Giovanni 5:18 è un verso interessante. Gli Ebrei si riferiscono a Cristo rendendolo uguale agli Elohim, affermando che Dio era suo Padre; poiché questo non fu detto in greco, ma in aramaico, abbiamo il testo con “Elohi” poi tradotto come angeli.
I Giudei del tempo di Gesù intendevano il termine “Elohim” del Vecchio Testamento per riferirsi agli “dei” o spiriti viventi della Schiera Celeste. Questi spiriti viventi, elohim, furono creati dal Dio Altissimo.
Gli Ebrei del tempo di Gesù, pensavano anche che l’Angelo di Dio del Vecchio Testamento che diede la legge a Mosè era un elohim. Questo fu ritenuto dalla Chiesa Antica come Gesù Cristo in forma pre-incarnata.
Salmo 45:6-7 Si riferisce al Messia, il Figlio di Dio, e questa interpretazione deriva dalla Lettera agli Ebrei 1:8-9, che individua l’Elohim identificato con Cristo. Il nome dell’unico vero Dio, Eloah, è al singolare nel verso 5 dei Proverbi 30:4-5.
Quando il Vecchio Testamento fu tradotto nel greco della versione dei Settanta, la parola “aggelos” fu usata per i figli di Dio o per gli Elohim nella Lettera agli Ebrei. Da qui la parola “angel” in inglese. Salmo 8:4-6 è citato nella Lettera agli Ebrei 2:6-8, ed il verso 4 si riferisce all’uomo mortale “enosh” e “Adam” nella Lettera agli Ebrei.
Nella Lettera agli Ebrei 2:9, vediamo che fu attraverso la sofferenza della morte che Cristo fu considerato inferiore agli angeli (Elohim) per un breve periodo. Questo concorda con la Lettera ai Filippesi 2:5-9, che mostra la sua incarnazione come uomo.
Dopo la morte, Cristo fu resuscitato dalla morte (Rom. 1:4) e fu poi innalzato da suo Padre (Fil.2:9). La parola tradotta con “angeli” nel Salmo 8 nelle Lettera agli Ebrei è la traduzione greca di Elohim o dei. Ai traduttori fece comodo conservare il greco “aggelos” (messaggero) come angelo, per offuscare il vero significato di Elohim quali figli di Dio, distinto da Eloah, Dio Stesso. Sembra che questi non vollero che il fatto dell’esteso ordine degli esseri, Elohim, fosse facilmente disponibile ai lettori.
Bullinger nota nella Companion Bible che i figli di Dio sono tutti Elohim, come il Vecchio Testamento mostra attraverso l’uso della parola. I sacerdoti del Tempio comprendevano le totali implicazioni del termine Elohim in relazione a Cristo, come messaggero di Dio.
Il termine figlio di uomo (senza articolo) usato nel Salmo 8, racconta del dominio nella terra ed è usato tre volte in questo senso nel testo della Lettera agli Ebrei riferito al Messia.
Il testo in 8:6 si riferisce al dominio dato ad Adamo, che fu perso nella caduta. La restaurazione di questo dominio è lo scopo della salvezza dell’uomo per mezzo di Dio, come parte del Suo piano per l’umanità (Lett.Ebr.2:1-9).
Cristo diventò uomo e mori per riconciliare tutti con Dio (cf.Lett.Ebr.2:10-13). Cristo proclama i nostri nomi nella congregazione degli Elohim e non si vergogna di chiamarci fratelli. Dio è preoccupato per i discendenti di Abramo per renderci sacerdoti attraverso Cristo ed infine regnare con Lui (Rev. 20:4).
La Chiesa antica comprese che l’essere il quale consegnò la legge a Mosè era Cristo. La grande salvezza di cui si è parlato avviene attraverso l’aiuto dello Spirito Santo, disponibile dopo la morte di Cristo e la resurrezione.
Nessun uomo può venire a Cristo se Dio non lo chiama e nessuno può venire a Dio se non attraverso Cristo. Tutto questo è compiuto con l’aiuto dello Spirito Santo, il quale ci lega in un patto, ed è dato attraverso l’obbedienza.
Attraverso l’obbedienza alle leggi di Dio, in forma di uomo, la morte di Cristo ha spianato il cammino all’intera umanità, alla resurrezione dell’Esercito caduto ed alla riconciliazione a Dio il Padre, l’Eloah, cosicché attraverso lo Spirito Santo, Dio onnipotente può diventare tutto in tutti.(Ef.4:6).