Questa sera è probabilmente l’occasione più sacra dell’anno del calendario di Dio, poiché è l’anniversario della morte di nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Noi celebriamo questa funzione in memoria della morte di Cristo. I passaggi seguenti spiegano l’origine di questa funzione, e le sue cerimonie.
Luca 22:7-16 7 Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. 8 Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: “Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare”. 9 Gli chiesero: “Dove vuoi che la prepariamo?” 10 Ed egli rispose: “Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà 11 e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? 12 Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate”. 13 Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua. 14 Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui,
Questa è stata sempre ritenuta da qualcuno l’ora in cui mangiare la Pasqua ebraica, ma ciò non è corretto.
15 e disse: “Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, [16]poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”. (RSV)
Cristo stava dicendo esplicitamente “Ho desiderato ardentemente mangiare questa Pasqua ebraica con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio”. Luca 22:7-16 è stata tradotto in diversi modi per aggirare questo testo. Cristo non mangiò il pasto di Pasqua. Egli mangiò un pasto della Pasqua ebraica. E’ affermato in modo semplice e chiaro. Egli voleva mangiarlo con loro, ma sapeva che sarebbe morto. Cristo qui dice che non lo avrebbe mangiato finché ciò non si fosse compiuto nel regno di Dio. Cristo dunque predisse la sua morte prima del pasto della Pasqua ebraica. Egli fu, in effetti, l’agnello pasquale.
Noi sappiamo che questo è il giorno degli azzimi. Era l’inizio degli azzimi, quando la Pasqua ebraicadoveva essere sacrificata.
In Giovanni 6, Cristo compì il miracolo sfamando cinque mila persone con cinque pani d’orzo e due pesci. Il simbolismo stava nel fatto che gli eletti furono salvati per aver raccolto il pane in dodici ceste. Il miracolo di camminare sull’acqua fu compiuto da Cristo come parte della salvezza degli eletti. Dopo i miracoli, Gesù ebbe dei gruppi che si tirarono indietro a causa del suo sermone, quando disse se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno (Gv. 6:53-54)
Questa sequenza fu una fase critica. Il lavoro crollò su Cristo e i dodici, ed uno di questi era un demone. Ora quel processo fu di massima difficoltà nel lavoro. Tutti si allontanarono dal Maestro. Il lavoro fu dopo ricostruito. Sappiamo che Cristo più tardi ordinò i Settanta e li mandò fuori. Sappiamo che i demoni furono loro sottomessi e sappiamo che i demoni riconobbero questo fatto. E’ scritto in cielo. Sappiamo che i Settanta proseguirono nel ministero e che Cristo li mandò fuori. Comunque, a questo pasto, vi erano ancora solo i dodici. Dove erano i Settanta? Cosa stava facendo il resto del popolo, i seguaci di Cristo? Perché Cristo ebbe l’Ultima Cena solo con i dodici?
Ci sono molte risposte a questo complesso problema. I Settanta erano lì per la Pentecoste. Essi non si erano allontanati dalla Chiesa. Ci devono essere stati altri pasti pasquali in preparazione con altri gruppi. Cristo aveva deciso di avere questo pasto (l’ultimo) con i suoi dodici. I Settanta dovevano essere da qualche parte a tenere la Pasqua. L’attività dei Settanta apre un altro aspetto del lavoro che non è stato precedentemente considerato. I Settanta, i suoi altri discepoli, dovevano essere lì. Tuttavia ciò era limitato ancora una volta ai dodici. Eppure i Settanta erano ordinati ed operavano e crescevano ancora dall’Ultima Cena fino alla Pentecoste.
Ora questo ci dice che ci sono delle fluttuazioni nel lavoro dal consolidamento con cui egli costruì, perse e consolidò. Costruito e dopo consolidato di nuovo, ma essi erano in gruppi differenti e continuava il lavoro di costruzione e consolidamento. Quest’Ultima Cena, in ogni modo, ha un significato leggermente diverso da quello considerato inizialmente e quando ci pensiamo, pensiamo ai dodici. Non riteniamo che ci sia nessun altro. Ma la Bibbia ci dice che ci deve essere stato qualcun altro. I Settanta erano ordinati ed essi erano più anziani di Gesù Cristo. Ci sono altre chiavi di lettura per altri aspetti del lavoro nella posizione degli anziani e nel luogo della Pasqua, della sua rappresentazione e distribuzione. Vi è un discreto numero di cose che derivano da ciò.
La festa degli Azzimi comprendeva sia il giorno della preparazione sia la Pasqua.
Matteo 26:17-30 17 Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?”. 18 Ed egli rispose: “Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. 19 I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. 20 Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. 21 Mentre mangiavano disse: “In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà”. 22 Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: “Sono forse io, Signore?”. 23 Ed egli rispose: “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. 24 Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!”. 25 Giuda, il traditore, disse: “Rabbì, sono forse io?”. Gli rispose: “Tu l’hai detto”. 26 Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”. 27 Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. 29 Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”. 30 E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Secondo quanto qui riferito, quest’attività ebbe luogo nel primo giorno della festa degli Azzimi. In quel tempo, il giorno della preparazione, il 14, era contato come il primo degli otto giorni della festa degli Azzimi, dunque questo accadde in realtà nel giorno della preparazione. Questo giorno della preparazione instaurò un nuovo simbolismo. Il simbolismo è basato sulla preparazione per una Pasqua che deve ancora venire. Poiché ci sarà un secondo esodo e nuovi sacerdoti, (Is. 66:20-21) l’Eucarestia simboleggia la preparazione della Chiesa al regno millenario.
Corinzi1 11:23-26 23 Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane 24 e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”. 25 Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me”. 26 Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga. (RSV)
Questa notte proclama la morte del Signore fino alla sua venuta: come una cerimonia prescritta ai Cristiani.
L’intero capitolo di Giovanni 6 è una sequenza di simbolismi che conducono alla preparazione e alla Pasqua. C’è un significato specifico per ogni frase di Giovanni 6 e nel modo in cui prepara tutti alla loro chiamata, alla loro collocazione tra gli eletti e al loro collocamento nelle tribù come una parte dei 144000, e della moltitudine sotto i dodici apostoli in qualità giudici delle tribù.
Giovanni 6:53-54 53 Gesù disse: “In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. (RSV)
Ci sono tre elementi per la vita eterna. Questi elementi normalmente non sono trattati con l’Eucarestia. I primi due elementi vengono da Giovanni 17:3.
Primo Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.
Il secondo elemento di vita eterna è la fede in Gesù Cristo attraverso la conoscenza dell’unico vero Dio.
Il terzo elemento di vita eterna è la partecipazione alla Pasqua e il mangiare il corpo ed il sangue di Gesù Cristo (Gv. 6:53-54).
Questi sono i tre elementi di cui si ha bisogno per avere vita eterna. Ognuno di questi tre elementi è basato sull’obbedienza. Obbedienza all’unico vero Dio rispettando i suoi comandamenti. Questo è il requisito necessario per la conservazione dello Spirito Santo. Senza lo Spirito Santo non si può entrare nel Regno di Dio e dunque avere vita eterna. Dunque con questi tre elementi viene richiesto di partecipare all’obbedienza. L’obbedienza a questa festività comporta l’osservazione delle leggi e delle regole che Cristo ha stabilito per la partecipazione alla Pasqua. Se non si prende parte a questa cerimonia non si partecipa in Gesù Cristo.
La prima cerimonia dell’Eucarestia è l’abluzione. L’atto di lavare i piedi di qualcuno era una pratica comune al tempo di Gesù. Le persone indossavano delle calzature che li esponevano alla sporcizia dell’ambiente. Avevano dei sandali aperti. Come sappiamo erano delle scarpe efficienti per camminare. Le persone indossavano i sandali perché erano freschi, economici, e facili da fare, ma sporcavano i piedi. Normalmente, l’abluzione era fatta come atto di ospitalità da colui che ospitava, quando l’ospite arrivava. Normalmente le persone si erano lavate, ma avevano camminato sulle strade. Dunque li si metteva a proprio agio. L’abluzione era il lavoro per il più umile dei servi. All’ospite veniva dato un asciugamano e un vaso d’acqua. Questo avveniva normalmente all’arrivo o prima dell’inizio del pasto, prima, o mentre gli ospiti erano seduti al tavolo. L’avversione a questo lavoro simboleggia che a nessuno piace fare cose umili, per forza e per altre persone.
Servire altre persone è un atto d’amore, e questo mondo è basato su persone che in realtà non si amano a vicenda (se non lo aveste notato). Le persone di solito non si abbassano per elevare altre persone. E’ necessaria una convinzione speciale, ed è lo Spirito Santo che rende possibile ciò. E’ un segno degli eletti (i servi di Gesù Cristo) che cui essi realmente gioiscono nel servire altre persone; Considerano il trionfo del fratello come il proprio e innalzano l’atro sopra se stessi. Questo processo non è così evidente nel sistema creato sotto il dio di questo mondo. Il dio di questo mondo creò un sistema (o l’elohim di questo mondo creò un sistema) basato sulla superiorità, sul rango e sulla precedenza come gli animali. Tutti gli animali hanno un ordine nel mangiare. Questo ordine determina dove mangiano, qual è la loro posizione sociale, e quanto essi siano assistiti. Ciò non deve accadere con noi. Noi non dobbiamo pensare in questo modo. L’intero processo dell’abluzione non è solo un servizio. Simboleggia il mettere da parte se stessi. Vediamo questo dal concetto del “tithenai” (il togliersi l’indumento) ed il cingersi di Gesù Cristo con un panno. L’intero processo conteneva il simbolismo in cui Cristo letteralmente gettò a terra tutti i suoi ornamenti e i suoi abiti. Egli gettò per primo il suo status di elohim. Lo gettò via e divenne un uomo per servirci. Egli sapeva che sarebbe dovuto venire quaggiù, non solo per mostrarci, perché noi vivevamo in un sistema costruito dai demoni. Egli venne in terra come un uomo per mostrare ai demoni che egli doveva mettere da parte la sua vita.
Per i demoni a causa della loro ribellione non vi era sacrificio per restituirsi a Dio. Non vi era sacrificio possibile che Satana e le Schiere potessero fare per riconciliarsi con Dio per il loro peccato. Qualcuno doveva morire. Dunque uno di loro doveva assumere sembianze umane ed essere ucciso per riconciliarli con Dio per mostrare la via. Non era semplicemente il fatto che Dio desiderasse un sacrificio di sangue. Egli disse semplicemente che senza quella mentalità voi non potete essere Me. Io non posso vivere in nessuno di voi che non sia pronto a sacrificare la sua vita per suo fratello. Se non sacrificherete le vostre vite e non laverete i piedi di vostro fratello per sottometterti, Dio non potrà vivere in voi. E questa è la triste realtà delle cose. Noi abbiamo visto la Chiesa nel ventesimo secolo raggiungere un rispetto tale per le persone che nessuna di esse sarà disposta a sacrificarsi per l’altro. Lo Spirito Santo è stato loro portato via. Cristo ha istituito questa cerimonia per i suoi seguaci come esempio del sacrificio. Noi esamineremo ora il concetto fisico dell’abluzione, piuttosto che, come era sin dall’inizio in riferimento alle Schiere, quello spirituale. Ognuno di questi aspetti è sia fisico che spirituale. Il Giudaismo guarda la Pasqua e la vede in termini fisici. Noi guardiamo la Pasqua e la vediamo sia in termini fisici che in termini spirituali. Cristo sapeva che sarebbe stato tradito, e che sarebbe stato necessario sacrificare la sua vita.
Giovanni 13:1-5 1 Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. 2 Mentre cenavano, quando gia il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, 3 Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4 si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita. 5 Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugatoio di cui si era cinto.
Questo deporre le vesti (tithenai) simboleggiava il sacrificio della propria vita. Sacrificando la propria vita ci ha tutti purificati. La lezione basilare dell’abluzione è quella del sacrificio e dell’umiltà. Il comportamento di Gesù era quello di un essere che vuole sacrificare la sua vita per l’umanità, sacrificare la sua vita per ognuno di noi, come un amico. E così anche noi dobbiamo essere pronti a sacrificare le nostre vite per l’altro.
Giovanni 13:6-8 6 Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: “Signore, tu lavi i piedi a me?”. 7 Rispose Gesù: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo”. 8 Gli disse Simon Pietro: “Non mi laverai mai i piedi!”. Gli rispose Gesù: “Se non ti laverò, non avrai parte con me”.
Probabilmente tutti conosciamo queste parole a memoria. Pietro non voleva che egli lavasse i suoi piedi per una buona ragione. Pietro voleva un re Messia. Egli non capiva il Giorno della Redenzione. Egli non capiva che il Sommo Sacerdote prima entrò con vestiti di lino per espiare e sacrificarsi, dopo indossò nuovi abiti. Egli non capiva che vi erano due Messia: uno che era umile in semplici abiti di lino e l’altro che avrebbe indossato la veste di un re. Egli voleva qualcuno che comandasse, come Dario o qualsiasi altro dei Persiani o dei Cesari. Egli voleva che Cristo sedesse sul trono dei Cesari e governasse il mondo ingiustamente, come avevano fatto i Cesari, ma da Gerusalemme. Egli voleva gli stessi privilegi dei romani. Questo è il ragionamento che c’è dietro ai commenti di Pietro. Questo è ciò che Pietro intende quando dice tu non laverai i miei piedi. Egli disse ciò poiché voleva dire che saremmo diventati dei servi. Egli pensò: farò in modo che i romani lavino i miei piedi. Questo è ciò che Pietro intendeva. Cristo lo sapeva, ecco perché si ritirò dalla moltitudine dopo il miracolo in Giovanni 6. Anch’essi volevano che egli diventasse re Messia. Cristo disse all’Eucarestia che egli era tra di loro come servo.
Si deve guardare alla psicologia che c’è dietro a ciò che queste persone stanno dicendo. Essi volevano la supremazia del Sionismo. Pietro non era convertito. Nessuno dei discepoli fu convertito a quella cena, nessuno. Essi erano battezzati ma non erano stati convertiti. Cristo dice questo più tardi. Egli disse a Pietro e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli (Lc. 22:32). Pietro non fu convertito fino a quando non ebbe lo Spirito Santo con la Pentecoste. Satana chiese che venisse setacciato come il grano (Lc. 22:31) prima di questo processo, come Cristo gli disse durante l’Eucarestia. Nessuna di queste persone aveva lo Spirito Santo fino alla Pentecoste. Essi erano battezzati, ma c’era un intervallo di tempo tra il momento in cui furono battezzati e il momento in cui ricevettero lo Spirito Santo. Abbiamo mani distese su di noi per il ricevimento dello Spirito Santo, ma non lo abbiamo ricevuto in modo così potente come essi lo ebbero nella Pentecoste. Il nostro è un granello di senape. Comunque queste persone non erano ancora convertite. Questo si può vedere da ciò che fece Pietro. La vera lezione è che Pietro non voleva sacrificare la sua vita e servire. Egli non voleva servire i non israeliti. Egli era un Giudeo. Noi dobbiamo servire chiunque.
Dobbiamo permettere che i nostri piedi siano lavati, simbolo delle nostre vite purificate da Cristo continuamente, se vogliamo avere parte con lui nel Regno e in ogni cosa che egli fa. Se noi facciamo ciò erediteremo il Regno come egli fece. Pietro intuì la necessità dell’atto ma non il suo significato.
Giovanni 13:9-11 9 Gli disse Simon Pietro: “Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!”. 10 Soggiunse Gesù: “Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti”. 11 Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: “Non tutti siete mondi”. (RSV)
La percezione sta nel fatto che se non siete preparati a lavorare, a sottomettervi e a diventare parte del corpo (aver fatto ciò), non avrete niente del Regno. Ma Pietro gli disse Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo. In altre parole egli non voleva trascendere. Egli fu rimproverato e il suo atteggiamento fu discusso. Egli voleva che tutto fosse fatto poiché non capiva il simbolismo dell’abluzione. Egli non capiva che era stato battezzato una volta per tutte. Egli inoltre non poteva capire completamente, poiché il pieno significato della morte di Cristo e del suo sacrificio non era stato rivelato. Ma avrebbe dovuto saperlo dal Vecchio Testamento; avrebbe dovuto capire dalle Scritture che Cristo doveva morire e che sarebbe stata la morte di Cristo a riconciliare gli uomini con Dio. Avrebbe dovuto capirlo.
Una volta che la morte ebbe riconciliato gli uomini con Dio, essi furono purificati attraverso il battesimo. Tutti coloro che parteciparono al servizio battesimale furono purificati attraverso il battesimo grazie alla morte di Cristo, che sarebbe dovuta avvenire. L’abluzione si rinnovava ogni anno. Allo stesso modo gli ospiti che furono invitati alla cena del matrimonio dell’Agnello furono purificati (essi fecero il loro bagno con il battesimo). Essi ricevettero gli indumenti che erano senza macchia perché erano stati purificati (con il sangue di Cristo). Solo i loro piedi, a causa del loro viaggiare per il mondo, si macchiavano e dovevano essere puliti ogni anno.
Dunque con l’abluzione si puliscono ogni anno i piedi, fisicamente. Spiritualmente, si puliscono le fondamenta dei loro corpi spirituali. Torniamo indietro nella posizione con Cristo, in modo tale da essere preparati l’anno successivo (con le batterie ricaricate) ad affrontare i compiti che ci sono dati. I nostri indumenti sono quindi tenuti puliti. Siamo tenuti puliti perché solo una parte di noi era sporca (simbolicamente i piedi). Dunque siamo ripuliti. Questo è il concetto che vediamo al verso 10.
Nel servizio battesimale i peccati furono tolti. e sarebbero stati portati via. Questo era un processo molto difficile da capire poiché Cristo non era ancora morto e questo popolo non era stato ancora convertito. Essi stavano sostituendo un sistema che avrebbe potuto essere capito da noi, in modo che noi avremmo potuto andare indietro ed esaminare tutto ciò che fecero. Avremmo saputo allora la sequenza e il simbolismo di tutto. Dunque egli disse loro Avete fatto il bagno dunque siete puliti. Dobbiamo solo lavare i nostri piedi, e questo ci rigenera. Noi non dobbiamo essere battezzati ogni anno. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è che i nostri piedi vengano lavati ogni anno. Se questo purificarsi simbolico non fosse stato sufficiente, avremmo dovuto essere ribattezzati ogni dodici mesi per ripetere il ciclo o altrimenti non ci sarebbe nessun significato in ciò che è stato fatto durante l’Eucarestia. Tutto ciò è fatto per rigenerarci e per portarci in uno stato di contemplazione e di riconciliazione con Dio.
La Chiesa corinzia decadde perché i suoi membri non portarono se stessi in uno stato di contemplazione nella loro relazione con Dio. Essi non si prepararono a prendere questo pasto, questa cena e la Pasqua (o la Notte che doveva essere Maggiormente Celebrata), non si prepararono a celebrare quel periodo. Se avessero obbedito a Deuteronomio 16, o anche semplicemente mangiato dal servizio, non sarebbero stati nella posizione di trasformarlo in una confusione ubriaca.
Qui si può anche vedere, dalla sequenza battesimale, che Giuda Iscariota era battezzato. Ora Giuda Iscariota aveva anche i suoi piedi lavati. La sequenza dell’abluzione e del pane e del vino vide l’abluzione prima del pasto. Il pane fu spezzato alla fine del pasto ed il vino venne bevuto dopo il pasto. Giuda Iscariota non se ne andò prima che il vino venisse bevuto. Egli prese parte all’intero servizio, e questa è una cosa che dobbiamo considerare. Giuda Iscariota fu battezzato, egli prese parte all’abluzione, egli prese parte al corpo e al sangue di Gesù Cristo, ma permise ancora di essere posseduto ed usato da Satana poiché le sue ragioni erano sbagliate.
Le ragioni di Pietro erano condizionate dai concetti di supremazia di Satana nel mondo. Egli vedeva la vita da un punto di vista gerarchico, ma poteva vedere facilmente l’errore; Giuda Iscariota non poté vederlo. Allo stesso modo, gli altri discepoli vollero sedersi a destra e a sinistra di Cristo. Ma non fu Cristo a doverli assegnare. Cristo non è Dio. Dio ha collocato i posti alla destra e alla sinistra di Cristo perché essi hanno degli scopi specifici nella restaurazione e riconciliazione delle Schiere.
Giuda non poté essere purificato e noi vedremo Giuda Iscariota continuamente. In effetti, se si osserva la traduzione di Knox della Vulgata, si vedrà che la Chiesa di Filadelfia è autorizzata ad avere al suo interno quelli della sinagoga di Satana (proprio quelli di Satana). Sono delle persone scelte che Satana mette all’interno del sistema di Filadelfia. Dobbiamo pensare al ragionamento che c’è dietro questo concetto. Questi sono tutti concetti spirituali. Noi non siamo Giudei. Noi non pensiamo in termini fisici. Noi siamo Giudei spirituali e non membri della tribù di Giuda. Noi siamo membri della nazione d’Israele. C’è una grande differenza. Ma noi siamo Giudei spirituali per quanto riguarda questo concetto.
Noi abbiamo soltanto bisogno che ci vengano lavati i piedi, come una volta facemmo il bagno nell’acqua battesimale purificandoci una volta per tutte. Solo durante l’Eucarestia abbiamo bisogno che i nostri piedi vengano lavati. Ogni anno, spiritualmente parlando, accumuliamo peccati durante il percorso della nostra vita, e dunque abbiamo bisogno che il patto del battesimo venga rinnovato. Dobbiamo essere di nuovo lavati ed accettiamo simbolicamente il nuovo lavaggio attraverso l’abluzione.
In Giovanni 13:12-17 osserviamo di nuovo questo concetto.
Giovanni 13:12-17 12 Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: “Sapete ciò che vi ho fatto? 13 Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. 15 Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi. 16 In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. 17 Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica. (RSV).
Qui egli sta cercando di spiegare il simbolismo, poiché essi non conoscevano la sequenza come la conosciamo noi. Queste parole sono però scritte in modo che noi possiamo capire che c’è un simbolismo che essi dovevano conoscere. Dal concetto del Signore e Maestro che ha lavato i piedi, il comando di Cristo era anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Questo pensiero doveva cominciare ad essere custodito, costantemente e per sempre, per cercare di infondere nelle nostre menti come servirci gli uni gli altri.
Il problema delle persone del ventesimo secolo è che le cose sono molto competitive e dunque è difficile raggiungere uno stato di costante sottomissione agli altri. La competitività della nostra società sta distruggendo tutto. Si pensa che la gente debba competere ad ogni livello. Si pensa che la gente sia inadeguata se non raggiunge determinati obiettivi. Abbiamo un alto tasso di suicidi tra i giovani. Anche in Giappone c’è un alto tasso di suicidi tra i giovani, e questo è dovuto alla competitività del suo sistema. Essi sono spinti a ragionare su delle basi competitive. Devono essere sempre migliori. Devono raggiungere degli obiettivi. Devono andare all’Università e devono avere una laurea. La loro società non tollera la gente che non ha successo. Ciò deriva dal fatto che il concetto di ricompensa dello sforzo non è equilibrato. La gente si concentra a tal punto su tale concetto che perde di vista il valore dell’individuo e del prossimo. Cristo dovrà venire di nuovo per ristabilire alcuni semplici sacrifici di cui egli parla e dei quali noi ci dovremmo preoccupare. Cristo dice nel verso 16 In verità, in verità vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un apostolo è più grande di chi lo ha mandato. Questo è un concetto in cui egli enfatizza il suo essere inferiore a Dio, così noi abbiamo capito che nessuno di noi è superiore e non ci aspettiamo che gli angeli caduti prendano il comando su Dio. Noi ci laviamo i piedi gli uni gli altri per dimostrarci che noi stiamo sviluppando in modo introspettivo la nostra posizione e la nostra spiritualità con Gesù Cristo.
Dunque, seguendo l’insegnamento di Gesù e il suo esempio, ci laveremo i piedi gli uni gli altri.
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Il simbolismo del lavaggio è duplice. Inizialmente, aveva un aspetto fisico, e in Crinzi1 10, a partire dal verso 1, si capirà che la salvezza fisica della nostra gente è stata operata come esempio per prepararci alla seconda fase della nostra salvezza. Attraverso il battesimo noi partecipiamo allo Spirito Santo che era ad Israele prima di Cristo.
Corinzi1 10:1-13 1 Non voglio infatti che ignoriate, o fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, tutti attraversarono il mare, 2 tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nuvola e nel mare, 3 tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, 4 tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo. 5 Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto. 6 Ora ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono. 7 Non diventate idolàtri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: Il popolo sedette a mangiare e a bere e poi si alzò per divertirsi. 8 Non abbandoniamoci alla fornicazione, come vi si abbandonarono alcuni di essi e ne caddero in un solo giorno ventitremila. 9 Non mettiamo alla prova il Signore, come fecero alcuni di essi, e caddero vittime dei serpenti. 10 Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore. 11 Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. 12 Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere. 13 Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla.
Il verso 6 dovrebbe essere un campanello d’allarme. Essi videro grandi opere. Se qualcuno di noi fosse stato lì, saremmo stati stupiti dalle grandi opere che Dio fece con Israele, quando li condusse fuori guidati da Mosè durante la marcia, l’esodo e le pestilenze. Se noi avessimo visto quelle azioni saremmo stati sbalorditi dal potere di Dio. Sarebbe stato fortemente consolidato nelle nostre menti. Tuttavia essi non misero le loro menti in Dio. Una delle ragioni per cui non lo fecero, era che essi non avevano lo Spirito Santo. Ciò non vuol dire che noi siamo in qualche modo migliori di loro, se non per il fatto che Dio ci ha scelti per mettere in noi lo Spirito Santo, per sconfiggere la nostra carnalità ed i nostri problemi. Questo processo è una questione molto seria.
Il verso 7 affronta alcuni dei problemi che egli vide, soprattutto l’idolatria.
Il verso 11 dimostra che ciò accadde loro come avvertimento. Non era un avvertimento per coloro che erano stati uccisi. Essi sono morti, furono uccisi. Fu un avvertimento per il resto d’Israele e fu un avvertimento significativo. Fu un avvertimento anche per noi. Il verso 12 e seguenti dimostrano che ognuno di noi è indotto in tentazione, ma Dio non ci induce ad una tentazione alla quale non possiamo resistere, egli ci dà una via di fuga dalla tentazione. In altre parole c’è sempre una via d’uscita. C’è sempre una situazione in cui ci si può avvalere di due scelte, e bisogna scegliere.
E’ scritto Il popolo sedette a mangiare e a bere e poi si alzò per divertirsi, riflettendo i simboli delle pratiche idolatre di quei giorni. Dio è un Dio geloso ed non tollererà l’idolatria. L’intero concetto dell’adulterio è un peccato dello spirito. E’ il peccato del popolo che gira le spalle al proprio Dio. L’adulterio è semplicemente il peccato fisico dell’idolatria, che è un peccato spirituale. Questa è la ragione per cui il divorzio è permesso in caso di adulterio, poiché Dio divorzia da Israele a causa dell’idolatria. Dio manda Israele nel deserto e Dio punisce Israele a causa di questo peccato. Attraverso il consenso alla fornicazione, questo popolo prefigurava la tentazione di Cristo e degli eletti, mettendo Cristo alla prova, dunque molti furono distrutti. Essi riflettevano ad un livello carnale i più alti problemi spirituali che noi affrontiamo con le Schiere cadute, come compagni di Cristo nell’altare e Figli di Dio. Dunque tutte queste cose sono lì semplicemente per prepararci e per mostrarci a cosa dobbiamo aspirare e i valori che dobbiamo perseguire. Questo ci mostra quale sia il grado minimo del salto in alto, ma a noi è stata data un’asta. Noi non stiamo facendo il salto in alto, noi stiamo facendo il salto con l’asta, poiché abbiamo lo Spirito Santo, e quel popolo non lo aveva. Abbiamo valori più alti da raggiungere. A volte gli eletti non possono nemmeno raggiungere i semplici livelli dei Gentili che non avevano lo Spirito Santo.
Corinzi1 10:14-20 14 Perciò, o miei cari, fuggite l’idolatria. 15 Parlo come a persone intelligenti; giudicate voi stessi quello che dico: 16 il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? 17 Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane. 18 Guardate Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare? 19 Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? 20 No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni;
Questo è un concetto molto rilevante. E’ il sacrificio fatto all’altare a determinare cosa sei, chi veneri e con chi adori. L’altare davanti al quale tu vai determina quale Dio veneri, e questo che affrontiamo è un concetto molto importante. Tu non puoi, senza essere punito, andare di fronte ad un altare di un falso Dio. La pena è la morte.
L’Esodo e la Pasqua mostrano la rovina delle Schiere cadute e la collocazione di un altro elohim innanzi a Dio nostro Padre. C’è un solo vero Dio, Dio il Padre; e Gesù Cristo è Suo Figlio.
Corinzi1 10:21-22 21 non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. 22 O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui?(RSV).
Non si può mischiare. Quando si crea la dottrina dell’anticristo e una falsa mensa, si crea un falso dio. La partecipazione alla mensa dei demoni è proibita. La partecipazione assume la forma sia del dare che del ricevere. Non si possono dare o ricevere tributi e offerte di falsi dei. Tributi ed offerte di tali Chiese sono in chiaro contrasto con i comandamenti negli Atti 15:19-21; 21:25-26; Corinzi1 8:1-13; 10:13-33, specialmente il verso 21; Corinzi2 6:16; Tessalonicesi1 1:9-10; Giovanni1 5:20-21 (che dice che c’è un solo vero Dio e che Gesù Cristo è Suo Figlio) e Apocalisse 2:14,20. Non ci è nemmeno permesso di accettare soldi da persone che lavorano nell’organizzazione di un falso dio. Se non si conosce dove la carne sia stata sacrificata, a falsi dei o a dei estranei, non vi è nessun problema nel mangiare, perché si mangia nell’ignoranza della gloria di Dio. Ma quando se ne conosce l’origine, non si ha scelta. La dottrina della trinità è un falso dio.
C’è un solo pane, il corpo di Cristo, che ci rende tutti un solo corpo, consumando questo unico pane. C’è un solo calice, il calice del Signore. Dunque noi denigriamo Cristo dicendo che c’è un solo vero Dio? No, non lo facciamo. Cristo è il nostro Signore e Maestro, ma non è l’unico vero Dio. Cristo vive in me come Dio vive in me, ed egli vive in tutti noi poiché siamo stati tutti redenti dalla morte.
Con questo simbolismo siamo distinti. Il primo esodo ci condusse fuori dell’Egitto e fondò la nazione di Israele, così poté essere fondato un luogo in cui Dio avrebbe potuto rivelare il Suo piano attraverso i suoi profeti.
Geremia 31:31-34 31“Ecco verranno giorni – dice il Signore – nei quali con la casa di Israele e con la casa di Giuda io concluderò una alleanza nuova. 32 Non come l’alleanza che ho conclusa con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto, una alleanza che essi hanno violato, benché io fossi loro SIGNORE. Parola del SIGNORE. 33 Questa sarà l’alleanza che io concluderò con la casa di Israele dopo quei giorni, dice il SIGNORE: Porrò la mia legge nel loro animo, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi il mio popolo. 34 Non dovranno più istruirsi gli uni gli altri, dicendo: Riconoscete il SIGNORE, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice il SIGNORE; poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato”.
Saremo accresciuti dallo Spirito Santo fino al punto in cui tutti noi conosceremo Dio, poiché la guida di Cristo è Dio, e la guida di ogni uomo è Cristo. Poiché abbiamo lo Spirito Santo, conosciamo Dio, e conosciamo Gesù Cristo. Questo è l’adempimento della Scrittura di Geremia. Poiché nessun ministro può porre se stesso tra noi e Gesù Cristo. Nessun ministro può dire che non si ha bisogno di compiere qualche azione specifica prescritta dalla Bibbia, e sollevarsi dalla responsabilità. Nessun anziano ha il potere di sminuire la legge; nessuno di noi lo ha.
Qualsiasi patto debba essere fatto, richiede il sacrificio di sangue (cfr. il saggio L’alleanza di Dio [152]).
Matteo 26:26-28 26 Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”. 27 Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.(RSV).
Dunque, Cristo ha fatto un patto con noi; ma questo patto richiede, come tutti i patti, il sacrificio del sangue. Egli fu eletto nostro Sommo Sacerdote in Ebrei 8:3.
Ebrei 8:3 Ogni sommo sacerdote infatti viene costituito per offrire doni e sacrifici: di qui la necessità che anch’egli abbia qualcosa da offrire.(RSV).
Il Sommo Sacerdote entrò nel Sancta Sanctorum per il sacrificio di sangue. Il simbolismo doveva condurre il sacrificio di Cristo al sacrificio di sangue. Cristo, in quanto capo, aveva soltanto se stesso da sacrificare. Nessun altro sacrificio sarebbe stato abbastanza buono, e non avrebbe dimostrato il modo in cui Dio pensa, e il modo in cui Egli avrebbe voluto che noi pensassimo.
Corinzi1 10:24 [24]Nessuno cerchi l’utile proprio, ma quello altrui.
E’ lo stesso concetto che torna nell’abluzione. Questa ammonizione venne da Cristo, in quanto Cristo non guardò il suo, ma il nostro benessere; le cose che erano nostre, e per fare ciò, egli fece un sacrificio, attraverso il quale egli rinunciò alla propria vita per darci l’esempio di rinunciare alle nostre vite per gli altri. Il concetto del corpo della salvezza come pane è affrontato in Giovanni 6:58.
Giovanni 6:58 Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno”.(RSV).
La Manna fu il prototipo, l’esempio, che noi avremmo mangiato il pane di Gesù Cristo. Quel pane veniva dal cielo. Simboleggiava che niente di quello che avessimo fatto sarebbe stato sufficiente. Fu attraverso Cristo e il suo sacrificio che noi raggiungemmo la capacità di essere Figli di Dio.
Marco 14:22 Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”.(RSV).
Ciò deve essere fatto ora. Signore Dio, Padre Eterno, chiediamo la tua benedizione sul pane e sul vino. Chiediamo anche la tua ispirazione nella comprensione del simbolismo. Chiediamo questo in nome di Cristo. Amen.
Il patto citato da Geremia in 31:31 non riguarda un patto futuro. Questo patto poteva essere avvenuto solo a quel tempo, e stabilito su delle fondamenta che si potevano sviluppare.
Luca 24:39 Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho”.(RSV)
Dunque, il sangue di Cristo poteva essere versato solo una volta. Una volta asceso Cristo, non ci sarebbe stato più nessun sacrificio, poiché egli avrebbe avuto un corpo spirituale. Non avrebbe potuto esserci nessun’altra fase in cui questo patto avrebbe potuto essere proposto. E’ stato introdotto lì e a quel tempo, ed è un patto in continua evoluzione. Il vino è il simbolo del sacrificio del Sommo Sacerdote, in cui annualmente, grazie al sangue di toro, il Sommo Sacerdote entrava nel Sancta Sanctorum. Cristo con il suo sangue strappò le tende, entrò una volta per tutte nel Sancta Sanctorum e rese possibile anche il nostro ingresso nella relazione con Dio, ricevendo lo Spirito Santo. Per fare ciò, noi dovevamo essere purificati dal peccato, ciò simboleggiato dal sacrificio di Cristo.
Ebrei 1:3 Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è assiso alla destra della maestà nell’alto dei cieli.(RSV).
Questo sacrificio era duplice, e sia il vino che la vite erano simboli dell’azione di Cristo.
Giovanni 15:1-6 1 “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. 2 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. 3 Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato. 4 Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. 5 Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. 6 Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Il concetto del vino che viene dalla frutta è simbolo anche dello Spirito Santo, in quanto ognuno di noi produce frutta dello spirito, per mezzo di Cristo, e con il potere di Dio. Il semplice simbolismo del sacrificio di Cristo è riflesso in questi due simboli del pane e del vino. Noi consumeremo il vino.
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E’ dunque importante capire che il pane ed il vino, che abbiamo appena consumato, aggiungono una nuova dimensione alla comprensione del sacrificio di Cristo, non fu compreso per mezzo dell’agnello pasquale. Le ossa dell’agnello non furono mai spezzate a simboleggiare le ossa dell’uomo giusto che rimangono intatte, secondo il Salmo 34:20, ma il corpo di Cristo venne spezzato sulla croce. Il pane rappresenta il corpo di Cristo, fatto con diversi uomini e dunque il pane è spezzato in parti diverse. Il sangue dell’agnello non fu mai bevuto, ma noi beviamo il vino, simbolo del sangue di Cristo versato per noi. E’ stato detto che avendo accolto questi simboli, noi dovremmo andare verso il nuovo giorno, consapevoli che Cristo soffrirà per noi in una maniera orribile. Noi dovremmo esaminare una delle profezie che affrontano questo problema, come in Isaia.
Isaia 52:13-15 13 Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e molto innalzato. 14 Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo – 15 così si meraviglieranno di lui molte genti; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai ad essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. (RSV).
Isaia 53:1-12 1 Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del SIGNORE? 2 E’ cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. 3 Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. 4 Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. 5 Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. 6 Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il SIGNORE fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. 7 Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. 8 Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l’iniquità del mio popolo fu percosso a morte. 9 Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. 10 Ma al SIGNORE è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. 11 Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità. 12 Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori.
Noi vediamo che Isaia comprese l’esatta natura di Cristo. Egli vide che Cristo doveva morire per essere annoverato tra gli empi e, tuttavia, egli avrebbe visto la sua discendenza. Ora, Cristo non era sposato e non aveva generato nessun figlio, eppure questa profezia dice che avrebbe visto la sua discendenza. Questa profezia deve essere compiuta. Noi siamo la discendenza iniziale data a Gesù Cristo. Siamo anche la sposa di Cristo e la nostra discendenza deve divenire l’era del giudizio giusto, vale a dire i Mille anni del Millennio. La discendenza sarà unita a Cristo per governare il suo pianeta, e il pianeta sarà in completa armonia con Dio. Questa è la profezia. E’ per questo che siamo paragonati ad una sposa. E’ per questo che diventiamo parte di un sistema, e Cristo diviene un Padre eterno secondo Isaia 9:6. Egli diventa un padre, noi diventiamo sue spose e la nostra discendenza è la struttura millenaria; coloro che sono istruiti nella rettitudine. Solo con questo pasto possiamo capire o prendere parte ad esso.
Dopo che i discepoli presero parte alle cerimonie, Gesù dette loro delle istruzioni appassionate.
Giovanni 14:1-31 1 “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. 2 Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; 3 quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. 4 E del luogo dove io vado, voi conoscete la via”. 5 Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. 6 Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7 Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”. 8 Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. 9 Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? 10 Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è con me compie le sue opere. 11 Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse. 12 In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. 13 Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. 15 Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. 16 Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi. 18 Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. 19 Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20 In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi. 21 Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”. 22 Gli disse Giuda, non l’Iscariota: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”. 23 Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. 24 Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. 25 Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. 26 Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. 27 Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. 28 Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. 29 Ve l’ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate. 30 Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me, 31 ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato. Alzatevi, andiamo via di qui”. (RSV).
In Giovanni 14:3, Cristo disse ai discepoli che egli preparerà un posto per loro (e per noi). Le stanze nel Tempio di Dio erano occupate dai sacerdoti. Le stanze nel tempio erano disposte in una sequenza particolare, in modo da essere occupate dal clero partendo dal Sommo Sacerdote scendendo in basso. Ogni stanza preparata per noi simboleggia il fatto che noi siamo stati eletti sacerdoti del Dio vivente. Questo è il significato delle stanze che Cristo sta preparando per noi.
In Giovanni 14:4-7 si vede che per mezzo della nostra conoscenza di Gesù Cristo, attraverso la partecipazione al sacrificio, veniamo a conoscenza di Dio. Se qualcuno ti dice che Dio è un mistero e inconoscibile, tu sai quindi che essi non sono convertiti e non fanno parte degli eletti. Poiché è nostro dovere, attraverso il sacrificio di Gesù Cristo, di partecipare alla conoscenza di Dio. Se dici che Dio è un mistero, tu non lo conosci e non sei un uomo di Cristo. Conoscere l’unico vero Dio e Suo figlio Gesù Cristo significa avere vita eterna (Gv. 17:3). Negare ciò significa non avere parte in nostro Padre e in Suo figlio Gesù Cristo.
In Giovanni 14:8-9 vediamo che Cristo poteva dire ciò che disse a proposito di suo Padre, perché egli partecipava alla natura divina. La natura divina ha conferito l’aspetto del Padre al figlio, come la natura divina conferisce l’aspetto del Padre a noi. Ogni volta che qualcuno ci guarda esso vede il Padre e Cristo.
In Giovanni 14:10-12 le opere stesse sono una prova (le nostre opere sono una testimonianza) che il Padre è in noi.
In Giovanni 14:13-20 vediamo che poiché Dio diede a Cristo il potere di vivere, Egli ci diede il potere di vivere. Dunque Cristo è nel Padre, e il Padre è in noi. Noi siamo in Cristo e nel Padre ed essi sono entrambi in noi. Ogni sistema ed ogni tentativo di limitare Cristo e il Padre e di separare Cristo e il Padre da noi è un’eresia. E’ un tentativo di rubare il nostro diritto di nascita con la menzogna.
In Giovanni 14:21-23 è abbastanza chiaro che entrambi vengono e fanno la loro casa in ognuno degli eletti che li ama. Nel verso 24 l’osservare i comandamenti di Dio è necessario per la conservazione dello Spirito Santo e per la permanenza in ognuno degli eletti da parte del Padre e del Figlio.
Il verso 27 è molto significativo. Lo Spirito Santo ci lega tutti con il Padre, il Figlio e tutti i figli di Dio. Ogni singolo figlio di Dio è legato al Padre allo stesso modo. Siamo tutti co-eredi con Cristo, legati al Padre dallo Spirito Santo. E’ lo Spirito Santo che permette a Cristo e a noi di divenire elohim.
Nel verso 28 siamo riconciliati al Padre. Se il Padre non fosse stato più grande non sarebbe andato da Gesù Cristo.
Dal verso 30 vediamo che il dio di questo mondo non ha nessun potere sui figli di Dio.
E’ importante capire in che modo è mantenuta la relazione con il Padre. L’aspetto significativo è che essa è mantenuta grazie allo Spirito Santo, e attraverso l’osservazione dei comandamenti, nell’amore per Cristo. Abbiamo preso il corpo e il sangue a Cristo e ci siamo fusi con Cristo per uno scopo, e lo scopo è quello di divenire una cosa sola con il Padre. La cerimonia dell’Eucarestia serve per riconciliarci con Dio. Lo scopo non è divenire una cosa sola con Gesù Cristo. Lo scopo è di diventare una cosa sola con Gesù Cristo in modo da poter diventare una cosa sola con Dio. Non c’è separazione fra l’uno e l’altro. E’ necessario divenire una cosa sola con Cristo per poter diventare una cosa sola con Dio.
La conclusione dell’Eucarestia ha a che fare con la Divinità ed il nostro rapporto con Dio.
Giovanni 17:1-3 1 Così parlò Gesù. Quindi, alzati gli occhi al cielo, disse: “Padre, è giunta l’ora, glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te. 2 Poiché tu gli hai dato potere sopra ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. 3 Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.
C’è un solo vero Dio e Gesù Cristo è Suo Figlio. Sapere questo significa avere vita eterna.
Giovanni 17:4-5 4 Io ti ho glorificato sopra la terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. 5 E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.
Cristo assolse il suo compito nella glorificazione di Dio. Dopo Egli chiese nuovamente di essere reintegrato nella Gloria che Egli aveva con Dio prima che il mondo fosse creato.
Giovanni 17:6-8 6 Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola. 7 Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, 8 perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro; essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato.
Cristo fece conoscere il nome di Dio al popolo che Dio aveva dato a Cristo. Gli eletti avevano custodito la parola di Dio. Sapevano che Cristo veniva da Dio. Egli non era l’unico vero Dio. Comunque essi credevano che fosse mandato Dio.
Giovanni 17:9-10 9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che mi hai dato, perché sono tuoi. 10 Tutte le cose mie sono tue e tutte le cose tue sono mie, e io sono glorificato in loro.
L’interrelazione tra gli eletti, Dio e Cristo è evidente in questo testo.
Giovanni 17:11 Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.
Al verso 11 vediamo che a Cristo è dato il nome, e dunque, l’autorità di Dio. E’ un concetto ebraico. Quando viene dato il nome, si porta l’autorità di colui che lo ha conferito. Ecco perché Mosè fu chiamato un elohim. Cristo ritornava, mentre gli eletti restavano nel mondo. Essi furono affidati a Dio. Sia Dio che Cristo insieme agli eletti sono una cosa sola.
Giovanni 17:12 Quand’ero con loro, io conservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi; nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si adempisse la Scrittura.
Al verso 12 si afferma perché si adempisse la Scrittura. A Giuda Iscariota non mancò la possibilità di scegliere. Gli fu data l’opportunità della salvezza, ma egli la gettò via. Non è come si pensò, che egli non potesse farlo. Gli fu data l’opportunità, ma il diavolo che era in lui, era conosciuto sin dalla creazione del mondo. Sin da quando le scritture furono scritte, si sapeva che la sequenza sarebbe accaduta e che Cristo avrebbe avuto un discepolo che lo avrebbe tradito. Dio non è limitato ai problemi del nostro tempo e del nostro spazio, così che la sua preveggenza predeterminò che Giuda Iscariota avrebbe peccato. Dio non gli fece fare ciò. Dio semplicemente sapeva che lo avrebbe fatto. C’è una grande differenza.
Giovanni 17:13 Ma ora io vengo a te e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia.
Dal verso 13 si evince che Cristo disse che noi avremmo potuto capire cosa gli stava accadendo per illuminarci e per avere la pienezza della sua gioia.
Giovanni 17:14-16 14 Io ho dato a loro la tua parola e il mondo li ha odiati perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 15 Non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno. 16 Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Il mondo odia gli eletti perché essi sono la parola di Dio. Cristo diede la parola, il Logos (qui l’accusativo logon) agli eletti. Dunque il Logos è un’espressione o una vera affermazione di Dio che non è limitato al personaggio di Gesù Cristo. Questo contrasta con lo pseudo-logon in Timoteo1 4:2 tradotto impostori.
Gli eletti sono santificati dalla verità, che è la parola di Dio.
Giovanni 17:17 Consacrali nella verità. La tua parola è verità.
Gli eletti furono mandati nel mondo, come Cristo fu mandato agnello tra i lupi.
Giovanni 17:18-19 18 Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo; 19 er loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità.
Il verso 19 si riferisce all’essere consacrati nella verità. La verità è la consacrazione dello Spirito Santo. Cristo fu consacrato dalla verità, così che anche noi possiamo essere consacrati. Non ci dovrebbe essere nessuna menzogna tra gli eletti.
Giovanni 17:20-21 20 Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; 21 perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
I versi 20-21 si riferiscono al fatto che il mondo può conoscere che Cristo fu mandato da Dio solo attraverso la nostra autentica testimonianza. Se noi non la trasmettiamo, il mondo è cieco al fatto che Dio mandò Cristo. E’ attraverso il nostro esempio che il mondo vede che Gesù Cristo è stato mandato da Dio e che egli ha raggiunto il Suo scopo. Questa fu la responsabilità data agli eletti. Qualche volta i peccatori sono inviati solo per dimostrare il potere di Dio. Essi sono portati ad una sequenza di azioni, semplicemente per confondere i potenti.(1Cor. 1:27).
Noi condividiamo la gloria di Cristo, per poter diventare una cosa solo con Dio.
Giovanni 17:22-23 22 E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. 23 Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
Nel verso 23 vediamo che non c’è nessuna distinzione tra l’amore di Dio per Gesù Cristo e l’amore di Dio per ognuno di noi. Dio non ha riguardo di nessuno. Egli non ama Gesù Cristo più di quanto non ami noi, poiché non c’è peccato nel nostro Padre – e prediligere qualcuno è peccato. Se Dio avesse amato Cristo più di noi, avrebbe prediletto qualcuno e il peccato. Ma Dio ci ama tutti in maniera uguale e perfetta.
Giovanni 17:24-26 24 Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo. 25 Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. 26 E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro”.(RSV).
Un giorno noi contempleremo la gloria di Dio data a Cristo.
Dopo, Cristo e i discepoli cantarono un inno e poi uscirono.
Marco 14:26 E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Il rito si conclude cantando l’inno:
Il Signore è il Mio Pastore.