Christian Churches of God
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Sommario: Ruth

(Edizione 2.0 19940515-200000802)
Il Libro di Rut tratta alcuni specifici aspetti delle leggi sull’eredità. E’ anche la storia di un aspetto della discendenza di Cristo ed è un analogia della relazione tra Cristo e la Chiesa. Non è semplicemente la storia di una donna che cerca l’amore e la protezione di un marito.
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(Diritti d’Autore ©1994, 2000 Chiese Cristiane di Dio. A cura di Wade Cox)

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Sommario: Ruth

L’ovvio obiettivo del libro di Rut è di aiutare a raccontare in modo dettagliato le origini della casa di Davide e quindi una parte essenziale della discendenza del Messia. Attraverso delle analogie questo libro da istruzioni e consigli per i Cristiani, per la nostra preparazione collettiva ed individuale ad essere sposi di Cristo al suo arrivo. Mosta anche la responsabilità per la conversione dei gentili.

Ruth è uno degli unici due libri ad avere il nome di una donna. L’altro è Ester. E’ interessante notare che in Rut una donna gentile sposa un marito ebraico, mentre in Ester una donna ebraica sposa un marito gentile. Le storie di queste donne ci mostrano anche che il messaggio di Dio non era soltanto per Israele, ma era esteso anche al resto delle nazioni.

Il libro inizia durante i giorni di Giudici con una carestia in Giudea. Un uomo chiamato Elimelec (che significa Il mio Dio è Re), sua moglie Naomi (che significa Mia amabile) ed i loro due figli, Mahlon (malato) e Chilion (afflitto) si spostarono da Betlemme alla terra di Moab per fuggire dalla carestia. Elimelec morì ed i suoi figli presero delle mogli dai Moabiti intorno a loro, Orpa (Gazzella) e Rut (amicizia).

Dieci anni dopo la morte di Elimelec, morirono anche i suoi due figli Mahlon e Chilion. Sembra che Naomi si attaccò alla sua eredità, cultura e credo ed insegnò queste cose alle sue nuore. Quando Naomi seppe che la carestia in Giudea era terminata decise di ritornare a casa. Tutte e due le sue nuore vedove decisero di seguirla ma soltanto una, Ruth, finì per farlo.

Senza un marito che provvedesse a loro, sia Naomi che Rut erano povere, così Rut durante il raccolto primaverile andò a raccogliere il grano nei campi. La provvidenza fece si che Rut andò a raccogliere il grano nel campo di Boaz, un parente del marito deceduto di Naomi. Egli era estremamente ricco e gli offrì protezione ed incoraggiamento.

Questa era l’intuizione delle mani di Dio, Naomi istruì Rut su come avvicinare Boaz alla fine del raccolto e su come esprimere il suo desiderio di sposarlo. Rut fece così, ma un altro congiunto di Elimelec aveva richiesto in precedenza di sposare Rut. Boaz la riscattò  dal suo congiunto e la sposò. Il libro termina con Boaz e Rut che hanno un figlio e Naomi che gioisce del suo nipote, da cui discesero Davide ed infine Joshua (Gesù) il Messia.

Rut e l’impegno Cristiano

Una delle qualità maggiori di Rut era la sua volontà di abbandonare tutto nella sua vita. Lasciò tutto quello che era importante per lei (la sua patria, la sua famiglia, i suoi amici, la sua cultura e la sua religione) per seguire Naomi in Israele e rimanere fedele a lei, al suo popolo ed al suo Dio (Rut 1:1-18).

Quando Naomi annunciò per la prima volta la sua volontà di lasciare Moab per ritornare nella sua patria, sia Orpa che Rut iniziarono il viaggio con lei. Quando Naomi protestò, Orpa fini per lasciare e ritornare al suo popolo, mentre Rut rimase vicino a Naomi (Rut 1:19-22).

Il tempo della raccolta dell’orzo indicava che era il tempo della Pasqua ebraica. Il tipo di impegno che Rut mostrò è il tipo di impegno che noi in quanto Cristiani dovremmo avere. Per noi, il pentimento ed il battesimo simboleggia una rinuncia totale a se stessi ed un impegno totale per una nuova identità e per un nuovo destino (Rm. 1:19-22; Col. 3:3-4).

Orpa, tuttavia, mostrò una specie di pentimento terreno – una specie di rimorso che non conduce al vero impegno ed al cambiamento (2Cor. 7:10; Lc. 9:62). Rut dall’altra parte è un brillante esempio del genuino e totale impegno ed incarna quei Cristiani che vogliono rinunciare a tutto, compresa la loro vita se necessario, per seguire Cristo.

Quando Naomi e Rut arrivarono a Betlemme, Rut contò su se stessa per andare a raccogliere il grano nei campi e per provvedere a sua nuora ed a lei (Rut 2:1-3). Rut andò a raccogliere il grano ed “avvenne” che andò nel campo del suo futuro marito Boaz. Ebbene, una spigolatrice non semina, irriga o cura il raccolto quando matura. Questi lavori erano responsabilità del fattore che possedeva il campo, ma una ad spigolatrice era concesso di dividere e beneficiare degli sforzi di un altro. In molti modi questo simboleggia il rapporto dei Cristiani con il loro futuro marito, Cristo. Fu Dio che ci Chiamò. Leggere la parabola del seminatore in Matteo 13.

Questo esempio è interessante poiché quando i “semi” del vangelo sono disseminati, alcuni di essi cadono su una terra buona, dove crescono e producono frutti. (1Cor. 3:6-7).

Boaz è simile a Cristo

Quando Boaz seppe che Rut era la nuora di Naomi, si assicurò che stesse al sicuro e che il suo lavoro fosse proficuo (Rut 2:4-14). Egli istruì intenzionalmente i suoi mietitori affiche lasciassero del grano dietro di loro, cosicché Rut fosse incoraggiata (Rut 2:15-17). Nel suo avvicinarsi a Rut, Boaz simboleggiò l’amore la cura e la preoccupazione che Cristo ha nei nostri confronti. Come Boaz si preoccupa della sua futura moglie, Ruth, così Cristo si preoccupa per noi con empatia e compassione (Rut 2:18-23).

Questo è il concetto di fedeltà a Cristo nei compiti che gli sono stati assegnati. Dobbiamo restare fedeli a Cristo per tutta questa raccolta fino alla fine del periodo. Non possiamo tornare indietro nei campi degli altri Signori che sono sopra di noi (l’esercito caduto). Non dobbiamo smettere fino a che la raccolta non sarà completata. In altre parole dobbiamo lavorare fino alla vera e propria venuta del Messia. Non abbiamo il permesso di fermarci.

Ruth ebbe l’audacia ed il coraggio di chiedere a Boaz, un ricco e ben rispettato proprietario terriero, di sposarla. Naomi comprese che in questo c’erano le mani di Dio. Qui c’era anche una questione legale, poiché la sua audacia non venne da un suo desiderio (Rut 3:1-18).

Rut chiese a Boaz di “aprire il suo mantello” su di lei, sia simbolicamente, andando sotto la sua coperta ai suoi piedi, che nel senso della parola quando si svegliò. Chiedere questo a Boaz, significava chiedergli di riscattare la sua dote al suo congiunto, per le leggi del levirato. Questo era suo diritto (cfr. i documenti Il Peccato di Onan [162] e La Genealogia del Messia [119]. Boaz accettò questa richiesta e cercò lui stesso di liberarla, al posto del congiunto, come era desiderio di Rut. Così anche noi dobbiamo cercare coraggiosamente la “mano” del nostro Maestro nel matrimonio. (Spiritualmente parlando) Cristo sta aspettando di sposarci nelle leggi e nella struttura disposte per esso da Dio. Rut rappresenta la chiesa e Boaz rappresenta Cristo (Eph. 5:25-32; Ap. 22:17; 22:20).

Una cosa interessante da considerare è che, il nostro matrimonio con Cristo, sarà un matrimonio di esseri uguali, di Elohim con Elohim. Saremo esattamente sul suo stesso piano di esistenza, come spiriti glorificati figli e figlie del nostro Padre e Dio e Padre di Cristo, come confratelli di Cristo e coeredi con esso. Egli è il nostro capo come il marito è il capo della moglie, ma sono tutti e due uguali come tipologia e come esseri (Eb. 2:11; Rm. 8:16-17).

Boaz riscattò Rut  

Anche se Boaz e Rut volevano sposarsi, Boaz non era libero di sposare Rut per la Legge sul secondo matrimonio (Dt. 25:5-9)

Il Figlio di Elimelech morì senza lasciare un erede e non ci furono altri figli a portare avanti il nome di Elimelech. Così i suoi fratelli, in quanto parenti stretti, avevano la responsabilità ed il dovere di dargli un erede, secondo le leggi del Levirato. Visto che non aveva un cognato la responsabilità ricadde sui parenti stretti della tribù.

Boaz aveva la volontà di sposare Ruth, quindi crebbe un figlio in nome di Elimelech, ma c’era un altro parente che era più vicino di Elimelech rispetto a Boaz e che quindi aveva “priorità” in questo processo (Ruth 4:1-12).

Questo è molto importante nel rapporto tra Cristo e l’Esercito. Se si guarda questo fatto in una forma spirituale, ci rendiamo conto che stiamo guardando Cristo ed all’Esercito che hanno la responsabilità per gli esseri umani. Siamo portati fuori dalle nazioni dei gentili.

L’esempio spirituale è che Boaz voleva, e riuscì a redimere Ruth, prima di sposarla. Quindi è con Cristo. Il processo della nostra redenzione iniziò con la morte di Cristo nella Pasqua Ebraica (1Pt. 1:18-19). Ma il processo per noi sta ancora continuando e sarà così fino alla prima resurrezione, quando i nostri corpi saranno trasformati dalla materia allo spirito e quando l’adozione nella famiglia di Dio sarà completa (Rm. 8:23; Ef. 1:14; 4:30).

Boaz era un tipo di Cristo che doveva concedere il diritto di precedenza al parente più vicino. In Deuteronomio 32:8 leggiamo che Dio dispose tutte le nazioni in base al numero dei figli di Dio. Ognuna di queste nazioni era data a questi figli di Dio ed essi avevano il diritto su queste nazioni di comandarle e di svilupparle. Questi Eserciti celesti dovevano rinunciare ai propri diritti per Cristo. Cristo doveva redimere ed all’esercito fu data la responsabilità per questi esseri umani dal tempo della creazione fino al tempo del ministero di Gesù Cristo. Gli furono dati 4000 anni per adempiere alle loro responsabilità ed altri 2000 dopo il Messia.

Il Messia sta prendendo la Chiesa fuori dalle nazioni dei gentili. Egli li redime dall’esercito caduto che aveva precedenza sotto Satana come Stella Mattutina. Il prezzo fu pagato da Cristo ed egli sta trattando questo aspetto. Dio sta mettendo la gente fuori dalle nazioni dei gentili in Cristo, per sviluppare la Chiesa. Questo è quello che sta succedendo qui con Boaz e la redenzione.

Il libro di Rut è piccolo, ma ricco di significati. E’ di per se una storia bella e toccante, e dona un messaggio che ispira ed incoraggia i Cristiani, poiché anticipa il matrimonio con il loro Re e Maestro che stà per venire: Joshua il Messia.