E’ scritto:
Esodo 20:7 7 Non pronuncerai invano il nome del SIGNORE, tuo Dio, perché il SIGNORE non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano. (KJV)
Deuteronomio 5:11 11 Non pronunciare invano il nome del SIGNORE tuo Dio perché il SIGNORE non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano. (KJV)
Dio come l’Origine di ogni Potere ed Autorità
Il nome di Dio al singolare è Eloha. Egli è l’origine di ogni potere ed autorità ed è l’oggetto di adorazione nel Tempio.
Esdra 4:17-7:26
Egli Si sta estendendo per diventare tutto in tutti. Egli sta dunque diventando elohim. Comunque egli è l’unico Dio.
Deuteronomio 6:4-5 4 Ascolta, Israele: il SIGNORE è il nostro Dio, il SIGNORE è uno solo. 5 Tu amerai il SIGNORE tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. (KJV)
Esodo 13:14 ci dimostra che Dio sta diventando qualcosa. Egli qui dice Io sarò ciò che diventerò (‘eyeh ‘ascher ‘eyeh cf. Oxford Annotated RSV e Bullinger, Companion Bible)
I Nomi di Dio come Autorità
Ogni dimostrazione di potere sotto la direzione di Dio, è fatta in Suo nome come Yahovah degli Eserciti. Perciò ogni essere che agisce per Lui viene chiamato con il Suo nome Yahovah (cfr. L’Angelo di YHVH [024]); Gn. Cap. 18 e 19)
L’uso del Nome di Dio in Potere
Dio ci guida e ci insegna, e la Sua cortesia ci rende perfetti, e abbiamo lo scudo della Sua salvezza. Egli è la nostra fortezza ed il nostro salvatore (cfr. 2Sm. 22:32-35; Sal. 18:34; 144:1). Tutti i poteri appartengono a Dio e sono ordinati da Dio (Rm.13:1, 2, 7).
Dobbiamo obbedire a Dio piuttosto che all’uomo (Atti 5:29). A Lui appartengono la vendetta e la ricompensa (Dt. 32:35; Sal. 94:1; Eb. 10:30; Rm. 12:19).
Deuteronomio 10:20 20 Temi il Signore tuo Dio, a lui servi, restagli fedele e giura nel suo nome (KJV)
La Sua Legge
Deuteronomio 5:13 13 Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro: (KJV)
Il Suo ordine di leggi comprende tutto il sistema di amministrazione della struttura della settimana.
Il Suo Sistema
La Struttura del calendario sotto il Suo nome è contenuta nel quarto comandamento (cfr. La Legge ed il Quarto Comandamento [256]).
Le Sue Feste ed i Suoi Sabbath
Le Feste ed i Sabbath sono le Sue feste ed ogni attività è intrapresa nel nome dell’Unico Vero Dio. Il Suo Messia ha agito all’interno di questo sistema e non ha cambiato nulla della struttura delle Feste Religiose e dei Sabbath. Ha agito nel nome di Dio e non ha pronunciato il nome di Dio invano. Egli ha adempiuto alla legge ed ai sacrifici del Sabbath e della Festa del Grano. on li ha alterati o cambiati; ha solalmente completato, una volta per tutte, i sacrifici.
Uso Errato del Nome di Dio come Autorità
Levitico 19:12 12 Non giurerete il falso servendovi del mio nome; perché profanereste il nome del tuo Dio. Io sono il SIGNORE. (KJV)
Ogni autorità è obbligata a lavorare ed a intraprendere tutte le questioni nel rispetto della Legge di Dio. Tutti i sistemi religiosi che danno a intendere di lavorare per la Bibbia e determinano o cambiano l’ordine di leggi, stanno usando il nome dell’Unico Vero Dio invano e violano la Sua Legge, secondo il terzo comandamento.
La Falsa Legge
E’ una violazione della Legge di Dio e di questo comandamento, instaurare un sistema di leggi, non in accordo con la Bibbia e le sue disposizioni.
Dunque l’intero sistema altera la Legge di Dio. Non si possono adempiere parti dell’ordine di leggi e rifiutarne delle altre.
Le False Feste
Non si può affermare di adorare il Dio Vivente nel nome di Gesù Cristo, e rifiutare il Sabbath e le feste, e perfezionare il sistema pagano di adorazione ed i culti del Sole. Dunque l’adorazione della Domenica ed il rispetto delle festività del Natale e della Pasqua, sono, non solo una violazione del terzo comandamento, ma anche del quarto comandamento e dell’intera legge.
Dio dice che Egli odia le loro Feste ed i loro Sabbath (Is. 1:11-20) per questa ipocrisia.
I Falsi Sabbath
L’adorazione di un falso Sabbath non è solamente l’adorazione di un altro giorno, come la domenica. E’ l’adorazione di Dio in vano, attraverso l’ingiustizia, la malignità e l’ipocrisia. Dio odia questi sacerdoti falsi e idolatri. Queste sono le tonache nere che servono Baal ed i culti del Sole (cfr. 2Re. 23:5 Os. 10:5; Sof. 1:4)
Il Nome di Dio
Ci viene detto di non pronunciare il nome di Dio invano, o giurare il falso in Suo nome.
Il Nome di Dio Invano
Dio ha parlto.
Esodo 20:7 Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascerà impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Levitico 19:12 Non giurerete il falso servendovi del mio nome; perché profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
Salmi 99:2 Grande è il Signore in Sion, eccelso sopra tutti i popoli. Lodino il tuo nome grande e terribile, perché è santo.
Salmi 111:9 Mandò a liberare il suo popolo, stabilì la sua alleanza per sempre. Santo e terribile il suo nome.
Geremia 14:9 Eppure tu sei in mezzo a noi, Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome.
Il Dio non Visto
Le Scritture ci dicono che Dio non è stato mai visto e che nessuno ha sentito la sua voce. Chi è questo Dio che è conosciuto solo per il suo nome?
Giovanni 1:18 Dio nessuno l’ha mai visto.
Esodo 32:20 E disse: Non potrai vedere il mio volto poichè nessun uomo mi vedrà e vivrà.
Giovanni 5:37 E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto.
Cristo qui identifica il Padre come questo essere che non è stato mai visto. Il Suo volto ed il suo aspetto sono sconosciuti, così come la sua voce.
Le scritture di Paolo nel Nuovo Testamento si riferiscono al Dio “invisibile”.
Colossesi 1:15 Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura.
1Timoteo 1:17 Al Re dei secoli incorruttibile, invisibile e unico Dio, onore e gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Ebrei 11:27 Per fede lasciò l’Egitto, senza temere l’ira del re; rimase infatti saldo, come se vedesse l’invisibile.
Questo Dio che nessuno ha mai visto, ha un nome. Il nome di Dio identifica colui che Dio è. Il nome di Dio è Eloah, o Yahovah degli Eserciti. Alcune volte il nome di Dio è pronunciato in modo incorretto: Jehovah o Yahweh.
Come può essere usato il nome di Dio “invano” ?
Il nuovo studio analitico della concordanza dà vari significati alla parola “invano”:
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- Vanità: Questa parola deriva dall’ Ebreo hebel (Ger. 10:3)
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- Gratuito, dalla parola Ebrea chinnam (Ez.6:10)
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- Falso da nabab (Gb. 11:11, 12)
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- Vuoto, vano da rig (Sal.2:1; Ger. 51:58)
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- Falsità o mensogna da sheqer ( Es. 5:9)
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- Deserto o distrutto da tohu (Isa. 45:18; cfr. Gn. 1:2; Ger. 4:23)
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- Infruttuoso o inutile dal greco mataios
Queste parole sono tutte tradotte come invano in Inglese. Riferendoci alle Scritture vediamo che ognuna di queste parole ha una diversa collocazione. Per la parola invano nel terzo comandamento, si ha una parola Ebrea differente. La parola Ebrea è shav, o shawv. Questa parola ha anche il significato di falsità quindi vanità.
Nello Strong’s Hebrew Dictinary (SHD) 7723, shawv significa desolazione, male, rovina, idolatria, inutilità, invano, falso.
Visto che analizziamo il terzo comandamento,
esamineremo i molti modi in cui questa legge si applica.
Il Nome di Dio Scritto ma non Pronunciato
Il nome di Dio significava molto per gli Ebrei. Dopo la prigionia babilonese la tribù di Giuda e parte delle tribù di Levi e Beniamino considerarono il nome di Dio così santo che sebbene fose scritto non veniva pronunciato. Quando un lettore nella sinagoga incontrava “YHVH” lo sostituiva con la parola “Adonay” che significa “il Signore”.
La scrittura ebraica, come la stenografia moderna, era formata da sole consonanti. Le vocali furono inserite solo in seguito per coloro che non conscessero bene la tradizione orale ebraica, tramite una serie di piccoli punti chiamati punti vocalici, sopra, intorno e sotto il testo consonantico, ma mai al suo interno.
Perciò intorno alle lettere del nome di Dio, erano inserite le vocali della parola “Adonay”, (SHD 136) che dovevano essere lette. Un risultato di queta pratica è la comparsa, in tempi relativamente moderni, della parola ibrida Yehovah, composta dal nome YHVH e dalle vocali della parola “Adonay”. Il nome subì 134 variazioni con il Sopherim e gli scrivani rabbinici. Sappiamo dove si verificarono le modificazioni dall’originale. Sappiamo dall’archeologia antica che l’abbreviazione del nome di Dio era Yaho (cfr. J. B. Pritchard, The Ancient Near East, Princeton, 1958, Vol. 1, pp. 278-282). È stato scritto incorettamente Jah, ma in ebraico la J non esiste e la vocale è omessa erroneamente, come sappiamo dai testi antichi del Tempio a Elephantine (cfr. Sal. 68:4 KJV).
Gli studiosi moderni scrivono “Jahveh”, o “Yahweh”.
Quando si incontrava nel testo la parola Yahovah (SHD 3068), si pronunciava Adonai, e quando ci si riferiva a Dio, si scriveva Yahovih. In seguito gli scrivani lo pronunciarono sempre elohim per evitare le conseguenze teologiche della distinzione.
La maggior parte delle tradizioni successive entrarono nel Giudaismo dalla prigionia babilonese, insieme al concetto diffuso tra i pagani di non nominare il nome di Dio, per timore di spingerlo ad agire, o che la persona che ne aveva pronunciato il nome potesse controllarlo (cfr. il documento Abracadabra Il Significato dei Nomi (No. 240)).
Anche scrivendo il nome di Dio, lo scrivano rispettava alcune regole. Il copista della legge:
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- Deve essere ben lavato.
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- Deve indossare vesti ebree.
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- Non deve mai intingere la penna nell’inchiostro mentre scrive il nome di Dio.
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- Durante la scrittura del nome di Dio, deve ignorare persino l’appello di un Re.
Si presume che tali regole furono adottate, perché pensavano che impedissero all’uomo di usare il nome di Dio invano. Ma probabilmente furono influenzati anche dalle considerazioni dei pagani nei confronti del concetto dei nomi: se si conoscesse il nome, si potrebbe chiamare e contollare il dio. Questo punto di vista si oppone diametralmente al significato del terzo comandamento della Legge di Dio.
La Companion Bible di Bullinger contiene un elenco delle sostituzioni di Yahovah con Adonai e dell’uso di elohim nell’Appendice 32. Sottolinea che pronunciare il nome di Dio NON è ciò che intende il terzo comandamento.
R. J. Rushdoony, (The Institutes of Biblical Law, Presbyterian and Reformed Publishing Company, 1973, p. 126) pone le domande seguenti:
“D. 112. Che cosa esige il terzo comandamento?”
“R. Il terzo comandamento esige che si pensi, si mediti, si pronunci e si scriva con rispetto il nome di Dio, i suoi titoli, i suoi attributi, le cerimonie, la parola, i sacramenti, le preghiere, i giuramenti, i voti, le sue cose, i suoi atti ed ogni altra cosa con cui egli si faccia santo; per una professione santa ed una conservazione responsabile della gloria di Dio e del bene nostro e degli altri.”
“D. 113. Quali sono i peccati vietati dal terzo comandamento?”
“R. I peccati vietati dal terzo comandamento sono il diverso uso del nome di Dio da come è richiesto ed il suo abuso menzionandolo nell’ignoranza, invano, in modo irriverente, profano, superstizioso, o maligno; l’uso blasfemo dei suoi titoli, attributi, cerimonie, atti, giuramenti e voti se contenuti nella legge e loro adempimento in atti illegali; proteste e lamentele, indiscrezioni e abusi o qualsiasi corruzione della Sua parola con derisioni profane, domande indiscrete o inutili, dispute vane o per il sostegno di dottrine false; il suo abuso e quello di tutte le creature o di qualsiasi cosa sotto il nome di Dio, per stregonerie o altre pratiche e lascivie peccaminose; la calunnia, lo scherno, l’ingiuria o qualsiasi altra negazione della verità di Dio, della sua grazia e delle sue vie. Professare la religione nell’ipocrisia o per scopi malvagi; vergognarsene o essere una vergogna.”
La maggior parte della gente non ha mai considerato probabilmente, l’applicazione così ampia del terzo comandamento.
Sappiamo che Dio vuole la fratellanza con l’uomo. L’unico modo in cui si può godere di questa fratellanza è la totale e completa sottomissione dell’uomo a Dio ed alla Sua volontà, attraverso la totale e completa obbedienza della Sua legge. Dio vuole obbedienza e non sacrificio. Ciò che è più importante è che la legge fu data per il nostro bene e non per essere un fardello, se osservata nella forza dello Spirito Santo.
La corruzione dell’uso di Dio invano ebbe inizio all’epoca del nipote di Adamo, Enos, come vediamo da un’esame di Genesi 4:26.
Genesi 4:26 26 Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del SIGNORE.
Questo enunciato della versione KJV nasconde ciò che sta realmente accadendo. La Companion Bible di Bullinger, Appendice 21, ci dà la vera intenzione del verso. Secondo i commenti in ebraico antico, gli uomini smisero di pregare nel nome del Signore (Targum Onkelos) e crearono idoli che chiamarono con il nome della Parola del Signore (Targum Jonathan). Rashi afferma che si profanava il nome del Signore. Il Dabar Yahovah o Parola del Signore era l’entità rappresentante Dio, mentre comprendiamo la funzione del Logos con Gesù Cristo.
Era evidente che al tempo di Enos, discendente di Adamo, gli uomini cominciarono l’adorazione di culti falsi dando il nome di Dio ai corpi celesti. Gli fu insegnato che avevano incominciato a chiamare i “loro dei” Yahovah.
L’idolatria risale dunque a quel periodo. Enos significa fragile, debole, malato o incurabile. La Genesi è il libro delle origini. Al tempo di Enos, l’uomo cominciò ad usare il nome di Dio invano. Enoc, il settimo da Adamo, profetizzò contro di loro e la loro empietà (Giuda 14, 15).
L’idolatria corrompe sempre il nome di Dio. E’ Satana ad indurre l’uomo a distogliere l’adorazione da Dio ed a dirigerla verso se stesso.
Fare un Giuramento
Levitico 19:12 12 Non giurerete il falso servendovi del mio nome; perché profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore.
Proverbi 19:28 28 Il testimone iniquo si beffa della giustizia:
“Il fondamento della procdura giuridica comprendente le cosiddette controversie civili, si trova chiaramente nel terzo comandamento e sarebbe certamente di grande aiuto nel campo del diritto penale.”
(Ingram, World Under God’s Law, pagina 46).
Il giuramento di ufficio, l’attendibilità dei testimoni, la stabilità della società in termini di rispetto comune della verità, e l’intera struttura basata sul dovere, dipendono dal concetto di purezza o di verità sotto giuramento (affermazione in cui il giuramento è in contraddizione con gli insegnamenti di Cristo). Quando manca il rispetto della verità e gli uomini possono prestare giuramento senza l’intenzione di rispettarne le condizioni, ne consegue degenerazione ed anarchia sociale. Quando non si teme Dio, scompare la santità dei giuramenti ed i fondamenti della società mutano da verità a menzogna.
Anticamente, il giuramento della Corona o di ufficio Presidenziale ed ogni altro giuramento d’ufficio, erano sotto l’autorità del terzo comandamento e di fatto, lo invocavano.
Prestando giuramento, la persona si impegnava a rispettarne le condizioni e la parola data, come Dio è fedele alla Sua parola. Se i funzionari pubblici venivano meno al giuramento d’ufficio, invocavano il giudizio divino e la maledizione della legge su di loro. Nella società odierna c’è una totale indifferenza nei confronti di questo giuramento: è considerato solo una cerimonia, una formalità da tollerare. La gente giura su una Bibbia che hanno letto solo in parte, che non comprendono ed in cui per la maggior parte non credono.
Nell’antichità, l’abuso di un giuramento era considerato un’offesa molto grave. Il testimone di un tale giuramento o di un giuramento volto a compiere del male, che non fosse intervenuto ad impedirlo, doveva compiere un sacrificio espiatorio di redenzione (Lv. 5:4-7).
Un falso giuramento costituisce un assalto alla vita di tutta la società. L’odio per il falso giuramento è manifestato in Salmi 109:17, 18.
17 Ha amato la maledizione: ricada su di lui! Non ha voluto la benedizione: da lui si allontani! 18 Si è avvolto di maledizione come di un mantello: è penetrata come acqua nel suo intimo e come olio nelle sue ossa.
Esodo 23:1 1 Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un’ingiustizia.
L’Applicazione Adeguata di un Giuramento
Esodo 22:10-11 10 Quando un uomo dà in custodia al suo prossimo un asino o un bue o un capo di bestiame minuto o qualsiasi bestia, se la bestia è morta o si è prodotta una frattura o è stata rapita senza testimone, 11 tra le due parti interverrà un giuramento per il SIGNORE, per dichiarare che il depositario non ha allungato la mano sulla proprietà del suo prossimo. Il padrone della bestia accetterà e l’altro non dovrà restituire.
Zaccaria 8:16, 17 16 Ecco ciò che voi dovrete fare: parlate con sincerità ciascuno con il suo prossimo; veraci e sereni siano i giudizi che terrete alle porte delle vostre città. 17 Nessuno trami nel cuore il male contro il proprio fratello; non amate il falso giuramento, poiché io detesto tutto questo, dice il SIGNORE.
Dio odia Sette Cose
Proverbi 6:16-19 16 Sei cose odia il SIGNORE, anzi sette gli sono in abominio: 17 occhi alteri, lingua bugiarda, mani che versano sangue innocente, 18 cuore che trama iniqui progetti, piedi che corrono rapidi verso il male, 19 falso testimone che diffonde menzogne e chi provoca litigi tra fratelli.
Levitico 5:1 1 Se una persona pecca perché nulla dichiara, benché abbia udito la formula di scongiuro e sia essa stessa testimone o abbia visto o sappia, sconterà la sua iniquità.
Levitico 5:4-5 4 Oppure quando uno, senza badarvi, parlando con leggerezza, avrà giurato, con uno di quei giuramenti che gli uomini proferiscono alla leggera, di fare qualche cosa di male o di bene, se lo saprà, ne sarà colpevole. 5 Quando uno dunque si sarà reso colpevole d’una di queste cose, confesserà il peccato commesso;
L’Ammenda
Levitico 5:6-13 6 Porterà al SIGNORE, come riparazione della sua colpa per il peccato commesso, una femmina del bestiame minuto, pecora o capra, come sacrificio espiatorio; il sacerdote farà per lui il rito espiatorio per il suo peccato. 7 Se non ha mezzi per procurarsi una pecora o una capra, porterà al SIGNORE, come riparazione della sua colpa per il suo peccato, due tortore o due colombi: uno come sacrificio espiatorio, l’altro come olocausto. 8 Li porterà al sacerdote, il quale offrirà prima quello per l’espiazione: gli spaccherà la testa vicino alla nuca, ma senza staccarla; 9 poi spargerà il sangue del sacrificio per il peccato sopra la parete dell’altare e ne spremerà il resto alla base dell’altare. Questo è un sacrificio espiatorio. 10 Dell’altro uccello offrirà un olocausto, secondo le norme stabilite. Così il sacerdote farà per lui il rito espiatorio per il peccato che ha commesso e gli sarà perdonato. 11 Ma se non ha mezzi per procurarsi due tortore o due colombi, porterà, come offerta per il peccato commesso, un decimo di efa di fior di farina, come sacrificio espiatorio; non vi metterà né olio né incenso, perché è un sacrificio per il peccato. 12 Porterà la farina al sacerdote, che ne prenderà una manciata come memoriale, facendola bruciare sull’altare sopra le vittime consumate dal fuoco in onore del SIGNORE. E’ un sacrificio espiatorio. 13 Così il sacerdote farà per lui il rito espiatorio per il peccato commesso in uno dei casi suddetti e gli sarà perdonato. Il resto sarà per il sacerdote, come nell’oblazione
Violazione Inconsapevole della Legge.
Deuteronomio 23:21-23 21 Quando avrai fatto un voto al SIGNORE tuo Dio, non tarderai a soddisfarlo, perché il SIGNORE tuo Dio te ne domanderebbe certo conto e in te vi sarebbe un peccato. 22 Ma se ti astieni dal far voti non vi sarà in te peccato. 23 Manterrai la parola uscita dalle tue labbra ed eseguirai il voto che avrai fatto volontariamente al SIGNORE tuo Dio, ciò che la tua bocca avrà promesso.
Il Dovere della famiglia ed il capofamiglia
Numeri 30:1-16 1 Mosè disse ai capi delle tribù degli Israeliti: “Questo il SIGNORE ha ordinato: 2 Quando uno avrà fatto un voto al SIGNORE o si sarà obbligato con giuramento ad una astensione, non violi la sua parola, ma dia esecuzione a quanto ha promesso con la bocca. 3 Quando una donna avrà fatto un voto al SIGNORE e si sarà obbligata ad una astensione, mentre è ancora in casa del padre, durante la sua giovinezza, 4 se il padre, avuta conoscenza del voto di lei e dell’astensione alla quale si è obbligata, non dice nulla, tutti i voti di lei saranno validi e saranno valide tutte le astensioni alle quali si sarà obbligata. 5 Ma se il padre, quando ne viene a conoscenza, le fa opposizione, tutti i voti di lei e tutte le astensioni alle quali si sarà obbligata, non saranno validi; il SIGNORE la perdonerà, perché il padre le ha fatto opposizione. 6 Se si marita quando è legata da voti o da un obbligo di astensione assunto alla leggera con le labbra, 7 se il marito ne ha conoscenza e quando viene a conoscenza non dice nulla, i voti di lei saranno validi e saranno validi gli obblighi di astensione da lei assunti. 8 Ma se il marito, quando ne viene a conoscenza, le fa opposizione, egli annullerà il voto che essa ha fatto e l’obbligo di astensione che essa si è assunta alla leggera; il SIGNORE la perdonerà. 9 Ma il voto di una vedova o di una donna ripudiata, qualunque sia l’obbligo che si è assunto, rimarrà valido. 10 Se una donna nella casa del marito farà voti o si obbligherà con giuramento ad una astensione 11 e il marito ne avrà conoscenza, se il marito non dice nulla e non le fa opposizione, tutti i voti di lei saranno validi e saranno validi tutti gli obblighi di astensione da lei assunti. 12 Ma se il marito, quando ne viene a conoscenza, li annulla, quanto le sarà uscito dalle labbra, voti od obblighi di astensione, non sarà valido; il marito lo ha annullato; il SIGNORE la perdonerà. 13 Il marito può ratificare e il marito può annullare qualunque voto e qualunque giuramento, per il quale essa sia obbligata a mortificarsi. 14 Ma se il marito, da un giorno all’altro, non dice nulla in proposito, egli ratifica così tutti i voti di lei e tutti gli obblighi di astensione da lei assunti; li ratifica perché non ha detto nulla a questo proposito quando ne ha avuto conoscenza. 15 Ma se li annulla qualche tempo dopo averne avuto conoscenza, porterà il peso della colpa della moglie”. 16 Queste sono le leggi che il SIGNORE prescrisse a Mosè riguardo al marito e alla moglie, al padre e alla figlia, quando questa è ancora fanciulla, in casa del padre.
Deuteronomio 23:21-23 21 Quando avrai fatto un voto al SIGNORE tuo Dio, non tarderai a soddisfarlo, perché il SIGNORE tuo Dio te ne domanderebbe certo conto e in te vi sarebbe un peccato. 22 Ma se ti astieni dal far voti non vi sarà in te peccato. 23 Manterrai la parola uscita dalle tue labbra ed eseguirai il voto che avrai fatto volontariamente al SIGNORE tuo Dio, ciò che la tua bocca avrà promesso.
L’Empietà, l’uso Blasfemo dei Nomi di Dio
I Salmisti scrivono che gli stolti ed i nemici d’Israele oltraggiano il nome di Dio (Sal. 74:10-18). La gente viene portata via senza ragione e redenta da Dio che parla. Il popolo di Dio è imprigionato e maledice il nome di Dio. Perciò il Suo popolo deve sapere il Suo nome e che Egli parla (Is. 52:5; cfr. Rm. 2:24). Nei giorni del giudizio gli uomini malediranno il nome di Dio e non si ravvederanno per darGli gloria (Ap. 16:9, 11, 21).
In 1Re 21:10-13 ed in Atti 6:11 e segenti, troviamo un esempio classico dell’uso errato del nome e dell’autorità di Dio in un giuramento semplice e nella bestemmia. Stefano non mise in discussione il diritto del consiglio di condannarlo a morte. Pregò per il loro perdono, perché avevano agito basandosi su false tesimonianze, in violazione del terzo e del nono comandamento.
Cristo fu accusato ingiustamente di aver bestemmiato (Mt. 9:3; 26:65, 66; Gv. 10:36). Anch’egli parlò di questo, del peccato imperdonabile che costitusce la bestemmia contro lo Spirito Santo (Mt. 12:22-32; Mc. 3:22-30). Si tratta di un problema complesso di diritto. Lo Spirio Santo è lo strumento di salvezza necessario in potere di Dio. Non riconoscere la necessità di una redenzione ed il proprio peccato è di fatto una menzogna ed una bestemmia contro lo Spirito Santo.
Onore a coloro che portano il Nome di Dio
L’autorità di Dio si estende sia ai sovrani fisici che spirituali.
Esodo 22:28 28 Non bestemmierai Dio e non maledirai il principe del tuo popolo. (KJV)
Insultare l’elohim ed i sovrani del paese è maledire il nome di Dio. Affronteremo ancora questo argomento in seguito in quanto nelle Scritture si fa riferimento molte volte alla blasfemia ed alla maledizione del nome di Dio.
Salmi 74:10 10 Fino a quando, o Dio, insulterà l’avversario, il nemico continuerà a disprezzare il tuo nome?
Salmi 74:18 18 Ricorda: il nemico ha insultato Dio, un popolo stolto ha disprezzato il tuo nome.
Isaia 52:5-6 5 Ora, che faccio io qui, dice il SIGNORE, quando il mio popolo è stato deportato per nulla? I suoi dominatori trionfavano, dice il SIGNORE e sempre, tutti i giorni il mio nome è stato disprezzato. 6 Pertanto il mio popolo conoscerà il mio nome, comprenderà in quel giorno che io dicevo: Eccomi qua.
Il caso di Nabot è un esempio di falsa testimonianza a scopo di lucro. Quest’atto viola sia il terzo che il nono comandamento poiché la falsa testimonanzia contravviene al nono comandamento ed in base al terzo la sentenza è eseguita ingiustamente.
1Re 21:10-13 10 Di fronte a lui fate sedere due uomini iniqui, i quali l’accusino: Hai maledetto Dio e il re. Quindi conducetelo fuori e lapidatelo ed egli muoia. 11 Gli uomini della città di Nabot, gli anziani e i capi che abitavano nella sua città, fecero come aveva ordinato loro Gezabele, ossia come era scritto nelle lettere che aveva loro spedite. 12 Bandirono il digiuno e fecero sedere Nabot in prima fila tra il popolo. 13 Vennero due uomini iniqui, che si sedettero di fronte a lui. Costoro accusarono Nabot davanti al popolo affermando: “Nabot ha maledetto Dio e il re”. Lo condussero fuori della città e lo uccisero lapidandolo.
In questo riferimento, Gezabele presenta falsi accusatori perché Re Acab possa impadronirsi della vigna di Nabot.
Atti 6:8-13 8 Stefano intanto, pieno di grazia e di fortezza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo. 9 Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei Liberti dei Cirenei, degli Alessandrini e di quei di Cilicia e dell’Asia, a disputare con Stefano, 10 ma non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava. 11 Perciò sobillarono alcuni che dissero: Lo abbiamo udito pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio. 12 E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio. 13 Presentarono quindi dei falsi testimoni, che dissero: Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge.
In questo caso i falsi testimoni sono presentati per accusare Stefano di blasfemia. L’autorità di condannarlo a morte fu esercitata impropriamente.
Come abbiamo visto cercarono di condannare Cristo allo stesso modo. Nella maggior parte dei casi, i profeti inviati ad israele furono uccisi con diversi pretesti, dai sacerdoti, dai profeti o dalla comunità religiosa del tempo. Nella maggior parte dei casi il popolo peccava perché la comunità religiosa stessa era colpevole ed in genere completamente idolatra.
Matteo 9:1-7 1 Salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. 2 Ed ecco, gli portarono un paralitico steso su un letto. Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati. 3 Allora alcuni scribi cominciarono a pensare: Costui bestemmia. 4 Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: Perché mai pensate cose malvagie nel vostro cuore? 5 Che cosa dunque è più facile, dire: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati e cammina? 6 Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati: alzati, disse allora il paralitico, prendi il tuo letto e và a casa tua. 7 Ed egli si alzò e andò a casa sua.
Se Gesù era veramente il Cristo, allora non commetteva sacrilegio. Il Sommo Sacerdote aveva profetizzato in quell’anno, che sarebbe morto per il popolo. Egli aspettava il Cristo. Ciò simboleggia la lacerazione del suo abito. Il Sommo Sacerdote non strappò mai le sue vesti. Ciò che fece simbolicamente, con questo atto, fu colpire il sacerdozio da Levi in Gidea a Melchisedek in Israele.
Matteo 26:63-66 63 Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio. 64 Tu l’hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo. 65 Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: Ha bestemmiato; perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia; 66 che ve ne pare?. E quelli risposero: E’ reo di morte.
Gesù Cristo fu accusato falsamente di sacrilegio perché coloro che lo ascoltavano ignoravano le Scritture. La maggior parte dei cristiani moderni condannerebbero a morte Cristo se venisse a loro oggi, perché il suo messaggio sarebbe diverso da ciò che essi vogliono e che sono stati portati a credere. Nel medioevo sarebbe stato messo al rogo come un cosiddetto Sabbatario Ariano, come emerge dai suoi stessi messaggi nei testi dell’Antico Testamento.
Givanni 10:34-36 34 Rispose loro Gesù: Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei? 35 Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio, e la Scrittura non può essere annullata, 36 a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo, voi dite: Tu bestemmi, perché ho detto: Sono Figlio di Dio?
Anche solo questo messaggio lo avrebbe condannato. Fu accusato di agire guidato dal potere del Signore delle Mosche il Dio di Ecrone.
Matteo 12:22-32 22 In quel tempo gli fu portato un indemoniato, cieco e muto, ed egli lo guarì, sicché il muto parlava e vedeva. 23 E tutta la folla era sbalordita e diceva: Non è forse costui il figlio di Davide?. 24 Ma i Farisei, udendo questo, presero a dire: Costui scaccia i demòni in nome di Beelzebù, principe dei demoni. 25 Ma egli, conosciuto il loro pensiero, disse loro: Ogni regno discorde cade in rovina e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. 26 Ora, se Satana scaccia Satana, egli è discorde con se stesso; come potrà dunque reggersi il suo regno? 27 E se io scaccio i demoni in nome di Beelzebù, i vostri figli in nome di chi li scacciano? Per questo loro stessi saranno i vostri giudici. 28 Ma se io scaccio i demoni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio. 29 Come potrebbe uno penetrare nella casa dell’uomo forte e rapirgli le sue cose, se prima non lo lega? Allora soltanto gli potrà saccheggiare la casa. 30 Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde. 31 Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. 32 A chiunque parlerà male del Figlio dell’uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito, non gli sarà perdonata né in questo mondo, né in quello futuro.
Gesù Cristo sta insegnando che la blasfemia è un peccato perdonabile, ma se è rivolta contro lo Spirito Santo di Dio viene punita con la morte. Il pentimento è necessario per la salvezza. La chiave per la salvezza è riconoscere di aver peccato e di aver bisogno della grazia divina dello Spirito Santo. Il mancato pentimento è sacrilegio contro lo spirito.
Apocalisse 16:9, 11, 21 9 E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potere tali flagelli, invece di ravvedersi per rendergli omaggio.
11 Bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei dolori e delle piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni.
21 E grandine enorme del peso di mezzo quintale scrosciò dal cielo sopra gli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine, poiché era davvero un grande flagello.
Bestemmiare Dio è l’antitesi del pentimento. Il mondo ha gestito i propri affari secondo le proprie leggi ed il proprio sistema, per più di seimila anni. Ridurrebbero la terra ad un deserto virtuale inabitabile senza tuttavia pentirsi e glorificare Dio e la Sua legge. Nominano il Suo nome in vano istituendo falsi sistemi di governo.
Levitico 24:16 16 Chi bestemmia il nome del SIGNORE dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare. Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato il nome del SIGNORE, sarà messo a morte.
Dio non usa giochi di parole: intende esattamente ciò che dice. La società sarà un luogo più sicuro quando questa legge sarà applicata completamente. L’ordine della Legge di Dio non può compiersi parzialmente; non può essere attuato su una base ad hoc o in modo frammentario. Tutto il sistema dell’ordine della Legge di Dio è un sistema completo, basato su rapporti spirituali teoretici, che derivano proprio dalla Sua natura. La causalità non è un sistema di rapporti visibili che sopravvengono. E’ un sistema Unitario che deriva dalla natura di Dio nell’ordine della Sua Legge. E’ santo, giusto, buono, perfetto e vero perché Dio è tutto ciò. Alterare la Legge e la testimonianza significa nominare Dio invano.
La rivolta di Core in Numeri 16 ci mostra che Dio non tollererà per sempre coloro che si oppongono a Lui e che Lo bestemmiano.
Numeri 16:31-33 31 Come egli ebbe finito di pronunciare tutte queste parole, il suolo si profondò sotto i loro piedi, 32 la terra spalancò la bocca e li inghiottì: essi e le loro famiglie, con tutta la gente che apparteneva a Core e tutta la loro roba. 33 Scesero vivi agli inferi essi e quanto loro apparteneva; la terra li ricoprì ed essi scomparvero dall’assemblea.
Il nome di Dio e degli unti di Dio fu diffamato. Dio usò quest’esempio per reprimere lo spirito di rivolta e come esempio per coloro che bestemmiano Dio. La blasfemia è un peccato peggiore del nominare Dio invano. E’ un linguaggio diffamatorio, malvagio e sedizioso rivolto contro Dio, il Suo sistema e coloro che agiscono in Suo nome.
Il profeta Geremia era odiato dai profeti di Anatone, da dove veniva. Generalmente la corruzione di un popolo nasce con la corruzione del clero che lo guida. Nei giorni del giudizio, la meretrice religiosa ha talmente distrutto la sua posizione, che la bestia del sistema del popolo nei giorni del giudizio l’assalirà distruggendola. La meretice ha talmente nominato invano il Dio Vivente, che ha perso completamente la credibilità che poteva aver avuto (cfr. Ap. 17:16).
Paolo e la Legge
Paolo fu condotto difronte al Sommo Sacerdote. Queste azioni costituiscono una lezione importante.
Atti 23:1-5 1 Con lo sguardo fisso al sinedrio Paolo disse: Fratelli, io ho agito fino ad oggi davanti a Dio in perfetta rettitudine di coscienza. 2 Ma il sommo sacerdote Anania ordinò ai suoi assistenti di percuoterlo sulla bocca. 3 Paolo allora gli disse: Dio percuoterà te, parete scialbata; tu siedi a giudicarmi secondo la legge e contro la legge comandi di percuotermi?. 4 E i presenti dissero: Osi insultare il sommo sacerdote di Dio?. 5 Rispose Paolo: Non sapevo, fratelli, che è il sommo sacerdote; sta scritto infatti: Non insulterai il capo del tuo popolo.
Cosa dispone la Legge per quanto riguarda il non insultare un giudice o un sovrano?
Esodo 22:28 28 Non bestemmierai Dio e non maledirai il principe del tuo popolo.
L’apostolo Paolo conosceva questa legge; le era stata insegnata da Gamaliele in quanto Fariseo (cfr. At. 5:34).
Atti 22:3 3 Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città, formato alla scuola di Gamaliele nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi.
In realtà Paolo non era un Giudeo, ma un Beniamino (Rm. 11:1): apparteneva alla tribù di Beniamino e non di Giuda, ma il termine Giudeo ha qui un significato generico al di fuori della tribù. Mosè non era un Giudeo, ma un Levita. Anche Gesù Cristo era un Giudeo legato a Levi. Il Sommo Sacerdote, sebbene Levita e non Giudeo, era ciononostante il capo di Giuda, Beniamino e Levi. Questa regola scompare con la distruzione del Tempio e la diaspora.
Appena Paolo si rese conto di aver insultato Anania capì cosa avesse fatto: aveva insultato un capo del popolo, o colui che è eletto dall’autorità di Dio, violando la legge (Es. 22:28).
In seguito paolo potè scrivere alla Chiesa Romana, da Romani 13:1 prima parte:
Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite.
O, come afferma il Nuovo Testamento:
Romani 13:1-2 1 Ciascuno sia sottomesso alle autorità superiori; poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. 2 Quindi chi si oppone all’autorità, si oppone all’ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna.
La condanna di Dio è la legge di Dio espressa in Esodo 22:28. Per l’uomo è molto difficile vivere sotto questa legge, a causa degli abusi di potere delle autorità, di cui Paolo ha qui fatto esperienza. In futuro tutti noi saremo messi alla prova, poiché abbiamo subito l’abuso di potere delle autorità di cui parla la legge.
La Santità delle Offerte
Levitico 22:1-33 1 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 2 Ordina ad Aronne e ai suoi figli che si astengano dalle cose sante a me consacrate dagli Israeliti e non profanino il mio santo nome. Io sono il SIGNORE. 3 Ordina loro: Qualunque uomo della vostra discendenza che nelle generazioni future si accosterà, in stato d’immondezza, alle cose sante consacrate dagli Israeliti al SIGNORE, sarà eliminato davanti a me. Io sono il SIGNORE. 4 Nessun uomo della stirpe di Aronne, affetto da lebbra o da gonorrea, potrà mangiare le cose sante, finché non sia mondo. Così sarà di chi abbia toccato qualunque persona immonda per contatto con un cadavere o abbia avuto una emissione seminale 5 o di chi abbia toccato qualsiasi rettile da cui abbia contratto immondezza oppure un uomo che gli abbia comunicato un’immondezza di qualunque specie. 6 La persona che abbia avuto tali contatti sarà immonda fino alla sera e non mangerà le cose sante prima di essersi lavato il corpo nell’acqua; 7 dopo il tramonto del sole sarà monda e allora potrà mangiare le cose sante, perché esse sono il suo vitto. 8 Il sacerdote non mangerà carne di bestia morta naturalmente o sbranata, per non rendersi immondo. Io sono il Signore. 9 Osserveranno dunque ciò che ho comandato, altrimenti porteranno la pena del loro peccato e moriranno per aver profanato le cose sante. Io, il SIGNORE li santifico. 10 Nessun estraneo mangerà le cose sante: né l’ospite di un sacerdote o il salariato potrà mangiare le cose sante. 11 Ma una persona, che il sacerdote avrà comprata con il denaro, ne potrà mangiare: così anche quelli che gli sono nati in casa: questi potranno mangiare il suo pane. 12 La figlia di un sacerdote, sposata con un estraneo, non potrà mangiare le cose sante offerte mediante il rito dell’elevazione. 13 Se invece la figlia del sacerdote è rimasta vedova o è stata ripudiata e non ha figli, se torna a stare da suo padre come quando era giovane, potrà mangiare il pane del padre; mentre nessun estraneo al sacerdozio potrà mangiarne. 14 Se uno mangia per errore una cosa santa, darà al sacerdote il valore della cosa santa, aggiungendovi un quinto. 15 I sacerdoti non profaneranno dunque le cose sante degli Israeliti, che essi offrono al SIGNORE con la rituale elevazione, 16 e non faranno portare loro la pena del peccato di cui si renderebbero colpevoli, mangiando le loro cose sante; poiché io, il SIGNORE le santifico. 17 Il SIGNORE disse a Mosè: 18 Parla ad Aronne, ai suoi figli, a tutti gli Israeliti e ordina loro: Chiunque della casa d’Israele o dei forestieri dimoranti in Israele presenta in olocausto al SIGNORE un’offerta per qualsiasi voto o dono volontario, 19 per essere gradito, dovrà offrire un maschio, senza difetto, di buoi, di pecore o di capre. 20 Non offrirete nulla con qualche difetto, perché non sarebbe gradito. 21 Se uno offre al SIGNORE, in sacrificio di comunione, un bovino o un ovino, sia per sciogliere un voto, sia come offerta volontaria, la vittima, perché sia gradita, dovrà essere perfetta: senza difetti. 22 Non offrirete al SIGNORE nessuna vittima cieca o storpia o mutilata o con ulceri o con la scabbia o con piaghe purulente; non ne farete sull’altare un sacrificio consumato dal fuoco in onore del SIGNORE. 23 Come offerta volontaria potrai presentare un bue o una pecora che abbia un membro troppo lungo o troppo corto; ma come offerta per qualche voto non sarebbe gradita. 24 Non offrirete al SIGNORE un animale con i testicoli ammaccati o schiacciati o strappati o tagliati. Tali cose non farete nel vostro paese, 25 né accetterete dallo straniero alcuna di queste vittime per offrirla come pane in onore del vostro Dio; essendo mutilate, difettose, non sarebbero gradite per il vostro bene. 26 Il SIGNORE aggiunse a Mosè: 27 Quando nascerà un vitello o un agnello o un capretto, starà sette giorni sotto la madre; dall’ottavo giorno in poi, sarà gradito come vittima da consumare con il fuoco per il SIGNORE. 28 Non scannerete vacca o pecora lo stesso giorno con il suo piccolo. 29 Quando offrirete al SIGNORE un sacrificio di ringraziamento, offritelo in modo che sia gradito. 30 La vittima sarà mangiata il giorno stesso; non ne lascerete nulla fino al mattino. Io sono il SIGNORE. 31 Osserverete dunque i miei comandi e li metterete in pratica. Io sono il SIGNORE. 32 Non profanerete il mio santo nome, perché io mi manifesti santo in mezzo agli Israeliti. Io sono il SIGNORE che vi santifico, 33 che vi ho fatto uscire dal paese d’Egitto per essere vostro Dio. Io sono il SIGNORE.
Tutte le offerte sono gradite al Signore ed offrire sacrifici contaminati significa nominarLo invano.
Questa è la base della lamentela, dove Dio afferma che la gente considera inquinata la Sua tavola, perché siamo peccatori e redenti da Dio come sacrifici viventi.
La Punizione giusta
Nel testo che segue troviamo un’esempio della determinazione della pena di morte per blasfemia.
Levitico 24:10-16 10 Ora il figlio di una donna israelita e di un egiziano uscì in mezzo agli Israeliti; nell’accampamento, fra questo figlio della donna israelita e un israelita, scoppiò una lite.11 Il figlio della Israelita bestemmiò il nome del SIGNORE, imprecando; perciò fu condotto da Mosè. La madre di quel tale si chiamava Selòmit, figlia di Dibri, della tribù di Dan. 12 Lo misero sotto sorveglianza, finché fosse deciso che cosa fare per ordine del SIGNORE. 13 Il SIGNORE parlò a Mosè: 14 Conduci quel bestemmiatore fuori dall’accampamento; quanti lo hanno udito posino le mani sul suo capo e tutta la comunità lo lapiderà. 15 Parla agli Israeliti e dì loro: Chiunque maledirà il suo Dio, porterà la pena del suo peccato. 16 Chi bestemmia il nome del SIGNORE dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare. Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato il nome del SIGNORE, sarà messo a morte.
La cosa importante di questo testo, è che era Gesù Cristo ad essere con Israele nel deserto. Cristo stesso disse che nessun uomo vide mai Dio, o udì la Sua voce. Quindi Cristo introdusse questa punizione attraverso Mosè e quella di se stesso mostra come Cristo pensava che dovesse essere amministrata.
Ciò fu portato a termine da Mosè, poiche esso fu istruito nel deserto, dall’essere che pensiamo sia stato il Messia, in quanto elohim di Israele.Tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevvero infatti da una roccia spirituale che li accompagnò, e quella roccia era il Cristo. (1Cor 10:4)
Per questo motivo la chiesa Trinitaria del medioevo rese un’offesa affermare che l’essere nel deserto con Israele fosse Cristo, in quanto l’Angelo di Yahovah, o il Messaggero del Grande Consiglio di Isaia 9:6 (LXX).
Se l’Angelo della Presenza era Gesù Cristo allora la legge non era violata così come i comandamenti, i Sabbath e le Festività Religiose. Perciò nominaro l’autorità ed il nome di Dio invano. Uccisero i Martiri e si ubriacarono con il sangue dei santi.
Levitico 24:23 Mosè ne riferì agli Israeliti ed essi condussero quel bestemmiatore fuori dell’accampamento e lo lapidarono. Così gli Israeliti eseguirono quello che il SIGNORE aveva ordinato a Mosè.
Nominare Dio nel linguaggio ebraico
Alcuni gruppi tra le numerose chiese sabbatarie di Dio affermano di dover nominare il nome di Dio solamente in ebraico. Basano questo uso sul fraintendimento di Atti 4:12
Atti 4:12 In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati.
I nomi preferiti sono:
Per il Dio Altissimo:
YaHVah, Yahu Wey, Yahaweway, Yhwh.
Per il Messia:
YaHWaHoshea, Yahushua, Yahshua, Yeshua.
I gruppi di nomi più sacri privilegiano soprattutto Yahweh per Dio l’Altissimo e Yahshua per il Messia.
Potrebbe venire l’idea che per essere salvati dobbiamo conoscere l’intonazione esatta e pronunciare correttamente il nome di Dio. Quest’idea si prende gioco del Dio Onnipotente insinuando che egli comunica con l’uomo solo in ebraico. Questa posizione ignora completamente il fatto che fu Dio a dividere le lingue sulla torre di Babele.
Quest’idea ignora Isaia 28:11.
Isaia 28:11 11 Con labbra balbuzienti e in lingua straniera il Signore parlerà a questo popolo.
Ignore inoltre i numerosi titoli e ruoli dati dalla delegazione a colui che sarà in seguito identificato come Gesù Cristo, da Isaia 9:5.
Isaia 9:5 5 Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. L’impero riposerà sulle sue spalle e sarà chiamato: Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace. (RSV)
I concetti della frase possono essere scritti ed interpretati in molti modi. LXX scrive il testo di Isaia 9:6-8 come:
6 Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il segno della sovranità ed sarà chiamato: il Messaggero del Grande Consiglio [Angelo del Grande Consiglio]: poiché porterò pace ai principi e salute a lui.7 grande sarà il suo dominio e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e sempre; 8 questo farà lo zelo del Signore degli eserciti.
Il testo scrive Consigliere il Dio [onni]Potente. Da qui la traduzione di Angelo del Grande Consiglio in LXX.
Il termine Padre Eterno non può essere capito all’interno del Trinitarismo o del Giudaismo. E’ trascritto per intero da LXX. Il testo ebraico conferisce la funzione di Padre Eterno al Messia. Secondo Paolo (Ef. 3:14) ci sono molti padri in cielo ed in terra. Si può tentere di leggere il Padre Eterno in ebraico, ma normalmente non viene letto nei testi o letto in quel modo in LXX. Soncino traduce il testo come:
Poiché un fanciullo ci è nato,
Un figlio ci è stato dato;
E l’impero riposerà sulle sue spalle;
E sarà chiamato
Pele-joez-el-gibbor-
Abdi-ad-sar-shalom
Perciò l’intera struttura è considerata come un nome di potere dato da Dio. LXX sottointendeva che sarebbe stato l’Angelo del VT a dare la legge a Mosè, quando fu scritto secoli prima di Cristo. Il Giudaismo moderno cerca di ignorare questo fatto e LXX fu rinnegato dal Giudaismo rabbinico post-Cristiano. Sappiamo che questi numerosi ruoli sono dati dalla delegazione grazie all’ultima parte del verso 7: questo farà lo zelo del Signore degli Eserciti.
Quest’idea dei nomi sacri ignora la Scrittura in Matteo 1:21,23.
Verso 21 Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù(che significa salvatore) egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati.
Gesù diventò il salvatore attraverso la delegazione, attraverso una vita senza peccato e dando quella vita in sacrificio: poiché Dio è il Salvatore.
Giuda 25 all’unico Dio, nostro Salvatore, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e sempre. Amen.
(cfr. il documento Dio nostro salvatore [198])
Matteo 1:23 23 Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato “Emmanuele”, che significa “DIO CON NOI “.
Questo Figlio di Dio, questo Messia, questo Salvatore per delegazione, fu nominato Sommo Sacerdote dopo l’Ordine di Melchisedek e divenne nostro Sommo Sacerdote al momento della sua prima venuta, e diventerà nostro Re al momento della sua seconda venuta.
Limitare il messia ad un solo nome in ebraico, viola il terzo comandamento. Significa nominare Dio “invano”. Limita il disegno di Dio e limita il suo proposito per la salvezza finale di tutto il genere umano.
Quando i discepoli chiesero a Gesù Cristo di insegnare loro a pregare, Luca 11:1-4, egli insegnò loro a rivolgere la preghiera al Padre. Ci si riferisce a Dio come a “Nostro Padre in cielo”
Non disse loro di rivolgersi al Padre esclusivamente in ebraico.
La preghiera di Gesù Cristo a Dio, in Giovanni 17:1-26, dice, “Padre”. Quando Gesù era sulla croce, gridò al Padre in Aramaico, che era la lingua comune del popolo: Eli, Eli, perché mi hai abbandonato? citando le Scritture ebraiche.
Non si rivolse al padre in ebraico. Matteo lo riporta perchè era presente e lo sentì. Anche Giovanni era lì e riporta le sue parole successive: “E’ compiuto”.
E’ molto importante che comprendiamo che Dio ed il Suo Messia Gesù Cristo hanno molti nomi.
E’ molto importante che comprendiamo che Dio ha diversi nomi e che questi nomi devono essere santificati. Pronciare tali nomi solo in ebraico non è santificare il nome di Dio. I nomi stessi racchiudono concetti. I nomi conferiti al figlio dal Padre sono titoli di potere. Ecco perché gli Angeli che agirono per Dio nel VT furono chiamati Yahovah. Solo a lui ci si rivolgeva come Yahovah degli Eserciti.
Non Giurare
Che cosa intendeva Gesù Cristo nel sermone sul monte quando disse ai suoi discepoli: “Non giurate”? Aveva appena detto loro di non essere venuto a distruggere la legge. Stava qui cambiando una parte della legge?
Matteo 5:34-37 34 Ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; 35 né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. 36 Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37 Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.
Per questi versi ci sono due parti: la prima conferma la legge sui giuramenti, la seconda vieta di giurare con superficialità e leggerezza. Abbiamo sentito la gente affermare: “dite la verità”, significa che prima non la dicevano? O cercheranno di aggiungere enfasi dicendo: “possa mia madre diventare cieca se quello che dico non è vero”.
La società al tempo di Cristo usava la terra, Gerusalemme, o la sua testa per cercare di aggiungere enfasi alle sue parole, allo stesso modo in cui oggi la gente usa le maledizioni per dare enfasi alle sue parole. Le istruzioni di Cristo per noi sono: sia invece il vostro parlare SI, SI o NO, NO.
Alcuni dei nostri governatori del passato ci avevano insegnato a non giurare in un tribunale basandosi su queste parole: “non giurare affatto”. Questa è un’interpretazione errata di tali parole. L’apostolo Paolo giurò in un tribunale ed era opportuno farlo. Rut usò il nome di Dio in una dichiarazione quando si consegnò a Noemi.
Rut 1:16-17 16 Ma Rut rispose: “Non insistere con me perché ti abbandoni e torni indietro senza di te; perché dove andrai tu andrò anch’io; dove ti fermerai mi fermerò; il tuo popolo sarà il mio popolo e il tuo Dio sarà il mio Dio; 17 dove morirai tu, morirò anch’io e vi sarò sepolta. Il SIGNORE mi punisca come vuole, se altra cosa che la morte mi separerà da te”.
Rut usò il nome di Dio in modo adeguato in questo caso. Dobbiamo trarne esempio e fare allo stesso modo.
L’uso della lingua
Il punto focale del terzo comandamento è basato su quello che diciamo. Le nostre parole rivelano i nostri pensieri; i nostri pensieri guidano le nostre azioni. Un principio è dato da Cristo in Luca 6:43-45.
Luca 6:43-45 43 Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. 44 Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo. 45 L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.
L’apostolo Paolo espone il cuore cattivo ai confratelli a Roma. Mostra la natura dell’uomo che ha scelto di separarsi da Dio.
Romani 3:10-18 10 come sta scritto: Non c’è nessun giusto, nemmeno uno, 11 non c’è sapiente, non c’è chi cerchi Dio! 12 Tutti hanno traviato e si son pervertiti; non c’è chi compia il bene, non ce n’è neppure uno. 13 La loro gola è un sepolcro spalancato, tramano inganni con la loro lingua, veleno di serpenti è sotto le loro labbra, 14 la loro bocca è piena di maledizione e di amarezza. 15 I loro piedi corrono a versare il sangue; 16 strage e rovina è sul loro cammino 17 e la via della pace non conoscono. 18 Non c’è timore di Dio davanti ai loro occhi.
Questi versi ci mostrano coloro che non hanno rispetto della legge di Dio.
Giacomo, fratello di Cristo, Pastore o vescovo della Chiesa a Gerusalemme, portavoce della conferenza della chiesa in Atti 15 aveva molto da dire sull’uso della lingua.
Giacomo 1:26 Se qualcuno pensa di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana.
Giacomo 2:5-7 5 Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano? 6 Voi invece avete disprezzato il povero. Non sono forse i ricchi che vi tiranneggiano e vi trascinano davanti ai tribunali? 7 Non sono essi che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi?
Giacomo 3:5-9 5 Così anche la lingua: è un piccolo membro e può vantarsi di grandi cose. Vedete un piccolo fuoco quale grande foresta può incendiare! 6 Anche la lingua è un fuoco, è il mondo dell’iniquità, vive inserita nelle nostre membra e contamina tutto il corpo e incendia il corso della vita, traendo la sua fiamma dall’inferno. 7 Infatti ogni sorta di bestie e di uccelli, di rettili e di esseri marini sono domati e sono stati domati dalla razza umana, 8 ma la lingua nessun uomo la può domare: è un male ribelle, è piena di veleno mortale. 9 Con essa benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio.
Giacomo 4:11-12 11 Non sparlate gli uni degli altri, fratelli. Chi sparla del fratello o giudica il fratello, parla contro la legge e giudica la legge. E se tu giudichi la legge non sei più uno che osserva la legge, ma uno che la giudica. 12 Ora, uno solo è legislatore e giudice, Colui che può salvare e rovinare; ma chi sei tu che ti fai giudice del tuo prossimo?
1Pietro 3:10 10 Infatti: Chi vuole amare la vita e vedere giorni felici, trattenga la sua lingua dal male e le sue labbra da parole d’inganno;
Da queste Scritture capiamo che Dio desidera che i suoi servitori veri abbiano un linguaggio pulito. Siamo giudicati su quello che diciamo. La bocca parla dall’abbondanza della terra.
La Preghiera
Pregare Dio in modo adeguato era risaputo dai tempi più remoti. Ma la preghiera è usata anche per cercare di manipolare Dio. Questo tentativo di manipolazione è “vano” e viola il Terzo Comandamento. I “digiuni” furono invocati dai capi della Chiesa quando la corporazione ebbe problemi finanziari. Si pregò per i capi della Chiesa che avevano portato i membri all’apostasia.
Isaia 1:15 15 Quando stendete le mani, io allontano gli occhi da voi. Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto.
La Falsa Profezia
Dio usò la profezia ed i profeti per avvertire il popolo su eventi futuri per invitare il disobbediente al pentimento e per mostrare ciò che sarebbe accaduto ad israele per aver violato le Sue leggi. “La falsa profezia” è sempre stata una piaga per il popolo di Dio. Il racconto del re Balak di Moab che chiede a Balaam di pronunciare una maledizione su Israele, in Numeri 22, mostra come Dio giudica i falsi profeti. Dio dovette parlare per bocca di un asino affinche Balaam gli prestasse attenzione. Profetizzare il falso in nome di Dio significa nominarlo invano. La diffusione di idee false ed il fraintendimento delle Scritture è stata una grande piaga della Chiesa di Dio di questo ventesimo secolo.
La corrente principale del cosiddetto mondo Ortodosso è piena di false dottrine create dall’uomo che infrangono il terzo comandamento ed attaccano le Leggi di Dio. Pregare una cosiddetta Maria per rivolgersi in modo falso a Dio è vanità, chiedere invano. L’uso di rosari e di “ritornelli di preghiera” e una ripetizione vana, proibita dalla Bibbia.
Matteo 6:7 7 Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. (KJV)
I tentativi di raccogliere migliaia di persone insieme in uno stadio o in un’arena e pregarle di accettare un Cristo falso sono vani e significa nominare il Dio Vivente invano.
Canzoni più moderne e recenti nell’adorazione della chiesa, soprattutto quelle simili a “just as I am”, sono una violazione del terzo comandamento. Mostrano di non comprendere il bisogno di pentimento e sono “un’adorazione” di Amos, che come si profetizzò avrebbe riempito i nostri luoghi di adorazione. La “predica su Gesù” della domenica mattina è nominare Dio invano. Il Gesù Cristo vero del Nuovo Testamento afferma in Matteo 15:9 e in Marco 7:7:
Il modo con cui mi onorano (greco-adorano) non ha valore, perché insegnano come dottrina di Dio, comandamenti che son fatti da uomini.
L’intero sistema della cosiddetta musica evangelica, con il suo messaggio di “dai il tuo cuore al Signore”, il falso insegnamento di andare in cielo, non si basano sulle scritture del Dio Vivente. Non si trovano nella Bibbia. Queste idee sono tutte basate sull’uomo. Non sono Bibliche. Sono vanità, o cose vane. Hanno l’unico scopo di promuovere una religione di paura e nascondere l’intero disegno dell’unico vero Dio. L’obiettivo è di portare tutto il genere umano verso una fratellanza con Dio, attraverso il pentimento e l’obbedienza (At. 2:38 e Mt. 7:21).
Il Negativismo della Legge
Alcuni hanno accusato di negativismo la struttura della legge dei dieci comandamenti, per la sua espressione ed istruzione: “Non”. Quest’avverbio è usato dieci volte in Esodo 20 e dieci volte quando vengono dati i comandamenti in Deuteronomio 5.
Ma la legge dei dieci punti è una legge positiva nella sua applicazione. I Dieci Comandamenti devono essere rispettati ed hanno un’effetto regolatore su tutta la società e su ogni individuo. La Legge se rispettata e applicata porta lo “spirito” dell’uomo in uno stato di sottomissione a Dio. Fa sviluppare l’obbedienza dell’uomo dal suo interno; gli insegna un modo di “governare”. Finchè l’uomo non impara a governare il cuore il disordine prevarrà.
Il cuore dell’uomo deve essere convertito e deve cambiare o le azioni dell’uomo saranno stolte.
Salmi 14:1, 53:1, (prima parte) 1 Lo stolto pensa: “Non c’è Dio”.
Proverbi 14:7 7 Allontanati dall’uomo stolto, e non ignorerai le labbra sapienti.
Proverbi 17:12 12 Meglio incontrare un’orsa privata dei figli che uno stolto in preda alla follia.
Proverbi 18:6 6 Le labbra dello stolto provocano liti e la sua bocca gli provoca percosse.
Proverbi 13:20 20 Và con i saggi e saggio diventerai, chi pratica gli stolti ne subirà danno.
La legge di Dio è piena di saggezza. La legge di Dio se rispettata dà comprensione. La lagge di Dio se applicata è positiva: dà risultati positivi.
La legge di Dio è la soluzione all’incapacità dell’uomo di governare. Il terzo comandamento è una grande parte di governo. Dio, nella sua saggezza, rivela la Sua legge. Il genere umano deve imparare a temere Dio ed a temere di disobbedire alla Sua legge. (cfr. anche Es. 20.10; Dt. 5:14; Prv. 1:32; 14:7; 17:12; 10:23; 18:6; 29:11; 13:20; 26:6).
Giuramento ed Adorazione
Giuramento e Rivoluzione
Esodo 21:17 mostra la punizione per la maledizione del padre e della madre. La necessità di maledire i disobbedienti del popolo è esposta nei testi della legge. Nessun’accusa e nessuna maledizione può essere fatta senza essere sotto la struttura della legge. Tutta questa attività viola il terzo comandamento così come gli altri sotto i quali rientra giuridicamente.
Giuramento ed Adorazione
Dio stesso ha giurato e quel giuramento rimarrà. Isaia 45:23 è una profezia.
Isaia 45:23 23 Lo giuro su me stesso, dalla mia bocca esce la verità, una parola irrevocabile: davanti a me si piegherà ogni ginocchio, per me giurerà ogni lingua. (KJV)
Dio qui dichiara che la storia culminerà nella Sua adorazione, il giuramento Divino sarà il fondamento di ogni società e di ogni tribù.
Michea 6:8 8 Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il SIGNORE da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio?
Deuteronomio 5:11 11 Non pronunciare invano il nome del SIGNORE tuo Dio perché il SIGNORE non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.
Giacomo 5:12 12 Soprattutto, fratelli miei, non giurate, né per il cielo, né per la terra, né per qualsiasi altra cosa; ma il vostro “sì” sia sì, e il vostro “no” no, per non incorrere nella condanna.
La parola di Dio ed il nome di Dio non ritorneranno vuoti. Non sarà nominato invano (cfr. Rm. 14:11). Dio ha salvato in ogni generazione coloro che non si sono inginocchiati a questo sistema ed hanno accettato e sono rimasti fedeli a Lui (1Re 19:18).
1Re 19:18 18 Io poi mi sono risparmiato in Israele settemila persone, quanti non hanno piegato le ginocchia a Baal e quanti non l’hanno baciato con la bocca. (KJV)
Dio ha scelto gesù Cristo come Suo unto e tutti si dovranno inginocchiare a lui nel nome di Dio.
Filippesi 2:10 10 perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; (KJV)
Ciò che si può rendere noto di Dio si manifesta nell’eletto, che agisce in Suo nome (Rm. 1:19-20). Nella venuta nel regno di Dio gli uomini non invocheranno il nome di Dio falsamente come fecero in passato (Gn.4:26). Colui che fu consacrato Sommo Sacerdote dopo l’ordine di Melchisedek, sarà dichiarato il re dei re e governerà nel nome dell’unico vero Dio che lo inviò (Gv. 17:3) e labbra alcune pronuncieranno mai il nome di Dio invano.