Christian Churches of God
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La Purificazione e la Circoneisione

La Purificazione e la Circoncisione [251]
Le leggi che riguardano la purificazione delle donne e la circoncisione degli uomini, influenzano la fede e sono parte della Legge di Dio. Questo documento esamina il loro rapporto con il giudaismo, il cristianesimo e l’Islam, arrivando a dei fatti e delle conclusioni interessanti.
Christian Churches of God
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(Edizione 1.0 19990313 - 19990313)

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La Purificazione e la Circoneisione

La purificazione delle donne

Ci sono delle questioni molto difficili, che nascono dalle leggi sulla purificazione femminile. La scienza ha studiato molti aspetti del cibo, soprattutto quello psicologico e del valore nutrizionale. Come risultato, ora possiamo comprendere perché alcuni cibi sono “puri” ed altri non lo sono e ci sono stati vietati (vedi il documento Le Leggi sul cibo [015]). Tuttavia, per generazioni abbiamo seguito queste leggi sul cibo semplicemente perché Dio ci ha detto di farlo. Comprendiamo che Dio diede a noi le Sue leggi per farci condurre delle vite salutari, ben bilanciate ed ordinate. Le leggi che riguardano le donne non sono state studiate allo stesso modo, quindi dobbiamo comportarci come abbiamo sempre fatto. Fare affidamento sul fatto che, se Dio ha detto di fare in un certo modo, è nel nostro interesse. Questi argomenti sono anche definiti nei e attraverso i loro aspetti spirituali, poiché si riferiscono al Messia.

Il termine “donna impura” potrebbe dar fastidio a molte persone. Sembra essere offensivo, ma non lo è. Rappresenta semplicemente un momento di separazione, poiché la donna richiede riposo e comprensione. Il termine “impura” non equivale a “peccatrice”. La purificazione è scientificamente un periodo di depurazione di sette giorni. E’ un atto fisico e naturale in cui il contenuto del grembo, non ricevendo un ovulo fertile per il processo di fecondazione, è espulso durante le mestruazioni. Normalmente, è un periodo che dura sette giorni, ogni 28. Questo processo di pulizia, permette la continuazione del genere umano, per cui questa legge, così come tutte le altre rappresenta una benedizione di Dio (Gn. 1:28). L’adempimento delle leggi, dipende dalla vita quotidiana dell’essere umano. La Legge di Dio è in vigore nella sua totalità, sia fisicamente che spiritualmente (2Cor. 7:1). Con i Giudei, era abitudine delle donne nel loro periodo di purificazione, di:

    • non occuparsi della parola di Dio o delle Sacre Scritture;
    • non andare in chiesa
    • non avere rapporti intimi in questo periodo.

Questa è una tradizione giudaica.

Levitico 15:19-30 19 Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. 20 Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà immondo. 21 Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. 22 Chi toccherà qualunque mobile sul quale essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. 23 Se l’uomo si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera. 24 Se un uomo ha rapporto intimo con essa, l’immondezza di lei lo contamina: egli sarà immondo per sette giorni e ogni giaciglio sul quale si coricherà sarà immondo.

Questi versi hanno a che fare con il sano ciclo naturale del periodo mestruale di una donna. Era molto importante dare alla donna il tempo di cui aveva bisogno, in questo periodo, per pulirsi, riposarsi e stare tranquilla e dunque mantenere delle buone condizioni di salute. Durante il corso degli anni, l’uomo ha avuto bisogno di quest’ingiunzione, spesso semplicemente per dare la possibilità alla donna di avere questa pace. Non avevano i mezzi che abbiamo oggi per mantenere delle buone abitudini igieniche. Tuttavia la questione è anche applicata alla pratica del mangiare il maiale. Nonostante le moderne abitudini igieniche nell’allevare i maiali, delle valide ragioni scientifiche c’impediscono di mangiarlo. Si potrebbe anche supporre che le leggi sulla quarantena femminile abbiano delle solide basi e siano ancora applicate. Sembrerebbe siano basate su ciò che sappiamo delle basi scientifiche delle leggi sul cibo, piuttosto che semplicemente sull’igiene e dobbiamo fare ciò che abbiamo fatto per generazioni. Fai ciò che Dio dice. Ci comportiamo secondo la fede.

I prossimi versi trattano la perdita anormale di sangue. Vediamo secondo le basi dell’assunzione, che una perdita di sangue dev’essere trattata come un’impurità, a meno che non si provi che sia il ciclo mestruale. Dunque, le leggi sulla quarantena, vengono dopo alle leggi sulla purificazione. Le donne e quindi anche gli uomini, sono obbligati dalla legge a trattare tutte le perdite di sangue in modo serio. 25 La donna che ha un flusso di sangue per molti giorni, fuori del tempo delle regole, o che lo abbia più del normale sarà immonda per tutto il tempo del flusso, secondo le norme dell’immondezza mestruale. 26 Ogni giaciglio sul quale si coricherà durante tutto il tempo del flusso sarà per lei come il giaciglio sul quale si corica quando ha le regole; ogni mobile sul quale sederà sarà immondo, come lo è quando essa ha le regole. 27 Chiunque toccherà quelle cose sarà immondo; dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. 28 Quando essa sia guarita dal flusso, conterà sette giorni e poi sarà monda. 29 L’ottavo giorno prenderà due tortore o due colombi e li porterà al sacerdote all’ingresso della tenda del convegno. 30 Il sacerdote né offrirà uno come sacrificio espiatorio e l’altro come olocausto e farà per lei il rito espiatorio, davanti al Signore, per il flusso che la rendeva immonda. (RSV)

Ovviamente, fino a quando non si è accertata la possibilità o meno di contagio, bisogna prendere delle adeguate precauzioni. Se la quarantena avviene immediatamente ed altre persone non sono contagiate, tutti sono protetti. Se, in seguito, le condizioni non mostrano possibilità di contagio, la persona può essere dimessa dalla quarantena.

La quarantena di una donna è spesso necessaria per il mantenimento della sua salute. Quando la malattia non è contagiosa, la donna deve stare in un luogo separato ed in pace.

La purificazione alla nascita

Levitico 12 tratta l’argomento della donna che mette al mondo un bambino. Le leggi che riguardano la nascita di un bambino sanzionano determinati periodi di purificazione che variano al variare del sesso.

Levitico 12:1-8 Il Signore aggiunse a Mosè: “Riferisci agli Israeliti: 2 Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. 3 L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. 4 Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. 5 Ma, se partorisce una femmina sarà immonda due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue. 6 Quando i giorni della sua purificazione per un figlio o per una figlia saranno compiuti, porterà al sacerdote all’ingresso della tenda del convegno un agnello di un anno come olocausto e un colombo o una tortora in sacrificio di espiazione. 7 Il sacerdote li offrirà davanti al Signore e farà il rito espiatorio per lei; essa sarà purificata dal flusso del suo sangue. Questa è la legge relativa alla donna, che partorisce un maschio o una femmina. 8 Se non ha mezzi da offrire un agnello, prenderà due tortore o due colombi: uno per l’olocausto e l’altro per il sacrificio espiatorio. Il sacerdote farà il rito espiatorio per lei ed essa sarà monda”. (RSV)

Una donna è immonda sette giorni, dopo aver fatto un maschio e quattordici dopo aver fatto una femmina. Il maschio deve essere circonciso l’ottavo giorno. E’ molto importante l’ottavo giorno poiché è il momento in cui il sangue sviluppa la capacità di coagularsi. Quindi, segue un successivo periodo di purificazione di sette giorni più trentatré, in totale quaranta, per il maschio e di quattordici giorni più sessantasei, in totale ottanta, per la femmina.

Bullinger, nelle sue note al v. 5 della Companion Bible, afferma che il periodo più lungo per le donne serviva per assicurare minori nascite femminili. Il vero motivo, come vedremo, é molto più importante.

Il sistema sacrificale non esiste più, ma la legge ancora esiste. Non conosciamo il motivo fisico o scientifico per cui c’è una differenza di tempo tra la nascita di maschi e quella di femmine. Dipende dalla differenza di ormoni? ci sono differenze a livello di stress? o più verosimilmente è una questione di immunità? Sappiamo, che la scienza medica raccomanda che il bambino nei primi mesi sia nutrito dal seno, affinché sviluppi, attraverso la madre, l’immunità a varie condizioni. Il periodo di separazione consentirà sia alla madre sia al figlio di acquistare forza e di sviluppare l’abilità di resistere ai germi ed ai virus, che abbondano nella società moderna. C’è anche una differenza dei comportamenti nei confronti del bambino maschio e della femmina. Il maschio era circonciso ed aveva un periodo di separazione più breve. La femmina aveva un periodo di separazione più lungo, poiché non doveva essere circoncisa e questo fatto era anche indicato dalla distinzione dei periodi di separazione. In seguito saranno elencati altri motivi.

Nel verso Levitico 12:4 leggiamo le parole: “non toccherà alcuna cosa santa”. In questi termini vediamo il simbolismo parallelo che contraddistingue gli eletti nella purificazione. Questa distinzione fu fatta fino al tempo di Cristo. Secondo la teoria, la donna nelle sue condizioni avrebbe dissacrato ciò che era santo. Tuttavia, quello che era santo avrebbe anche santificato ciò che era in uno stato di purificazione. Per questo, la donna che aveva una perdita di sangue ed aveva bisogno di cure fu purificata toccando la veste di Cristo. Ciò non rese Cristo impuro, ma fece in modo che lo Spirito Santo potesse passare a lei, rendendola pura.

Matteo 9:20-22 20 Ed ecco una donna, che soffriva d’emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. 21 Pensava infatti: “Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita”. 22 Gesù, voltatosi, la vide e disse: “Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita”. E in quell’istante la donna guarì. (KJV)

Quest’azione portava a due conclusioni. Una era che Cristo era il nuovo Sommo Sacerdote, il cui lembo era contraddistinto in Esodo 28:33-34; 39:25-26 ed il cui diadema era Sacro al Signore (Es. 28:36; 39:30).

La seconda era che attraverso la fede e lo Spirito Santo si estendeva la purezza e la purificazione al malato ed all’infermo. Questo è di nuovo ripetuto in Matteo, dove possiamo vedere l’importanza della presenza di Cristo nell’impatto della Legge, dei profeti, della guarigione del malato, dell’infermo e dell’immondo.

Matteo 14:34-36 34 Compiuta la traversata, approdarono a Generaste. 35 E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati, 36 e lo pregavano di poter toccare almeno l’orlo del suo mantello. E quanti lo toccavano guarivano. (KJV)

Ciò che era santo poteva quindi toccare ciò che non lo era o l’immondo e renderlo santo. Questo non fu possibile fino alla venuta del Messia come leggiamo dai profeti.

Aggeo 2:11-19 11 Dice il Signore degli eserciti: Interroga i sacerdoti intorno alla legge e chiedi loro: 12 Se uno in un lembo del suo vestito porta carne consacrata e con il lembo tocca il pane, il companatico, il vino, l’olio o qualunque altro cibo, questo verrà santificato? No, risposero i sacerdoti. 13 Aggeo soggiunse: “Se uno che è contaminato per il contatto di un cadavere tocca una di quelle cose, sarà essa immonda?” “Sì”, risposero i sacerdoti, “è immonda”. 14 Ora riprese Aggeo: “Tale è questo popolo, tale è questa nazione davanti a me – oracolo del Signore – e tale è ogni lavoro delle loro mani; anzi, anche ciò che qui mi offrono è immondo”. 15 Ora, pensate, da oggi e per l’avvenire: prima che si cominciasse a porre pietra sopra pietra nel tempio del Signore, 16 come andavano le vostre cose? Si andava a un mucchio da cui si attendevano venti misure di grano e ce n’erano dieci; si andava a un tino da cinquanta barili e ce n’erano venti. 17 Io vi ho colpiti con la ruggine, con il carbonchio e con la grandine in tutti i lavori delle vostre mani, ma voi non siete ritornati a me – parola del Signore -. 18 Considerate bene da oggi in poi (dal ventiquattro del nono mese, cioè dal giorno in cui si posero le fondamenta del tempio del Signore), 19 se il grano verrà a mancare nei granai, se la vite, il fico, il melograno, l’olivo non daranno più i loro frutti. Da oggi in poi io vi benedirò! (KJV)

Quindi, secondo la legge, quello che era immondo non poteva toccare ciò che era santo. Questa era la risposta alla domanda dei sacerdoti. Già dalla legge di Dio e dalla profezia, la stessa situazione era diretta ad un periodo in cui Dio avrebbe diffuso il suo Spirito a tutta la carne, l’avrebbe resa Santa nella Sua legge, e l’avrebbe scritta nei cuori. Quest’azione fu compiuta attraverso il Messia.

Tutta la carne fu dunque resa santa nello Spirito e purificata attraverso il Messia nello Spirito Santo. La legge sulla purificazione ha come obiettivo la purificazione della madre dell’uomo in quanto Israele, la Chiesa, la Sposa di Cristo e madre della nuova nazione.

In questa posizione, la madre è purificata e può condividere l’Eucarestia e la Pasqua ebraica, come uno degli eletti che è stato purificato nello Spirito Santo. L’essere limitati alla vera concezione della nascita di un bambino, permette di raggiungere la seconda Pasqua ebraica; speriamo che questo fenomeno aumenti.

La Circoncisione

A questo punto è importante analizzare l’argomento della circoncisione.

La pratica della circoncisione è forse uno dei più vecchi riti di tutta la civilizzazione. E’ stata ritrovata in tutte le tribù ed in tutte le zone: dall’Australia all’Africa fino al Medio Oriente. Nella documentazione su queste pratiche James Frazer (The Golden Bough Vol. 1, Macmillan, 1976. Pp. 96 e seguenti) indica la probabile origine ed il pensiero dietro questa pratica. La circoncisione ha effetti benefici nella prevenzione delle malattie, nei climi caldi del deserto. A parte questo, la pratica originale sembra avere un diretto rapporto con il concetto di rinascita e di reincarnazione. Da tempi antichissimi, il prepuzio dell’uomo circonciso, era messo in un posto in prossimità dei totem dei maschi circoncisi. Anche su dei sassi, degli alberi o luoghi simili. Da quello che possiamo dire adesso, sembra che la pratica della circoncisione sia in realtà legata al concetto di nascita dell’individuo nei corpi dei discendenti. Questo concetto sembra essere stato portato avanti da tutte le tribù antiche. Ha una influenza particolare nel concetto della bugia nel peccato originale, che significa, sicuramente non morirai.

Sembra che Dio, con l’ordine di circoncidere Abramo, nell’ottavo giorno, così come richiesto, stesse in realtà intervenendo e dando un significato diretto e correttivo ad una pratica pagana esistente. Dio diceva: io sono la vostra roccia o totem e l’oggetto della resurrezione e vita eterna. Bisognava attuare questa pratica nell’ottavo giorno e non nella pubertà, rimuoverlo dal regno dell’auto – esistenza e della virilità dell’individuo e metterlo sul livello del dono gratuito di Dio, come membro della nazione d’Israele. Allo stesso modo, Dio diceva che Ishmael fu portata nella tribù contemporaneamente ad Isaac ed attraverso i membri dell’alleanza, così come avvenne per Abramo stesso.

Dio attaccò la menzogna sull’anima e sulle dottrine della reincarnazione degli insegnamenti pagani o satanici dei sistemi di Sin e Ishtar (cfr. i documenti Il Vitello d’oro [222] e Le origini del natale e della Pasqua [235]). Questa pratica era anche abbinata all’estrazione dei denti. I denti erano rimossi o tolti quando avveniva la circoncisione nei sistemi tribali più primitivi. Frazer è dell’opinione che questa pratica deriva probabilmente dalla lunga durata dei denti sul teschio dopo la morte, quindi questi sono conservati come un simbolo dell’aldilà. Sappiamo con sicurezza, che gli antichi australiani praticarono questa tradizione per millenni ed il famoso uomo del lago Nitchie mostra queste caratteristiche. Quindi, come usanza è la più antica e risale probabilmente ai tempi prima del diluvio.

Anche gli aborigeni australiani più moderni praticavano gli antichi riti del taglio o del marchiarsi con segni tribali. Sembra che queste fossero anticamente usate per indicare la dedizione alla divinità, quindi coloro che avevano i segni erano in grado di chiamare la loro divinità. La pratica era vietata in Israele (Lv. 19:28; cfr. 21:5; Dt. 14:1). Era anticamente conosciuta dagli Arabi ed ogni tribù aveva il suo marchio tribale (wasm) per il proprio bestiame (Encyclopedia of Religion and Ethics (ERE), vol. 2. Pp. 326 e seguenti).

Secondo Luciano, tutti i siriani avevano delle stigmate d’importanza religiosa sul polso o sul collo. (ibid.). Erodoto ci dice che gli schiavi fuggiti da Ercolano e rifugiatisi nella bocca canopica del Nilo, erano tatuati e ceduti al dio, quindi il maestro non poteva chiederne la restituzione. Questo divieto è un chiaro riferimento alla rimozione dell’idolatria in Israele. Tra i Semiti, tutti i segni di questo tipo rappresentavano un rapporto con dio o con qualcun altro (ibid.). La dipendenza di un uomo ad un altro era dunque segnata da un buco nell’orecchio, per indicare la mancanza di fede in Dio che era il vero maestro. Questi segni hanno tutti probabilmente come origine comune il totem.

Il rituale “taglio per il morto” era parte di quest’antica pratica d’adorazione dell’antenato, che aveva come base la sua reincarnazione. Questo credo era anche caratteristico dei Celti, che lo presero dalla stessa pratica. Sappiamo senza dubbio che i Caucasici, che sembravano essere parenti dei Celti ariani, praticavano anche la mummificazione.

Ora abbiamo delle prove dai ritrovamenti avuti nel luogo che può essere classificato come Antica Scizia. Le mummie furono ritrovate ad Umrachi (o Urumqui), nell’attuale Cina, nel Tien Shan, nella Regione Autonoma del Uyguz, vicina al confine con il Kazakistan. Sono vecchie alcune migliaia d’anni e risalgono al 1000 a.C. ca., il periodo di Davide e delle seguenti invasioni Ariane in India.

Le mummie sono attualmente nelle mani del governo cinese, che le ha tenute per un approfondito esame pubblico, poiché le ovvie ramificazioni dei caucasici, sembravano apparentemente legate ai celti, che stavano nell’Antica Scizia, o ciò che è oggi chiamata Cina. Abbiamo dei documenti risalenti al tempo di Davide, delle guerre in Scizia contro Mesech e Tubal e nelle tende di Kedar (Sal. 120:5-7). Questo argomento sarà esaminato dettagliatamente, nella serie sulla storia delle nazioni (cfr. E.J.W. Barber, The Mummies of Umrachi, W.W. Norton, 1979).

Il Patto di sangue

Tra gli arabi, i segni erano fatti come simbolo dell’alleanza, e questo avveniva originalmente tra l’uomo e Dio ed in seguito avvenne tra uomini (ERE ibid.). Questo segno era seguito dalla raccolta di sangue, bevuto come segno dell’alleanza. Questa è la base spirituale che sta dietro al divieto di bere sangue nella Bibbia. Da questa pratica nascono anche delle gravi conseguenze per la salute. Quindi Cristo disse che dovevano bere il suo sangue e mangiare il suo corpo come parte dell’alleanza.

Antiche pratiche e movimenti

La circoncisione divenne quindi il segno dell’alleanza tra lo Yahovah ed il Suo popolo. In origine la circoncisione era molto diffusa e sembrava avesse avuto luogo in Egitto, in Esodo e prima ancora; si pensa sia stata l’origine della pratica in Israele. Dio diede ad Israele il vero significato del simbolismo. L’Esercito Caduto sotto Azazel sembra aver considerato il simbolismo come un segno dell’immortalità dell’anima e del sistema di reincarnazione nell’uomo. Molto deriva dagli aborigeni australiani che hanno quaranta mila anni o più e dall’occupazione dell’Australia, ma il fatto è che le prove non sostengono queste affermazioni. Alcune delle prove e delle teorie antropologiche li collegano agli antichi resti ritrovati nella Caverna Superiore del Choukoutien, in Cina che comprendeva anche tre differenti razze in un gruppo di “Mongoloidi primitivi, Melanesiani ed Eschimesi”. Birdsell citata da Hooten, pensa anche che i Murrayian o i teschi appartenenti alla seconda ondata di migrazione abbiano molte affinità con l’Antico Uomo della caverna Superiore del Choukoutien (cfr. R.M. e C.H. Berndt Aboriginal Man in Australia, Agnus e Robertson, 1965, pp. 29-31). Weidenreich nota che:

Alcuni studiosi [antropologi] hanno visto gli Australiani Aborigeni come i diretti discendenti dell’uomo paleolitico dell’Europa del nord emigrato di recente dall’Europa o dall’Asia centrale verso l’Australia (ibid. p. 31).

E’ anche importante considerare che queste differenti razze furono trovate nel gruppo o strato sociale nel Choukoutien in Cina, indicando forse il punto comune, da cui sono derivate le razze asiatiche e/o un più ampio gruppo genetico per le razze del tempo.

Per secoli, i sacerdoti buddisti nelle cerimonie per la loro ordinazione, facevano bruciare tre mucchi d’incenso sulla loro fronte, e questo si ripeteva man mano che salivano di grado e d’ordine, fino a quando non avevano nove cicatrici sulla fronte (ERE ibid., 2, p.327). Nella cerimonia di preordinazione Terav ada, la divinità o gli spiriti sono invocati a scendere ed entrare nel novizio in cinque livelli. La divinità è adorata ed i sacerdoti hanno il segno di quest’adorazione.

Quindi, Dio istituì l’ingiunzione per Israele contro questa pratica. Ma anticamente in Israele, i sacerdoti sembravano avere un marchio o un segno sulla fronte, come alcuni deducono dai testi in 1Re. (cfr. 1Re 20:35-43; cfr. ERE, vol. 2; p. 327).

Mosè sembra aver messo in evidenza la pratica del marchio tra i Midianiti ed i discendenti di Abramo. Giobbe, il figlio di Issacar (Gn. 46:13), nel periodo antecedente Esodo, a Midian, sembrava avesse un segno che lo dedicava a Yahovah. Il testo originale di Giobbe 31:35, afferma:

Oh, avessi uno che mi ascoltasse!
Ecco qui la mia firma! L’Onnipotente mi risponda!
Il documento scritto dal mio avversario.

La KJV è oscura, ma in questo verso è chiaro il riferimento al segno di Giobbe (cfr. Interlinear Bible di Green e ERE ibid.). Fu rimpiazzata dalla Legge di Dio come memoriale tra gli occhi e sulla mano, essendo scritta nel cuore. Era sempre diretta allo Spirito Santo che scrive la Legge di Dio nei nostri cuori, nella nostra mente e nelle nostre azioni.

Nel giudaismo al tempo di Cristo, indossavano i Filatteri come simbolo della Legge di Dio, ma erano pomposi.

I Giudei non utilizzarono questi segni fino al Patto di Omar (ca. 640 d.C.), mentre nei territori del Muhammedan, tutti i giudei erano obbligati ad avere una cucitura nella parte superiore dell’abito. In Egitto, durante il quattordicesimo secolo, i Giudei indossavano un turbante giallo. Durante il quarto concilio laterano nel 1215, Roma ordinò che tutti i giudei ed i mussulmani avessero un segno distintivo. In Francia, era già entrato in uso per i Giudei nel 1208. La Chiesa romana lo fece per impedire i matrimoni misti ed il concubinaggio con i cristiani. In Francia il distintivo era giallo, ma in oriente era rosso (cfr. e.g. dopo il concilio di Buda). Il rito della circoncisione fu visto come precursore del battesimo, quindi nelle Chiese riformate il neonato era “battezzato” nell’ottavo giorno, come avveniva per la circoncisione ed era quindi confermato nella pubertà, con l’imposizione delle mani del vescovo. (quest’argomento sarà anche esaminato nel documento sui Sacramenti del battesimo).

La posizione della Chiesa sulla circoncisione

Nella chiesa antica, la controversia sulla circoncisione nacque dove il cosiddetto partito ellenizzante la rifiutava e quello dei giudei l’affermava (cfr. Atti 11:2; 15:1,5; 21:21). Paolo fu circonciso e sotto la pressione dei Giudei fece circoncidere Timoteo (Fil. 3:5; Atti 16:3). Lo considerò un segno del favore divino della nazione (Rm. 3:1 e seguenti). Tuttavia, nel caso della conversione dei gentili, era considerata non necessaria. (Atti 15:19 e seguenti; cfr. Gal. 5:2-4).

Paolo, considerò la circoncisione fisica come irrilevante nell’alleanza tra l’uomo adulto e Dio (Rm. 3:30 e seguenti; 4:9 e seguenti; 1Cor. 7:18 e seguenti; Gal. 5:6; 6:12 e seguenti; Col. 3:11). La Legge e la giustizia sono stabilite tramite la fede. Infatti, coloro che sono circoncisi, non osservano la legge, ma vogliono avere gloria nella carne di noi che la osserviamo (Gal. 6:12 e seguenti).

L’unica vera circoncisione è spirituale (Rm. 2:25 e seguenti; Fil. 3:3 e seguenti; Col. 2:11 e seguenti). In questo insegnamento, Paolo sostiene Geremia (Ger. 4:4; 6:10; 9:26; cfr. Dt. 10:16; 30:6). Egli prende in considerazione diverse procedure in differenti situazioni (cfr. Atti 16:3 con Gal. 2:1 e seguenti). Sostiene che potrebbe senza dubbio salvare qualcuno (1Cor. 9:19). Ciò che è importante, è l’onestà personale nella convinzione di ciò che è corretto per ogni individuo (cfr. Gal. 2:11 e seguenti). Paolo si considerò come consegnato al vangelo dei non circoncisi, mentre Pietro era stato consegnato al vangelo dei circoncisi (Gal. 2:7-9). Quindi, la missione di Pietro era la dispersione dei Giudei ed anche d’Israele. Pietro non fu mai vescovo di Roma, non è mai stato il suo ruolo.

La non circoncisione prevalse e spesso si afferma che soltanto alcune sette minori, considerate in torto, osservarono la circoncisione. Una di queste, era quella degli Ebioniti giudaizzati, che considerarono la circoncisione come “Il segno ed il marchio dei profeti e dei giusti” come fu per Cristo stesso, basando la loro pratica su Mt. 10:25 (ERE, 3, pp. 665 e seguenti; cfr. Iren. Adv. Her. Xxx. 26). Anche Cerinto assunse lo stesso atteggiamento e per questo motivo è spesso considerato come uno gnostico giudaizzato (ERE ibid.). Tuttavia questa visione non è del tutto giusta ed in seguito vedremo perché.

Il terzo concilio di Toledo (8 Maggio 589) proibì ai giudei di comprare schiavi cristiani e decretò che qualsiasi giudeo circonciso, come lo schiavo, secondo Genesi 17:12 e seguenti, dovrebbe rinunciare a lui. Quest’abitudine era anche portata avanti da Recaredo nella legge, la Leges Visigothorum [Leggi dei Visigoti] (ed. Zeumer, Hanover, 1894, p.305 [=XII. II. 12]) dicendo: “ille autem qui Christianum mancipium circumciderit, omnem facultatem amittat et fisco adgregetur.” (cfr. ERE ibid., p. 664).

Perciò, le sette non trinitarie o cosiddette ariane erano d’accordo con in trinitari sulla questione. I trinitari o cattolici acquistarono potere poco dopo questo periodo e nel 590 fondarono il Sacro Romano Impero. Eugenio IV dichiarò ufficialmente la nascita dei Romano Cattolici nella Bolla Cantate Domino (4 Feb. 1441). Egli sostenne che le richieste e le cerimonie della Legge, anche se adatte al periodo, furono approvate dalla venuta di Cristo e dai sacramenti del NT. Quindi, il battesimo era visto come il sostituto della circoncisione.

Nella Chiesa copta il battesimo non era visto come il sostituto della circoncisione. I maschi erano battezzati quando avevano quaranta giorni e le femmine quando ne avevano ottanta. Questa procedura conferma che la legge sulla purificazione e quella sulla circoncisione, restava generale per i maschi (ERE, vol. 4, p. 119).

I Copti facevano parte della più antica Chiesa cristiana del Nord Africa, in Egitto. Si separarono dalla cosiddetta chiesa ortodossa nel 451 ca., come risultato delle nascenti dottrine da Costantinopoli (381) e Calcedonia (451). Dalle prove che abbiamo sui Copti, si potrebbe affermare correttamente che il battesimo non era visto come un sostituto della circoncisione, poiché, mentre i Copti adottarono il battesimo dei neonati, in base alla differente purificazione dell’uomo e della donna, i maschi erano ugualmente circoncisi, secondo la pratica nell’antica Israele. Quindi la stessa circoncisione maschile era vista come un elemento importante nelle distinzioni della purificazione, che riflettevano le distinzioni bibliche.

Dalle antiche tradizioni della chiesa copta, che erano anche praticate tra le sette sabbatarie in Europa ed in Asia Minore, possiamo concludere che la circoncisione dei neonati era considerata una parte essenziale della nazione di Israele come Chiesa. Soltanto i Gentili adulti non dovevano circoncidersi, quando entravano nella Chiesa da adulti. Mentre, nella chiesa, i Gentili facevano circoncidere i propri figli così come facevano tutti. Questa pratica era a livello generale e, nel sistema cattolico, non ci furono dichiarazioni ufficiali che le andavano contro fino al quindicesimo secolo.

La circoncisione, era anche una caratteristica degli Indiani d’America e Lewis Spence (ERE, vol. 3, p. 670) la considera come una pratica evolutasi dal sacrificio umano, che lo sostituì. Il simbolismo osservato da Frazer e commentato da Spence, mostra quindi un rapporto, non solo con la reincarnazione, ma anche con la rinascita degli spiriti della terra, che abbiamo visto dal sistema religioso pagano del Natale e della Pasqua (cfr. Le origini del Natale e della Pasqua [235]. Spence considera la circoncisione in due modi: come un sacrificio simbolico di sessualità e desiderio, e come parziale sacrificio, simbolico del sacrificio d’ogni essere alla divinità in questione (ibid.).

La circoncisione degli Egizi risale almeno alla VI Dinastia, dai resti trovati a Saqqarah e la reale prova di questa pratica, in tempi antichi, fu all’inizio messa in dubbio da importanti autorità (ERE ibid., 3, 671 e seguenti).

Come potremmo aspettarci, ritroviamo la circoncisione nelle antiche sette del Bene Israel, gli antichi Israeliti chiamati “The Saturday Oil men”(gli uomini dell’olio del sabato) in India, che si sono diffusi dal sud di Bombay attraverso il Konkan (cfr. ERE, vol. 2, pp. 471 e seguenti). Fino al tempo di Geonim, la circoncisione veniva sempre praticata a casa e tra il sesto e l’undicesimo secolo fu trasferita alla sinagoga e fatta pubblicamente, come una cerimonia religiosa di fronte alla congregazione. In questi giorni, tutte le attività di lutto erano omesse.

Dal tempo di Cristo e dal successivo Giudaismo Talmudico, al bambino veniva assegnato il nome subito dopo la cerimonia. Il successivo nome di battesimo deriva da questa cerimonia, piuttosto che dal battesimo stesso e molto dopo il battesimo dei neonati venne inserito al posto della cerimonia di circoncisione. Nel giudaismo Talmudico la cerimonia è composta da tre parti:

    1. il milah, il taglio della parte esterna del prepuzio, che viene fatto con un colpo di coltello.
    2. Peri’ah l’asportazione della parte interna del prepuzio, che ancora aderisce al glande e viene fatta usando l’unghia del pollice e l’indice;
    3. O il sangue viene succhiato dalla ferita. (questo atto va contro la legge biblica)

La circoncisione non è considerata come un sacramento dei giudei (o dell’antica Israele) allo stesso modo in cui il Battesimo e l’Eucarestia sono due sacramenti della fede cristiana (cfr. I Sacramenti della chiesa. [150]); cfr. ERE, vol. 3, p. 680). Dal 1843, i giudei riformati hanno fatto degli sforzi per abolire la circoncisione senza risultato, ma dal 1892, i giudei riformati d’America non avevano bisogno dei proseliti in base alla crudeltà attuata sugli adulti.

La circoncisione in Israele è un simbolo della struttura etica e rituale del cuore e della mente, che pone tutti i convertiti spirituali come parte del corpo d’Israele. (cfr. Dt. 30:6; Ger. 4:4; Lv. 26:41; Rm. 2:28; Col. 2:11). Filone 38d nota che è venuta dall’El, che circoncise se stesso ed i suoi alleati (ERE, vol. 9, p. 896).

Erodoto (ii 104) osserva che i fenici ed i siriani adottarono la circoncisione dall’Egitto.

Uno degli antichi riti di coloro che adoravano Astarte o Ashtaroth o Ishtar o Athargatis secondo l’area del Medio Oriente, era quello della castrazione. I giovani uomini si esaltavano utilizzando la musica ed altri esercizi religiosi, quindi si castravano. Da quel momento in poi andavano in giro vestiti da donne. Portavano un’immagine di dea, che adoravano in orge selvagge. Si frustavano e si tagliavano. Nel tempio c’erano anche delle donne che erano devote e venivano praticati dei riti lussuriosi. Al centro di Ierapoli e di Bambice c’era la venerazione dei pesci. Possiamo quindi dedurre che il pesce era il simbolo di Easter e Attis e non aveva niente a che vedere con il cristianesimo. Le cerimonie comprendono anche altre pratiche che sono penetrate nel cristianesimo. Era osservata la cerimonia secondo cui si portava la terza immagine (Ate) in spiaggia, si prendevano delle brocche d’acqua e si versavano in un buco, nella zona del Tempio. La festa della primavera consisteva nell’ammucchiare rami con le divinità ed i tesori e quindi bruciarli in presenza degli dei della Siria, che erano tutti riuniti nel tempio per il rito. Anche gli animali ed alcune volte i bambini erano offerti in questo modo. I pellegrini si rasavano sempre la testa quando entravano nel tempio, e gli uomini e le donne giovani offrivano i loro capelli in scatole d’oro e d’argento, prima del matrimonio. Una pratica comune era anche il tatuaggio in onore del dio (cfr. ERE, articolo Atargatis vol. 2, pp. 166-167). Da qui possiamo vedere il legame con l’antica pratica Araba. Lewis Paton è dell’idea che Attis, il dio della Lidia, sia semplicemente un’altra forma del nome Atargatis, o Ishtar nella forma di Ate (cfr. ERE, ibid., Ate, vol. 2, p. 168). Attis fu castrato da Rea e andò in giro con vestiti da donna. Luciano da due spiegazioni a questo. Egli afferma che era in onore di ate o Attis ed anche in onore di Combabo, che mutilò se stesso per non compromettersi con la Regina Stratonice (ERE ibid.). Questo sistema religioso, che incontriamo nella Bibbia numerose volte è senza dubbio l’origine delle proibizioni bibliche sulla pratica. E’ anche semplice vedere il rapporto tra Ishtar o Easter ed il dio morente Attis che fu sacrificato su una croce di pino (cfr. il documento La croce [039]). L’adorazione di Attis era endemica a Roma all’inizio dell’attuale era.

Nel quarto secolo, i sacerdoti di Attis, si lamentavano che i cristiani avevano rubato tutte le loro dottrine. Il moderno sistema religioso dei culti del sole utilizza addirittura il nome Easter, nell’adorazione del sistema ed osserva le feste e le statue delle dee e degli dei. Tertulliano afferma che Atargatis era la dea dei siriani. Macrobio assicura che chiamavano il Sole Hadad e la terra Atargatis. Quindi ben Hadad significa figlio del Sole. Il Talmud la chiama Tar’atha. In America è Tharath. E’ semplicemente la forma della dea semitica Ishatar’Athtar o semplicemente Easter, nell’antico anglosassone. Strabo ed Esichio, la identificano con Athara e le iscrizioni del Delo la chiamano Afrodite (ERE ibid.). Askelon, Karnaim e Delo erano grandi devoti di Astarte, conosciuta come Derketo ad Askelon, la cui metà inferiore era un pesce. Sembra sia stata la prima sirena. Luciano non identifica la divinità siriana a Ierapoli con la divinità d’Askelon, sembra in base al fatto che la divinità a Ierapoli aveva una perfetta forma umana e lui la chiamava Era, ma ammette che può essere identificata con Rea. Ci sono alcuni dubbi sul fatto che siano la stessa divinità. I seguaci di Atargatis e di Astarte non mangiavano pesce ed i riti sessuali le identificavano nella stessa divinità. La divinità era riconosciuta dalla zona ed era quindi localmente distintiva nelle menti della gente comune, solo poiché era come Ishtar in Assiria, a Nineveh e ad Arbela. Il nome originario di Ierapoli è Mabog e significa primavera nell’aramaico originale (cfr. ERE ibid.). Quindi è anche associato all’acqua e alla fonte.

Da 2Maccabei 12:26, Giuda Maccabeo andò contro il Tempio di Atargatis a Karnion nel 164 a.C. ed uccise 25000 persone. Dal testo in 1Maccabei 5:43 Paton conclude che il culto di Atargatis fiorì non solo a Ierapoli ed a Askalon, ma anche a Basan. Le iscrizioni a Kefr Hauwar tra Damasco e Banias, indicano che ci fu un tempio ed alcune iscrizioni a Delo, che risalgono a poco prima dell’era cristiana, la identificano con Hadad e con Afrodite (cfr. ERE, vol. 2, p. 166). Quindi è la sposa di Hadad, il sole, o Baal. Così come fece Rea, castrò Attis che viene anche identificato con lei.

Paton nota anche che le scritture di Ovidio del 17 d.C., mostrano come Dercetis fu trasformato in un pesce in Palestina. Germanico nel 19 d.C., la chiama la dea siriana Derceto ed Atargatis ed aggiunge nuove informazioni secondo cui fu trasformata in un pesce a Bambice, il nome Greco per Ierapolis. Strabone scrivendo nel 24 d.C. afferma:

“Artargate (o Atargate in alcuni manoscritti) era chiamata dai siriani Arthara, ma Ctesias la chiamava Derketo. Qui Atargatis è identificata con Athar (=Athtar, Ashtart, Astarte), allo stesso modo in cui è identificata con Afrodite nelle iscrizioni del Delo” (ERE ibid).

Cornuto (ca. 68 d.C.) scrive che il pesce e le colombe erano sacre ad Atargatis, la dea dei siriani. Questa è senza dubbio la vera origine del simbolo del pesce a Roma nel primo secolo. I cristiani, non avrebbero mai costruito un oggetto che fosse un idolo, adorato in Palestina per secoli, prima e durante il tempo di Cristo, il simbolo della loro fede. Plinio, nel 79 d.C., afferma che Ceto è adorato a Joppa. Sia Plinio che Strabone affermano che a Joppa fu mostrato lo scheletro di un mostro marino. Ceto deve forse essere considerato come la forma abbreviata di Derceto, ma Paton afferma che ciò non è certo (ERE ibid.). Plinio identifica Atargatis con Derceto ed afferma che era adorata a Ierapoli o Bambice o Mabog. Plutarco asserisce che a Ierapoli c’era un lago di pesci sacri, ed afferma che la dea che veniva qui adorata, è identificata con Afrodite ed Era, o la dea che dall’umidità produce il seme di tutto. (ERE ibid.). Il più ampio resoconto ci viene dato da Luciano che scrisse nel 200 d.C. circa, in quanto testimone oculare, essendo lui stesso un siriano. Da quello che abbiamo notato, preferisce identificarla come Era, ma Paton insiste che senza dubbio abbiamo a che fare con Atargatis (ERE ibid.). Quindi il culto di Atargatis, Ishtar o Astarte, Ashtaroth o Easter è alla base dei riti condannati dalla Bibbia, che comprendono vari aspetti. Gli aspetti della purificazione comprendono la rimozione da questo sistema di adorazione. Risale al sistema del Vitello d’Oro sotto vari nomi (cfr. il documento Il Vitello d’Oro [222]). Quindi il sistema di Attis e quello di Easter erano ancora attivi in Siria nel 200 d.C..

I riti di purificazione e circoncisione erano visti come l’eliminazione di questi culti della fertilità e del sole in Israele e tra i figli di Abramo. La Circoncisione era sempre praticata tra gli arabi e fu adottata nell’Islam senza basarsi su pratiche antiche, senza dubbio derivate da Abramo. L’Islam ha esattamente le stesse pratiche per gli uomini e si sostenne che fosse bene farla dopo sette giorni. Tuttavia è spesso rimandata di tre quattro o più anni. Il periodo di purificazione, è lo stesso periodo di quaranta giorni in cui la madre entra nella vasca (ERE, vol. 2, p. 660).

Le antiche pratiche della redenzione del bambino nel sacrificio, in tempi antichi, entrarono nelle tradizioni dell’Islam. Il termine “aqiqah” è applicato sia alla rasatura della testa del bambino che all’uccisione della capra nella redenzione del settimo giorno (ERE, ibid.). Da questa antica pratica, deriva erroneamente la circoncisione del settimo giorno. I capelli qui hanno un significato simile a quello dato dai Nazzariti nella legge biblica, essendo dedicati a Dio (cfr. anche ERE, Vol. 12, p.148a).

Dal rapporto dei sette giorni di purificazione con le attività della circoncisione dell’ottavo giorno, potremmo dedurre che abbiamo a che fare con il piano di salvezza. Il settimo giorno di purificazione si riferisce al sistema finale del Millennio ed alla purificazione della terra. L’ottavo giorno si riferisce alla resurrezione finale ed alla restaurazione di tutta la carne sulla terra, come parte della nazione di Israele e quindi parte della Città di Dio (cfr. Ap. 21:1-3 ed il documento La Città di Dio [180]). Le femmine sono santificate nello Spirito Santo ed anche i bambini sono santificati attraverso i genitori.

Qui sotto vedremo il concetto di santificazione portato ai livelli più alti. Le cose alle quali si fa riferimento nella Legge, compiute in base alla purificazione, le vediamo chiarificate nel Messia. Questi simboli hanno una grande importanza per gli eletti e non possono essere compresi se limitati al piano fisico, in cui attualmente Giuda è intrappolato.

La circoncisione femminile

Nella legge sulla purificazione, la differenza che riguarda la separazione, sembrava puntare alla distinzione nel rapporto uomo donna. Questa apparteneva alle pratiche barbariche e pagane sulla circoncisione femminile, che precedettero di molto sia l’Islam o il Cristianesimo sia il Giudaismo stesso. La circoncisione femminile non ha niente a che vedere con Dio o le Sue Leggi ed è puro barbarismo pagano, derivante da aberranti abitudini di alcune tribù del Medio Oriente.

La circoncisione femminile consiste nel taglio del nymphoe o labbra minori della vulva, che si uniscono sopra il clitoride. Il rito è ancora praticato tra le tribù arabe del Moab quando si avvicina il periodo del matrimonio. In Origine era probabilmente un sacrificio alla dea della fertilità, per assicurare una maggiore prole, ma può essere derivato dal sacrificio di una parte della persona, invece del sacrificio completo, la cui pratica era endemica tra i Moabiti (cfr. EREibid.). Nella circoncisione femminile, la mutilazione del clitoride per impedire l’orgasmo è uno strano rito derivato da qualche tribù Mediorientale e non viene approvata né nella Bibbia, né nel Corano.

Protezione delle neonate

Anticamente, una delle pratiche tradizionali era quella del sacrificio dei neonati a Moloch ed a Sin il dio Luna, o qualunque fosse il nome nelle varie religioni in cui era adorato. Uno dei fatti di cui si ha poca conoscenza, è il processo attraverso cui le femmine venivano bruciate nel sacrificio della divinità della terra. Questa pratica è vecchia quanto quella della circoncisione. La pratica tra gli arabi era osservata nell’articolo sugli Arabi (Antichi) (ERE, vol. 1, pp. 669 e seguenti). Il Corano (Qur’an) afferma che la pratica proviene dalla povertà (Sura 5:152; 17:33).

La vittima era uccisa senza spargimento di sangue, in altre parole veniva bruciata viva. Probabilmente questo è il motivo per cui si stabili una legge per la protezione delle neonate. Abbiamo scarse conoscenze della pratica a causa della distanza di questi avvenimenti, ma non si può ignorare che questa ingiunzione fu istituita come segno e simbolo della protezione delle neonate in Israele e della loro dedizione a Dio nella purificazione e nella rimozione del sistema pagano delle nazioni, da cui Israele era stata selezionata e chiamata.

La legge sulla purificazione sembra anche avere alcuni rapporti con la separazione del Messia ed il suo sacrificio. Il Messia, essendo preesistito, fu portato al suo ministero alla fine del sistema del quarto millennio, o dei quaranta secoli, essendo nato il 5 d.C.. La donna, che era la sposa dell’uomo, fu allontanata e separata da esso per settanta secoli, da Adamo alla Prima Resurrezione e quindi oltre i mille anni del Settimo Millenio e nella Seconda Resurrezione dell’Ottavo Millennio. Quindi l’uomo fu circonciso nell’ottavo giorno, essendo anche il simbolo della fine del sistema rappresentato dalla donna negli ottanta giorni. Nell’ultima fase, si ha un nuovo cielo ed una nuova terra.

Il Simbolismo della Legge e del sacrificio

Il sistema sacrificale stesso rappresentava alcuni aspetti dell’adorazione. I sacrifici di comunione con la festa collettiva mostravano l’ideale della comunione di sentimenti tra Dio e l’uomo. Il Tamid o l’offerta continua simboleggiò la promessa d’Israele dell’ininterrotto servizio allo Yahovah. L’offerta per il peccato:

con il suo spruzzo di sangue mostrò che una delle condizioni per la purificazione dai peccati, era di porsi sommessamente dinanzi a Dio.

La circoncisione era il simbolo nazionale della dedizione allo Yahovah. Il Sabbath simboleggiò il completamento dell’opera di creazione. I Sabbath stessi erano anche il segno della santificazione d’Israele e del popolo di Dio (Es. 31:13)

Esodo 31:13 13 Quanto a te, parla agli Israeliti e riferisci loro: In tutto dovrete osservare i miei sabati, perché il sabato è un segno tra me e voi, per le vostre generazioni, perché si sappia che io sono il Signore che vi santifica.(KJV)

Ogni altro sistema di Sabbath indica quindi l’adorazione di un altro Dio, la cui legge ed adorazione è idolatria. E’ un compromesso della purificazione che segue dal sacrificio del Messia. La Legge stessa e la legge sulla purificazione non renderà mai perfetta la persona e non la indirizzerà verso un sistema perfetto.

Ebrei 10:1-23 1 Avendo infatti la legge solo un’ombra dei beni futuri e non la realtà stessa delle cose, non ha il potere di condurre alla perfezione, per mezzo di quei sacrifici che si offrono continuamente di anno in anno, coloro che si accostano a Dio. 2 Altrimenti non si sarebbe forse cessato di offrirli, dal momento che i fedeli, purificati per sempre, non avrebbero ormai più alcuna coscienza dei peccati? 3 Invece per mezzo di quei sacrifici si rinnova di anno in anno il ricordo dei peccati, 4 poiché è impossibile eliminare i peccati con il sangue di tori e di capri. 5 Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato6 Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato7 Allora ho detto: Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà8 Dopo aver detto prima non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato, cose tutte che vengono offerte secondo la legge, soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà. Con ciò stesso egli abolisce il primo sacrificio per stabilirne uno nuovo. 10 Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre. 11 Ogni sacerdote si presenta giorno per giorno a celebrare il culto e ad offrire molte volte gli stessi sacrifici che non possono mai eliminare i peccati. 12 Egli al contrario, avendo offerto un solo sacrificio per i peccati una volta per sempre si è assiso alla destra di Dio13 aspettando ormai solo che i suoi nemici vengano posti sotto i suoi piedi14 Poiché con un’unica oblazione egli ha reso perfetti per sempre quelli che vengono santificati. 15 Questo ce lo attesta anche lo Spirito Santo. Infatti, dopo aver detto: 16 Questa è l’alleanza che io stipulerò con loro dopo quei giorni, dice il Signore: io porrò le mie leggi nei loro cuori e le imprimerò nella loro mente17 dice: E non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità18 Ora, dove c’è il perdono di queste cose, non c’è più bisogno di offerta per il peccato. 19 Avendo dunque, fratelli, piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, 20 per questa via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne; 21 avendo noi un sacerdote grande sopra la casa di Dio, 22 accostiamoci con cuore sincero nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. 23 Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è fedele colui che ha promesso. (KJV)

In questo modo fummo purificati. Poiché la legge impedì agli eunuchi ed ai Gentili il servizio, furono resi parte del Tempio di Dio nel sacrifico redentore di Gesù Cristo.

Atti 8:26-40 26 Un angelo del Signore parlò intanto a Filippo: “Alzati, e và verso il mezzogiorno, sulla strada che discende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta”. 27 Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etiope, un eunuco, funzionario di Candàce, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i suoi tesori, venuto per il culto a Gerusalemme, 28 se ne ritornava, seduto sul suo carro da viaggio, leggendo il profeta Isaia. 29 Disse allora lo Spirito a Filippo: “Va avanti, e raggiungi quel carro”. 30 Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaia, gli disse: “Capisci quello che stai leggendo?”. 31 Quegli rispose: “E come lo potrei, se nessuno mi istruisce?”. E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. 32 Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: Come una pecora fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. 33 Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato
negato, ma la sua posterità chi potrà mai descriverla? Poiché è stata recisa dalla terra la sua vita. 34 E rivoltosi a Filippo l’eunuco disse: “Ti prego, di quale persona il profeta dice questo? Di se stesso o di qualcun altro?”. 35 Filippo, prendendo a parlare e partendo da quel passo della Scrittura, gli annunziò la buona novella di Gesù. 36 Proseguendo lungo la strada, giunsero a un luogo dove c’era acqua e l’eunuco disse: “Ecco qui c’è acqua; che cosa mi impedisce di essere battezzato?”. 3738 Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò. 39 Quando furono usciti dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. 40 Quanto a Filippo, si trovò ad Azoto e, proseguendo, predicava il vangelo a tutte le città, finché giunse a Cesarèa. (KJV)

Da qui, gli eunuchi non avevano bisogno di un insegnante e Filippo fu rimosso per mostrare, attraverso i miracoli nello Spirito santo, che agli eunuchi viene insegnato direttamente e non avevano dunque bisogno di altri insegnanti al di la di Cristo nello Spirito Santo, essendo tutto in tutti. Ciò che era in peccato fu purificato e reso santo.