Christian Churches of God
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Lo Spirito Santo

(Edizione 3.2 19940515-200010527)
In questo documento viene esaminato lo Spirito Santo, le dispute originali che riguardano le azioni dello Spirito ed il modo in cui sono applicate nei Testamenti. Si rappresenta lo Spirito come un potere di Dio e non come una persona. Il modo in cui lo Spirito Santo opera, viene visto come il fattore che consente agli eletti di diventare elohim o theoi come la Chiesa antica afferma e come sostiene Zaccaria 12:8. Questo documento è importante per comprendere la Natura Divina.
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Lo Spirito Santo

Osservando la Pentecoste

Nella Pentecoste, è giusto che si considerino alcune questioni. Possiamo elencare alcune importanti annotazioni, che mostrano il modo corretto di osservare la Pentecoste, da Atti 2.

Atti 2:1-21 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: “Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, 11 Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio”. 12 Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l’un l’altro: “Che significa questo?” 13 Altri invece li deridevano e dicevano: “Si sono ubriacati di mosto”. 14 Allora Pietro, levatosi in piedi con gli altri Undici, parlò a voce alta così: “Uomini di Giudea, e voi tutti che vi trovate a Gerusalemme, vi sia ben noto questo e fate attenzione alle mie parole: 15 Questi uomini non sono ubriachi come voi sospettate, essendo appena le nove del mattino. 16 Accade invece quello che predisse il profeta Gioele. 17 Negli ultimi giorni, dice il Signore: Io effonderò il mio Spirito sopra ogni persona; i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, i vostri giovani avranno visioni e i vostri anziani faranno dei sogni. 18 E anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni effonderò il mio Spirito ed essi profeteranno. 19 Farò prodigi in alto nel cielo e segni in basso sulla terra, sangue, fuoco e nuvole di fumo. 20 Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e splendido. 21 Allora chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato. (KJV)

Questo testo contiene molti concetti. Innanzitutto esamineremo il verso 1.

Atti 2:1 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.

Mostra che nella Pentecoste c’è un’assemblea mandataria della Chiesa. E’ una Festa in cui partiamo per riunirci tutti in uno stesso luogo. Quindi non bisogna rimanere a casa, a meno che non sia l’anno della terza decima, in cui possiamo celebrare le nostre feste a casa. Voi siete chiamati da Dio per essere alla Festa della Pentecoste nel luogo che Egli sceglierà, così come sono osservate le altre due Feste, soprattutto la Pasqua ebraica ed i Tabernacoli, e non vi dovrete presentare a mani vuote (Dt. 16:16).

E dice: “Quando il giorno della Pentecoste era arrivato del tutto”. In altre parole, ci sono due elementi che appartengono alla festa della Pentecoste, i.e. il Sabbath ed il Giorno di Pentecoste. Quando il giorno era completamente arrivato, furono tutti riuniti insieme. In pratica, dovevano essere riuniti insieme dal Sabbath alla Festa della Pentecoste. Questo è praticamente il concetto del secondo Sabbath dopo il primo (il Sabbatton deuteropro) di Luca 6:1.

Dalla corretta osservanza della Pentecoste da parte della Chiesa (questa prima osservanza della Pentecoste come Chiesa) lo Spirito Santo entrò in essi con grande potere. Essi furono in grado di parlare in differenti lingue, in termini profetici e di usare o essere usati dallo Spirito Santo. Si poteva affermare che una incorretta osservanza della Pentecoste, che deriva dall’obbedienza e dal desiderio, limita la possibilità che la Chiesa sia usata dallo Spirito Santo.

Quando iniziarono a parlare in differenti lingue e ad essere usati dallo Spirito Santo, alcuni dei Giudei in visita, pensarono che erano ubriachi. Pietro gli rispose: “essendo appena le nove del mattino” (v. 15). Ora, questa frase indica quando doveva iniziare l’ufficio della Pentecoste. La terza ora del giorno sono le 9 della mattina. Per questo motivo, l’ufficio della Pentecoste deve iniziare alle 9:00 e noi dobbiamo fare dei passi per assicurare che ognuno sia nella posizione, nel giorno del Sabbath per iniziare l’ufficio della pentecoste entro le 9:00.

Chi e che cosa è dunque lo Spirito Santo che entra nella chiesa nella Pentecoste? Come si relaziona a Dio?

Documento Introduttivo

Abbiamo analizzato i primi due aspetti dei concetti espressi nella Natura Divina, soprattutto quelli di Dio il Padre e di Gesù Cristo come figlio di Dio. Nel riassunto della prima parte della nostra Dichiarazione dei Diritti, Dio il Padre è giustamente l’unico vero Dio, Gesù Cristo è il Figlio di Dio e questa interpretazione è il primo requisito per la vita eterna (Gv. 17:3).

Dio il padre

La Divinità suprema dell’Universo è Dio. Egli è l’Onnipotente, il Creatore ed il Sostenitore dei Cieli, della terra e di quanto è in essa. (Gn. 1:1; Ne. 9:6; Sal. 124:8; Is. 40:26, 28; 44:24; Atti 14:15; 17:24, 25; Ap. 14:7). Egli Solo è immortale (1Tim. 6:16). Egli è il nostro Dio e Padre ed il Dio e il Padre di Gesù Cristo (Gv. 20:17). Egli è il Dio Altissimo (Gn. 14:18; Nm. 24:16; Dt. 32: 8; Mc. 5:7) e l’Unico Vero Dio (Gv. 17:3; 1Gv. 5:20).

Gesù il Figlio di Dio

Gesù è il primogenito (prototokos) della creazione (Col. 1:15) quindi l’inizio (arche) della creazione di Dio (Ap. 3:14). Egli è il Figlio di Dio unigenito (monogene) (Mt. 3:17; Gv. 1:18; 1Gv. 4:9), concepito dallo Spirito santo e nato dalla vergine Mariam chiamata erroneamente Maria in italiano (Lc. 1:26-35). Egli è il Cristo o il Messia (Mt. 16:16; Gv. 1:41), inviato da Dio per essere il nostro Salvatore e Redentore (Mt. 14:33; Gv. 8:42; Ef. 1:7; Tt. 2:14).

Da questi concetti siamo messi difronte alla realtà ed all’azione dello Spirito Santo. I Trinitari lo considerano come tre esseri, come hypostases di Dio, basati su concetti filosofici greci. Le origini dei concetti nella religione Cristiana sono esaminati nei documenti L’Arche della Creazione di Dio come Alfa e Omega [229]L’Uso del Termine Hypostases [230] e Le Origini del Natale e della Pasqua [235].

Il concetto del modello Babilonese, che entrò nel sistema ortodosso, è assolutamente falso. Era entrato nella Chiesa di Dio nel giorno del giudizio come Cristo indica. Cristo diede alcune spiegazioni per mostrare che egli era l’inizio arche della creazione di Dio.

Le antiche influenze quasi Gnostiche nel Cristianesimo, iniziano da Clemente, sono esaminate nel documento Arche della Creazione di Dio come Alfa e Omega [229]. Vediamo che Clemente aveva ragione, in quel Dio, era la vera arche in ciò che Egli creò dalla Sua volontà e dalla Sua volontà tutto fu creato (Ap. 4:11). Dio è quindi il creatore, ma Cristo era lo strumento della creazione ed il suo inizio (vedi sopra).

L’idea che la saggezza divina è l’avvertimento di Dio ed il primo degli esseri creati da Dio, è secondo lo scrittore salvatore Lilla (Clement of Alexandria, Cap. III, Oxford University Press, 1971, pp. 192-230) caratteristico della filosofia Gesuita-Alessandrina precedente a Philo. Così i Giudei in Alessandria capirono che la saggezza era il primo degli elementi creati da Dio. Deriva da Dio, con la Parola di Dio che quindi si realizza ed è legata a Dio, tramite la saggezza come lo Spirito Santo. E’ il Sophia di Ecclesiastico 1:4 e la prima entità creata di Proverbi 8:22. La Saggezza di Salomone 9:9 mostra che assiste Dio nella creazione. Genesi si riferisce allo Spirito di Dio nel verso 1:2. Gli scrittori che vissero poco prima di Cristo, spiegarono erroneamente questo aspetto della potenza di Dio, come un essere e questo errore è rimasto fino ad oggi con il concetto che lo Spirito Santo è una persona. Quella è l’origine dell’errore.

Lo Spirito era logicamente la prima emanazione di Dio, poiché la generazione di Cristo e degli altri elohim rendevano ovviamente necessaria l’attuazione di un meccanismo per la loro integrazione a Dio, per avere un assoluto Monoteismo, come un tutto unificato. Dio è il centro di tutti gli esseri. Tutti gli esseri nell’esercito sono legati a Lui dallo Spirito Santo. E’ attraverso lo Spirito che la natura di Dio viene trasmessa a tutti gli esseri, a Cristo, agli eletti ed infine agli uomini. Questo è il meccanismo e se non comprendete questo processo non potete capire realmente cosa stia avvenendo con lo Spirito Santo. Ciò accade poiché la legge di Dio scaturisce dalla durevole bontà della natura di Dio. Così, non ci può essere binitarismo poiché c’è una suprema importanza della bontà, e quella bontà è Dio. Cristo disse che solo Dio è buono; perché mi chiami buono, solo Dio è buono per la logica dell’importanza della bontà suprema. Non potete avere un sistema diteista. Ragionando, la logica ci dice che non possiamo. La legge di Dio deriva dalla natura di Dio che resta per sempre, così come Dio stesso è immutabile, essendo essenzialmente buono come centro di bontà suprema.

La legge di Dio scaturisce dalla durevole bontà della Sua natura

La legge di Dio deriva dalla natura di Dio e quindi resta per sempre, così come Dio stesso è immutabile essendo fondamentalmente buono come il centro di suprema bontà. Questo viene esaminato nei documenti Il Governo di Dio [174], Amore e Struttura della Legge [200] ed anche Distinzione nella Legge [096].

In Marco 10:18 Cristo disse: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. La bontà di Dio spinge ognuno di noi al pentimento (Rm. 2:4). La natura di Dio è di una bontà immutabile. L’Esercito celeste partecipa alla Sua Natura. Quindi essi divennero costanti nella natura divina e nella bontà. In questo modo Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre (aioonas) (Eb. 13:8). Gli eletti, partecipando alla natura divina (2Pt. 1:4), diventano parte di un sacerdozio divino, quello di Melchisedek che non può essere trasmesso (aparabaton) o è immutabile per sempre (aioona) (Eb. 7:24). Cristo è in grado di salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si accostano a Dio (vedi Eb. 7:25 Greek-English Interlinear di Marshall). Ma egli non è né l’oggetto di adorazione, né il Dio che comanda per volontà (vedi il documento Il Dio che Adoriamo [002]).

Non ci avviciniamo alla struttura Diteista. Ci avviciniamo a Dio attraverso Cristo e questo è il modo in cui siamo salvati. Tutte la Scritture sono state o ignorate o male interpretate dai Binitari o dai Diteisti.

La legge di Dio deve essere cercata dalla fede e non dalle opere (Rm. 9:32). Dove il Signore stabilisce la Sua Legge nelle nostre menti e le imprime nei nostri cuori, abbiamo una Nuova Alleanza. Egli è il nostro Dio e noi siamo i Suoi servi, che Lo adoriamo osservando le sue leggi nella loro reale natura (Eb. 8:10-13). Non osserviamo le leggi perché sono scritte. Non le osserviamo perché c’è una punizione. Gli eletti arrivano al punto in cui noi vogliamo portarli, poiché abbiamo assimilato così tanto della natura di Dio nello Spirito Santo, che lo Spirito Santo ci fa muovere dei passi nella legge. E’ solo attraverso lo Spirito Santo che li seguiamo senza costrizione, poiché la mente umana (la mente carnale) è nemica di Dio. Questo non è un cliché. La mente umana vuole semplicemente seguire delle vie che sono contrarie alla naturale bontà di Dio. Lo Spirito Santo è il mezzo attraverso cui le nostre menti sono convertite. Seguiamo quindi Dio privi di desiderio, poiché la Sua natura vive in noi e peccare è contrario alla nostra natura. Che cos’è quindi lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo

Lo Spirito Santo (Atti 2:4) è l’essenza o la potenza di Dio che Cristo promise di inviare agli eletti (Gv. 16:7). Non è una persona ma l’estensione della potenza vivente di Dio. E’ il mezzo attraverso il quale diventiamo partecipi della natura divina (2Pt. 1:4), essendo colmati dallo Spirito Santo (Atti 9:17; Ef. 5:18) e quindi tutti Figli di Dio (Gb. 1:6; 2:1; 38:7; Rm. 8:14; 1Gv. 3:1-2) e coeredi con Cristo (Rm. 8:17; Gal. 3:29; Tito 3:7; Eb. 1:14; 6:17; 11:9; Gc. 2:5; 1Pt. 3:7).

Lo Spirito è dato da Dio a coloro che lo chiedono (Lc. 11:9-13) e Gli obbediscono, e risiede in coloro che osservano i comandamenti di Dio (1Gv. 3:24; Atti 5:32). Secondo Giobbe 38:7, prima della fondazione del mondo c’erano i figli di Dio. Gesù Cristo non era l’unico figlio di Dio prima della fondazione del mondo. Ce n’erano molti. Egli non era l’unica Stella Mattutina prima della fondazione del mondo – ce n’erano molte (cfr. anche Lc. 11:9-13). Molti sono chiamati ma pochi sono scelti, poiché Dio promette che se voi glielo chiederete, Egli vi darà il Suo Spirito Santo. Egli ha dato il Suo Spirito Santo a milioni di persone. Molti hanno semplicemente fallito, essendo chiamati ma non scelti. I termini sono: “hanno fatto come i cani, andando sul loro stesso vomito, ed hanno calpestato lo Spirito Santo”. Simili persone sono rinviate alla seconda resurrezione. Ma non sono considerate responsabili per questo, poiché si conosceva il loro comportamento (vedi il documento L’inganno della Terza Resurrezione [166]). Non erano preordinati, o predestinati. Secondo Romani 8:23, non gli furono date le primizie dello Spirito Santo. Gli fu dato lo Spirito, ma non potevano sostenere la fede.

Lo Spirito Santo è il consolatore che porta i servi di Dio alla verità (Gv. 14:16, 17, 26) (vedi il documento Verità [168]). La vostra capacità di capire tutta la verità dipende dal vostro rapporto con Dio attraverso lo Spirito Santo. Solo sviluppando il vostro rapporto con Dio attraverso lo Spirito Santo, potete capire la Bibbia. Altrimenti sono solo parole. Molte persone non le capiscono perché il loro rapporto con lo Spirito Santo non è stato sviluppato. Non è solamente una questione di potenza (e lo Spirito Santo è una potenza). Lo Spirito Santo è uno Spirito di potenza e sarà testimoniato in noi nel giorno del giudizio, come potenza, da una mente sana e dalla comprensione della verità. Per molte persone la Bibbia è solamente un’insieme di parole, perché non obbediscono e non crescono nello Spirito Santo.

Solamente attraverso lo Spirito Santo, Pietro poteva pronunciare determinate parole. Infatti Cristo gli disse Sei Beato Simon Bar-Jonah. Egli capì poiché lo Spirito Santo gli era stato dato per capire. Non possiamo biasimare coloro che non hanno ricevuto lo Spirito Santo. Alcune persone non sono chiamate e non gli è dato di capire. Dobbiamo pregare per essi. Non dovremmo andargli contro.

1Corinzi 12:7-11, riporta i doni dello Spirito Santo ed i frutti sono descritti in Galati 5:22-23 (vedi il documento Il Frutto dello Spirito Santo [146]). Essi non sono dati con misura, secondo Giovanni 3:34 (RSV) e Romani 12:6. Da 1Corinzi 15:28 ed Efesini 4:6, lo Spirito Santo è il mezzo attraverso il quale Dio può infine diventare tutto in tutti. I doni ed i frutti dello Spirito Santo non giungono attraverso il ministero e non si riflettono in una struttura gerarchica. Alcune persone hanno il potere di percepire lo spirito, di capirlo, di interpretarlo e di insegnarlo; alcune hanno delle guarigioni; alcune hanno una fede capace di spostare montagne, di più di altre persone che stanno in posizioni amministrative. Questo è un argomento che la Chiesa non ha capito nell’amministrazione gerarchica. Un governo gerarchico distrugge la capacità di capire l’opera di Dio.

I Trinitari affermano che lo Spirito Santo è la terza persona di una Natura Divina chiusa. Questo è falso. Questo insegnamento limita la capacità dello Spirito Santo di estendersi a noi, rendendoci elohim o theoi. Lo Spirito Santo (Atti 2:4), è quell’essenza o potere di Dio che Cristo promise di inviare agli eletti (Gv. 16:7). Non è una persona, ma l’estensione della potenza vivente di Dio. E’ il mezzo attraverso il quale diventiamo partecipi della natura divina (2Pt. 1:4), essendo colmati dallo Spirito Santo (atti 9:17; Ef. 5:18) e, quindi, tutti Figli di Dio (Gb. 1:6; 2:1; 38:7; Rm. 8:14; 1Gv. 3:1-2) e coeredi con Cristo (Rm. 8:17; Gal. 3:29; Tito 3:7; Eb. 1:14; 6:17; 11:9; Gc. 2:5; 1Pt. 3:7). Dio lo da a coloro che lo chiedono (Lc. 11:9-13) e gli obbediscono, e risiede in coloro che osservano i comandamenti di Dio (1Gv. 3:24; Atti 5:32). Santi sono coloro che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù Cristo (Ap. 12:17; 14:12).

Lo Spirito Santo opera da prima del battesimo. Lo Spirito muove gli eletti verso Dio attraverso Cristo (Eb. 7:25). Le primizie dello Spirito sono date agli individui nel battesimo, secondo Romani 8:23, che afferma chiaramente che l’adozione non ha luogo prima della redenzione del corpo. Dunque siamo nati nuovamente, ma ogni giorno continuiamo a crescere nello Spirito, in Gesù Cristo fino ad arrivare alla gloria di Dio. Lo Spirito Santo è lo Spirito della Verità (1Gv. 4:6, 5:6) e, dicendo la verità in tutte le cose cresciamo in Cristo nostro capo (Ef. 4:15). Non dobbiamo dire la verità in tutte le cose. A volte è educato non dire sempre la verità, e. g. se non vi piace qualcosa di qualcuno, non dovete necessariamente dirglielo. Non è una bugia, è un’omissione; è buon senso. C’è una differenza tra la bugia, l’omissione ed essere gentile. Se non diciamo niente quando, in realtà, dovremmo dire qualcosa, allora stiamo mentendo, visto che omettiamo una testimonianza. Abbiamo quindi commesso falsa testimonianza attraverso il nostro silenzio. E’ importante. Lo Spirito Santo è lo Spirito di Dio (Rm. 8:14) e lo Spirito della fede (Cor. 4:13), che cerca e conosce tutte le cose (1Cor. 2:10-11; 12:13 e seguenti).

Quindi, lo Spirito Santo non è un aspetto indipendente del Dio trino, ma è il mezzo attraverso cui diventiamo elohim. Non diventiamo Eloah. Dio è l’unico Eloah. Noi diventiamo elohim o theoi attraverso lo Spirito Santo. Questa distinzione è necessaria dato che il popolo, in genere, per l’indottrinamento Trinitario, non capisce che c’è un unico Dio, Eloah, ed una famiglia di elohim (vedi anche il documento Salmi 8 [014]). Essi pensano che sia blasfemo affermare che diventeremo elohim, visto che non sanno cosa sono gli elohim. Noi diventeremo elohim (Zc. 12:8). Lo Spirito trasmette a Dio la comprensione dei nostri pensieri e del vero essere ed in cambio ci da le qualità e la natura di Dio Stesso.

Giovanni 10:34-35 34 Rispose loro Gesù: “Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dei35 Ora, se essa ha chiamato dei coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio (e la Scrittura non può essere annullata) …

Essendo guidati attraverso Gesù Cristo come nostro mediatore ed elohim intermediario, lo Spirito Santo consente a Gesù Cristo di aiutarci, insegnarci e confortarci e ci permette di esercitare il potere di Dio. Lo Spirito dà ad ogni persona gli attributi che Dio desidera per trarre beneficio dal corpo, come sottolineato in 1Corinzi 12:7-11. Dio dà ad ognuno delle caratteristiche diverse e ci mette insieme per il beneficio di tutti. Dio pone tutti negli eletti, ognuno con una forza particolare, che gli altri non possiedono necessariamente. Stiamo tutti facendo un lavoro che ci è stato dato da Dio. Egli ha dato noi delle persone con differenti doni e doti naturali e lo ha fatto per la gloria immensa di noi tutti. Il corpo trae beneficio per l’opera di ognuno di noi, ma possiamo soddisfare l’opera dello Spirito. Se siamo aiutati nelle nostre opere, possiamo soddisfare lo Spirito Santo. Siamo influenzati l’uno dall’altro poiché siamo tutto un corpo. Così, se non preghiamo, digiuniamo e lavoriamo, diminuiamo il nostro potere che non è un potere individuale, ma è il potere di Gesù Cristo. Non era Mosè a sedere con le braccia alzate; egli aveva Aronne e Cur a tenergli le braccia in alto. Non è Cristo che compie questo lavoro da solo, ma siamo tutti noi che teniamo alte le braccia di Cristo, che è il Mosè che deve venire. Dobbiamo lavorare. Se non lavoriamo, non riusciamo a raggiungere il massimo ed un numero inferiore di persone sono esposte alla verità. Quindi, più persone sono influenzate in modo contrario e più il nostro lavoro è duro nella seconda resurrezione; più persone sono danneggiate e più il lavoro diventa duro. Anche ai demoni viene inevitabilmente data una pena più leggera perché non lavoriamo e non per la nostra pietà. Se alla fine falliamo, allora i demoni sono del tutto legittimati. Questo è ciò a cui si riferisce la battaglia – per la legittimazione dei demoni, che avevano bestemmiato contro lo Spirito Santo.

Lo Spirito può essere spento (1Ts. 5:19) essendo trascurato o rattristato (Ef. 4:30) e quindi ammette guadagni o perdite negli eletti. Così possiamo ricevere lo Spirito, crescere in esso ed iniziare le esperienze o i peccati, che limitano la nostra capacità di affrontare i concetti. Questi peccati limitano la nostra capacità di crescere, e quando pecchiamo, diminuiamo e rattristiamo lo Spirito. Lo Spirito ci lascia nel peccato. Ad ognuno di noi è consentito di passare attraverso questi processi, dove sappiamo di perdere potere nello Spirito, per ciò che avviene nella nostra mente.

Secondo Galati 5:22, il frutto dello Spirito Santo è amore. Questo è l’aspetto più importante dello Spirito Santo. Per questo motivo, se non ci amiamo l’un l’altro, lo Spirito Santo non è manifesto. Ecco come si manifesta lo Spirito Santo. L’amore è il frutto poiché è la natura di Dio. E’ una cosa positiva che non reca danno. Viene dalla natura di Dio. Gli eletti hanno questo amore verso il prossimo che diventa agape, amore.

Dal documento Cantico dei Cantici [145], abbiamo visto che i Greci, filosoficamente non capirono e non potevano capire l’agape, amore. Non era un concetto greco. Essi avevano l’amore erotico e filiale e non potevano capire le strutture della fratellanza poiché l’agape non è un concetto greco. Deriva dal Cantico dei Cantici. E’ una traslitterazione della parola ebraica ‘ahab (awhab’). E’ il luogo in cui avvenne l’agape. E’ semplicemente una traslitterazione. I Greci filosoficamente non la capiscono, poiché fanno affidamento alle strutture Platoniche e Neoplatoniche, ed il loro sistema religioso ha delle difficoltà con esso poiché si basa su questa filosofia per interpretare la Bibbia.

Lo Spirito è il mezzo attraverso cui adoriamo Dio, come afferma Filippesi 3:3. Quindi non può essere Dio, come oggetto di adorazione e dunque uguale a Dio il Padre. Se lo Spirito è il mezzo attraverso cui adoriamo Dio il Padre, come può essere l’oggetto di adorazione. Il ragionamento è semplice. Lo Spirito Santo non può essere il mezzo per adorare qualcosa e la cosa stessa. Non vi può legare a quella cosa, essere il mezzo con cui raggiungete l’adorazione e l’interazione con qualcosa ed essere quello stesso essere in un senso separato, uguale ed assoluto come persona. Una simile affermazione è ovviamente assurda. Dovete adorare il mezzo con cui state adorando l’oggetto. Lo Spirito Santo è in realtà una forza che conferisce potere a Cristo.

Dio rende Cristo Padre per sempre (Is. 9:6; cfr. anche il documento Isaiah 9:6 [224]) dal quale ogni paternità in cielo ed in terra prende nome (Ef. 3:15). Tutte queste paternità o famiglie sono chiamate per Dio il Padre, ecco perché ci inginocchiamo davanti a Lui, adorandolo (Ef. 3:14-15).

Possiamo esaminare questo concetto in Salmi 89:25. Salmi 89 parla del Suo servo Davide quando era stato consacrato. Dal verso 20 abbiamo: Ho trovato Davide, mio servo, con il mio santo olio l’ho consacrato. Verso 24: e nel mio nome si innalzerà la sua potenza. In Salmi 89 si parla del consiglio dei santi e dei Santi. Dal verso 25 Stenderò sul mare la sua mano e sui fiumi la sua destra. Verso 26 Egli mi invocherà: Tu sei mio Padre, Mio Dio e Roccia della Mia Salvezza. Verso 27 Io lo costituirò mio primogenito, il più alto tra i re della terra. Il concetto di Dio il Padre era conosciuto nell’Antico Testamento, ma quello è un altro concetto in cui il Padre era Dio il Padre ed era stato esteso a Cristo attraverso Isaia 9:6. E ci sono molte paternità in cielo ed in terra (Ef. 3:15) e tutte queste paternità o famiglie sono chiamate per Dio il Padre, ecco perchè ci inginocchiamo davanti a Lui adorandolo, da Efesini 3:14-15Facciamo ciò attraverso lo Spirito Santo.

Cristo era il primogenito o il primo generato della creazione. Poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. (Col. 1:16-17). Ma fu Dio che lo generò e che volle che la creazione esistesse e sussistesse in Cristo. Per questo motivo Cristo non è Dio in nessun modo in cui Dio il Padre è Dio, che è il solo immortale (1Tm. 6:16) che esiste per sempre. Non sono le entità che furono qui create da Cristo (vedi i documenti L’Obiettivo della Creazione ed il Sacrificio di Cristo [160] e IL Governo di Dio [174]. Dio crea per volontà e Cristo organizza la struttura.

Gli eletti furono chiamati fuori da questo mondo per una vita di servizio e dedizione. Molti furono chiamati ma pochi furono scelti (Mt. 20:16; 22:14). Gli eletti furono scelti così come Cristo era lo scelto di Dio (Lc. 23:35). Gli eletti furono scelti da Cristo (Gv. 6:70; 15:16,19) sotto la direzione di Dio (1Pt. 2:4). Dio ci dà a Gesù Cristo. Cristo non perderà nessuno di coloro che gli sono stati dati da Dio il Padre, ma è Dio il Padre che dà noi a Cristo, non Cristo che ci sceglie. Egli ci incoraggia sotto la direzione del Padre.

Per assisterli, agli eletti fu data la comprensione dei misteri di Dio. Lo Spirito Santo era il meccanismo attraverso il quale gli fu data la comprensione dei misteri di Dio e del regno di Dio (Mc. 4:11). Poiché la sapienza divina è in un mistero (1Cor. 2:7) che è spiegata dai servi di Dio (1Cor. 2:7; 15:51). Poiché la volontà di Dio è spiegata come un mistero (Ef. 1:9) che Dio diede ai suoi servi tramite la rivelazione. In più, il mistero è nel ministero di Cristo attraverso gli eletti. Paolo scrisse:

Efesini 3:2-6 … 2 penso che abbiate sentito parlare del ministero della grazia di Dio, a me affidato a vostro beneficio: 3 come per rivelazione mi è stato fatto conoscere il mistero di cui sopra vi ho scritto brevemente. Dalla lettura di ciò che ho scritto potete ben capire la mia comprensione del mistero di Cristo. Questo mistero non è stato manifestato agli uomini delle precedenti generazioni come al presente è stato rivelato ai suoi santi apostoli e profeti per mezzo dello Spirito: che i Gentili cioè sono chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo, e ad essere partecipi della promessa per mezzo del vangelo. (RSV)

Così, è lo Spirito che fa conoscere tutti i misteri di Dio e di Cristo, e coinvolge i Gentili. Ma non è la legge. La legge è manifesta dallo Spirito.

Lo Spirito nel Trinitarismo

I Trinitari separarono la teologia dalla cosiddetta economia della salvezza nell’incarnazione di Gesù Cristo. La parola economia, significa essenzialmente, incarnazione di Gesù Cristo e come Dio ha manifestato Se stesso, attraverso l’incarnazione di Gesù Cristo. La teologia era la logica implicata nella metafisica dell’incarnazione e nella metafisica dell’azione di Dio, i. e. la struttura dell’essere (o, dell’esistenza di Dio). Come abbiamo visto nel documento Lo sviluppo del Modello Neoplatonico [017], LaCugna (DIO PER NOI: La Trinità e la Vita Cristiana Queriniana, Brescia, 1997), quando tratta lo sviluppo della dottrina della Trinità e la separazione della teologia dal Piano di Salvezza (o soteriologia), come rivelato nell’incarnazione di Cristo, si notò che i Cappadocei orientarono la teologia in una direzione che contribuì ulteriormente alla separazione di economia e teologia. Questa traiettoria, naturalmente portò alla:

via negativa di pseudo-Dionigi ed , in fine, alla teologia di Gregorio Palamas (Capitolo 6).

Negli stati Latini d’Occidente, nel periodo che segue Nicea, alcuni teologi come Ilario di Poitiers e, forse in maniera più estrema Marcello d’Ancira, mantennero il collegamento tra la divina Hipostases e l’economia di salvezza. Agostino inaugurò un approccio completamente nuovo. Il suo punto di partenza non era più la monarchia del Padre, ma la divina sostanza, divisa equamente tra le tre persone [enfasi aggiunta]. Invece di indagare nella natura della theologia come rivelato nell’incarnazione di Cristo e nella deificazione tramite lo Spirito [enfasi aggiunta], Agostino indagherebbe sulle tracce della Trinità che si trova nell’anima di ogni essere umano. Il perseguimento, di Agostino, di un analogia ‘psicologica’ per i rapporti intratrinitari, significherebbe che la dottrina trinitaria sarebbe stata successivamente coinvolta nelle relazioni ’interne’ con la natura divina, separata da ciò che conosciamo di Dio attraverso Cristo nello Spirito (LaCugna p.44).

Ciò porta al Misticismo (cfr. il documento Il Misticismo Capitolo 1 Spiegando i Misteri Babilonesi [B7]).

Lo Spirito è il mezzo attraverso il quale diventate Dio (elohim). Lo Spirito è il mezzo attraverso il quale Cristo diventa Dio (elohim). I Trinitari sono destinati alla dottrina dell’anima, poiché cercano la divinità nell’anima e cercano di diventare uguali a Dio il Padre, essi non lo sono e non riusciranno mai ad esserlo, nè nessuno di noi riuscirà mai ad esserlo. Noi non cerchiamo, secondo Filippesi 2:6, di cogliere l’uguaglianza con il Padre, ed anche Cristo non cerca di farlo.

Filippesi 2:6 il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; (RSV)

La teologia Latina Medioevale seguì Agostino e la separazione della teologia dall’economia o dalla soteriologia (soteriologia significa semplicemente piano di salvezza). Tutta la struttura è coinvolta nel Neoplatonismo e nel Misticismo.

Le note importanti di LaCugna sono quelle di Agostino, la Monarchia del Padre non era più predominante. La Trinità presuppone la co-eguaglianza. Questo è il secondo passo che segue dalla falsa asserzione della co-eternalità. I Binitari/Trinitari devono affermare la co-eternalità e possono quindi sostenere la co-eguaglianza tra due esseri. Qui viene inserito lo Spirito Santo in qualsiasi forma si desidera, si ha quindi il Trinitarismo pienamente diffuso. La giusta premessa era il concetto della manifestazione della natura divina in ogni individuo, soprattutto nell’azione del Padre per mezzo dello Spirito Santo che emana da Lui attraverso Gesù Cristo. E’ l’unica cosa che non hanno frainteso. Essendo diretti da Gesù Cristo, Cristo ha la possibilità di controllare e dirigere gli individui in accordo con la volontà di Dio che vive in ognuno degli eletti. Cristo non era l’origine dello Spirito Santo. Egli era il suo controllore intermediario. Egli agì per Dio, come aveva sempre fatto, in accordo con la volontà di Dio. Ma egli non era il Dio. I Trinitari persero di vista questo concetto, se mai hanno capito la questione. Come dice LaCugna:

La Teologia del Dio Trino sembra essere stata aggiunta in considerazione dell’unico Dio (p.44).

I teologi Greci imposero la teologia del Dio Trino. Questo è l’antico sistema e non ha niente a che vedere con la Bibbia o la Cristianità. Essi vi aggiunsero questa teologia. La teologia essenzialmente fraintendeva lo Spirito Santo e distruggeva o limitava la nostra capacità di capire le sue azioni.

Ciò influenzò enormemente il modo di pregare dei Cristiani. Non potete utilizzare lo Spirito Santo allo stesso modo come mezzo di adorazione di Dio, poiché avete lo Spirito Santo come oggetto di adorazione. Lui stesso diventa l’oggetto di adorazione. Come potete adorare qualcosa che è dentro di voi? E’ assurdo. Diventa narcisismo. E’ adorazione di se stessi poiché lo spirito Santo è in ognuno di noi. Essi non pregarono più soltanto il Padre nel nome del Figlio come la Bibbia ordina (da Mt. 6:6,9; Lc. 11:12) adorando il Padre (Gv. 4:23), ma il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Questa è la differenza fondamentale. I Trinitari sono impegnati a dire ‘chiediamo questo nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo’. Essi non pregano come Cristo pensava facessimo – ‘Qualsiasi cosa chiediate al Padre in mio nome, vi sarà dato’. Noi preghiamo il Padre. Il nostro rapporto è a tu per tu con il Padre. E’ attraverso lo Spirito Santo e noi lo chiediamo nel nome del nostro Insegnate, Signore, Maestro e Despota, ma non lo preghiamo e non lo adoriamo e ciò non è un’irriverenza.

In seguito, gli scolastici svilupparono una metafisica della teologia stessa. Ma l’intero edificio fu costruito non osservando o manipolando la Bibbia. Ecco perché i Trinitari non indirizzarono mai tutti Testi della Bibbia su un soggetto, tradussero e citarono erroneamente altri testi chiave e ne ignorarono altri che non potevano alterare. Ma il loro sistema è basato sul Misticismo e sul Platonismo.

LaCugna afferma che:

I Cappadocei (e anche Agostino) andarono notevolmente al di là della comprensione scritturale dell’economia individuando il rapporto di Dio con il Figlio (e lo Spirito) in un livello ‘intradivino’.

L’Unico Dio è esistito come ousia in tre distinte hipostases. Abbiamo visto che il termine Platonico ousia ed il termine Stoico hypostases significano essenzialmente la stessa cosa (vedi i documenti L’Arche della Creazione di Dio come Alfa ed Omega [229] e Gli Eletti come Elohim [001]).

Se releghiamo lo Spirito all’azione a livello intradivino, gli eletti non potranno mai partecipare alla natura di Dio come Cristo. Questa affermazione è contraria alle Scritture. Gli eletti partecipano alla natura divina (2Pt. 1:4). Questa è una menzogna satanica. Si affermò questo per rompere il nostro rapporto con Dio e per fermare lo sviluppo del nostro rapporto con Dio che è lo stesso che ha Cristo con Dio, per non farci diventare coeredi con Cristo. Se non abbiamo avuto lo stesso rapporto che ha avuto Cristo attraverso lo Spirito Santo, non possiamo essere coeredi con lui. Essere coeredi significa ereditare la stessa cosa. Come potete essere coeredi con qualcuno che ha la struttura dell’essere completamente differente? Come potete essere coeredi con il vostro Dio? E’ pazzesco. Questo modo di pensare si è manifestato nel ventesimo secolo dove il modalismo del secondo secolo era ritornato persino tra le chiese Sabbatarie, fino al punto che si afferma che Gesù è Dio – come unico essere. Questo deriva dal dio Attis.

In Efesini 1:22, Dio sottomette tutte le cose a Cristo e lo costituisce su tutte le cose a capo della Chiesa (che è per noi). Dio Resuscitò Cristo:

dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, 21 al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro. 22 Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, 23 la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose.(RSV)

A Cristo dunque è data autorità su ogni nome, dato che il nome stesso costituisce autorità. Ad Egli è data l’autorità su tutte le cose affinché la Chiesa possa giungere nella sua eredità attraverso Cristo in cui abita corporalmente tutta la pienezza della Natura Divina (Col. 2:9). La parola tradotta con Natura Divina, è theotetos che significa deità o lo stato di essere Dio. Ora, Thayer afferma che deità (theot) è differente da divinità (Theiot) così come l’essenza differisce dalla qualità o dall’attributo (p. 288 di Thayer). Questo significa che la pienezza dell’essenza di Dio risiede corporalmente in Cristo. E’ questa pienezza dell’essenza che ci viene data in modo che tutti gli uomini rivestano la nuova natura di Dio (Col. 3:10). Non possiamo rivestirci della nuova natura di Dio se questo meccanismo ci permette di essere Dio. Essi non diventano ne Giudei ne Greci ma sono tutti Cristo poiché egli è in tutti (Col. 3:11). Egli sviluppa l’uomo, attraverso il potere dello Spirito Santo, perché Dio sia tutto in tutti (1Cor. 15:28)

E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti. (KJV) (panta en pasin) (vedi l’Iterlinear di Marshall ed anche Col. 3:11 (panta kai en pasin)).

I Trinitari avevano iniziato a tradurre questo testo con tutto a tutti per evitare il logico prolungamento di Dio come essenza che si estende a tutti gli uomini come fece a Cristo secondo questi testi. E’ Cristo che ci riempie con la pienezza di Dio (Ef. 3:19) – la piena maturità di Cristo è un’immagine del Padre (Ef. 4:13). Dunque diventiamo un immagine o eikon del Padre come lo era Cristo e siamo perciò figli di Dio e coeredi con Cristo del Regno di Dio (Rm. 8:17; Gc. 2:5); eredi secondo la promessa (Gal. 3:29) di salvezza (Eb. 1:14) ed eredi insieme della grazia (1Pt. 3:7). Siamo eredi della grazia insieme a Gesù Cristo. Perciò la grazia non deriva da Gesù Cristo. Deriva da Dio. Questo punto è fondamentale!

Il Figlio di Dio diventa a sua volta Padre per Sempre (Is. 9:6) essendo il capo della paternità dell’Esercito degli uomini, prendendo il suo posto lungo le altre paternità nel cielo, che sono molte.

Efesini 3:14 14 Per questo, dico, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome. (RSV)

La parola famiglia qui è patria o paternità. Dunque il titolo “padre” che appartenga alle famiglie o alla famiglia di Dio, è un titolo delegato per dimostrare l’estrema responsabilità di ogni capo dei gruppi di famiglie.

Quindi l’ordine è da Dio a Cristo, ai capi delle famiglie (1Cor. 11:3), che devono assolvere la loro responsabilità come Dio ha fatto con Cristo e con gli altri figli di Dio, che sono elohim e come questi elohim scaricano a loro volta le responsabilità su coloro che sono sotto di loro. Tutto ciò viene fatto dallo Spirito Santo. Il Vostro rapporto come individui è diretto a Gesù Cristo e a nessun uomo sulla terra. Lo Spirito Santo è la potenza e la forza che vi mette in contatto diretto con Dio attraverso Gesù Cristo.

Lo Spirito Santo è il meccanismo che lega tutte queste entità l’un l’altra e conferisce, ad ognuno dell’Esercito, la possibilità di diventare elohim. Non ci sono dubbi che lo Spirito Santo sia Dio, in ogni senso che lo distingua dall’individuo e lo confini ad un rapporto intradivino di tre entità. Tutti sono figli di Dio, quindi coeredi con Cristo, nella stessa accezione. L’adorazione dello Spirito Santo significherebbe in un certo senso auto-adorazione, poiché fa parte dell’individuo. E’ un potere o una qualità conferita e non Dio Stesso. Lo Spirito Santo conferisce noi la capacità di essere elohim o theoi.

Anche in questo modo diventiamo consustanziali con il Padre, come lo è Cristo. Ciò viene esaminato nel documento Consustanziale con il Padre [081].

Il concetto di Spirito Santo come hypostasis di Dio è un concetto Greco, che è esaminato nel documento L’uso del Termine Hypostases [230]. Senza lo Spirito Santo non possiamo diventare figli di Dio.