Christian Churches of God
[073]

Sansone e i Giudici

(Edizione 2 19941022-20031011)
Le azioni e le malvagità di Israele sotto i Giudici avrebbero portato all’innalzamento di Sansone, Giudice di Israele della tribù di Dan. La storia è analizzata da un punto di vista spirituale che mostra le sequenze così come esse si applicano allo sviluppo dello Spirito Santo nell’individuo sotto la guida di Gesù Cristo ed anche nella Chiesa in quanto gruppo. Questa storia ha delle interessanti e sorprendenti lezioni per i nostri giorni nella comprensione delle attività del Messia e della Chiesa.
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Sansone e i Giudici

I Giudici

Il Signore fondò Israele sotto Giosuè (salvezza) il figlio di Nun (resistenza).  Israele servì il Signore tutti i giorni di Giosuè e i giorni degli Anziani di Israele (i restanti dei settanta) i quali sopravvissero a Giosuè, che morì a cento dieci anni (Giudici 2:7-8).  Tutti coloro che appartenevano a quella generazione vennero riuniti ai loro padri, cioè morirono (Giudici 2:10).  Dopo i figli di Israele fecero del male e servirono i Baalim o altri Signori (Giudici 2:11).  Questa sarebbe divenuta una caratteristica di Israele sotto la propria legge.  Ci sono sei mali annotati in Giudici 3:7,12; 4:1; 6:1; 10:6; 13:1.  Questo servire altri dei, inclusi Baal e Astarte, provocò l’ira del Signore che li consegnò nelle mani di predoni e nelle mani dei loro nemici così che essi non potessero più resistere loro (Giudici 2:12-14).  Ogni volta che andavano in guerra la mano del Signore era contro di loro (Giudici 2:15).  Essi furono ridotti in schiavitù e il Signore innalzò dei Giudici per liberarli (Giudici 2:16).

Giudici 2:13-23 Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dei e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via battuta dai loro padri, i quali avevano obbedito ai comandi del SIGNORE: essi non fecero così. Quando il SIGNORE suscitava loro dei giudici, il SIGNORE era con il giudice e li liberava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice; perché il SIGNORE si lasciava commuovere dai loro gemiti sotto il giogo dei loro oppressori. Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, seguendo altri dei per servirli e prostrarsi davanti a loro, non desistendo dalle loro pratiche e dalla loro condotta ostinata.  Perciò l’ira del SIGNORE si accese contro Israele e disse: “Poiché questa nazione ha violato l’alleanza che avevo stabilita con i loro padri e non hanno obbedito alla mia voce, nemmeno io scaccerò più dinanzi a loro nessuno dei popoli, che Giosuè lasciò quando morì. Così, per mezzo loro, metterò alla prova Israele, per vedere se cammineranno o no sulla via del SIGNORE, come fecero i loro padri”. Il SIGNORE lasciò quelle nazioni senza affrettarsi a scacciarle e non le mise nelle mani di Giosuè. (RVS)

Israele fu lasciata tra le nazioni che vennero risparmiate dopo l’occupazione così che Israele potesse essere messa alla prova attraverso queste nazioni.

Giudici 3:1-11 Queste sono le nazioni che il SIGNORE risparmiò allo scopo di mettere alla prova Israele per mezzo loro, cioè quanti non avevano visto le guerre di Canaan. Ciò avvenne soltanto per l’istruzione delle nuove generazioni degli Israeliti, perché imparassero la guerra, quelli, per lo meno, che prima non l’avevano mai vista:i cinque capi dei Filistei, tutti i Cananei, quei di Sidòne e gli Evei, che abitavano le montagne del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all’ingresso di Amat. Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova per vedere se Israele avrebbe obbedito ai comandi, che il SIGNORE aveva dati ai loro padri per mezzo di Mosè.Così gli Israeliti abitarono in mezzo ai Cananei, agli Hittiti, agli Amorrei, ai Perizziti, agli Evei e ai Gebusei; presero in mogli le figlie di essi, maritarono le proprie figlie con i loro figli e servirono i loro dei.  Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE; dimenticarono il SIGNORE loro Dio e servirono i Baal e le Asere.Perciò l’ira del SIGNORE si accese contro Israele e li mise nelle mani di Cusan-Risataim, re del Paese dei due fiumi; gli Israeliti furono servi di Cusan-Risataim per otto anni. Poi gli Israeliti gridarono al SIGNORE, e il SIGNORE suscitò loro un liberatore, Otniel, figlio di Kenaz, fratello minore di Caleb, ed egli li liberò. Lo spirito del SIGNORE fu su di lui ed egli fu giudice d’Israele; uscì a combattere e il SIGNORE gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Aram; la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim.Il paese rimase in pace per quarant’anni, poi Otniel, figlio di Kenaz, morì.

Ogni volta che il Giudice nominato dal Signore moriva, il popolo ritornava al male e all’idolatria.  Questi Giudici possedevano lo Spirito Santo, chiamato lo Spirito del Signore.  L’esempio di come ciò funziona, è dimostrato nella storia di Sansone, che sarà esaminata in seguito.

Dopo che Otniel (che significa la forza di Dio), che era il figlio di Kenaz, fratello di Caleb, morì essi peccarono di nuovo.

Giudici 3:12-15 Gli Israeliti ripresero a fare ciò che è male agli occhi del SIGNORE; il SIGNORE rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché facevano ciò che è male agli occhi del Signore. Eglon radunò intorno a sé gli Ammoniti e gli Amaleciti, fece una spedizione contro Israele, lo battè e si impadronì della città delle Palme. Gli Israeliti furono schiavi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni. Poi gridarono al SIGNORE ed egli suscitò loro un liberatore, Eud, figlio di Ghera, Beniaminita, che era mancino. Gli Israeliti mandarono per mezzo di lui un tributo a Eglon re di Moab.

Il regalo che inviarono a Eglon, Re di Moab, fu sotto forma di un pugnale cinto alla coscia destra di Eud il Beniaminita, figlio di Ghera (Giudici 3:16).

I Beniaminiti usavano la mano sinistra, che è presumibilmente la mano più debole.  Il simbolismo sta nel fatto che Dio predilige la liberazione attraverso le cose più deboli.  Attraverso la debolezza Egli produce forza.  Questo è ottenuto sette volte in Giudici illustrando 1Corinzi 1:27 e 2Corinzi 12:9.  Queste sono:

  • lamano sinistra (Giudici 3:21);
  • ilpungolo da buoi (Giudici 3:31);
  • unadonna (Giudici 4:4);
  • unchiodo (Giudici 4:21);
  • unpezzo di una macina (Giudici 9:53);
  • brocche e trombe (Giudici 7:20); e
  • la mascella dell’asino (Giudici 15:16).

Bullinger (vedere la Companion Bible, n. a Giudici 3:21) sostiene che questa sequenza fu continuata in tempi successivi con le attività di Lutero (figlio di un minatore), Calvino (figlio di un vinaio), Zwingli (figlio di un pastore), Melantone (figlio di un armaiolo) e John Knox (figlio di un semplice borghese).  Dunque i cinque furono visti come completamento delle sette.  Le conclusioni sono forse molto più lontane da raggiungere di quelle di Bullinger.

Eud fuggì dopo aver ucciso Eglon e chiamò Israele dalla montagna di Efraim.

Giudici 3:27-30 Appena arrivato là, suonò la tromba sulle montagne di Efraim e gli Israeliti scesero con lui dalle montagne ed egli si mise alla loro testa. Disse loro: “Seguitemi, perché il SIGNORE vi ha messo nelle mani i Moabiti, vostri nemici”. Quelli scesero dopo di lui, si impadronirono dei guadi del Giordano, per impedirne il passo ai Moabiti, e non lasciarono passare nessuno. In quella circostanza sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno. Così in quel giorno Moab fu umiliato sotto la mano d’Israele e il paese rimase tranquillo per ottant’anni. (RSV)

Dunque, passarono due generazioni.  Dopo Eud ci fu Samgar, figlio di Anat, che sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi (Giudici 3:31).  Quando Eud morì, dopo Samgar, il popolo tornò a fare ciò che è male agli occhi del Signore che li consegnò nelle mani dei Cananei sotto Iabin di Azor, il cui capitano era Sisara ed essi oppressero Israele duramente per venti anni (Giudici 4:1-3).

Debora, la profetessa di Efraim, che viveva tra Rama e Betel, era giudice d’Israele a quel tempo.  Sotto la direzione di Dio, essa chiamò Barak a comandare diecimila di Neftali e Zabulon per liberare Israele.

Gli Israeliti furono inizialmente traditi nell’impresa da Eber (che significa società o comunità o compagnia ed anche una magia o un incantesimo), il Kenita, dei figli di Obab, il suocero di Mosè.  Egli si separò dai Keniti e si accampò nella pianura di Zaanaim (che significa Trasferimento) vicino Kedes (Neftali) (Giudici 4:11-12).  C’era pace tra il popolo di Eber, i Keniti, e Iabin, Re di Azor.  La moglie di Eber, Giaele, uscì per incontrare Sisara e, dopo avergli offerto del nutrimento, lo uccise conficcando un chiodo nelle sue tempie e fissandolo a terra (Giudici 4:21-22).

Dunque, Dio sottomise i Cananei e Israele prosperò.  Il canto di Debora sottolinea che le Schiere celesti erano coinvolte nelle battaglie (Giudici 5:20).  Le battaglie che si combattono in questa sequenza non sono battaglie materiali, ma coinvolgono i poteri della Schiera.

Il paese si riposò per quaranta anni (o un’altra generazione) e ripiombò di nuovo nell’idolatria. Il Signore li consegnò nelle mani di Madian per sette anni.  Israele dimorò nelle rocce e nelle caverne delle montagne.  I Madianiti, gli Amaleciti e i figli dell’oriente vennero contro Israele e distrussero i prodotti e non lasciarono cibo o animali per Israele (Giudici 6:1-5).  Israele urlò al Signore e gli fu mandato Gedeone di Manasse.  La storia di Gedeone (che significa abbattere o tagliare un albero e, perciò un taglialegna o guerriero) o Ierub-Baal (che significa Baal lotterà) (Giudici 6:1 fino a 8:28) è trattata nel saggio La Forza di Gedeone e gli Ultimi Giorni [022].  L’essenza della storia si riferisce agli ultimi giorni ed è la storia della rimozione dell’idolatria e della conseguente guerra che segue, per il fatto che Baal lotta negli ultimi giorni.  Il significato per gli eletti e l’apostasia della fine richiedono degli studi.

Gedeone ebbe settanta figli, il che simboleggia il consiglio degli anziani.  Non appena Gedeone morì, Israele tornò a prostituirsi a dèi stranieri.  Questo accadde ogni volta che un Giudice moriva. Israele abbandonò il messaggio di Dio e tornò all’idolatria, fino a quando non urlarono al Signore ed Egli innalzò un altro Giudice.  Ogni volta il Giudice veniva da una diversa tribù e con una autorità diversa rispetto a quella del Giudice precedente.  Mai un figlio di un Giudice successe con buone intenzioni o per volontà di Dio.

Abimelech, figlio di Ierub-Baal o Gedeone dalla sua serva (Giudici 9:18) fu nominato Re degli uomini di Sichem, il popolo della casa di sua madre.  Abimelech regnò su Israele per tre anni (Giudici 9:22).  Il regno di Abimelech rappresenta il primo tentativo di usurpare l’autorità del Sanhedrin sul regno.  Abimelech uccise i suoi fratelli, i settanta, per conquistare il potere.  Abimelech fu ucciso da una donna che gettò un pezzo di una macina dalla torre di Tebez.  Ruppe il suo cranio ed egli supplicò colui che gli portava le armi di ucciderlo così che non si sarebbe detto che era stato ucciso da una donna (Giudici 9:53-54).  In un certo senso, questo è simbolo della Schiera in cui Satana, il quale fa la guerra ai settanta della Schiera celeste, è sconfitto dalla donna che è la Chiesa.

Dopo Abimelech, il difensore di Israele, fu Tola figlio di Pua di Issacar.  Egli dimorava a Samir nel Monte Efraim ed egli giudicò Israele per ventitre anni (Giudici 10:1-2).  Dopo Tola fu Iair, il Galaadita, che giudicò Israele per ventidue anni (Giudici 10:3).  Egli ebbe trenta figli che cavalcavano trenta asinelli.

La sequenza che si vede, è che la Salvezza attraverso la Resistenza è raggiunta per mezzo del giudizio della Schiera.  Vi furono venti giudici in Israele dopo Giosuè fino all’istituzione dei Re.  Giosuè era il Condottiero di Israele sotto Mosè.  Egli condusse Israele in Palestina e la conquistò.  Dopo di lui i Giudici di Israele possono essere visti come coloro che iniziano a governare.

Essi furono:

  • Otniel, figlio di Kenaz, nipote di Caleb
  • Eud di Beniamino
  • Samgar, figlio di Anat

[Dopo la morte di Eud il popolo fu consegnato nelle mani di Iabin re di Canaan.  In questo senso Samgar non era un vero giudice come si vede in Giudici 3:31-4:4].

  • Debora la profetessa, moglie di Lappidot di Efraim (usando Barak di Neftali come condottiero) (Giudici 4:4-7);
  • Gedeone di Manasse;

[Abimelech l’usurpatore, figlio di Gedeone da una Sichemita, ha fatto di se un falso re.  Questo è il significato di usurpatore.  Egli non era uno dei venti giudici ma un falso re.]

  • Tola, figlio di Pua di Issacar, ventitre anni (Giudici 10:1-2);
  • Iair di Galaad (Gad e Manasse), ventidue anni (Giudici 10:3-5);
  • IefteilGaladita, figlio di una prostituta (Giudici 11:1), sei anni (Giudici 12:7).

Iefte fu cacciato dai figli di Galad, suoi fratelli da parte della moglie di Galad.  Machir, il figlio di Manasse, era il padre di Galad (Gs. 17:1).  Dunque il liberatore di Israele qui fu il figlio illegittimo di una prostituta con Galad.  Quando Galad fu in pericolo, gli anziani si rivolsero a lui e richiesero il suo aiuto e lo fecero loro capo (Giudici 11:9-11).  Iefte sottomise gli Ammoniti.  Fu quel Iefte che fece voto del sacrificio di sua figlia al Signore.  La Companion Bible considera che, essendo il sacrificio illegale, il testo si riferisca al suo essere mantenuta vergine.  Il testo da Giudici 11:34-40 non fa riferimento a ciò e il Soncino interpreta il sacrificio senza nessun significato certo.  Secondo il Talmud (Taa. 4°) ed altre fonti rabbiniche, compreso il Targum, essa fu veramente sacrificata.  Kimchi sottolinea, a proposito del testo Non posso tornare in dietro, che legalmente il voto non era valido e che poteva essere annullato.  Secondo Soncino:

il Midrash Rabbah (conclusione del Levitico) riferisce che sarebbe andato da Phinehas o il Sommo Sacerdote sarebbe andato da lui e avrebbe annullato il voto.  Ognuno mantenne la propria dignità e aspettò che l’altro agisse, e tra l’ostinazione dei due la fanciulla soffrì.  Entrambi furono puniti: la Presenza Divina se ne andò da Phinehas e la lebbra colpì Iefte.

La lezione è che in Israele nessuno può essere legato a un voto che infrange la legge di Dio.  Il fallimento del sacerdozio ad agire e degli individui a ritrattare, è la partenza dello Spirito Santo dagli individui coinvolti.  Lo Shekinan si trasferirà in coloro che mostrano i suoi frutti.  Gli argomenti secondo i quali si è legati ad organizzazioni o gruppi, che contrastano la Bibbia, sui terreni che una volta possedevano l’autorità di Dio attraverso lo Spirito Santo, sono sbagliati.  Cosa più importante è che la persona che fallisce nell’agire morirà.  La malattia della lebbra è una malattia che distrugge, che rappresenta la distruzione del corpo spirituale.  Le recenti argomentazioni relative alla fedeltà alle chiese apostate, o strutture corporative, sono dunque sbagliate e letali, sia per i sacerdoti che coscientemente esprimono tali false affermazioni, sia per la gente che inganna se stessa, seguendo tali consigli.  Entrambi i gruppi, sacerdoti e capi, moriranno.

Iefte sperimentò anche la guerra interna a causa dei suoi errori.  Tutti gli Efraim si radunarono contro di lui e 42000 di essi furono uccisi presso i guadi del Giordano, perché essi non pronunciarono correttamente Scibbolet, ma dissero invece Sibbolet (Giudici 12:1-6).  Scibbolet significa torrente, dunque un canale, e anche un ramo o una spiga di grano.

Il significato degli errori che non sono stati discussi, indica forse che l’identità simbolica degli eletti è in discussione e che c’è una grande perdita ad Efraim, a causa del loro fallimento ad agire.  Dio agisce per loro ed ha supremazia su di loro.  I Galaditi sono fuggiaschi tra Efraim e tra Manasse (Giudici 12:4-5), comunque tra loro sarà dato il potere come una forza in Israele.  Si sa che Manasse, Ruben e Gad ricevettero la loro eredità al di là del Giordano, e Manasse ricevette un’eredità in più all’interno di Israele.  Il simbolismo è che Manasse, Ruben e Gad ricevono l’eredità fuori da Israele.  Gad e Manasse entrambi occupano la terra chiamata Galaad, ad est del Giordano

I giudici successivi furono:

  • Ibsan di Betlemme, sette anni.Egli ebbe trenta figli e trenta figlie e prese trenta fanciulle da fuori per i suoi figli (Giudici 12:8-10).  Questo rappresenta il consiglio interno.
  • Elon di Zabulon, dieci anni (Giudici 12:11).
  • Abdon, figlio di IllelilPiratonita di Efraim, otto anni.  Egli ebbe quaranta figli e trenta nipoti che cavalcavano settanta asinelli (Giudici 12:13-14).  Questo rappresenta l’intero consiglio dei settanta restaurato.

Dopo di ciò, i figli di Israele peccarono e il Signore li consegnò nelle mani dei Filistei per quaranta anni, come Egli aveva fatto in precedenza sotto i Moabiti (Giudici 13:1).  Durante questo periodo, Sansone fu giudice.  Gli ultimi due giudici sono trattati nel Primo libro di Samuele dove Eli e Samuele furono gli ultimi due giudici di Israele.  Samuele fu profeta e giudice in Israele, egli ordinò Saul e servì sotto di lui.  Egli non è tecnicamente uno dei dodici giudici.  Alla morte di Eli iniziò la monarchia.

Sansone

Giudici 13:1-7 Gli Israeliti tornarono a fare quello che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani dei Filistei per quarant’anni. C’era allora un uomo di Zorea di una famiglia dei Daniti, chiamato Manoach; sua moglie era sterile e non aveva mai partorito. L’angelo del Signore apparve a questa donna e le disse: “Ecco, tu sei sterile e non hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. Ora guardati dal bere vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla d’immondo. Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla cui testa non passerà rasoio, perché il fanciullo sarà un nazireo consacrato a Dio fin dal seno materno; egli comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei”. La donna andò a dire al marito: “Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l’aspetto di un angelo di Dio, un aspetto terribile. Io non gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome, ma mi ha detto: Ecco tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere vino né bevanda inebriante e non mangiare nulla d’immondo, perché il fanciullo sarà un nazireo di Dio dal seno materno fino al giorno della sua morte”. (RVS)

La liberazione di Israele fu ordinata dall’Angelo di YHVH. L’Angelo è identificato come Cristo (vedere i saggi Gli Eletti come Elohim [001]La Preesistenza di Gesù Cristo [243]L’Angelo di YHVH [024]).  Sansone fu scelto sin dalla nascita come essere sacro al Signore.  Questa è la predestinazione degli eletti sin dalla creazione del mondo.  L’eredità di Dan, fu di giudicare il suo popolo come una delle tribù di Israele (Gn. 49:16) e Sansone fu il primo e il maggior esempio di questo aspetto.  Comunque, questa profezia non fu compiuta in Sansone.  C’era anche una città di Dan nella Palestina del nord al tempo di Abramo (Gn. 14:14) che è diversa dal Lais rinominato Dan dai Daniti.  Questa vecchia area si trovava a nord di Galaad.  Giudici 18:30 si riferisce all’idolatria di Dan.  L’inclusione di Dan con Efraim nell’Apocalisse 7:4 come la tribù di Giuseppe, è vista a volte come una punizione per la prima tribù  entrata nell’idolatria (vedere anche (Dt. 29:18-21; Lv. 24:10-16; 1Re 12:30; 2Re 10:29).  E’ un’unione della tribù con Efraim negli ultimi giorni per permettere a Levi ad iniziare i 144000 come un sacerdozio.

L’istituzione del Giudice come un Nazireo sin dalla nascita, è anche un segno dell’eletto.  I voti del Nazireo non erano, in effetti, più necessari per il Messia che non era un Nazireo.  Dalla testimonianza della Bibbia, in nessuna fase del ministero di Cristo egli prese i voti di un Nazireo.  Anche l’educazione di Sansone era guidata.

Giudici 13:8-18 Allora Manoach pregò il Signore e disse: “SIGNORE, l’uomo di Dio mandato da te venga di nuovo da noi e c’insegni quello che dobbiamo fare per il nascituro”. Dio ascoltò la preghiera di Manoach e l’angelo di Dio tornò ancora dalla donna, mentre stava nel campo; ma Manoach suo marito non era con lei. La donna corse in fretta ad informare il marito e gli disse: “Ecco, mi è apparso quell’uomo che venne da me l’altro giorno”. Manoach si alzò, seguì la moglie e giunto a quell’uomo gli disse: “Sei tu l’uomo che hai parlato a questa donna?”. Quegli rispose: “Sono io”. Manoach gli disse: “Quando la tua parola si sarà avverata, quale sarà la norma da seguire per il bambino e che si dovrà fare per lui?”. L’angelo del SIGNORE rispose a Manoach: “Si astenga la donna da quanto le ho detto. Non mangi nessun prodotto della vigna, né beva vino o bevanda inebriante e non mangi nulla d’immondo; osservi quanto le ho comandato”. Manoach disse all’angelo del SIGNORE: “Permettici di trattenerti e di prepararti un capretto!”. L’angelo del SIGNORE rispose a Manoach: “Anche se tu mi trattenessi, non mangerei il tuo cibo; ma se vuoi fare un olocausto, offrilo al SIGNORE”. Manoach non sapeva che quello fosse l’angelo del SIGNORE. Poi Manoach disse all’angelo del SIGNORE: “Come ti chiami, perché quando si saranno avverate le tue parole, noi ti rendiamo onore?”. L’angelo del SIGNORE gli rispose: “Perché mi chiedi il nome? Esso è misterioso”.

Il termine misterioso (tradotto con segreto nella KJV probabilmente per nascondere la relazione) è un nome del Messia in Isaia 9:6.

Giudici 13:19-25 Manoach prese il capretto e l’offerta e li bruciò sulla pietra al SIGNORE, che opera cose misteriose. Mentre Manoach e la moglie stavano guardando, mentre la fiamma saliva dall’altare al cielo, l’angelo del SIGNORE salì con la fiamma dell’altare. Manoach e la moglie, che stavano guardando, si gettarono allora con la faccia a terra e l’angelo del SIGNORE non apparve più né a Manoach né alla moglie. Allora Manoach comprese che quello era l’angelo del SIGNORE. Manoach disse alla moglie: “Noi moriremo certamente, perché abbiamo visto Dio”. Ma sua moglie gli disse: “Se il SIGNORE avesse voluto farci morire, non avrebbe accettato dalle nostre mani l’olocausto e l’offerta; non ci avrebbe mostrato tutte queste cose né ci avrebbe fatto udire proprio ora cose come queste”. Poi la donna partorì un figlio che chiamò Sansone. Il bambino crebbe e il SIGNORE lo benedisse. Lo spirito del SIGNORE cominciò a investirlo quando era a Macane-Dan, fra Zorea ed Estaol.

Sansone significa luce del sole e attraverso la luce del mondo, giustizia è data a Israele.  Lo Spirito del Signore era lo strumento attraverso il quale a Sansone venne dato il potere.  I capelli di Sansone erano semplicemente l’esteriorità o segno fisico, dato come una manifestazione della presenza dello Spirito Santo.

I Daniti erano accampati a Macane-Dan o il campo di Dan che si trova a Kiriat-Iearim in Giuda.  Da qui essi andarono ad Efraim e tolsero i terafim e gli idoli dalla casa di Mica e fondarono Lais, eressero l’idolo di Mica nella casa di Dio per tutto il tempo che questa rimase a Silo, e Gionata il figlio di Ghersom, il figlio di Manasse il levita, e i suoi figli furono sacerdoti in quel luogo (Giudici 18:12-13, 30-31).

Il primo evento che riguarda Sansone, è la richiesta di una moglie dei Filistei e la domanda ai suoi genitori di prenderla per lui.  Il matrimonio fu organizzato dai genitori, e in special modo dal padre (Gn. 21:21; 24:4; 34:8 Es. 21:9; vedere Soncino Daath Mikra).  Il matrimonio organizzato dal padre rappresenta il dare gli eletti in matrimonio a Cristo.  Secondo il Soncino, i rabbini ritennero che prima del matrimonio la donna fosse diventata una proselita, poiché era impensabile che un Nazireo vivesse con una pagana (Kimchi 12:4, Metsudath David).  La realtà è che tutti gli eletti erano Gentili chiamati dal sistema pagano e preparati al matrimonio attraverso lo Spirito Santo con il Messia, un giudice qui rappresentato come Giudice di Dan che è giudice di Israele in quanto tribù, dunque fisicamente giudice dei giudici.

Giudici 14:1-4 Sansone scese poi a Timna e a Timna vide una donna tra le figlie dei Filistei. Tornato a casa, disse al padre e alla madre: “Ho visto a Timna una donna, una figlia dei Filistei; ora prendetemela in moglie”. Suo padre e sua madre gli dissero: “Non c’è una donna tra le figlie dei tuoi fratelli e in tutto il nostro popolo, perché tu vada a prenderti una moglie tra i Filistei non circoncisi?”. Ma Sansone rispose al padre: “Prendimi quella, perché mi piace”. Suo padre e sua madre non sapevano che questo veniva dal SIGNORE, il quale cercava pretesto di lite dai Filistei. In quel tempo i Filistei dominavano Israele. (RSV)

Qui abbiamo l’affermazione specifica che fu l’Angelo di YHVH (chiamato Yahweh o Geova) ad usare soprattutto Sansone per affrontare ed ingaggiare la lotta con i Filistei.  Questo popolo rappresenta i Gentili ai quali venne dato il dominio su Israele dalla cattività Babilonese, fino a che il tempo dei Gentili fu compiuto.  Come l’Angelo del Signore liberò Israele dalle mani dei Filistei attraverso Sansone, così egli libererà Israele negli ultimi giorni attraverso la sequenza del giudizio dei Daniti-Efraim (Ger. 4:15) e i testimoni (Ap. 11:1-2) che precedono la sua venuta come re Messia (cfr. il saggio L’Ammonimento del Giorno del Giudizio [044] e Il Testimone [135]).

Giudici 14:5-11 Sansone scese con il padre e con la madre a Timna; quando furono giunti alle vigne di Timna, ecco un leone venirgli incontro ruggendo. Lo spirito del Signore lo investì e, senza niente in mano, squarciò il leone come si squarcia un capretto. Ma di ciò che aveva fatto non disse nulla al padre né alla madre. Scese dunque, parlò alla donna e questa gli piacque. Dopo qualche tempo tornò per prenderla e uscì dalla strada per vedere la carcassa del leone: ecco nel corpo del leone c’era uno sciame d’api e il miele. Egli prese di quel miele nel cavo delle mani e si mise a mangiarlo camminando; quand’ebbe raggiunto il padre e la madre, ne diede loro ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso il miele dal corpo del leone. Suo padre scese dunque da quella donna e Sansone fece ivi un banchetto, perché così usavano fare i giovani. Quando lo ebbero visto, presero trenta compagni perché stessero con lui.(RSV)

I trenta compagni sono ancora un’allusione al concilio interno della Schiera.  Il prendere il miele dal corpo del leone, rappresenta il rendere puro e commestibile ciò che è impuro.  L’indovinello fu posto durante i sette giorni della festa.  Il Kephir o cucciolo del leone cresciuto (da gur, a zephir, a aryeh a labi e dopo lais) diventa tanto più feroce quanto più invecchia.  L’abitudine di di avere delle feste di matrimonio per sette giorni, è citata nella Genesi 29:27, come praticata al tempo dei Patriarchi in Mesopotamia.  I Giudei la praticano oggi, a causa della legge rabbinica (vedere Soncino, p. 271).  La festa rappresenta il matrimonio dell’agnello al settimo mese chiamato Tishiri.

Giudici 14:12-14 Sansone disse loro: “Voglio proporvi un indovinello; se voi me lo spiegate entro i sette giorni del banchetto e se l’indovinate, vi darò trenta tuniche e trenta mute di vesti; ma se non sarete capaci di spiegarmelo, darete trenta tuniche e trenta mute di vesti a me”. Quelli gli risposero: “Proponi l’indovinello e noi lo ascolteremo”. Egli disse loro: “Dal divoratore è uscito il cibo  e dal forte è uscito il dolce”. Per tre giorni quelli non riuscirono a spiegare l’indovinello.(RSV)

C’è una serie di possibilità con questo testo.  Le vesti del concilio centrale sono preparate per la sostituzione di elohim.  Il leone morto rappresenta il concetto della nuova e belligerante ribellione della Schiera.  La sua distruzione avrà come risultato le nuove vesti e la rimozione dell’amarezza della ribellione.  Il giudice è colui che assiste  ai misteri di Dio.  Agli eletti sono dati i misteri non appena sono pronti ed è necessario rivelare il piano della salvezza.  I Gentili bramano di capire i misteri e ricorrono alla violenza quando non possono capire o controllare il processo.  Ecco perché essi cercano di distruggere la sposa quando sono contrastati.

Giudici 14:15-20 Al quarto giorno dissero alla moglie di Sansone: “Induci tuo marito a spiegarti l’indovinello; se no daremo fuoco a te e alla casa di tuo padre. Ci avete invitati qui per spogliarci?”. La moglie di Sansone si mise a piangergli attorno e a dirgli: “Tu hai per me solo odio e non mi ami; hai proposto un indovinello ai figli del mio popolo e non me l’hai spiegato!”. Le disse: “Ecco, non l’ho spiegato a mio padre né a mia madre e dovrei spiegarlo a te?”. Essa gli pianse attorno, durante i sette giorni del banchetto; il settimo giorno Sansone glielo spiegò, perché lo tormentava, ed essa spiegò l’indovinello ai figli del suo popolo. Gli uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone: “Che c’è di più dolce del miele? Che c’è di più forte del leone?”. Rispose loro: “Se non aveste arato con la mia giovenca, non avreste sciolto il mio indovinello”. Allora lo spirito del Signore lo investì ed egli scese ad Ascalon; vi uccise trenta uomini, prese le loro spoglie e diede le mute di vesti a quelli che avevano spiegato l’indovinello. Poi acceso d’ira, risalì a casa di suo padre e la moglie di Sansone fu data al compagno che gli aveva fatto da amico di nozze.(RSV)

La giovenca è la nazione di Israele, rappresentata anche dal toro di Efraim.  La giovenca rossa santifica il sacerdozio (vedere saggio Il Messia e la Giovenca Rossa [216]).  La giovenca addestrata di Osea 10:11 è anche lagata all’Egitto in Geremia 46:20.  Efraim e Giuda saranno messi al giogo secondo Osea 10:11.  Israele legò se stesso a Dio con un patto nel deserto, ma si voltò al dio della fertilità Baal a Canaan.  Ecco perchè questo testo si riferisce all’arare con la giovenca del Giudice.  Per questa ragione Israele è resa sterile in Osea 9:11 e seguenti.

Ottenere i misteri attraverso l’inganno, inevitabilmente, comporta la distruzione del proprio popolo.  Le vesti dei trenta si riferiscono ai doni di Dio, che non possono essere ottenuti sotto coercizione.  La moglie che era stata infedele, fu sistemata secondo le leggi, che erano state istituite sotto la Schiera caduta, in sostituzione delle leggi di Dio.  Il codice legale in questione era quello del Codice di Ammurabi sezioni 159, 163 e 164.  La sistemazione di questa donna fu fatta in accordo alle leggi, che erano state usate per sostituire la legge di Dio, e che in primo luogo avevano sovvertito il popolo.  Dunque, le tradizioni dei Gentili interferiscono con la chiamata degli eletti.  Questo ha come risultato la perdita della posizione della prima moglie di Sansone, come si vede nei versi seguenti.

Giudici 15:1-2 Dopo qualche tempo, nei giorni della mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto e disse: “Voglio entrare da mia moglie nella camera”. Ma il padre di lei non gli permise di entrare e gli disse: “Credevo proprio che tu l’avessi ripudiata e perciò l’ho data al tuo compagno; la sua sorella minore non è più bella di lei? Prendila dunque al suo posto”. (RSV)

Questo crea la scena della fase successiva delle attività del giudizio.  Il matrimonio dei Gentili è in corso.  Qui abbiamo il primo esempio dell’uso dello Spirito Santo.  Questo è il primo amore della sequenza.  Questo è l’anno e il ciclo dell’Efesino – essendo il primo anno del periodo dei sette anni e il primo dei sette cicli del Giubileo.  Le fasi della manifestazione dello Spirito Santo in Sansone, seguono le fasi della parabola dell’albero data da Cristo in Luca 13:8.

Luca 13:6-9 Disse anche questa parabola: “Un tale aveva un fico piantato nella vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: Ecco, son tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo. Taglialo. Perché deve sfruttare il terreno? Ma quegli rispose: Padrone, lascialo ancora quest’anno finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo se porterà frutto per l’avvenire; se no, lo taglierai”.(RSV)

La sequenza dura tre anni.  Quindi il quarto è quello della fertilizzazione e della crescita forzata.  Il quinto è un anno di grazia ed il sesto uno di prova.  Il settimo è quello del riposo del Sabbath.  La legge è dunque rafforzata e la sequenza ricomincia ad un livello superiore.  La sequenza dei sette anni può vedere l’eliminazione del candidato, che è dunque chiamato ma non scelto.  La perdita del primo amore segue anche come un pericolo distinto di questo processo iniziale.  Questa sequenza fu vista anche come la settima fase della Chiesa, attraverso le sette Chiese di Dio nell’Apocalisse 2 e 3.

Giudici 15:3-8 Ma Sansone rispose loro: “Questa volta non sarò colpevole verso i Filistei, se farò loro del male”. Sansone se ne andò e catturò trecento volpi; prese delle fiaccole, legò coda e coda e mise una fiaccola fra le due code. Poi accese le fiaccole, lasciò andare le volpi per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni ammassati, il grano tuttora in piedi e perfino le vigne e gli oliveti. I Filistei chiesero: “Chi ha fatto questo?”. Fu risposto: “Sansone, il genero dell’uomo di Timna, perché costui gli ha ripreso la moglie e l’ha data al compagno di lui”. I Filistei salirono e bruciarono tra le fiamme lei e suo padre. Sansone disse loro: “Poiché agite in questo modo, io non la smetterò finché non mi sia vendicato di voi”. Li battè l’uno sull’altro, facendone una grande strage. Poi scese e si ritirò nella caverna della rupe di Etam.(RSV)

Qui, si ha la stessa storia di Gedeone, in cui le torce sono usate per distruggere i Gentili.  Le trecento volpi equivalgono ai trecento uomini con le brocche nella storia di Gedeone.  Qui, è lo Spirito Santo nelle mani di Cristo, che si serve del giudice di Dan per prepararli.  Il riferimento agli uliveti, riguarda l’uso continuo del termine per il sacerdozio.  I falsi sistemi dei Gentili sono distrutti dalla parola di Dio, nelle mani degli eletti.  Questo è il motivo per cui la moglie del Giudice è perseguitata ed essi sono bruciati al rogo, come lo sono coloro che sono del loro lignaggio, a causa delle tribù nascoste dalle quali sono presi i 144000.

Per questa ragione i Gentili attaccano Giuda.

Giudici 15:9-13 Allora i Filistei vennero, si accamparono in Giuda e fecero una scorreria fino a Lechi. Gli uomini di Giuda dissero loro: “Perché siete venuti contro di noi?”. Quelli risposero: “Siamo venuti per legare Sansone; per fare a lui quello che ha fatto a noi”. Tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della rupe di Etam e dissero a Sansone: “Non sai che i Filistei ci dominano? Che cosa ci hai fatto?”. Egli rispose loro: “Quello che hanno fatto a me, io l’ho fatto a loro”. Gli dissero: “Siamo scesi per legarti e metterti nelle mani dei Filistei”. Sansone replicò loro: “Giuratemi che voi non mi colpirete”. Quelli risposero: “No, ti legheremo soltanto e ti metteremo nelle loro mani; ma certo non ti uccideremo”. Lo legarono con due funi nuove e lo fecero salire dalla rupe.(RSV)

In questo esempio il giudice di Israele fu abbandonato da Giuda, perché essi furono attaccati dai Gentili, con lo scopo di eliminare la tribù dalla quale era nato.  Il Messia permise loro di legarlo e di consegnarlo per essere ucciso.  A lui fu comunque ridato il potere attraverso lo Spirito Santo, come avverrà negli ultimi giorni in quanto re.

Giudici 15:14-17 Mentre giungeva a Lechi e i Filistei gli venivano incontro con grida di gioia, lo spirito del SIGNORE lo investì; le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino bruciacchiati dal fuoco e i legami gli caddero disfatti dalle mani. Trovò allora una mascella d’asino ancora fresca, stese la mano, l’afferrò e uccise con essa mille uomini. Sansone disse: “Con la mascella dell’asino, li ho ben macellati! Con la mascella dell’asino, ho colpito mille uomini!”. Quand’ebbe finito di parlare, gettò via la mascella; per questo, quel luogo fu chiamato Ramat-Lechi.(RSV)

Dunque, attraverso questo oggetto avvenne la liberazione.  La protezione degli eletti deriva da questa liberazione.

Giudici 15:18-20 Poi ebbe gran sete e invocò il Signore dicendo: “Tu hai concesso questa grande vittoria mediante il tuo servo; ora dovrò morir di sete e cader nelle mani dei non circoncisi?”. Allora Dio spaccò la roccia concava che è a Lechi e ne scaturì acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita. Perciò quella fonte fu chiamata En-Korè: essa esiste a Lechi fino ad oggi. Sansone fu giudice d’Israele, al tempo dei Filistei, per venti anni.(RSV)

Qui, si vede stabilito il corso del giudizio.  Il suo essere giudice per venti anni seguì questa sequenza.  Comunque la caduta dei Gentili è causata anche dai trecento, come vediamo in Gedeone.  Questo processo può essere estrapolato agli ultimi giorni.  Il processo dunque si sviluppa dall’analogia ripetuta.  L’allegoria della roccia che si spacca a Lechi è anche una replica dell’attività di Mosè.  Dunque, si vede l’attività del Messia, che rende disponibile la fontana delle acque viventi dalla roccia che è Dio.

La storia di Sansone e Dalila è ben conosciuta anche se poco compresa.  La caduta di Sansone avvenne alla fine del periodo in cui fu giudice di Israele, quando in teoria egli sarebbe dovuto essere più forte attraverso la crescita nello Spirito Santo.  Il suo ventesimo anno era in effetti il terzo anno di giudizio sotto il sistema del Giubileo.  Il processo iniziò dal diciannovesimo anno.  La storia, comunque, occupa un ciclo completo per svilupparsi.  Nella prima fase egli fu gettato in una relazione idolatra con una pagana.  Questa relazione iniziò sotto la guida dello Spirito Santo poiché era la prima.  Lo scopo era di abbattere l’intero edificio della casa dei Gentili.  Questo è esattamente lo stesso processo che sarà sperimentato alla fine dei venti Giubilei del Millennio, quando Satana è ancora libero e le nazioni sono sovvertite dalla Schiera ribelle, che stabilisce di nuovo il falso sistema.  La rappresentazione ha anche a che fare con la Chiesa negli ultimi giorni, poiché è sovvertita dalla prostituta.

Giudici 16:1-3 Sansone andò a Gaza, vide una prostituta e andò da lei. Fu detto a quelli di Gaza: “E’ venuto Sansone”. Essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città e tutta quella notte rimasero quieti, dicendo: “Attendiamo lo spuntar del giorno e allora lo uccideremo”. Sansone riposò fino a mezzanotte; a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che guarda in direzione di Ebron. (RSV)

Qui, lo Spirito Santo è con lui.  Sansone comincia ad essere fiducioso dei poteri che gli sono stati dati.  I Gentili invidiavano il potere che derivava dallo Spirito Santo. La preparazione di Sansone dalla nascita, simboleggiava il fatto che Cristo poteva lavorare meglio con un individuo incontaminato o sacro.

Giudici 16:4-12 In seguito si innamorò di una donna della valle di Sorek, che si chiamava Dalila. Allora i capi dei Filistei andarono da lei e le dissero: “Seducilo e vedi da dove proviene la sua forza così grande e come potremmo prevalere su di lui per legarlo e domarlo; ti daremo ciascuno mille e cento sicli d’argento”. Dalila dunque disse a Sansone: “Spiegami: da dove proviene la tua forza così grande e in che modo ti si potrebbe legare per domarti?”. Sansone le rispose: “Se mi si legasse con sette corde d’arco fresche, non ancora secche, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque”. Allora i capi dei Filistei le portarono sette corde d’arco fresche, non ancora secche, ed essa lo legò con esse. L’agguato era teso in una camera interna. Essa gli gridò: “Sansone, i Filistei ti sono addosso!”. Ma egli spezzò le corde come si spezza un fil di stoppa, quando sente il fuoco. Così il segreto della sua forza non fu conosciuto. Poi Dalila disse a Sansone: “Ecco tu ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne; ora spiegami come ti si potrebbe legare”. Le rispose: “Se mi si legasse con funi nuove non ancora adoperate, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque”. Dalila prese dunque funi nuove, lo legò e gli gridò: “Sansone, i Filistei ti sono addosso!”. L’agguato era teso nella camera interna. Egli ruppe come un filo le funi che aveva alle braccia.(RSV)

Questo processo si sviluppa dalle corde alle funi.  Il processo diventa sempre più difficile mentre progredisce.  Sette è il numero della completezza.  Ci sono sette cicli del Giubileo in cui questo processo è ripetuto.

Giudici 16:13-14 Poi Dalila disse a Sansone: “Ancora ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne; spiegami come ti si potrebbe legare”. Le rispose: “Se tu tessessi le sette trecce della mia testa nell’ordito e le fissassi con il pettine del telaio, io diventerei debole e sarei come un uomo qualunque”. Essa dunque lo fece addormentare, tessè le sette trecce della sua testa nell’ordito e le fissò con il pettine, poi gli gridò: “Sansone, i Filistei ti sono addosso!”. Ma egli si svegliò dal sonno e strappò il pettine del telaio e l’ordito.(RSV)

Qui, il processo si avvicina di più alla verità.  I tre processi che egli intraprese erano sotto la protezione divina.  Sansone stava diventando fiducioso, che il potere che possedeva era il suo e non quello dell’Angelo del Signore, che è il Messia, che controlla lo Spirito Santo in lui.  Questo processo occupa i quattro anni di crescita e di concimazione.  Il primo anno di matrimonio sotto la legge impedisce ad una persona di andare in guerra.

Il quinto anno di grazia prepara la persona al sesto anno di prova.  Comunque, il corso della prova inizia nell’Anno di Grazia e termina con la doppia raccolta delle feste del sesto anno.  Nell’Anno di Grazia i peccati della nostra follia sono indicati e Dio usa questo anno per cominciare le prove e la correzione o la giustificazione dell’individuo. Ogni anno questo processo inizia e porta alla stagione della Pasqua ebraica, e alla cena del Signore, al lavaggio dei piedi, ai sacramenti della Pasqua ebraica in cui i nostri peccati sono perdonati per un altro anno.  Comunque, il Quinto Anno del ciclo è particolarmente severo e molte persone sono messe alla prova in questo processo.  I peccati che sono stati ignorati fino a quel momento sono portati alla luce e, in molti casi, molti individui sono allontanati completamente dalla Chiesa di Dio a causa di peccati gravi e impenitenti.

Dio si occuperà delle persone per ciò che riguarda gli aspetti critici nel ciclo Sabbatico che Egli spera di correggere per il ciclo successivo.  Le sette trecce della testa di Sansone simboleggiano la sequenza dei sette cicli e gli angeli delle sette Chiese sulla testa che sono Cristo.

Giudici 16:15-20 Allora essa gli disse: “Come puoi dirmi: Ti amo, mentre il tuo cuore non è con me? Gia tre volte ti sei burlato di me e non mi hai spiegato da dove proviene la tua forza così grande”. Ora poiché essa lo importunava ogni giorno con le sue parole e lo tormentava, egli ne fu annoiato fino alla morte e le aprì tutto il cuore e le disse: “Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo di Dio dal seno di mia madre; se fossi rasato, la mia forza si ritirerebbe da me, diventerei debole e sarei come un uomo qualunque”. Allora Dalila vide che egli le aveva aperto tutto il cuore, mandò a chiamare i capi dei Filistei e fece dir loro: “Venite su questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il cuore”. Allora i capi dei Filistei vennero da lei e portarono con sé il denaro. Essa lo addormentò sulle sue ginocchia, chiamò un uomo adatto e gli fece radere le sette trecce del capo. Egli cominciò a infiacchirsi e la sua forza si ritirò da lui. Allora essa gli gridò: “Sansone, i Filistei ti sono addosso!”. Egli, svegliatosi dal sonno, pensò: “Io ne uscirò come ogni altra volta e mi svincolerò”. Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui.(RSV)

L’ultima frase è la chiave. Ma non sapeva che il Signore si era ritirato da lui, indica che la consapevolezza della condizione della nostra spiritualità manca enormemente negli eletti.  Il Signore lasciò che Sansone stabilisse fermamente nella sua mente che, solo attraverso il potere di Dio nello Spirito Santo, egli sarebbe potuto sopravvivere contro i Gentili.  Il segreto del potere è conservato in un mistero fino al giorno del giudizio.  E’ rivelato per mettere alla prova gli eletti, per giudicare i Gentili e per abbattere il loro sistema.  I Gentili presero il potere sui giudici di Israele e, dunque, sull’incarnazione dello Spirito Santo.  Essi cavarono i suoi occhi perché non potesse vedere, come fu fatto a Giuda e alla maggior parte della nazione, fino a che i 144000 furono accolti e la moltitudine fu messa alla prova con una grande sofferenza.  Il potere della bestia è un’estensione di questo processo.

Giudici 16:21-31 I Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di rame. Egli dovette girare la macina nella prigione.Morte di Sansone Intanto la capigliatura che gli avevano rasata, cominciava a ricrescergli. Ora i capi dei Filistei si radunarono per offrire un gran sacrificio a Dagon loro dio e per far festa. Dicevano: “Il nostro dio ci ha messo nelle mani Sansone nostro nemico”. Quando il popolo lo vide, cominciò a lodare il suo dio e a dire:”Il nostro dio ci ha messo nelle mani Sansone nostro nemico,che ci devastava il paese e che ha ucciso tanti dei nostri”.Nella gioia del loro cuore dissero: “Chiamate Sansone perché ci faccia divertire!”. Fecero quindi uscire Sansone dalla prigione ed egli si mise a far giochi alla loro presenza. Poi lo fecero stare fra le colonne. Sansone disse al fanciullo che lo teneva per la mano: “Lasciami pure; fammi solo toccare le colonne sulle quali posa la casa, così che possa appoggiarmi ad esse”. Ora la casa era piena di uomini e di donne; vi erano tutti i capi dei Filistei e sul terrazzo circa tremila persone fra uomini e donne, che stavano a guardare, mentre Sansone faceva giochi. Allora Sansone invocò il Signore e disse: “Signore, ricordati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, Dio, e in un colpo solo mi vendicherò dei Filistei per i miei due occhi!”. Sansone palpò le due colonne di mezzo, sulle quali posava la casa; si appoggiò ad esse, all’una con la destra, all’altra con la sinistra. Sansone disse: “Che io muoia insieme con i Filistei!”. Si curvò con tutta la forza e la casa rovinò addosso ai capi e a tutto il popolo che vi era dentro. Furono più i morti che egli causò con la sua morte di quanti aveva uccisi in vita. Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero e lo portarono via; risalirono e lo seppellirono fra Zorea ed Estaol nel sepolcro di Manoach suo padre. Egli era stato giudice d’Israele per venti anni.(RSV)

Il potere di Dio Onnipotente è evidenziato in questo processo del rinnovamento dello Spirito Santo, che è simboleggiato dai capelli.  Dunque, attraverso un uomo cieco che una volta poteva vedere, gli imperi del mondo saranno abbattuti.  Questo è il motivo per cui l’ultima era della Chiesa, la Laodicea è povera, miserevole, cieca e nuda.  E’ schernita dai Gentili, perché è fatta prigioniera dalla propria lussuria e avarizia.  Comunque, al di là di questo debole sistema apostata, ci saranno pochi prescelti che abbatteranno il DIO dei Filistei e spezzeranno il loro potere, così che il regno potrà essere istituito.  L’idolatria della casa di Dio a Silo, sotto il suo sacerdozio apostata, sarà sostituita dal nuovo Tempio del Messia a Gerusalemme.

Il Giubileo e i cicli dei sette anni al tempo della fine

Si può vedere la relazione dei cicli dei sette anni in Sansone, come applicata alla persona individuale sotto Gesù Cristo e alla Chiesa sotto Cristo e lo Spirito Santo.  L’individuo passa attraverso un ciclo di sviluppo lungo i cinquanta anni della sua vita, espressi come un Giubileo.  Dunque, l’individuo è un adulto a venti anni e va verso i settanta anni o un intero Giubileo.

La Chiesa è regolata come un corpo sotto Gesù Cristo.  Questo corpo è regolato secondo la sequenza dei quaranta Giubilei nel deserto.  Sappiamo quando il sistema del Giubileo viene dai testi Biblici (vedere saggi Il Significato della Visione di Ezechiele [108]La Legge con Esdra e Neemia [250]).  I settimi anni del ciclo sono il 1998, 2005, 2012, 2019, 2026 con il Giubileo nel 2027/28 e il primo anno del ciclo successivo inizia nell’anno sacro 2028/29.

Ne segue, dunque, che gli anni della prova per la Chiesa decorrono da, e comprendono i quinti e i sesti anni del ciclo e i Sabbath dal riposo del Sabbath e dalla lettura della Legge.  Dunque ogni Chiesa è messa alla prova e potata e ogni nazione è messa alla prova in base al ciclo del Sabbath.   Così gli anni 1996/97/98, 2003/04/05, 2010/11/12, e 2017/18/19 e 2024/25/26 sono, per la Chiesa e le nazioni, anni di prova e di potatura.  Con le letture seguenti della legge durante i trenta anni successivi, ogni nuovo ciclo vedrà un giudizio sempre più stretto e delle conseguenze per la Chiesa e la nazione, con una sempre maggiore sofferenza fino a che il mondo non sarà completamente stritolato nel 2025.  Entro questo anno, tutte le nazioni si dovrebbero mettere sotto il giudizio Messianico e dovrebbero essere messe in totale cattività dal Messia.  Il primo anno del nuovo Giubileo è il 2028/29.  Il Messia decreterà un nuovo ordine mondiale da Gerusalemme, sotto le leggi di Dio a partire dalla restaurazione.

Dagon cadrà sulla sua faccia e la Sinagoga di Satana si prostrerà in adorazione di fronte agli eletti.  Gli eletti saranno le colonne del Tempio del loro Dio e non ne usciranno più.  Essi sosterranno il nome di Dio e il nome della Città di Dio e il nuovo nome di Cristo.  Tieni saldo quello che hai, perché nessuno ti tolga la corona (cfr. Ap. 3:8-13).

La storia di Sansone nel tempio di Dagon è l’ultima fase della storia di Sansone, in cui egli è cacciato dalla sua stessa vanità, sconfitto e sottomesso all’interno del Tempio.  La storia è in realtà la storia della chiesa Laodicea negli ultimi giorni.  Rispecchia il reinserimento di coloro che si ravvedono, nelle sue fila per abbattere il sistema Bestiale.  Questa restaurazione avviene negli ultimi giorni quando la Chiesa è sconfitta e coloro degli eletti (come dice Daniele) sono sconfitti dal sistema Bestiale.  Comunque, la chiesa si riforma e al di là di questa struttura Cristo viene per salvare coloro che hanno aspettato con impazienza.  Il Tempio di Dagon è il falso sistema di questo mondo, e tutto questo sistema è abbattuto e distrutto.

Le sette trecce di Sansone dei sette spiriti di Dio e le sette ere delle chiese, nella sua sequenza di sviluppo, arrivano al punto in cui egli è povero, commiserevole, cieco e nudo, catturato dai Filistei (il Dio di questo mondo), sconfitto e condotto all’interno per prendersi gioco del Tempio di Dagon.  E’ in questa ultima, la più bassa, fase della Chiesa, che la Chiesa con la forza dello Spirito Santo, abbatte e distrugge il Dio di questa terra e l’intero sistema religioso che programma o prova a distruggerla.