frutti dei loro alberi e non hanno seminato le loro terre; e che paghino i loro tributo a Sidone il secondo anno di [quel periodo Sabbatico] con la quarta parte di ciò che hanno seminato.” (cfr. 3:12:3; 12:9:5; 13:8:1; 15:1:2)

Ci viene detto che questa legge antica Levitico 26:3,4 (cfr. 2Cr.36:21) non è più valida e che l’esilio di Giuda avrebbe compensato la terra per il suo abbandono. Dio farà riposare la Sua terra se noi rifiutiamo di farlo.

2Cronache 36:20-21 20 Il re deportò in Babilonia gli scampati alla spada, che divennero schiavi suoi e dei suoi figli fino all’avvento del regno persiano, 21 attuandosi così la parola del SIGNORE, predetta per bocca di Geremia: “Finché il paese non abbia scontato i suoi sabati, esso riposerà per tutto il tempo nella desolazione fino al compiersi di settanta anni.

Geremia 29:10 10 Pertanto dice il SIGNORE: Solamente quando saranno compiuti, riguardo a Babilonia, settanta anni, vi visiterò e realizzerò per voi la mia buona promessa di ricondurvi in questo luogo.

Come promesso, ritornarono nella terra promessa dopo che la terra ebbe ricevuto i Sabbath di cui era staa privata. Molte promesse di Dio sono condizionate dal nostro rispetto della Sua legge e dai tempi di condanna. Non possiamo cambiare nulla che si basi su nostre supposizioni o sulle tradizioni orali.

Sappiamo da Giuseppe, che gli Ebrei avevano iniziato, in qualche modo, ad osservare il settimo anno sabbatico. Ma non era osservato negli anni giusti, quindi, sebbene gli Ebrei osservassero i sabbath settimanali, non rispettavano la legge.

Galati 6:13 13 Infatti neanche gli stessi circoncisi osservano la legge, ma vogliono la vostra circoncisione per trarre vanto dalla vostra carne.

Dio compie tutto puntualmente.

Esodo 12:41 41 Al termine dei quattrocentotrent’anni, proprio in quel giorno, tutte le schiere del SIGNORE uscirono dal paese d’Egitto.

Dovremmo agire secondo il disegno di Dio e smetterla di concepire sistemi nostri che contravvengono alle Sue leggi, in vigore per il nostro bene.

La legislazione economico sociale qui trattata, prevede che tutti ricevano una parte di proprietà privata familiare, di cui si ha l’amministrazione fiduciaria per l’eternità. L’assegnazione è gratuita.

La terra non può essere venduta per sempre (Lv. 25:23) e ritornerà alla famiglia nell’anno del Giubileo. Le terre furono lottizzate dopo aver completato una valutazione ambientale.

Giosuè 18:1-10 1 Allora tutta la comunità degli Israeliti si radunò in Silo, e qui eresse la tenda del convegno. Il paese era stato sottomesso a loro. 2 ]Rimanevano tra gli Israeliti sette tribù che non avevano avuto la loro parte. 3 Disse allora Giosuè ai figli di Israele: “Fino a quando trascurerete di andare ad occupare il paese, che vi ha dato il SIGNORE, Dio dei padri vostri? 4 Sceglietevi tre uomini per tribù e io li invierò. Essi si alzeranno, gireranno nella regione, la descriveranno secondo la loro eredità e torneranno da me. 5 Essi se la divideranno in sette parti: Giuda rimarrà sul suo territorio nel meridione e quelli della casa di Giuseppe rimarranno sul loro territorio al settentrione. 6 Voi poi farete una descrizione del paese in sette parti e me la porterete qui e io getterò per voi la sorte qui dinanzi al SIGNORE Dio nostro. 7 Infatti non vi è parte per i leviti in mezzo a voi, perché il sacerdozio del SIGNORE è la loro eredità, e Gad, Ruben e metà della tribù di Manàsse hanno gia ricevuta la loro eredità oltre il Giordano, ad oriente, come ha concesso loro Mosè, servo del SIGNORE”. Si alzarono dunque gli uomini e si misero in cammino; Giosuè a coloro che andavano a descrivere il paese ordinò: “Andate, girate nella regione, descrivetela e tornate da me e qui io getterò per voi la sorte davanti al SIGNORE, in Silo”. 9 Gli uomini andarono, passarono per la regione, la descrissero secondo le città in sette parti su di un libro e vennero da Giosuè all’accampamento, in Silo. 10 Allora Giosuè gettò per loro la sorte in Silo, dinanzi al Signore, e lì Giosuè spartì il paese tra gli Israeliti, secondo le loro divisioni.

La descrizione dell’assegnamento delle terre in lotti continua fino a:

Giosuè 19:51 51 Tali sono le eredità che il sacerdote Eleazaro, Giosuè, figlio di Nun, e i capifamiglia delle tribù degli Israeliti distribuirono a sorte in Silo, davanti al SIGNORE all’ingresso della tenda del convegno. Così compirono la divisione del paese.

Le città di rifugio furono comprese in questa assegnazione dell’eredità tribale.

Giosuè 20:2-9 2 “Parla agli Israeliti e dì loro: Stabilitevi le città di rifugio, delle quali vi ho parlato per mezzo di Mosè, 3 perché l’omicida che avrà ucciso qualcuno per errore o per inavvertenza, vi si possa rifugiare; vi serviranno di rifugio contro il vendicatore del sangue. L’omicida fuggirà in una di quelle città e, fermatosi all’ingresso della porta della città, esporrà il suo caso agli anziani di quella città; questi lo accoglieranno presso di loro dentro la città, gli assegneranno una dimora ed egli si stabilirà in mezzo a loro. 5 Se il vendicatore del sangue lo inseguirà, essi non gli daranno nelle mani l’omicida, perché ha ucciso il prossimo senza averne l’intenzione, senza averlo prima odiato. L’omicida rimarrà in quella città finché, alla morte del sommo sacerdote, che sarà in funzione in quei giorni, comparirà in giudizio davanti all’assemblea. Allora l’omicida potrà tornarsene e rientrare nella sua città e nella sua casa, nella città da dove era fuggito”. 7 Consacrarono dunque Kades in Galilea sulle montagne di Nèftali, Sichem sulle montagne di Efraim e Kiriat-Arba, cioè Ebron sulle montagne di Giuda. 8 Oltre il Giordano, a oriente di Gerico, stabilirono Bezer della tribù di Ruben, nel deserto, sull’altipiano; Ramot in Gàlaad nella tribù di Gad e Golan in Basan, nella tribù di Manàsse. 9 Queste furono le città stabilite per tutti gli Israeliti e per lo straniero che abita in mezzo a loro, perché chiunque avesse ucciso qualcuno per inavvertenza, potesse rifugiarvisi e non morisse per mano del vendicatore del sangue, prima d’essere comparso davanti all’assemblea.

Anche i Leviti ricevettero in sorte città da abitare e pascoli, insieme a famiglie associate ad alcune tribù (Gs. 21:1-45).

Si pagano tasse sui prodotti agricoli escludendo ciò che viene consumato dalla famiglia. Non ci sono tasse di proprietà o di successione né tutte le tasse previste dai sistemi fiscali odierni. I costi d’interesse a lungo termine, l’interesse composto degli istituti di prestito non sono altro che un ladrocinio ed una confisca parziale.

Questo è ciò che esigiamo da Dio, invece di vivere secondo le Sue magnifiche Leggi, che assicurano la libertà e la sicurezza economica.

1Samuele 8:4-20 4 Si radunarono allora tutti gli anziani d’Israele e andarono da Samuele a Rama. Gli dissero: “Tu ormai sei vecchio e i tuoi figli non ricalcano le tue orme. Ora stabilisci per noi un re che ci governi, come avviene per tutti i popoli”. Agli occhi di Samuele era cattiva la proposta perché avevano detto: “Dacci un re che ci governi”. Perciò Samuele pregò il SIGNORE. 7 Il SIGNORE rispose a Samuele: “Ascolta la voce del popolo per quanto ti ha detto, perché costoro non hanno rigettato te, ma hanno rigettato me, perché io non regni più su di essi. 8 Come si sono comportati dal giorno in cui li ho fatti uscire dall’Egitto fino ad oggi, abbandonando me per seguire altri dei, così intendono fare a te.

Abbiamo rigettato Dio, rifiutando che la Sua struttura legislativa ci governi. Abbiamo ricevuto ciò che chiedevamo, ossia:

Ascolta pure la loro richiesta, però annunzia loro chiaramente le pretese del re che regnerà su di loro”. 10 Samuele riferì tutte le parole del SIGNORE al popolo che gli aveva chiesto un re. 11 Disse loro: “Queste saranno le pretese del re che regnerà su di voi: prenderà i vostri figli per destinarli ai suoi carri e ai suoi cavalli, li farà correre davanti al suo cocchio, 12 li farà capi di migliaia e capi di cinquantine; li costringerà ad arare i suoi campi, a mietere le sue messi, ad apprestargli armi per le sue battaglie e attrezzature per i suoi carri. 13 Prenderà anche le vostre figlie per farle sue profumiere e cuoche e fornaie. 14 Si farà consegnare ancora i vostri campi, le vostre vigne, i vostri oliveti più belli e li regalerà ai suoi ministri. 15 Sulle vostre sementi e sulle vostre vigne prenderà le decime e le darà ai suoi consiglieri e ai suoi ministri. 16 Vi sequestrerà gli schiavi e le schiave, i vostri armenti migliori e i vostri asini e li adopererà nei suoi lavori. 17 Metterà la decima sui vostri greggi e voi stessi diventerete suoi schiavi. 18 Allora griderete a causa del re che avrete voluto eleggere, ma il SIGNORE non vi ascolterà”. 19 Il popolo non diede retta a Samuele e rifiutò di ascoltare la sua voce, ma gridò: “No, ci sia un re su di noi. 20 Saremo anche noi come tutti i popoli; il nostro re ci farà da giudice, uscirà alla nostra testa e combatterà le nostre battaglie”.

Saremo schiavi sotto un re o sotto un governo centrale a causa dell’eccessiva tassazione governativa e dei debiti dovuti ai monopoli finanziari creati dal governo: sebbene finanziaria, si tratta pur sempre di schiavitù.

Le tasse di Dio si basano solamente sull’aumento produttivo annuale e non sulla proprietà o sui mezzi di sussistenza. Non si basano sull’aggravio cumulativo, che ricade alla fine sul consumatore. Ciò genera tasse sulle entrate, sui beni, sui servizi, nessuna delle quali è in grado di sostenere il sistema governativo attuale.

E’ la profezia.

La Remissione dei Debiti

Quasi tutti vivono in difficoltà finanziarie e nel clima d’incertezza che causano.

Il contratto economico sociale di Dio vieta il saldo di debiti a lungo termine e prevede un capitale senza interessi.

Deuteronomio 15:1-16 Alla fine di ogni sette anni celebrerete l’anno di remissione. 2 Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che abbia diritto a una prestazione personale in pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, quando si sarà proclamato l’anno di remissione per il SIGNORE.

Tutti i debiti fra gli eletti devono essere rimessi in questo settimo anno. Si tratta di una remissione completa del debito rimasto da pagare.

Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere. 4 Del resto, non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il SIGNORE certo ti benedirà nel paese che il SIGNORE tuo Dio ti dà in possesso ereditario, 5 purché tu obbedisca fedelmente alla voce del SIGNORE tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti dò.

Possiamo riscuotere i debiti che ci devono i non eletti e se la legislazione viene rispettata correttamente, non ci saranno poveri tra di noi.

6 Il SIGNORE tuo Dio ti benedirà come ti ha promesso e tu farai prestiti a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito; dominerai molte nazioni mentre esse non ti domineranno.

La nostra obbedienza a questo sistema economico sociale completo ci porterà benedizione e protezione.

Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città del paese che il SIGNORE tuo Dio ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso; 8 anzi gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova.

La legge di cui stiamo parlando vieta la creazione ed il finanziamento di debiti a lungo termine ed è l’unica fonte che legifera il credito. Tale credito è destinato al bisogno e non al desiderio di beni secondari.

9 Bada bene che non ti entri in cuore questo pensiero iniquo: E’ vicino il settimo anno, l’anno della remissione; e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla; egli griderebbe al SIGNORE contro di te e un peccato sarebbe su di te. 10 Dagli generosamente e, quando gli darai, il tuo cuore non si rattristi; perché proprio per questo il SIGNORE Dio tuo ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano.

La concessione del debito è richiesta anche se il settimo anno di remissione è vicino e probabilmente la persona non potrà restituire molto o nulla. Dobbiamo dare per quanto possiamo e secondo necessità.

Se la terza decima è istituita correttamente, la comunità, in quanto gruppo, può contribuire in parte al credito ed in parte al rimborso.

La diffida per amore del denaro è la fonte di tutti i peccati.

11 Poiché i bisognosi non mancheranno mai nel paese; perciò io ti dò questo comando e ti dico: Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nel tuo paese.

Nel verso 11, Povero SHD 034 ‘ebyown {eb-yone’}è da 014, designa colui che ha bisogno (soprattutto sentimentalmente):

1)bisognoso, indigente, povero, perona bisognosa

2)oggetto di oppressione e di abuso

3)bisognoso di aiuto, di essere liberato dai problemi,liberato soprattutto da Dio

Abbiamo il dovere di concedere prestiti in prossimità del settimo anno di remissione. Ciò significa prestare secondo la capacità dei beneficiari di restituire alla fine del settimo anno. Dobbiamo concedere prestiti se ne abbiamo la possibilità e non secondo richieste irragionevoli; dobbiamo condonare il debito che non può essere pagato, indipendentemente dalle circostanze.

12 Se un tuo fratello ebreo o una ebrea si vende a te, ti servirà per sei anni, ma il settimo lo manderai via da te libero.

Alcuni sono incapaci di gestire le proprie finanze in modo responsabile. In alcuni casi possono perdere le loro terre e la capacità di provvedere a se stessi o alle proprie famiglie. Possono cadere in schiavitù, ma dovranno essere liberati nel settimo anno. Non si tratta di vera schiavitù, ma di un periodo di insegnamento per il lavoratore che sarà pagato al momento della sua liberazione.

13 Quando lo lascerai andare via libero, non lo rimanderai a mani vuote; 14 gli farai doni dal tuo gregge, dalla tua aia e dal tuo torchio; gli darai ciò con cui il SIGNORE tuo Dio ti avrà benedetto; 15 ti ricorderai che sei stato schiavo nel paese di Egitto e che il SIGNORE tuo Dio ti ha riscattato; perciò io ti dò oggi questo comando.

Se restano diversi anni sabbatici al Giubileo ed al riscatto delle terre familiari, la persona può chiedere di restare a lavorare per sempre.

16 Ma se egli ti dice: Non voglio andarmene da te, perché ama te e la tua casa e sta bene presso di te, 17 allora prenderai una lesina, gli forerai l’orecchio contro la porta ed egli ti sarà schiavo per sempre. Lo stesso farai per la tua schiava.

Il ‘buco sull’orecchio’ era un segno visibile di vergogna per coloro che non potevano provvedere a se stessi.

Oltre al divieto di seminare e raccogliere nel settimo anno, ci sono altre leggi che regolano l’agricoltura.

Levitico 19:23-25 23 Quando sarete entrati nel paese e vi avrete piantato ogni sorta d’alberi da frutto, ne considererete i frutti come non circoncisi; per tre anni saranno per voi come non circoncisi; non se ne dovrà mangiare. 24 Ma nel quarto anno tutti i loro frutti saranno consacrati al SIGNORE, come dono festivo. 25 Nel quinto anno mangerete il frutto di quegli alberi; così essi continueranno a fruttare per voi. Io sono il SIGNORE, vostro Dio.

Non si possono raccogliere i frutti degli alberi piantati per i primi tre anni. Ciò rafforza la crescita dei nuovi alberi. Nel quarto anno tutto il raccolto dei primi frutti è consegnato ai sacerdoti, in qualità di amministratori.

Numeri 5:9-10 9 Ogni tributo su tutte le cose consacrate che gli Israeliti offriranno, è del sacerdote, apparterrà a lui; 10 le cose che uno consacrerà saranno sue e ciò che uno darà al sacerdote apparterrà a lui”.

Gli effetti debilitanti dei debiti, con cui quasi tutti vivono, dovrebbero condannare l’attuale sistema, che non è cambiato.

Neemia 5:1-5 1 Si alzò un gran lamento da parte della gente del popolo e delle loro mogli contro i loro fratelli Giudei. 2 Alcuni dicevano: “Noi, i nostri figli e le nostre figlie siamo numerosi; ci si dia il grano perché possiamo mangiare e vivere!” Altri dicevano: “Dobbiamo impegnare i nostri campi, le nostre vigne e le nostre case per assicurarci il grano durante la carestia!” 4 Altri ancora dicevano: “Abbiamo preso denaro a prestito sui nostri campi e sulle nostre vigne per pagare il tributo del re. 5 La nostra carne è come la carne dei nostri fratelli, i nostri figli sono come i loro figli; ecco dobbiamo sottoporre i nostri figli e le nostre figlie alla schiavitù e alcune delle nostre figlie sono gia state ridotte schiave; noi non abbiamo via d’uscita, perché i nostri campi e le nostre vigne sono in mano d’altri”.

L’Applicazione Pratica

La terra è di Dio e non può essere venduta (Lv. 25:23). E’ distribuita per sorteggio (Gs. 19:51) tra le famiglie (Gs. 18:2). La terra deve riposare o essere a maggese nel settimo anno (Es. 23:10-11; Lv. 25:1-7, 19-24).

Nel sesto anno riceviamo un doppio raccolto e useremo questa riserva di cibo per il settimo anno (Lv. 25:21-22). Non si possono seminare le colture annuali. I prodotti perenni della terra non possono essere raccolti, ma possono essere mangiati giorno per giorno (Es. 23:10-11; Lv. 25:1-7, 19-22). Nel settimo anno non si pagano le decime poiché non c’è raccolto. La potatura delle viti e degli alberi da frutto deve essere sospesa (Lv. 25:3-6). Al termine di quest’anno, tutti i debiti dell’Israele spirituale devono essere condonati (Dt. 15:1-6), ma si può esigere il pagamento dagli stranieri (Dt. 15:3). Coloro che sono in schiavitù per il pagamento di un debito devono essere rilasciati con la paga doppia di un bracciante agricolo (Dt. 15:18). Il credito fa parte di questa legislazione economica (Dt. 15:9-10), ma solo come sostegno ai bisognosi (Dt. 15:8) e senza interessi (Es. 22:25; Lv. 25:36-37; Dt. 23:19; Ne. 5:7, 10; Ez. 18:8, 17).

Il Giubileo

In base alla nostra Nuova Alleanza con l’Unico Vero Dio tramite il Messia, dobbiamo osservare l’intera struttura del sistema del Giubileo. È il sistema sociale economico, ambientale, morale completo per tutto il genere umano. Quando dobbiamo osservare questo sistema e quali sono i nostri doveri nella condizione attuale?

In precedenza abbiamo visto che i Sabbath del settimo anno esigono il riposo delle terre. Non avendo raccolti, la gente non deve pagare le decime. Alla fine dell’anno, tutti i nostri debiti devono essere annullati e tutti gli schiavi o braccianti israeliti devono essere liberati. I prodotti agricoli perenni possono essere mangiati, ma non può esserne fatto il raccolto.

L’anno del Giubileo coincide con il settimo anno del settimo ciclo ed esige che le terrre siano restituite alla famiglia che le possedeva in origine e che continuino a riposare senza il raccolto giornaliero dei prodotti perenni.

Il decimo giorno del settimo mese si proclama il Giubileo. Questo significa che nel settimo anno dell’ultimo ciclo di sette anni, o quarantanovesimo anno, un corno d’ariete, o Yobel, (SHD 3104) deve risuonare tra le terre e proclamare la libertà per gli abitanti di tutta la terra.

Il sistema Sabbatico/del Giubileo è destinato a tutto il genere umano e protegge tutte le famiglie e le persone della terra. Protegge tutte le forme di vita terrestre. Esige il rispetto di tutto il sistema sabbatico e libera l’umanità dagli effetti dell’idolatria. Dio è unico ed Egli solo è il sovrano della Sua creazione.

Il Giubileo inizia il giorno dell’Espiazione, nel settimo mese del quarantanovesimo anno del ciclo, che è un anno sabbatico. Ciò fa sovrapporre due sabbath della terra. L’anno sabbatico non permette il raccolto primaverile, quindi nell’autunno precedente (Lv. 25:20) non viene fatta alcuna semina. Poiché il Giubileo termina nell’autunno settentrionale, si semina per il raccolto della primavera settentrionale successiva e tuttavia ricopre il ciclo di due anni per il quarantanovesimo ed il cinquantesimo anno del Giubileo.

Tutto appartiene a Dio, “tutta la terra”; il sistema del Giubileo è per il bene del genere umano ed è in vigore per tutta l’umanità, ovunque si trovino le nostre famiglie (Dt. 28:32).

La terra appartiene a Dio e se ogni sette anni non rispettiamo i sabbath per il riposo della terra, Dio agirà contro di noi.

Levitico 26:34-35 34 Allora la terra godrà i suoi sabati per tutto il tempo in cui rimarrà desolata e voi sarete nel paese dei vostri nemici; allora la terra si riposerà e si compenserà dei suoi sabati. 35 Finché rimarrà desolata, avrà il riposo che non le fu concesso da voi con i sabati, quando l’abitavate.

Questi anni sabbatici settupli della terra, culminano con il Giubileo e la conciliazione dell’eredità familiare.

L’Enciclopedia Americana afferma:

La legge [del Giubileo] nell’insieme, era chiaramente Teocratica; rivendicava l’assolutismo di Yahveh, questo significa che gli Ebrei erano Suoi servi e non potevano dunque continuare ad essere gli schiavi dei loro governatori terrestri; la terra Gli apparteneva: le tribù e le famiglie ebree la prendevano solamente in prestito, perciò non potevano essere cacciate per ordine umano.

Per le famiglie israelite era un dovere sacro continuare a possedere i beni immobili atavici. Questo è il motivo per cui Nabot si rifiuta di vendere la sua vigna a re Acab (1Re 21:3).

Esodo 14:31 31 Israele vide la mano potente con la quale il SIGNORE aveva agito contro l’Egitto e il popolo temette il SIGNORE e credette in lui e nel suo servo Mosè.

Alcuni Israeliti avevano sempre creduto in Yahovah, il Signore, e avevano osservato la legge consegnata a Mosè.

SHD 3104 yowbel, yo-bale’; o yobel, yo- bale’; chiaramente da 2986 indica lo squillo di un corno (dal suo suono continuo), soprattutto il segnale delle trombe d’argento, dunque lo strumento stesso e la festa che annuncia; è la tromba, il corno d’ariete del Giubileo.

Anche i sacerdoti di Gerico, in Giosuè capitolo sei, usavano lo yobel, le trombe di corni d’ariete.

Levitico 25:9-10 9 Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell’acclamazione; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. 10 Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia.

Tutta la legge di Dio protegge la famiglia o la tribù ed il singolo. Il Giubileo ed il suo sistema di pagamento delle decime, i suoi anni sabbatici, il divieto del saldo dei debiti, vengono trascurati.

Tale legge è un patto tra la famiglia e Dio, che proteggerà noi e la terra che ci ospita, ma in realtà la terra appartiene a Dio (Lv. 25:23).

Nel cinquantesimo anno, la terra ritorna al suo proprietario o amministratore fiduciario ed alla tribù a cui è stata assegnata (Lv. 25:10), fatta eccezione per la tribù di Levi.

Deuteronomio 18:1-8 1 I sacerdoti leviti, tutta la tribù di Levi, non avranno parte né eredità insieme con Israele; vivranno dei sacrifici consumati dal fuoco per il SIGNORE, e della sua eredità. 2 Non avranno alcuna eredità tra i loro fratelli; il SIGNORE è la loro eredità, come ha loro promesso. 3 Questo sarà il diritto dei sacerdoti sul popolo, su quelli che offriranno come sacrificio un capo di bestiame grosso o minuto: essi daranno al sacerdote la spalla, le due mascelle e lo stomaco. 4 Gli darai le primizie del tuo frumento, del tuo mosto e del tuo olio e le primizie della tosatura delle tue pecore; 5 perché il SIGNORE tuo Dio l’ha scelto fra tutte le tue tribù, affinchè attenda al servizio del nome del SIGNORE, lui e i suoi figli sempre. 6 Se un levita, abbandonando qualunque città dove soggiorna in Israele, verrà, seguendo il suo desiderio, al luogo che il SIGNORE avrà scelto 7 e farà il servizio nel nome del SIGNORE tuo Dio, come tutti i suoi fratelli leviti che stanno là davanti al SIGNORE, 8 egli riceverà per il suo mantenimento una parte uguale a quella degli altri, senza contare il ricavo dalla vendita della sua casa paterna.

Ma in Israele sorse un problema riguardante l’eredità dei patrimoni familiari.

Numeri 27:1-11 1 Le figlie di Zelofcad, figlio di Efer, figlio di Gàlaad, figlio di Machir, figlio di Manàsse, delle famiglie di Manàsse, figlio di Giuseppe, che si chiamavano Macla, Noa, Ogla, Milca e Tirza, 2 si accostarono e si presentarono davanti a Mosè, davanti al sacerdote Eleazaro, davanti ai capi e a tutta la comunità all’ingresso della tenda del convegno, e dissero: 3 “Nostro padre è morto nel deserto. Egli non era nella compagnia di coloro che si adunarono contro il SIGNORE, non era della gente di Core, ma è morto a causa del suo peccato, senza figli maschi. 4 Perché dovrebbe il nome del padre nostro scomparire dalla sua famiglia, per il fatto che non ha avuto figli maschi? Dacci un possedimento in mezzo ai fratelli di nostro padre”. 5 Mosè portò la loro causa davanti al SIGNORE. 6 Il SIGNORE disse a Mosè: 7 “Le figlie di Zelofcad dicono bene. Darai loro in eredità un possedimento tra i fratelli del loro padre e farai passare ad esse l’eredità del loro padre. 8 Parlerai inoltre agli Israeliti e dirai: Quando uno sarà morto senza lasciare un figlio maschio, farete passare la sua eredità alla figlia. 9 Se non ha neppure una figlia, darete la sua eredità ai suoi fratelli. 10 Se non ha fratelli, darete la sua eredità ai fratelli del padre. 11 Se non ci sono fratelli del padre, darete la sua eredità al parente più stretto nella sua famiglia e quegli la possiederà. Questa sarà per i figli di Israele una norma di diritto, come il SIGNORE ha ordinato a Mosè”.

Questa norma esige che l’eredità delle terre resti nella discendenza paterna attraverso le figlie. In mancanza di prole, va in eredità ai fratelli o ai parenti più vicini.

In caso di figli, la terra è destinata alle primogenite femmine e non ai maschi.

Esodo 13:2 2 “Consacrami ogni primogenito, il primo parto di ogni madre tra gli Israeliti – di uomini o di animali -: esso appartiene a me”.

I primogeniti devono essere riscattati.

Esodo 13:13-22 13 Riscatterai ogni primo parto dell’asino mediante un capo di bestiame minuto; se non lo riscatti, gli spaccherai la nuca. Riscatterai ogni primogenito dell’uomo tra i tuoi figli. 14 Quando tuo figlio domani ti chiederà: Che significa ciò?, tu gli risponderai: Con braccio potente il SIGNORE ci ha fatti uscire dall’Egitto, dalla condizione servile. 15 Poiché il faraone si ostinava a non lasciarci partire, il SIGNORE ha ucciso ogni primogenito nel paese d’Egitto, i primogeniti degli uomini e i primogeniti del bestiame. Per questo io sacrifico al SIGNORE ogni primo frutto del seno materno, se di sesso maschile, e riscatto ogni primogenito dei miei figli. 16 Questo sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi, per ricordare che con braccio potente il SIGNORE ci ha fatti uscire dall’Egitto”. 17 Quando il faraone lasciò partire il popolo, Dio non lo condusse per la strada del paese dei Filistei, benché fosse più corta, perché Dio pensava: “Altrimenti il popolo, vedendo imminente la guerra, potrebbe pentirsi e tornare in Egitto”. 18 Dio guidò il popolo per la strada del deserto verso il Mare Rosso. Gli Israeliti, ben armati uscivano dal paese d’Egitto. 19 Mosè prese con sé le ossa di Giuseppe, perché questi aveva fatto giurare solennemente gli Israeliti: “Dio, certo, verrà a visitarvi; voi allora vi porterete via le mie ossa”. 20 Partirono da Succot e si accamparono a Etam, sul limite del deserto. 21 Il SIGNORE marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere, e di notte con una colonna di fuoco per far loro luce, così che potessero viaggiare giorno e notte. 22 Di giorno la colonna di nube non si ritirava mai dalla vista del popolo, né la colonna di fuoco durante la notte.

Il primogenito maschio erediterà il doppio.

Deuteronomio 21:17 17 Ma riconoscerà come primogenito il figlio dell’odiosa, dandogli il doppio di quello che possiede; poiché egli è la primizia del suo vigore e a lui appartiene il diritto di primogenitura.

La legislazione esige il rispetto di genealogie corrette e verificabili.

Ezechiele 46:16-18 16 Dice il SIGNORE Dio: “Se il principe darà in dono ad uno dei suoi figli qualcosa della sua eredità, il dono rimarrà ai suoi figli come eredità. 17 Se invece egli farà sulla sua eredità un dono a uno dei suoi servi, il dono apparterrà al servo fino all’anno dell’affrancamento, poi ritornerà al principe: ma la sua eredità resterà ai suoi figli. 18 Il principe non prenderà niente dell’eredità del popolo, privandolo, con esazioni, del suo possesso; egli lascerà in eredità ai suoi figli parte di quanto possiede, perché nessuno del mio popolo sia scacciato dal suo possesso”.

La terra può essere donata ai servi, ma nell’anno del Giubileo tornerà alla famiglia; nessuno può rimuovere l’eredità. Trascurare il Giubileo comporta pene severe.

Geremia 34:17 17 Perciò dice il SIGNORE: Voi non avete dato ascolto al mio ordine che ognuno proclamasse la libertà del proprio fratello e del proprio prossimo: ora, ecco, io affiderò la vostra liberazione – parola del SIGNORE – alla spada, alla peste e alla fame e vi farò oggetto di terrore per tutti i regni della terra.

Numeri 36:1-12 1 I capifamiglia dei figli di Gàlaad, figlio di Machir, figlio di Manàsse, tra le famiglie dei figli di Giuseppe, si fecero avanti a parlare in presenza di Mosè e dei principi capifamiglia degli Israeliti 2 e dissero: “Il SIGNORE ha ordinato al mio signore di dare il paese in eredità agli Israeliti in base alla sorte; il mio signore ha anche ricevuto l’ordine da Dio di dare l’eredità di Zelofcad, nostro fratello, alle figlie di lui. 3 Se queste si maritano a qualche figlio delle altre tribù degli Israeliti, la loro eredità sarà detratta dalla eredità dei nostri padri e aggiunta all’eredità della tribù nella quale esse saranno entrate; così sarà detratta dall’eredità che ci è toccata in sorte. 4 Quando verrà il giubileo per gli Israeliti, la loro eredità sarà aggiunta a quella della tribù nella quale saranno entrate e l’eredità loro sarà detratta dalla eredità della tribù dei nostri padri”.

Il sistema dell’eredità si basa sulla struttura del Giubileo, che protegge le discendenze future delle famiglie. L’eredità può essere assegnata a sorte, secondo la produttività del terreno. Sorse la questione che se le figlie di Zelofcad, riconosciute in Numeri 27:6, si fossero sposate al di fuori della tribù, la terra sarebbe divenuta una proprietà dell’altra tribù.

Numeri 36 continua:

5 Allora Mosè comunicò agli Israeliti quest’ordine ricevuto dal SIGNORE: “La tribù dei figli di Giuseppe dice bene. Questo il SIGNORE ha ordinato riguardo alle figlie di Zelofcad: si mariteranno a chi vorranno, purché si maritino in una famiglia della tribù dei loro padri. Nessuna eredità tra gli Israeliti potrà passare da una tribù all’altra, ma ciascuno degli Israeliti si terrà vincolato all’eredità della tribù dei suoi padri. Ogni fanciulla che possiede una eredità in una tribù degli Israeliti, si mariterà ad uno che appartenga ad una famiglia della tribù di suo padre, perché ognuno degli Israeliti rimanga nel possesso dell’eredità dei suoi padri 9 e nessuna eredità passi da una tribù all’altra; ognuna delle tribù degli Israeliti si terrà vincolata alla propria eredità”.

L’eredità deve rimanere alla discendenza diretta ed all’interno della tribù. Le figlie di Zelofcad rispettarono la legge.

10 Le figlie di Zelofcad fecero secondo l’ordine che il SIGNORE aveva dato a Mosè. 11 Macla, Tirza, Ogla, Milca e Noa, le figlie di Zelofcad, sposarono i figli dei loro zii paterni; 12 si maritarono nelle famiglie dei figli di Manàsse, figlio di Giuseppe, e la loro eredità rimase nella tribù della famiglia del padre loro.

L’ordine di Dio, se osservato, spesso comporta benefici che neppure immaginiamo.

Geremia 35:19 19 Per questo dice il SIGNORE degli eserciti, Dio di Israele: a Ionadàb figlio di Recàb non verrà mai a mancare qualcuno che stia sempre alla mia presenza”.

È una promessa. Qualcuno della famiglia di Recab, tramite Ionadab potrà sempre essere alla presenza di Dio. I Recabiti resteranno; perché?

Geremia 35:16-18 16 Così i figli di Ionadàb figlio di Recàb hanno eseguito il comando che il loro padre aveva dato loro; questo popolo, invece, non mi ha ascoltato. 17 Perciò dice il SIGNORE, Dio degli eserciti e Dio di Israele: Ecco, io manderò su Giuda e su tutti gli abitanti di Gerusalemme tutto il male che ho annunziato contro di essi, perché ho parlato loro e non mi hanno ascoltato, li ho chiamati e non hanno risposto”. 18 Geremia riferì alla famiglia dei Recabiti: “Dice il SIGNORE degli eserciti, Dio di Israele: Poiché avete ascoltato il comando di Ionadàb vostro padre e avete osservato tutti i suoi decreti e avete fatto quanto vi aveva ordinato,

Questa discendenza resterà perché obbedirono al padre. Dobbiamo fare tutto il possibile per rispettare gli ordini del nostro Padre celeste, ognuno dei quali è ancora valido.

Matteo 5:18 18 In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure uno iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.

Il sacrificio gradito del Messia aprì la fase sucessiva del disegno e permise ai gentili l’accesso allo Spirito e l’adozione dall’Israele spirituale. L’intero disegno non si è ancora compiuto e la legge resta in vigore. La legge, o parti di essa, non è stata abolita con il sacrificio del Messia, che ci mette in uno stato di grazia dalle pene.

Dalla nostra obbedienza, i nostri figli riceveranno benefici a lungo termine. Cosa fecero i discendenti di Recab?

Geremia 35:12-15 12 Allora questa parola del SIGNORE fu rivolta a Geremia: 13 “Così dice il SIGNORE degli eserciti, Dio di Israele: Và e riferisci agli uomini di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme: Non accetterete la lezione, ascoltando le mie parole? Oracolo del SIGNORE. 14 Sono state messe in pratica le parole di Ionadàb figlio di Recàb, il quale aveva comandato ai suoi figli di non bere vino. Essi infatti non lo hanno bevuto fino a oggi, perché hanno obbedito al comando del loro padre. Io vi ho parlato con continua premura, ma voi non mi avete ascoltato! 15 Vi ho inviato tutti i miei servi, i profeti, con viva sollecitudine per dirvi: Abbandonate ciascuno la vostra condotta perversa, emendate le vostre azioni e non seguite altri dei per servirli, per poter abitare nel paese che ho concesso a voi e ai vostri padri, ma voi non avete prestato orecchio e non mi avete dato retta.

La questione di chi, quando, dove dobbiamo adorare, riguarda di fatto tutta l’umanità.

    • Chi adoriamo: l’Unico Vero Dio, i Suoi comandamenti e le sue promesse.
    • Quando adoriamo: secondo il calendario.
    • Come adoriamo: secondo il governo e la legge.

Tutto ciò è espresso chiaramente nell’uso del sistema del Giubileo, un’usanza che è andata persa, ma che verra istituita nuovamente con il ritorno del Messia.

Levitico 27:14-24 14 Se uno consacra la sua casa come cosa sacra al SIGNORE, il sacerdote ne farà la stima secondo che essa sarà buona o cattiva; si starà alla stima stabilita dal sacerdote. 15 Se colui che ha consacrato la sua casa la vuole riscattare, aggiungerà un quinto al pezzo della stima e sarà sua. 16 Se uno consacra al SIGNORE un pezzo di terra di sua proprietà ereditaria, ne farai la stima in ragione della semente: cinquanta sicli d’argento per un homer di seme d’orzo. 17 Se consacra la sua terra dall’anno del giubileo, il prezzo resterà intero secondo la stima; 18 ma se la consacra dopo il giubileo, il sacerdote ne valuterà il prezzo in ragione degli anni che rimangono fino al giubileo e si farà una detrazione dalla stima. 19 Se colui che ha consacrato il pezzo di terra lo vuole riscattare, aggiungerà un quinto al prezzo della stima e resterà suo. 20 Se non riscatta il pezzo di terra e lo vende ad un altro, non lo si potrà più riscattare; 21 ma quel pezzo di terra, quando al giubileo il compratore ne uscirà, sarà sacro al SIGNORE, come un campo votato allo sterminio, e diventerà proprietà del sacerdote. 22 Se uno consacra al SIGNORE un pezzo di terra comprato, che non fa parte della sua proprietà ereditaria, 23 il sacerdote valuterà la misura del prezzo fino all’anno del giubileo; quel tale pagherà il giorno stesso il prezzo fissato, come cosa consacrata al SIGNORE. 24 Nell’anno del giubileo la terra tornerà a colui da cui fu comprata e del cui patrimonio faceva parte.

Le case nelle città recinte di mura non sono una proprietà della famiglia in eterno e non sono soggette alla legislazione del Giubileo.

Levitico 25:29-30 29 Se uno vende una casa abitabile in una città recinta di mura, ha diritto al riscatto fino allo scadere dell’anno dalla vendita; il suo diritto di riscatto durerà un anno intero. 30 Ma se quella casa, posta in una città recinta di mura, non è riscattata prima dello scadere di un intero anno, rimarrà sempre proprietà del compratore e dei suoi discendenti; il compratore non sarà tenuto a uscire al giubileo.

Mentre lo sono le abitazioni in campagna.

Levitico 25:31 31 Però le case dei villaggi non attorniati da mura vanno considerate come parte dei fondi campestri; potranno essere riscattate e al giubileo il compratore dovrà uscire.

Per riscattare una casa consacrata a Yahovah, occorre aggiungere al suo valore il venti percento di esso. Il valore della casa è stabilito dai Sacerdoti.

Levitico 27:14-15 14 Se uno consacra la sua casa come cosa sacra al SIGNORE, il sacerdote ne farà la stima secondo che essa sarà buona o cattiva; si starà alla stima stabilita dal sacerdote. 15 Se colui che ha consacrato la sua casa la vuole riscattare, aggiungerà un quinto al pezzo della stima e sarà sua.

La Legislazione del Giubileo

Levitico 25:9-55 9 Al decimo giorno del settimo mese, farai squillare la tromba dell’acclamazione; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. 10 Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. 11 Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. 12 Poiché è il giubileo; esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. 13 In quest’anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo. 14 Quando vendete qualche cosa al vostro prossimo o quando acquistate qualche cosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al fratello. 15 Regolerai l’acquisto che farai dal tuo prossimo in base al numero degli anni trascorsi dopo l’ultimo giubileo: egli venderà a te in base agli anni di rendita. 16 Quanti più anni resteranno, tanto più aumenterai il prezzo; quanto minore sarà il tempo, tanto più ribasserai il prezzo; perché egli ti vende la somma dei raccolti. 17 Nessuno di voi danneggi il fratello, ma temete il vostro Dio, poiché io sono il SIGNORE vostro Dio. 18 Metterete in pratica le mie leggi e osserverete le mie prescrizioni, le adempirete e abiterete il paese tranquilli. 19 La terra produrrà frutti, voi ne mangerete a sazietà e vi abiterete tranquilli. 20 Se dite: Che mangeremo il settimo anno, se non semineremo e non raccoglieremo i nostri prodotti?, 21 io disporrò in vostro favore un raccolto abbondante per il sesto anno ed esso vi darà frutti per tre anni. 22 L’ottavo anno seminerete e consumerete il vecchio raccolto fino al nono anno; mangerete il raccolto vecchio finché venga il nuovo. 23 Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e inquilini. 24 Perciò, in tutto il paese che avrete in possesso, concederete il diritto di riscatto per quanto riguarda il suolo. 25 Se il tuo fratello, divenuto povero, vende una parte della sua proprietà, colui che ha il diritto di riscatto, cioè il suo parente più stretto, verrà e riscatterà ciò che il fratello ha venduto. 26 Se uno non ha chi possa fare il riscatto, ma giunge a procurarsi da sé la somma necessaria al riscatto, 27 conterà le annate passate dopo la vendita, restituirà al compratore il valore degli anni che ancora rimangono e rientrerà così in possesso del suo patrimonio. 28 Ma se non trova da sé la somma sufficiente a rimborsarlo, ciò che ha venduto rimarrà in mano al compratore fino all’anno del giubileo; al giubileo il compratore uscirà e l’altro rientrerà in possesso del suo patrimonio. 29 Se uno vende una casa abitabile in una città recinta di mura, ha diritto al riscatto fino allo scadere dell’anno dalla vendita; il suo diritto di riscatto durerà un anno intero. 30 Ma se quella casa, posta in una città recinta di mura, non è riscattata prima dello scadere di un intero anno, rimarrà sempre proprietà del compratore e dei suoi discendenti; il compratore non sarà tenuto a uscire al giubileo. 31 Però le case dei villaggi non attorniati da mura vanno considerate come parte dei fondi campestri; potranno essere riscattate e al giubileo il compratore dovrà uscire. 32 Quanto alle città dei leviti e alle case che essi vi possederanno, i leviti avranno il diritto perenne di riscatto. 33 Se chi riscatta è un levita, in occasione del giubileo il compratore uscirà dalla casa comprata nella città levitica, perché le case delle città levitiche sono loro proprietà, in mezzo agli Israeliti. 34 Neppure campi situati nei dintorni delle città levitiche si potranno vendere, perché sono loro proprietà perenne. 35 Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria ed è privo di mezzi, aiutalo, come un forestiero e inquilino, perché possa vivere presso di te. 36 Non prendere da lui interessi, né utili; ma temi il tuo Dio e fà vivere il tuo fratello presso di te. 37 Non gli presterai il denaro a interesse, né gli darai il vitto a usura. 38 Io sono il SIGNORE vostro Dio, che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto, per darvi il paese di Canaan, per essere il vostro Dio. 39 Se il tuo fratello che è presso di te cade in miseria e si vende a te, non farlo lavorare come schiavo; 40 sia presso di te come un bracciante, come un inquilino. Ti servirà fino all’anno del giubileo; 41 allora se ne andrà da te insieme con i suoi figli, tornerà nella sua famiglia e rientrerà nella proprietà dei suoi padri. 42 Poiché essi sono miei servi, che io ho fatto uscire dal paese d’Egitto; non debbono essere venduti come si vendono gli schiavi. 43 Non lo tratterai con asprezza, ma temerai il tuo Dio. 44 Quanto allo schiavo e alla schiava, che avrai in proprietà, potrete prenderli dalle nazioni che vi circondano; da queste potrete comprare lo schiavo e la schiava. 45 Potrete anche comprarne tra i figli degli stranieri, stabiliti presso di voi e tra le loro famiglie che sono presso di voi, tra i loro figli nati nel vostro paese; saranno vostra proprietà. 46 Li potrete lasciare in eredità ai vostri figli dopo di voi, come loro proprietà; vi potrete servire sempre di loro come di schiavi; ma quanto ai vostri fratelli, gli Israeliti, ognuno nei riguardi dell’altro, non lo tratterai con asprezza. 47 Se un forestiero stabilito presso di te diventa ricco e il tuo fratello si grava di debiti con lui e si vende al forestiero stabilito presso di te o a qualcuno della sua famiglia, 48 dopo che si è venduto, ha il diritto di riscatto; lo potrà riscattare uno dei suoi fratelli 49 o suo zio o il figlio di suo zio; lo potrà riscattare uno dei parenti dello stesso suo sangue o, se ha i mezzi di farlo, potrà riscattarsi da sé. 50 Farà il calcolo con il suo compratore, dall’anno che gli si è venduto all’anno del giubileo; il prezzo da pagare sarà in proporzione del numero degli anni, valutando le sue giornate come quelle di un bracciante. 51 Se vi sono ancora molti anni per arrivare al giubileo, pagherà il riscatto in ragione di questi anni e in proporzione del prezzo per il quale fu comprato; 52 se rimangono pochi anni per arrivare al giubileo, farà il calcolo con il suo compratore e pagherà il prezzo del suo riscatto in ragione di quegli anni. 53 Resterà presso di lui come un bracciante preso a servizio anno per anno; il padrone non dovrà trattarlo con asprezza sotto i suoi occhi. 54 Se non è riscattato in alcuno di quei modi, se ne andrà libero l’anno del giubileo: lui con i suoi figli. 55 Poiché gli Israeliti sono miei servi; miei servi, che ho fatto uscire dal paese d’Egitto. Io sono il SIGNORE vostro Dio”.

La Campana statunitense della Libertà

La Campana della Libertà è una reliquia della guerra pre-rivoluzionaria,fu montata per la prima volta nel 1753, nella State House della Pennsylvania, appena portata a termine: edificio che sarebbe in seguito divenuto l’Independence Hall. Sulla campana un’iscrizione afferma: “Proclamerete la Liberazione nel Paese”.

Levitico 25:10 10 Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia.

Venne suonata in occasione dell’adozione della Dichiarazione d’Indipendenza nel luglio `1776, inaugurando la tradizione della festa dell’indipendenza che fu celebrata ogni anno (ad eccezione del 1777-78, quando la campana fu rimossa e nascosta agli occupatori britanici di Filadelfia) fino al 1846. Quell’anno una piccola incrinatura si allargò al punto che la campana non potè più essere suonata. Un vero peccato che l’intero sistema del Giubileo a quel tempo non fosse istituito, poiché la storia nazionale della terra in cui è letta oggi la Legge, sarebbe stata molto diversa.


La Confermazione del Nuovo Testamento

Giovanni cominciò a predicare nel cinquantesimo anno di Tiberio (Lc. 3:1), che cominciò nel settimo mese dell’anno del Giubileo (cfr. il documento Il Tempo della Crocifissione e della Resurrzione [159]). Da questo momento il Messia fu trasferito dallo Spirito Santo da Nazaret e battezzato. Dopo la sua tentazione ritornò a Nazaret nell’anno del Giubileo del 27/28 d.C antecedente a Nisan (o Abib) del 28 d.C. e predicò nella sinagoga di Nazaret. Luca 4:16 mostra che entrò nella sinagoga di Nazaret, gli fu consegnato la pergamena di Isaia, la aprì e lesse.

Egli lesse Isaia 61:1-2 e proclamò l’Anno di Misericordia del Signore. È un riferimento diretto al giubileo. Quell’Anno di Misericordia del Signore, con la proclamazione di libertà di Levitico 25:10 E’ il giubileo.

Isaia 61:1-2 Lo spirito del SIGNORE Dio è su di me perché il SIGNORE mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, 2 a promulgare l’anno di misericordia del SIGNORE, un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti,

Quest’atto del Messia era un riferimento diretto alla proclamazione del sistema e dell’anno del giubileo. Con quest’azione, confermò il giubileo e lo limitò nel tempo. Fece tutto ciò prima di 1 Nisan (Abib) 28 d.C. Il giubileo doveva essere il 27/28 d.C. e ciò è confermato da Ezechiele 1:1 e seguenti. Se non fosse il giubileo egli sarebbe un falso profeta e non il Messia, poiché le Scritture non si sarebbero compiute e sarebbero state infrante. I trenta anni menzionati da Ezechiele, sono il trentesimo anno del ciclo del Giubileo o 594 a.C.. Ciò crea un Giubileo del 574 a.C. ed è ripetuto nella restaurazione della legge da Esdra e Neemia nel 374 a.C. Questa lettura nel quarantanovesimo anno del ciclo dà inizio all’anno del Giubileo.

Non ci è consegnato come il miracolo della manna che identificava il Sabbath del settimo giorno a Israele, quando fu portato fuori d’Egitto, benchè Dio abbia dato il doppio raccolto promesso, nel sesto anno per coloro che osservano il cilo nell’anno che Egli ha stabilito.

Il Messia è venuto in carne, è morto per i nostri peccati ed è risorto nel 30 d.C. Quando Paolo scrisse Colossesi 2:16, affermò che le Feste Religiose, i Noviluni, ed i Sabbath sono ancora un ombra, un’ombra delle cose future. L’espressione rende chiaro che l’osservanza delle assemblee e dei riposi non dà la salvezza, ma fa presagire eventi non ancora accaduti, previsti dal disegno di Dio.

L’obbligo di osservare la legge è sempre valido, non decade, né muta, come abbiamo visto (Mt. 5:18; Lc. 16:17). Al tempo di Cristo gli Ebrei non la rispettavano in modo corretto (Gv. 7:19). Fu modificata dalla tradizione (Mt. 15:2-3, 6; Mc. 7:3, 5, 8-9, 13) e resa un peso o un giogo dai maestri ebrei del tempo, che continuavano a tentare Dio (At. 15:10).

L’Applicazione Pratica

Il Giubileo comincia in autunno, nel giorno dell’Espiazione (Lv. 25:9). Tutti ritornano alla loro proprietà ereditata (Lv. 25:10). Se non lo rispettiamo saremo puniti (Ger. 34:17). La terra resta nella discendenza della famiglia ed all’interno della tribù ed è distribuita a sorte (Nm. 36:1-12; Ez. 46:16-19). Il primogenito riceve una parte doppia (Dt. 21:17). Solo il prodotto della terra può essere venduto fino al Giubileo e deve essere stimato (Lv. 27:18) aggiungendo il venti percento per il riscatto (Lv. 27:19). La terra non può essere venduta (Lv. 25:23). Perciò non devono esserci tasse sulla proprietà o sulla terra, ma solo sull’aumento della sua rendita. E’ proibito espropriare le terre (Mic. 4:4).

Tutta la legislazione letta ed esaminata qui sopra, affianca il sistema del pagamento delle Decime. C’è una prima ed una seconda decima. La prima decima è pagabile al sacerdote (Ne. 10:36-38).

Sotto la Prima Alleanza era pagabile ai Leviti che a loro volta, pagavano un decimo della decima al sacerdote del tempio (Nm. 18:26; 10:38). La raccolta delle decime avveniva su base territoriale ed erano gestite localmente. Solamente il decimo della decima, o dieci percento, era destinato ai sacerdoti del tempio. La seconda decima era utilizzata dalle famiglie per partecipare alle feste nel luogo scelto per tale scopo (Dt. 14:22-23). Veniva condivisa con i meno fortunati e con i Leviti (Dt. 14:27). Alla fine del terzo anno la seconda decima era destinata completamente ai poveri. Questa era la terza decima. Per ragioni di praticità, doveva essere convertita in denaro, perciò riguardava direttamente il lato economico e finanziario della società. Costituiva la base finanziaria a sostegno del ciclo sabbatico, integrato inoltre dalle spigolature dei lati dei campi (Lv. 19:9) e da qualsiasi altra cosa fosse cresciuta spontaneamente.

Bisogna osservare la legge, altrimenti l’umanità subirà le punizioni di cui la legge stessa parla.

Benedizione o Maledizione?

Deuteronomio 30:19 19 Prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza:

Benedizioni per Obbedienza

Deuteronomio 28:1-14 1 Se tu obbedirai fedelmente alla voce del SIGNORE tuo Dio, preoccupandoti di mettere in pratica tutti i suoi comandi che io ti prescrivo, il SIGNORE tuo Dio ti metterà sopra tutte le nazioni della terra; perché tu avrai ascoltato la voce del SIGNORE tuo Dio, verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste benedizioni: 3 Sarai benedetto nella città e benedetto nella campagna. 4 Benedetto sarà il frutto del tuo seno, il frutto del tuo suolo e il frutto del tuo bestiame; benedetti i parti delle tue vacche e i nati delle tue pecore. 5 Benedette saranno la tua cesta e la tua madia. 6 Sarai benedetto quando entri e benedetto quando esci. 7 Il SIGNORE lascerà sconfiggere davanti a te i tuoi nemici, che insorgeranno contro di te: per una sola via verranno contro di te e per sette vie fuggiranno davanti a te. Il SIGNORE ordinerà alla benedizione di essere con te nei tuoi granai e in tutto ciò a cui metterai mano; ti benedirà nel paese che il SIGNORE tuo Dio sta per darti. Il SIGNORE ti renderà popolo a lui consacrato, come ti ha giurato, se osserverai i comandi del SIGNORE tuo Dio e se camminerai per le sue vie; 10 tutti i popoli della terra vedranno che porti il nome del SIGNORE e ti temeranno. 11 1l SIGNORE tuo Dio ti concederà abbondanza di beni, quanto al frutto del tuo grembo, al frutto del tuo bestiame e al frutto del tuo suolo, nel paese che il SIGNORE ha giurato ai tuoi padri di darti. 12 Il SIGNORE aprirà per te il suo benefico tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia a suo tempo e per benedire tutto il lavoro delle tue mani; così presterai a molte nazioni, mentre tu non domanderai prestiti. 13 Il SIGNORE ti metterà in testa e non in coda e sarai sempre in alto e mai in basso, se obbedirai ai comandi del SIGNORE tuo Dio, che oggi io ti prescrivo, perché tu li osservi e li metta in pratica, 14 e se non devierai né a destra né a sinistra da alcuna delle cose che oggi vi comando, per seguire altri dei e servirli.

Se serviamo l’Unico Vero Dio e conduciamo la vita nel modo che ci ha ordinato, riceveremo le benedizioni di cui si parla sopra, secondo la promessa fatta ad Abramo.

Maledizioni per Disobbedienza

Peccato e Punizione:

Deuteronomio 28:15-36 15 Ma se non obbedirai alla voce del SIGNORE tuo Dio, se non cercherai di eseguire tutti i suoi comandi e tutte le sue leggi che oggi io ti prescrivo, verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste maledizioni.

Ignorare Dio e disobbedire ai Suoi comandamenti, le sue leggi e le sue prescrizioni significa peccare. Quando la malvagità dei popoli supererà ogni limite, le punizioni divine ricadranno su di loro.

16 Sarai maledetto nella città e maledetto nella campagna. 17 Maledette saranno la tua cesta e la tua madia. 18 Maledetto sarà il frutto del tuo seno e il frutto del tuo suolo; maledetti i parti delle tue vacche e i nati delle tue pecore. 19 Maledetto sarai quando entri e maledetto quando esci. 20 Il SIGNORE lancerà contro di te la maledizione, la costernazione e la minaccia in ogni lavoro a cui metterai mano, finché tu sia distrutto e perisca rapidamente a causa delle tue azioni malvage per avermi abbandonato.

Abbandonando Dio, creiamo le nostre strutture sociali e perciò Gli disobbediamo; ne conseguono le maledizioni. La disobbedienza alle leggi di Dio è punita sia singolarmente che collettivamente. Dio si occupa dei popoli allo stesso modo in cui si occupa delle famiglie. Punisce i popoli come anche gli Eserciti che li governano ingiustamente. Occorre rispettare tutti i comandamenti e tutte le leggi. La punizione per la disobbedienza ricade sui prodotti della terra: il popolo conoscerà la carestia. La generosità della terra è in relazione con le leggi di Dio.

Il Signore punisce il popolo con maledizioni, confusione e frustrazione. Tale confusione si estende dall’alto in basso della struttura sociale. Il governo guida il popolo in modo stolto e prende decisioni in disaccordo con il benessere comune. Le decisioni che contraddicono le leggi, gettano il popolo nell’oscurità.

21 Il SIGNORE ti farà attaccare la peste, finché essa non ti abbia eliminato dal paese, di cui stai per entrare a prender possesso. 22 Il SIGNORE ti colpirà con la consunzione, con la febbre, con l’infiammazione, con l’arsura, con la siccità, il carbonchio e la ruggine, che ti perseguiteranno finché tu non sia perito. 23 Il cielo sarà di rame sopra il tuo capo e la terra sotto di te sarà di ferro. 24 Il SIGNORE darà come pioggia al tuo paese sabbia e polvere, che scenderanno dal cielo su di te finché tu sia distrutto. 25 Il SIGNORE ti farà sconfiggere dai tuoi nemici: per una sola via andrai contro di loro e per sette vie fuggirai davanti a loro; diventerai oggetto di orrore per tutti i regni della terra. 26 Il tuo cadavere diventerà pasto di tutti gli uccelli del cielo e delle bestie selvatiche e nessuno li scaccerà. 27 Il SIGNORE ti colpirà con le ulcere d’Egitto, con bubboni, scabbia e prurigine, da cui non potrai guarire. 28 Il SIGNORE ti colpirà di delirio, di cecità e di pazzia, 29 così che andrai brancolando in pieno giorno come il cieco brancola nel buio. Non riuscirai nelle tue imprese, sarai ogni giorno oppresso e spogliato e nessuno ti aiuterà.

Il numero di malattie, ogni giorno in aumento, diventano sempre più orribili. Sembra che l’epidemia di AIDS sia profetizzata in Romani 1:25-27. L’aumento della follia nel mondo è una prova della violazione delle leggi di Dio. La stoltezza è inflitta al popolo che non esercita lo Spirito Santo. È frutto dell’afflizione della società e spesso non ne è direttamente responsabile il singolo, essendo legata all’inquinamento chimico della catena alimentare e dei rifornimenti idrici. Roma usava tubature di piombo e di conseguenza la città soffrì di demenza endemica. L’assunzione di droghe nella nostra società aumenta l’incidenza di disturbi psicotici e di di malattie genetiche.

30 Ti fidanzerai con una donna, un altro la praticherà; costruirai una casa, ma non vi abiterai; pianterai una vigna e non ne potrai cogliere i primi frutti. 31 Il tuo bue sarà ammazzato sotto i tuoi occhi e tu non ne mangerai; il tuo asino ti sarà portato via in tua presenza e non tornerà più a te; il tuo gregge sarà dato ai tuoi nemici e nessuno ti aiuterà. 32 I tuoi figli e le tue figlie saranno consegnati a un popolo straniero, mentre i tuoi occhi vedranno e languiranno di pianto per loro ogni giorno, ma niente potrà fare la tua mano. 33 Un popolo, che tu non conosci, mangerà il frutto della tua terra e di tutta la tua fatica; sarai oppresso e schiacciato ogni giorno; 34 diventerai pazzo per ciò che i tuoi occhi dovranno vedere. 35 Il SIGNORE ti colpirà alle ginocchia e alle cosce con una ulcera maligna, della quale non potrai guarire; ti colpirà dalla pianta dei piedi alla sommità del capo. 36 Il SIGNORE deporterà te e il re, che ti sarai costituito, in una nazione che né tu né i padri tuoi avete conosciuto; là servirai dei stranieri, dei di legno e di pietra.

Non conosciamo il popolo straniero che ci ridurrà in schiavitù. Parlerà una lingua straniera e avrà con noi un cuore di pietra. Inoltre le nostre usanze sono così corrotte che ciò che chiamiamo religione è totalmente estraneo all’adorazione dell’Unico Vero Dio ed al successo che deriva da quella fede. Fino ad oggi il popolo è stato protetto ed ha mantenuto il diritto di nascita, grazie alle promesse fatte a Giuseppe attraverso i suoi figli Efraim e Manasse.

L’Angelo redentore d’Israele era il Messia, in quanto Angelo di YHVH. Israele fu benedetto attraverso Giuseppe. Efraim fu al centro di quelle benedizioni e Giuda avrebbe portato lo scettro, da cui sarebbe disceso il Messia. La discendenza di Giuseppe è stata benedetta e le benedizioni sono ancora valide, ma l’obbedienza è una condizione necessaria.

Deuteronomio 28:1-68 1 Se tu obbedirai fedelmente alla voce del SIGNORE tuo Dio, preoccupandoti di mettere in pratica tutti i suoi comandi che io ti prescrivo, il SIGNORE tuo Dio ti metterà sopra tutte le nazioni della terra; 2 perché tu avrai ascoltato la voce del SIGNORE tuo Dio, verranno su di te e ti raggiungeranno tutte queste benedizioni.

Se obbediremo; se obbedirai.

Se disobbediremo allora diventeremo:

37 diventerai oggetto di stupore, di motteggio e di scherno per tutti i popoli fra i quali il SIGNORE ti avrà condotto. 38 Porterai molta semente al campo e raccoglierai poco, perché la locusta la divorerà. 39 Pianterai vigne e le coltiverai, ma non berrai vino né coglierai uva, perché il verme le roderà. 40 Avrai oliveti in tutto il tuo territorio, ma non ti ungerai di olio, perché le tue olive cadranno immature. 41 Genererai figli e figlie, ma non saranno tuoi, perché andranno in prigionia. 42 Tutti i tuoi alberi e il frutto del tuo suolo saranno preda di un esercito d’insetti. 43 Il forestiero che sarà in mezzo a te si innalzerà sempre più sopra di te e tu scenderai sempre più in basso. 44 Egli presterà a te e tu non presterai a lui; egli sarà in testa e tu in coda. 45 Tutte queste maledizioni verranno su di te, ti perseguiteranno e ti raggiungeranno, finché tu sia distrutto, perché non avrai obbedito alla voce del SIGNORE tuo Dio, osservando i comandi e le leggi che egli ti ha dato.

I figli e le figlie del popolo cadranno in schiavitù. Il popolo non è protetto da queste sciagure. Inoltre gli eletti fanno parte del popolo. Sbagliamo se pensiamo che possiamo restare in silenzio ed essere ancora protetti dalle maledizioni che cadranno sulla terra. L’unica promessa fatta ai giusti è che solo pane ed acqua saranno assicurati. Se restiamo in silenzio mentre il maligno regna, Yahovah non ci ascolterà finchè non ci pentiremo e non saremo irremovibili.

46 Esse per te e per la tua discendenza saranno sempre un segno e un prodigio.

Per Israele saranno sempre un segno ed un prodigio. Israele è anche un popolo spirituale. Resteranno per sempre su coloro che fanno professione di fede in Gesù Cristo e per questo vengono giudicati.

47 Poiché non avrai servito il SIGNORE tuo Dio con gioia e di buon cuore in mezzo all’abbondanza di ogni cosa, 48 servirai i tuoi nemici, che il SIGNORE manderà contro di te, in mezzo alla fame, alla sete, alla nudità e alla mancanza di ogni cosa; essi ti metteranno un giogo di ferro sul collo, finché ti abbiano distrutto. 49 Il SIGNORE solleverà contro di te da lontano, dalle estremità della terra, una nazione che si slancia a volo come aquila: una nazione della quale non capirai la lingua, 50 una nazione dall’aspetto feroce, che non avrà riguardo al vecchio né avrà compassione del fanciullo; 51 che mangerà il frutto del tuo bestiame e il frutto del tuo suolo, finché tu sia distrutto, e non ti lascerà alcun residuo di frumento, di mosto, di olio, dei parti delle tue vacche e dei nati delle tue pecore, finché ti avrà fatto perire. 52 Ti assedierà in tutte le tue città, finché in tutto il tuo paese cadano le mura alte e forti, nelle quali avrai riposto la fiducia. Ti assedierà in tutte le tue città, in tutto il paese che il SIGNORE tuo Dio ti avrà dato.

Questa maledizione riguarda la guerra all’interno dei nostri territori. Col tempo saremo occupati ed assisteremo alla distrizione del nostro popolo. Non smetteremo di scappare per le città d’Israele fino alla venuta del Figlio dell’Uomo (Mt. 10:23).

53 Durante l’assedio e l’angoscia alla quale ti ridurrà il tuo nemico, mangerai il frutto delle tue viscere, le carni dei tuoi figli e delle tue figlie, che il SIGNORE tuo Dio ti avrà dato. 54 L’uomo più raffinato tra di voi e più delicato guarderà di malocchio il suo fratello e la sua stessa sposa e il resto dei suoi figli che ancora sopravvivono, 55 per non dare ad alcuno di loro le carni dei suoi figli delle quali si ciberà; perché non gli sarà rimasto più nulla durante l’assedio e l’angoscia alla quale i nemici ti avranno ridotto entro tutte le tue città. 56 La donna più raffinata e delicata tra di voi, che per delicatezza e raffinatezza non si sarebbe provata a posare in terra la pianta del piede, guarderà di malocchio il proprio marito, il figlio e la figlia 57 e si ciberà di nascosto di quanto esce dai suoi fianchi e dei bambini che deve ancora partorire, mancando di tutto durante l’assedio e l’angoscia alla quale i nemici ti avranno ridotto entro tutte le tue città.

Ciò è accaduto in passato, ma non così gravemente come avverrà nell’ultima e finale distruzione.

58 Se non cercherai di eseguire tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, avendo timore di questo nome glorioso e terribile del SIGNORE tuo Dio, 59 allora il SIGNORE colpirà te e i tuoi discendenti con flagelli prodigiosi: flagelli grandi e duraturi, malattie maligne e ostinate. 60 Farà tornare su di te le infermità dell’Egitto, delle quali tu avevi paura, e si attaccheranno a te. 61 Anche ogni altra malattia e ogni flagello, che non sta scritto nel libro di questa legge, il SIGNORE manderà contro di te, finché tu non sia distrutto. 62 Voi rimarrete in pochi uomini, dopo essere stati numerosi come le stelle del cielo, perché non avrai obbedito alla voce del SIGNORE tuo Dio. 63 Come il SIGNORE gioiva a vostro riguardo nel beneficarvi e moltiplicarvi, così il SIGNORE gioirà a vostro riguardo nel farvi perire e distruggervi; sarete strappati dal suolo, che vai a prendere in possesso. 64 Il SIGNORE ti disperderà fra tutti i popoli, da un’estremità fino all’altra; là servirai altri dei, che né tu, né i tuoi padri avete conosciuti, dei di legno e di pietra.

Stranieri istituiscono idoli sconosciuti in nome del multiculturalismo. Il nostro popolo li adora. Le dottrine dei demoni abbondano. Si considerà il vegetarianismo una pratica virtuosa ed il folle processo di pensiero dell’apostata diventa un’aperto vaneggiamento e mantra rivolti al demonio.

Quando la distruzione del giorno del giudizio colpirà l’Israele fisica, saranno gli eletti ad essere perseguitati, in primo luogo dai loro fratelli, che cercheranno di salvarsi tradendo i propri fratelli.

Se non puoi difendere la verità ora e cercare di salvare le dieci tribù perdute che hanno infranto l’alleanza, tradirai i tuoi fratelli e le tue sorelle quando ti converrà. Le piaghe del giorno del giudizio scenderanno su ogni debole e ciò che si temeva diventerà una realtà.

65 Fra quelle nazioni non troverai sollievo e non vi sarà luogo di riposo per la pianta dei tuoi piedi; là il SIGNORE ti darà un cuore trepidante, languore di occhi e angoscia di anima. 66 La tua vita ti sarà dinanzi come sospesa a un filo; temerai notte e giorno e non sarai sicuro della tua vita. 67 Alla mattina dirai: Se fosse sera! e alla sera dirai: Se fosse mattina!, a causa del timore che ti agiterà il cuore e delle cose che i tuoi occhi vedranno. 68 Il SIGNORE ti farà tornare in Egitto, per mezzo di navi, per una via della quale ti ho detto: Non dovrete più rivederla! e là vi metterete in vendita ai vostri nemici come schiavi e schiave, ma nessuno vi acquisterà”.

Yahovah promise che non saremmo tornati in Egitto perciò ci sarà un’ordine che riguarderà l’apostasia del popolo. Nessuno in questo sistema ci acquisterà perché non potranno nutrirci e saremo così agitati da malattie, che rappresenteremo per loro un peso.

Ciò avverrà se non ci pentiamo.

Noi, in quanto Israele spirituale, così come Giuseppe e tutti coloro che devono essere ancora chiamati dobbiamo osservare l’intero sistema sociale. La legge è in vigore per proteggere il pianeta e tutti coloro che lo abitano. Ci è stata data la responsabilità trascurata di osservarla, gestirla e mantenerla.

I risultati del mancato rispetto del sistema divino a protezione della famiglia, sono evidenti. Con il battesimo rinnoviamo l’alleanza, una seconda alleanza nello stesso corpo di legge, applicato spiritualmente.

Deuteronomio 29:1-13 1 Queste sono le parole dell’alleanza che il SIGNORE ordinò a Mosè di stabilire con gli Israeliti nel paese di Moab, oltre l’alleanza che aveva stabilito con loro sull’Oreb. 2 Mosè convocò tutto Israele e disse loro: “Voi avete visto quanto il SIGNORE ha fatto sotto i vostri occhi, nel paese d’Egitto, al faraone, a tutti i suoi ministri e a tutto il suo paese; le prove grandiose che i tuoi occhi hanno visto, i segni e i grandi prodigi. Ma fino ad oggi il SIGNORE non vi ha dato una mente per comprendere, né occhi per vedere, né orecchi per udire. Io vi ho condotti per quarant’anni nel deserto; i vostri mantelli non vi si sono logorati addosso e i vostri sandali non vi si sono logorati ai piedi. Non avete mangiato pane, non avete bevuto vino, né bevanda inebriante, perché sapevate che io sono il SIGNORE vostro Dio. 7 Quando foste arrivati in questo luogo e Sicon re di Chesbon e Og re di Basan uscirono contro di noi per combattere, noi li abbiamo sconfitti, 8 abbiamo preso il loro paese e l’abbiamo dato in possesso ai Rubeniti, ai Gaditi e a metà della tribù di Manàsse. 9 Osservate dunque le parole di questa alleanza e mettetela in pratica, perché abbiate successo in quanto farete. 10 Oggi voi state tutti davanti al SIGNORE vostro Dio, i vostri capi, le vostre tribù, i vostri anziani, i vostri scribi, tutti gli Israeliti, 11 i vostri bambini, le vostre mogli, il forestiero che sta in mezzo al tuo accampamento, da chi ti spacca la legna a chi ti attinge l’acqua, 12 per entrare nell’alleanza del SIGNORE tuo Dio e nell’imprecazione che il SIGNORE tuo Dio sancisce oggi con te, 13 per costituirti oggi suo popolo e per essere Egli il tuo Dio, come ti ha detto e come ha giurato ai tuoi padri, ad Abramo, ad Isacco e a Giacobbe.

Tutto questo modo di vivere è riassunto nei Due Grandi Comandamenti:

Deuteronomio 6:4-5 4 Ascolta, Israele: il SIGNORE è il nostro Dio, il SIGNORE è uno solo. 5 Tu amerai il SIGNORE tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.

Levitico 19:18 18 Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il SIGNORE.

L’intero sistema del Giubileo e delle Decime proteggerà il popolo dai debiti e dagli interessi che distruggono la vita, che ci mettono in schiavitù finanziaria ed in continua costrizione per la mancanza della produttività delle terre.

Possa Yahovah, nostro Elohim, inviare presto il suo Messia ed istituire questa Legge che è in vigore per il nostro bene.

Rispettiamo la Legge come riconoscimento e perché amiamo il nostro Dio.

AMEN