Christian Churches of God
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Sommario: Gli Agnelli di Dio

(Edizione 2.0 19940521 - 20000617)
Questo documento esamina gli insegnamenti relativi all’allevamento delle pecore con il messaggio biblico dalla creazione e mostra il ruolo della pecora e del pastore.
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(Diritti d’Autore © 1994, 2000 Storm Cox)

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Sommario: Gli Agnelli di Dio

utto il bestiame, pecore e capre, sono legate biologicamente poiché sono tutti membri della famiglia dei bovidi. Le caratteristiche di questa famiglia sono:

  1. Ruminanti
  2. Zoccoli divisi, e
  3. Tutti hanno le corna cave

Ognuna di queste caratteristiche corrisponde al requisito di pulizia (spirituale) come sottolineato in Levitico 11 ed in Deuteronomio 14, quindi questi animali possono essere mangiati.

Come leggiamo in genesi 1:26, l’uomo era delegato da Dio al controllo degli animali, dalla creazione. E’ nostra responsabilità fare questo in modo corretto. Quindi il lavoro di pastore era predestinato dall’inizio dei tempi.

Così possiamo vedere dalla Bibbia la posizione del pastore, nella gestione degli animali mondi, che Dio ha dato all’uomo per mangiare. Gli animali mondi sono un dono che Dio ha fatto a noi come cibo, per farci risiedere nella sua terra, nel sistema che Egli organizzò per il nostro benessere.

In termini biblici, il ruolo principale delle pecore era di darci la lana (Lv. 13:47-48; Gb 31:20), carne (1Sm. 14:32), pelle (Es. 25:5; Eb. 11:37), latte (Dt. 32:14; Isa 7:21-22), e altri prodotti come le corna usate come contenitori e strumenti musicali (1Sm. 16:1 e Gs. 6:4). Ed è così anche oggi.

Un tempo, la lana era una comodità preziosa e dunque un importante mezzo di commercio. Le pecore erano anche considerate come la ricchezza dell’uomo.

Dalla Bibbia possiamo comprendere il valore della natura delle pecore. Da 2Samuele 12:3 si comprende la loro bontà. Secondo Isaia 53:7, Geremia 11:19 e Giovanni 10:34, le pecore non sono aggressive. Da Michea 5:8 e matteo 10:16 le pecore sono relativamente indifese, e più importante, da Numeri 27:17, Ezechiele 34:5 e Matteo 9:36; 26:31, avevano continuo bisogno di cura e supervisione.

Nell’Antico Testamento, quando si parla del pastore e del suo gregge, generalmente era nel senso letterale. Nel Nuovo Testamento, tuttavia, se ne parla quasi sempre nel senso figurato. Per la sorpresa di molte persone, in realtà le pecore sono animali abbastanza intelligenti. Le pecore agiscono a volte in modo imprevedibile, perché sono invulnerabili.

Una volta, la gestione aveva una forma molto differente. Il pastore governava le pecore da davanti. Le pecore seguendo la sua voce lo seguivano, sicure della sua presenza. Quando le pecore si sentono sicure, brucano l’erba, in ciò che sembra un sogno e possono facilmente estraniarsi da ciò che gli succede intorno.

Le pecore vedono, sentono, pensano ed imparano come tutti gli animali. Ogni animale ha un differente livello di intelligenza, in un modo molto simile agli uomini. Non tutti gli animali possono raggiungere il comportamento che ci si aspetta da loro. Alcune pecore impiegano periodi di tempo lunghi per migliorare; alcune reagiscono velocemente. Spesso dipende dalle esperienze precedenti avute con gli umani e dalle esperienze nel loro periodo di addestramento.

Spesso, più è grande l’appetito dell’animale e maggiore è l’impegno impiega per ricevere la sua ricompensa di buon cibo. Quindi, sia benedetto l’affamato e l’assetato per virtù.

E’ anche interessante notare che una pecora allenata, quando rimessa nel gregge, per lo sviluppo conseguito, diventa il leader del gregge, e tutte le altre la seguiranno. Quindi diventiamo pescatori dell’uomo.

Da ciò concludiamo che le pecore sono sensibili, rispettose ed attente. Hanno una capacità di memoria sottostimata e una pecora più abile può imparare molte cose. Le pecore sono erbivore, dunque non predano altri animali. Si trovano in un ambiente sano, non pericoloso e modesto. Le loro esigenze sono minime e si fanno sentire soltanto quando hanno fame o sentono il pericolo.

La Bibbia parla delle pecore che ascolta e sente la voce del pastore (Gv. 10:3) ed i pastori possono chiamare le loro pecore per nome (vedi il documento Egli le chiama per Nome: Uno studio di Salmi 23(No. 18)).

Comprendere la natura della peco#ra ci permette di apprezzare ancora di più la funzione e l’importanza del loro obiettivo.

La cultura ebraica del gregge di pecore era detestata dalla mentalità Egiziana. Il modo di pensare degli Egiziani era compresa dalla Bibbia, come un processo di pensiero che andava contro Dio. L’Egitto era una ricca nazione commerciale. Erano capitalisti che cercavano la ricchezza e la prosperità nelle cose materiali. Questa loro mentalità li portò ad assoggettare Israele.

Dalla Bibbia sappiamo che Gesù Cristo è il nostro Pastore e noi siamo il suo gregge. Tuttavia anche noi siamo destinati ad essere pastori come lo è Cristo. Questo è sottolineato in Romani 8:17. Da questo possiamo concludere che ora è nostra responsabilità imparare ad essere pastori come lo è Gesù.

Realmente, la funzione fondamentale del fattore nel curare il suo bestiame, stà in due cose fondamentali; il cibo e l’acqua; la protezione e la guarigione. Sfamare le pecore è una responsabilità primaria del pastore. La Bibbia è chiara sul ruolo del pastore. Deve trovare pascolo ed acqua per il suo gregge (Ps. 23:3; Ez. 34:2, 9, 13).

La funzione fondamentale di Cristo è di sfamare il suo gregge. Lo sappiamo da Giovanni 21:15-17. Cristo era chiaro su questo argomento. Era qui che il suo ministero fu incaricato di divulgare la verità nel mondo come sottolineato nella Bibbia. Come bravi pastori dobbiamo nutrire il gregge, così anche il ministero deve diffondere la verità come verità per il ministero. Se non insegniamo la verità come Dio avrebbe voluto, diventiamo come ladri (Gv. 10:1; 10:10).

Il ladro è li per ingannarci e per rubarci la nostra corona, per non farci unire a Cristo nella prima resurrezione e noi dunque siamo privati della nostra posizione come parte degli eletti.

Il più importante compito del pastore è di proteggere il gregge. Oggi, abbiamo il beneficio delle tecnologie come i materiali per recintare, fucili per l’abbattimento degli animali selvatici, faretti per controllare gli animali di notte ed un mondo più popolato con confini conosciuti, in un sistema più organizzato.

Nel periodo biblico, ogni notte i pastori conducevano le pecore in quello che era chiamato ovile (Gn. 31:39; 1Sm. 17:34). Come ovili venivano utilizzate anche delle grotte. (Is. 24:3). L’ingresso della grotta erano normalmente controllato dallo stesso pastore (Gv. 10:7,9).

La chiara direzione da prendere è di curare le pecore della mano di Dio. Siamo giudicati dal modo in cui ci prendiamo cura l’uno dell’altro, sia come pastori che come pecore. Ognuno di noi è sia pastore che pecora. Amiamoci l’un l’altro come il nostro pastore ama noi.